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Economia aziendale nelle istituzioni e nella società

L'azienda è lo strumento che da sempre l’uomo utilizza nel suo operato in campo economico.

Sono divise e si possono distinguere per:

  • Dimensioni —> per dipendenti o fatturato.
  • Settore a cui appartengono.
  • Finalità —> profit o no-profit.

Essa si caratterizza come, indipendentemente dalle sue dimensioni, una azienda appare come un “insieme complesso” perché sono numerosi gli elementi che la compongono. Essi sono differenti tra loro e tra loro interrelati, in ognuno di esse vediamo persone che svolgono determinate mansioni, capitale, macchinari, dipendenti.

È un sistema in quanto si qualifica non solo per gli elementi che la compongono, ma per le relazioni che esistono tra gli elementi, team working, sfruttamento di potenziale qualità.

Bisogna valutare gli effetti che un singolo elemento ha sull'azienda come un sistema di natura economica in quanto soddisfa bisogni utilizzando delle risorse limitate. Inoltre bisogna cercare di avere un'idea migliore rispetto ai competitor seppur con risorse limitate, es. qualità o prezzo.

È come un sistema finalizzato a creare ricchezza durevole nel tempo. Il termine “creare ricchezza” indica quando il valore dell'output è maggiore dell'input, ovvero costi < ricavi. Questo aspetto deve perdurare nel tempo per non finire in perdita o fallire. Il valore dell’output esiste solo se qualcuno trae beneficio da quell’output.

I bisogni che una azienda mira a soddisfare sono diversi tra loro.

Marlow li ha studiati e ha creato una gerarchia, di conseguenza alcuni vanno soddisfatti prima di altri. Ha creato in seguito uno schema a piramide composto da 5 categorie.

Dal fatto che ci sia una gerarchia ne deriva che se il bisogno precedente non è soddisfatto non si avverte il successivo.

I bisogni vengono e possono essere uguali ma risolti diversamente in funzione della disponibilità economica e dell’età.

Che presenta un rapporto di relazione con altri elementi analoghi.

Frontiere di analisi

Esistono molteplici frontiere di analisi quando si vogliono scoprire le regole che guidano il funzionamento delle aziende:

  • La concezione dell’azienda come sistema economico in tutte le sue articolazioni e classi, family-business, azienda pubblica.
  • L’individuazione di soggetti prevalenti e le loro funzioni-aspettative, portatori di capitale e di lavoro, portatori di interessi.
  • L’analisi delle strutture e delle loro evoluzioni a partire dall’assetto istituzionale e organizzativo.
  • Modalità di svolgimento e di controllo delle attività di produzione e di consumo, negoziazione di beni, capitale di rischio e di prestito.
  • Condizioni in cui le attività vengono svolte, equilibrio, economicità, sostenibilità.
  • Struttura dei processi decisionali e la determinazione dei valori d'azienda sia per l’analisi sia per le decisioni.

Istituto

  • Complesso di elementi e fattori, di energie e risorse personali e materiali.
  • È duraturo e dinamico.
  • Ordinato secondo proprie leggi.
  • È una unità per i rapporti che lo costituiscono e che si manifestano per essere rivolti ad un insieme di fini comuni —> ognuno lavora e ha i propri obiettivi ma tutti lavorano per il bene generale, per questo bisogna concepire l'azienda come unità.
  • È autonomo -> decisionale -> organizzativo -> finanziario —> si parla di autonomia finanziaria relativa: anche se mi rivolgo a capitali di terzi bisogna mantenere un equilibrio tra il capitale di terzi ed il proprio. Se il gap, ovvero la differenza, diventa troppo grande si rischia di perdere l'autonomia decisionale e organizzativa.

I fini dell'azienda: l’economicità

I fini dell'azienda —> l’economicità.

La creazione di ricchezza deve:

  • Estendersi nel tempo.
  • Fronteggiare le condizioni di incertezza, di dinamica e di contesto.
  • Riuscire a soddisfare gli interessi di tutti i soggetti.

L’economicità è una condizione necessaria al funzionamento dell'azienda al fine di garantire durabilità —> durare nel tempo in un ambiente notevole.

