Estratto del documento

Economia aziendale e bilancio modulo 1

A cura di Minerva Pallade Università Bocconi, A.A. 2021-2022, classe 20 – Economia Aziendale e Bilancio Modulo 1 (Economia Aziendale) - 50013 Prof. Alessandro Minichilli – Parte Prima, settembre-ottobre 2021

Indice

  • L'attività economica – teoria d’impresa
  • Gli ambiti della teoria d’impresa
  • Gli assetti istituzionali
  • Le società Benefit
  • La Corporate Governance, i rischi della discrezionalità manageriale e la teoria dell’agenzia
  • Gli strumenti interni ed esterni di Corporate Governance – Il caso Parmalat
  • Le combinazioni economiche delle imprese – La struttura organizzativa delle imprese
  • Il caso Tecnoarredo
  • La struttura dell’azienda e il sistema competitivo – Il settore della pasta in Italia
  • La configurazione del sistema di prodotto – Il caso Nespresso

L'attività economica

Durante questo corso noi ci occuperemo dell'attività economica, ovvero di tutte le forme di organizzazione aziendali (non solo le imprese produttive, anche se ci focalizzeremo su quelle) attraverso cui si svolge attività economica. Prima di dare una definizione di attività economica e vedere in cosa consiste, analizziamo i principi base che ne sono il fondamento:

  • La centralità delle persone (è di gran lunga il più importante) funzionale al progresso civile (l’aziendalista)
  • Il progresso economico, ha uno sguardo dinamico che coglie l'evoluzione economico-sociale
  • L'estensione alle varie classi di istituti (più avanti capiremo di cosa si tratta)
  • La permanenza nel tempo in ambiente mutevole (concetto che richiama quello di evoluzione e prevede la durevolezza dell’attività economica)
  • L'unitarietà dei fenomeni aziendali (perché l’azienda è un complesso unitario, ricco di interconnessioni)

Di seguito, lo schema che illustra la logica che regge il concetto di attività economica e risponde alla domanda “perché c’è attività economica?”:

Persone → Fini → Bisogni → Beni economici → Attività economica

La cui lettura è più o meno la seguente: le persone nel corso della propria esistenza intendono realizzare determinati fini; per far questo si rende necessaria la soddisfazione di bisogni, ovvero la disponibilità di beni economici, che sono oggetto di una attività economica.

1) Le persone

A cura di Minerva Pallade sono il punto centrale da cui muove l’attività economica: essa è svolta dalle persone per le persone. Le persone sono membri degli istituti (vedi più avanti): famiglie, stato, imprese, istituti non profit; e agiscono orientate al benessere individuale (così come la teoria dell’homo economicus, i.e. un decisore razionale, ha postulato a partire dagli anni ‘80), ma anche ispirate da solidarietà e altruismo (la prospettiva meramente individualista deve dunque essere ampliata, resta però il fatto che l’individualismo è l’asse portante).

2) I fini

Sono gli scopi che gli individui perseguono nel corso della loro vita, e possono essere molteplici, di ordine materiale, sociale, spirituale, …

3) I bisogni

Riguardano l’esigenza (nascente da un senso di mancanza) di beni necessari al raggiungimento dello scopo di vita designato. I bisogni possono essere di vario genere: naturali, sociali, etici, estetici, religiosi, … (in relazione al fine eletto). Come vedremo per i beni, i bisogni possono essere considerati primari o voluttuari. I bisogni si dispongono sempre in gerarchia in relazione alle preferenze dell’individuo e al suo reddito disponibile. Inoltre, i bisogni sono dinamici, perché cambiano i gusti, cambiano le scelte, a seguito di apprendimento. Maslow suddivise i bisogni in classi e costruì una piramide:

  • Bisogni elementari: condizione di soddisfacimento è la retribuzione
  • Bisogni di sicurezza: condizione di soddisfacimento è una adeguata protezione fisica e contrattuale del lavoratore
  • Bisogni di socialità: condizione di soddisfacimento è la possibilità di interagire con altri soggetti, e.g. lavorando in gruppo (l’uomo è e rimane un animale sociale)
  • Bisogni di stima: condizione di soddisfacimento è una mansione all’altezza delle capacità professionali ed eventuali riconoscimenti
  • Bisogni di realizzazione: condizione di soddisfacimento è una attività che dispieghi tutte le potenzialità e che realizzi il lavoratore

È chiaro che un individuo punterà al vertice della piramide, cioè al soddisfacimento di bisogni più evoluti, nella misura in cui le esigenze primarie sono soddisfatte. Oggi la maggior focalizzazione sui gradini più alti della piramide è il risultato della progressione sociale.