  • Autonomia —> attitudine a vivere senza interventi cospicui.
  • Equilibrio —> reddituale, costi e ricavi, monetario, entrate e uscite, e finanziario.
  • Simultaneamente.

I costi generano delle uscite, impatto negativo, e i ricavi vengono prodotti quando l'azienda vende, entrate.

L’aspetto temporale inoltre è molto importante e non è detto che questi elementi avvengano allo stesso tempo, es. se c’è una dilatazione, aumento, del periodo in cui si può pagare. Posso avere l'equilibrio monetario ma non reddituale.

Diverse caratterizzazioni

  • Economia politica —> studia e aiuta a governare i fenomeni economici degli aggregati territoriali, nazionali e internazionali.
  • Economia aziendale —> osserva e aiuta ad interpretare azioni di intervento a livello di singole aziende.
  • Economia industriale —> studia i processi di sviluppo e di ristrutturazione dei settori industriali, ovvero di aggregati di aziende omogenei in base al processo produttivo o al prodotto finale, settore tessile.

Il funzionamento dell'azienda

Per far nascere una azienda serve:

  • Un'idea imprenditoriale che deriva dall'individuazione di un bisogno da soddisfare.
  • Scelta dell'investimento iniziale.
  • Valutazione delle condizioni.

I soggetti che hanno avuto l'idea solitamente recuperano le risorse necessarie per avviare l’attività.

Nel caso di aziende costituite sotto forma di società le risorse messe a disposizione dai soci sono chiamate capitale. Esso può giungere anche successivamente al momento della costruzione.

Viene anche chiamato “capitale di rischio” perché in caso di crisi/fallimento i soci sono gli ultimi a recuperare i soldi investiti. Viene conferito senza obbligo di restituzione, anche sotto forma di mezzi monetari o beni utilizzabili dall'azienda, può essere anche conferito in momenti differenti.

Come si diventa socio? —> conferendo un bene, es. spazio, capacità.

È caratterizzato da:

  • La remunerazione economica -> dividendi = investimento di una prospettiva di remunerazione futura incerta —> secondo la prospettiva dei soggetti che conferiscono il capitale.
  • Quanto investono i soci nell’attività dell'azienda, rischiosa, corrispondente al fabbisogno. Spesso il fabbisogno dell'azienda è maggiore della disponibilità offerta dai soci, si devono recuperare risorse secondo altre vie.
  • Capitale proprio —> di rischio —> remunerazione incerta.

Queste risorse sono il capitale di terzi o il prestito.

Corrisponde ad una disponibilità temporanea di denaro, acquisito da soggetti terzi che dovrà essere restituito secondo modalità stabilita contrattualmente.

L’azienda sostiene degli oneri per la disponibilità temporanea del denaro, ovvero gli interessi: non sono incerti come i dividenti ma certi e predefiniti e possono essere attivi o passivi —> dipende se vengono pagati oppure no.

In caso di fallimento chi ha emanato il prestito ha la precedenza nel riavere i soldi indietro, se non restituiti possono chiedere il fallimento.

Il capitale proprio e di prestito devono avere un certo equilibrio. I mezzi monetari servono per tradurre l’idea imprenditoriale in realtà.

I differenti fattori produttivi, ovvero le risorse necessarie per produrre un bene o un servizio, lavoro, capitale, vengono chiamati input. Essi possono essere:

  1. Generici —> mezzi monetari a disposizione per svolgere l’attività.
  2. Specifici —> risorse specifiche che servono alla attività, impianti e servizi differenziati in base al genere dell'azienda.

Gli input vengono trasformati in output -> beni o servizi.

La trasformazione dei beni produttivi in prodotti può essere:

  • Tecnica -> frutta, uova, pasta -> trasformo degli input tecnicamente.
  • Spaziale -> sposto degli input, non trasformo nulla, esportazione.
  • Logica -> quando si analizzano e trasformano dati, società di consulenza.

La produzione è suddivisa in —> acquisizione dei fattori produttivi —> trasformazione di essi —> vendita degli output.

L'azienda entra in contatto con due mercati differenti, dai fattori produttivi al mercato di vendita.

Le operazioni si caratterizzano in:

  • Operazioni di materia gestionale —> trasformazione di fattori produttivi in prodotti.
  • Operazioni di esterna gestione —> operazioni di scambio con lo scopo di ottenere fattori produttivi e vendere l'output.

Negoziazione che può essere più favorevole per l'impresa o per i clienti/fornitori. Questo dipende dal potere, ovvero dalla forza contrattuale. La negoziazione è influenzata dall’asimmetria informativa -> al momento della negoziazione cerco informazioni sulla controparte ma una delle due avrà più informazioni rispetto all'altra, si cercano di nascondere le informazioni negative.

Circuito della produzione.

Caratteristiche dell'azienda

Le principali caratteristiche delle attività economiche dell’azienda sono:

  • Pluralità di persone.
  • Dinamicità.
  • Tempo -> durabilità.
  • Preponderanza dell'aspetto tecnico.

Tutto ciò per raggiungere delle finalità -> ovvero capacità di creare ricchezza che è condizione essenziale per la continuità dell'azienda, cioè raggiungere l'equilibrio economico durevole nel tempo —> esse possono essere:

  1. Sociali.
  2. Economiche.
  3. Competitive.

Prospettiva soggettiva: i criteri discriminanti

Le qualità delle relazioni tra le operazioni, tra azienda e ambiente esterno e tra gli elementi della struttura non sono frutto del caso, ma sono fondate sulle scelte e le decisioni del soggetto. La dimensione soggettiva nel predisporre e realizzare le condizioni di operatività tipiche del fenomeno aziendale è essenziale. Senza l’opera del soggetto economico l’azienda non esisterebbe o raggiungerebbe l’equilibrio economico solo in modo accidentale.

Per distinguere la modalità di svolgimento dell’attività economica si fa riferimento ai criteri.

I criteri sono:

  • Visione sistemica: l’azienda si caratterizza per la presenza di un aggregato di persone che opera in modo coordinato per il raggiungimento di una finalità comune, insieme valutano le conseguenze.
  • Autonomia: deve essere considerata una condizione essenziale e irrinunciabile, senza di essa il soggetto economico decide sulla struttura e intraprende operazioni non rispondenti alle finalità dell’equilibrio economico, ma finalità esterne all’azienda stessa. In tal modo essa diventa non il tutto ma una parte che è subordinata al sistema nel suo complesso. Autonomia ed equilibrio economico sono strettamente connesse: il raggiungimento non occasionale delle condizioni di equilibrio economico fanno sì che l’azienda non debba ricorrere al sostegno di entità e di economie esterne ad essa per la sopravvivenza e quindi garantiscono che le finalità proprie, di tali entità, non interferiscono nel processo decisionale.
  • Economicità: riuscire a generare ricchezza nel tempo. Criterio di convenienza allargato, che abbraccia la complessità del sistema azienda e prende in esame le molteplici variabili di volta in volta significative. In tal modo si configura una stretta relazione tra la visione sistemica e l’economicità.

Modelli di rappresentazione del sistema azienda

Sono tre a complessità crescente:

  1. Input - output.
  2. Input - output evoluto.
  3. Relazioni circolari.

Modello input - output

1. Modello input - output —> rappresenta l'azienda mediante i legami che esistono tra:

  • Struttura: insieme dei fattori produttivi e delle risorse.
  • Operazioni/attività: insieme delle decisioni e operazioni.
  • Risultati: non solo la presenza di un margine positivo tra valore degli output e degli input ma anche l'accumulazione o meno delle risorse necessarie per la vita aziendale.

I legami che si creano tra struttura, attività e risultati sono bidirezionali. Se da una parte la struttura diffonde le operazioni, queste ultime nel momento in cui si realizzano modificano la struttura medesima sia perché alcuni fattori produttivi sono utilizzati e quindi trasformati in prodotto finito, sia perché le operazioni alimentano processi di accumulazione di risorse intangibili.

A seconda del tipo di struttura l'azienda può svolgere determinate attività, ma essa potrebbe anche venir adattata a seconda del tipo di attività che bisogna svolgere. Le attività determinano i risultati economici e competitivi, fetta di mercato che viene conquistata. I risultati forniscono informazioni per adattare l’attività svolta e per migliorare o meno la struttura.