4) I beni

(Qui in senso ampio, anche i servizi) sono quei mezzi utili al soddisfacimento dei bisogni. Una summa divisio distingue i beni economici (merci e servizi) dai beni non economici (beni liberi): i primi sono sufficientemente scarsi da avere un valore quantificabile (cfr. scarsità relativa), i secondi sono disponibili in quantità illimitata (di fatto è una categoria piuttosto ridotta, e.g. l’aria). Vediamo alcune classificazioni:

  • Primari vs voluttuari: la distinzione non è per nulla netta, e la zona grigia è estesa
  • Complementari vs fungibili: sono complementari i beni che devono lavorare insieme per soddisfare il bisogno (es. autovettura e carburante), sono fungibili i beni interscambiabili, che possono essere sostituiti senza compromettere il soddisfacimento del bisogno. La fungibilità deve essere sempre valutata in relazione al bisogno: è fungibile quel bene che consente con uguale efficacia ad un altro di soddisfare il bisogno. L’efficacia è la capacità di raggiungere un risultato, l’efficienza è invece la capacità di raggiungere un risultato minimizzando lo sforzo e/o massimizzando il beneficio (minimizzare l’input in base ad uno stesso output o massimizzare l’output in base ad uno stesso input).
  • Differenziabili vs commodity: sono differenziabili i beni tra cui è possibile operare una differenziazione, in quanto presentano leve di differenziazione (es. un paio di scarpe), le commodity per contro sono indifferenziabili in termini qualitativi e attengono alle materie prime (es. acqua, benzina, energia elettrica). In strategia si parla, e parleremo, di differenziazione (l’azienda si sforza di offrire un prodotto con caratteri differenti e che lo rendono distinguibile rispetto ai prodotti dei competitor), concetto assai diverso dalla strategia di diversificazione (l’azienda si organizza per produrre diversi prodotti). (Se i beni prodotti da un’impresa si stanno “commoditizzando” significa che stanno divenendo pericolosamente standard, e che il prezzo tende al ribasso). Si è soliti contrapporre la strategia di differenziazione (talvolta anche molto aggressiva, si pensi a Gucci, Prada, Hermes, …) alla strategia di costo (i.e. vendere beni di qualità al minor prezzo, vale a dire produrli al minor costo, rinunciando alla riconoscibilità). Se è vero che in nicchie di differenziazione sono in molti che possono avere successo, non è così nel secondo caso, dove il leader di prezzo è uno, appunto colui che può offrire al mercato il prezzo minore.
  • Strumentali vs di consumo: i primi sono i beni intermedi delle fasi produttive e afferiscono al mondo business to business (molto più grande per volume di B to C, e certamente più professionale, tecnico, interessante, celato agli occhi dei più); i secondi sono i beni finali, destinati al consumo, che afferiscono al mondo business to consumer (ultimo miglio della fase produttiva).
  • Durevoli vs di utilizzo singolo: gli uni suscettibili di due o più consumazioni, gli altri no.
  • A consumo individuale vs a consumo collettivo, a seconda del fatto che siano destinati al singolo o alla comunità intera
  • Privati vs pubblici. Vi sono due modi per intendere i beni pubblici: bene pubblico è un bene prodotto dallo stato o da una sua pubblica amministrazione (visione più semplice); bene pubblico è un bene non escludibile e non competitivo nell’uso (si pensi alla sicurezza nazionale: non è possibile che taluni ne traggano vantaggio e altri no, né è possibile che il beneficio dedotto da taluni sia condizionato da quello altrui). I beni che possono dirsi beni pubblici puri, perché rientrano nella seconda definizione sono solo la sicurezza nazionale e la giustizia; gli altri beni pubblici (tecnicamente non puri), che rientrano nella prima definizione, possono essere infatti escludibili e/o competitivi (si pensi alla sanità pubblica: l’uso è escludibile perché certuni in linea teorica potrebbero essere esclusi, ed è competitivo perché dipende dall’uso altrui … in tempo di COVID-19 questo è divenuto chiaro a tutti).