Modello input - output evoluto

2. Modello input - output evoluto —> bisogna fare una distinzione tra:

  • Attività strategica: insieme delle decisioni e operazioni che in modo diretto hanno come oggetto l'acquisizione e la modificazione della struttura, decisioni a lungo termine, es. spostare la produzione.
  • Attività operativa: insieme delle decisioni e operazioni che mirano allo sfruttamento della struttura, sono decisioni giornaliere, es. vendita prodotti finiti.
  1. La struttura influenza l’attività operativa fornendo i fattori produttivi e le risorse necessarie allo svolgimento delle operazioni.
  2. La struttura determina le condizioni all'interno delle quali le decisioni e operazioni strategiche hanno luogo.
  3. L’attività strategica determina le linee entro cui l’attività operativa ha luogo.
  4. L’attività strategica determina i processi di accumulazione dei fattori produttivi e delle risorse.
  5. Le decisioni e le operazioni di natura operativa offrono informazioni e input utili per alimentare le decisioni e le operazioni strategiche.
  6. Lo svolgimento delle operazioni alimenta l'acquisizione di risorse di natura immateriale.
  7. I risultati sono l’effetto diretto e immediato della gestione operativa.
  8. I risultati influenzano l’attività operativa in quanto offrono informazioni ed evidenze circa la bontà delle operazioni compiute.
  9. I risultati influenzano la necessità di acquisizione di risorse e, di conseguenza, sono un input anche per l’attività strategica.
  10. I risultati possono concorrere all'accumulazione di risorse critiche o alla loro distribuzione.

Modello circolare

3. Modello circolare —> non si ha una bidirezionalità, al di fuori del sistema azienda ritroviamo sempre l’ambiente. Nei modelli precedenti la struttura non era declinata mentre in questo modello abbiamo tre elementi che definiscono e compongono la struttura:

  • Risorse primarie -> persone e soldi, le risorse finanziarie, capitale che l’impresa ha a disposizione, risorse imprenditoriali e manageriali. Le capacità di tutte le persone che ci sono all'interno dell’impresa.
  • Patrimonio tecnico-produttivo -> tutti i fattori produttivi, gli immobili, i macchinari, le attrezzature che utilizza per svolgere l’attività produttiva.
  • Patrimonio commerciale -> ciò che riguarda la vendita, cioè che permette la vendita, ritroviamo i marchi, la rete di vendita. Tutte le risorse che permettono all'impresa di svolgere l’attività di vendita.

Vi sono due tipi di attività:

  1. Gestione strategica —> viene chiamata investimenti, perché in esse si vanno a ritrovare le scelte di investimento dell'impresa.
  2. Gestione operativa —> si suddivide in: approvvigionamento, acquisti; lavorazione, attività di produzione; commercializzazione, vendita.

Non c’è un rapporto biunivoco solo tra due elementi, ma si ha un impatto tra due o più elementi, è tutto collegato. Si può creare un impatto negativo o positivo.

Input e output hanno un modello bidirezionale mentre il modello circolare è tutto collegato, la caratteristica fondamentale di questo modello è il coordinamento tra tutti gli individui all'interno della determinata azienda. Ci deve essere una forte attività di coordinamento.

Sistema impresa e l'ambiente competitivo

Portatori di interesse —> tutti quei soggetti interni ed esterni all'impresa che hanno un interesse nei confronti dell’impresa.

I soggetti interni sono:

  • I prestatori di lavoro, dipendenti.
  • Imprenditori e soci, conferenti di capitale di rischio.

I soggetti esterni sono:

  • Clienti.
  • Banche e finanziatori, conferenti di capitale di prestito.
  • Concorrenti.
  • Fornitori.
  • Stato e tutti gli enti.
  • Trasporti.
  • Comunità con cui entra in relazione, territorio, crea opportunità di lavoro —> come interesse primario ha in primis un interesse economico, ricevere stipendio, e in seguito una possibilità di crescita e sviluppo.
  • Le banche hanno interesse che vengano restituiti con interessi il denaro, interesse solo a livello economico.
  • Le aziende di assicurazioni.
  • Collettività locale, avere p.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Aly_petty di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università "Carlo Cattaneo" (LIUC) o del prof Giani Monica.
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