5) L'attività economica

È l’attività di produzione e di consumo (altra faccia tutt’altro che secondaria) di beni economici (ricomprendono anche i servizi) necessari a soddisfare i bisogni che le persone avvertono nel tentativo di realizzare i propri fini. (Abbiamo così raggiunto una definizione chiara ed esaustiva).

L’attività economica si svolge mediante tre classi di operazioni:

  • La trasformazione tecnica: fisica (la manipolazione ad opera di aziende manifatturiere), spaziale (la distribuzione, operazione sempre più rilevante, si pensi ad Amazon) e logica (l’attività degli intermediari finanziari, come le banche, che consiste nella valutazione di informazioni e dati per indagare ad es., grazie al bilancio, la salute finanziaria di una impresa)
  • Le negoziazioni: lo scambio di beni (flusso fisico), lavoro, capitali (flusso finanziario), rischi. Piuttosto interessante è l’attività assicurativa che opera attraverso modelli probabilistici attuariali sofisticatissimi; qualunque rischio è assicurabile, tranne quello imprenditoriale (altrimenti ci sarebbe un cortocircuito e le uniche imprese sarebbero le assicurazioni). Caratteristica peculiare è che le imprese assicurative sono le sole ad anticipare i ricavi ai costi (spesso garantendosi eccessi di liquidità, ecco perché in passato spesso si sono dedicate all’acquisto di prestigiosi immobili storici nei centri urbani)
  • La configurazione e il governo degli istituti: assetto istituzionale e organizzazione (sono cose che vedremo prossimamente).

Le operazioni tipiche dell’attività economica, che si rifanno a una o più classi sono: la produzione di merci (imprese manifatturiere), la produzione di servizi (imprese di trasporto, di consulenza, …), lo svolgimento di negoziazioni di beni (imprese commerciali), capitali (imprese bancarie), rischi (imprese assicurative).

In conclusione, abbiamo visto da cosa nasca l’esigenza di svolgere attività economica, come questa generalmente si compie, ma dal punto di vista delle imprese quale scopo ha l’attività economica? L’attività economica è il mezzo attraverso cui produrre remunerazione per tutti i fattori della produzione (anche per il capitale, cioè la remunerazione del rischio imprenditoriale). Attenzione, il fine non è il profitto (concetto sfumato con quello di remunerazione del capitale), che può essere teoricamente anche pari a zero, senza compromettere la sostenibilità dell’attività stessa.

L’impresa è quell’istituto economico e sociale che trasforma risorse (input) in prodotti e servizi (output) commerciabili, cioè aventi un valore sul mercato, superiore a quello delle risorse di partenza. (Maggior valore dell’output sull’input: principio della creazione di ricchezza sul mercato e per il mercato che contraddistingue l’impresa moderna). Le condizioni primarie di produzione (i.e. gli input) sono il lavoro e il capitale di risparmio o di rischio.

Gli ambiti della teoria d’impresa

Perché le persone tendono a costituirsi in gruppi e svolgere assieme l’attività economica?

Innanzitutto, perché organizzarsi in gruppi rende l’attività più efficace, performante, e forse più efficiente. In passato gli individui si sono dedicati all’autoproduzione (modello limitato alle singole capacità, conoscenze, finanze, …), prima di accorgersi che insieme potevano contare su maggiori risorse (competenze, capitali) e attuare risultati non altrimenti possibili.

Poi, sotto il profilo sociale, non secondariamente (abbiamo detto che l’homo economicus oltre a perseguire fini individuali, guarda alla solidarietà e al benessere comune) l’uomo ha voglia di socializzare, e questo desiderio naturale è tutt’altro che latente. Questo spiega perché il mondo socioeconomico è dominato da organizzazioni e non da singoli.

Vantaggi

Indubbiamente il vantaggio maggiore è rappresentato dalla c.d. rendita organizzativa, ovvero quella categoria concettuale che indica il surplus di ricchezza, di valore aggiunto, che deriva dal fatto di operare insieme, sfruttando sinergie e complementarità. (Es. Tizio e Caio presi singolarmente producono 100 ciascuno, insieme producono 300).

Nell’esempio, 300 - (100 + 100) = 100 è il c.d. risultato residuale, che altro non è che la specificazione contabile (si tratta di un termine tecnico di bilancio) della categoria concettuale della rendita organizzativa. Il risultato residuale è ciò che residua dopo aver remunerato tutti i fattori della produzione (anche e soprattutto il capitale), esso può esplicitarsi in utile, se in attivo (+), o in perdita, se in passivo (-).

Svantaggi

L’esercizio in comune dell’attività economica comporta alcuni problemi non indifferenti. Il problema principale riguarda la responsabilità, e si manifesta quando evidentemente gli affari non soddisfano o versano addirittura in condizioni sfavorevoli; se l’individuo opera singolarmente si farà un esame di coscienza e accetterà le conseguenze derivanti dalla propria azione, ma se gli individui iniziano ad essere più d’uno si pone il problema di sopportare le perdite (il risultato residuale passivo). (In realtà il problema della ripartizione del residuale è presente anche se attivo, essendo diversi i fattori della produzione, per es. i fattori più rischiosi dovrebbero giovarsi di una remunerazione più generosa; tuttavia, se c’è utile, il problema è pur sempre meno delicato). Bisogna poi aggiungere un ulteriore onere: le organizzazioni necessitano di regole per la costituzione e, in particolare, per la distribuzione dell’utile.

Definizione di istituzione e di istituto

  • Le istituzioni sono modelli, regole e strutture di comportamento relativamente stabili, adottate dai singoli all’interno dei gruppi;
  • Gli istituti sono società umane complesse, un insieme di elementi, fattori, energie risorse regolate da istituzioni; sono quattro le categorie di istituti significative ai nostri fini: le famiglie, le imprese, gli istituti pubblici e gli enti non profit.

Caratteristiche degli istituti

  • Sono duraturi (perdurano a lungo nel tempo), sono dinamici (si evolvono in relazione alle circostanze socioeconomiche), sono unitari e autonomi (non hanno interferenze esterne)
  • Sono basati sulla cooperazione (concetto di rendita organizzata) e sull’incertezza e il rischio (concetto di imprenditorialità)
  • Sono guidati dal soggetto economico o soggetto d’istituto, e svolgono attività economica

L’azienda è l’ordine strettamente economico di un istituto, ovvero l’insieme degli aspetti dell’istituto che riguardano la sfera economica; l’azienda si individua mediante le finalità dominanti (di ordine economico o non economico), il fine economico immediato, i portatori di interessi economici (stakeholder) ed i processi economici caratteristici. (N.B. gli interessi possono essere economici o non economici; gli interessi economici si dicono istituzionali se fanno capo a portatori appartenenti all’istituto, altrimenti si definiscono non istituzionali).

Passiamo ora in rassegna le aziende corrispondenti a ciascuna categoria di istituti, e chiediamoci quali attività economiche esse svolgano.

1) Istituto: famiglia

Azienda: azienda familiare di consumo e gestione del patrimonio (attenzione a non confonderla con l’azienda familiare, intesa come azienda di produzione relativa ad un’impresa familiare, o posta sotto il controllo di una famiglia), come si può vedere tale azienda non produce alcunché.

Le finalità dominanti: sociali, etiche, religiose, …

Il fine economico immediato: il soddisfacimento dei bisogni dei membri della famiglia

I portatori di interessi economici istituzionali: tutti i componenti della famiglia

I portatori di interessi economici non istituzionali: altre famiglie legate da parentela, prestatori di lavoro domestico, …

I processi economici caratteristici: consumo, gestione patrimoniale, studio, lavoro, …

2) Istituto: impresa

Azienda: azienda di produzione (impresa e azienda di produzione sono termini e concetti sovrapponibili con buonissima approssimazione, essendo che l’azienda è la ragion d’essere dell’impresa, e che l’attività economica è certamente l’attività predominante dell’impresa).

Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 33
Economia Aziendale e Bilancio - Modulo 1 (Economia Aziendale) - Parte Prima Pag. 1 Economia Aziendale e Bilancio - Modulo 1 (Economia Aziendale) - Parte Prima Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia Aziendale e Bilancio - Modulo 1 (Economia Aziendale) - Parte Prima Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia Aziendale e Bilancio - Modulo 1 (Economia Aziendale) - Parte Prima Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia Aziendale e Bilancio - Modulo 1 (Economia Aziendale) - Parte Prima Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia Aziendale e Bilancio - Modulo 1 (Economia Aziendale) - Parte Prima Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia Aziendale e Bilancio - Modulo 1 (Economia Aziendale) - Parte Prima Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia Aziendale e Bilancio - Modulo 1 (Economia Aziendale) - Parte Prima Pag. 31
1 su 33
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MinervaPallade di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di economia aziendale e bilancio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano o del prof Minichilli Alessandro.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community