Economia aziendale
Importante è il concetto di bisogno che viene associato ad uno stato emotivo di insoddisfazione e carenza. Il bisogno può avere diversi gradi di intensità, tale intensità cambia da persona a persona, di sicuro è legato a qualcosa che può soddisfarlo: un bene. Il bene può essere qualcosa di tangibile oppure astratto; infatti possiamo avvalerci di un servizio per soddisfare il nostro bisogno. Il bisogno è una condizione inevitabile ed è ciò che ci spinge a migliorare e ad aspirare a nuovi bisogni.
La scala dei bisogni: la scala di Maslow
Parliamo adesso della scala dei bisogni oppure scala di Maslow: l'ampiezza del gradino rappresenta le persone che sentono la necessità di quel bisogno. La disposizione in scala evidenzia anche gli step successivi di soddisfazione di tali bisogni. Il primo gradino rappresenta il bisogno con maggior intensità; inoltre, non ci interesseranno affatto i bisogni dei gradini successivi fino a quando non abbiamo soddisfatto il primo o quello di maggior intensità in cui ci troviamo in quel momento.
Esistono varie scale dei bisogni, per esempio quella di Herzberg, la quale definisce due categorie: i bisogni igienici e i bisogni motivazionali.
I beni
I beni: ciò che serve per soddisfare un bisogno, possono essere materiali o immateriali (servizio). Si possono destinare in modo diretto (utilizzo quel bene direttamente, accontentano immediatamente il mio bisogno) o indiretto (soddisfo il mio bisogno tramite l’ausilio di quel bene). Un’altra distinzione fondamentale è tra i beni economici (beni che in natura sono presenti in quantità limitata - sono scarsi) e non economici (beni liberamente disponibili). Tale distinzione è di tipo storica, tanto che oggi non viene quasi più considerata; infatti, quando in EA ci riferiamo ai beni economici, si intendono tutti quei beni che sono utilizzati dall’impresa.
Infine, abbiamo un’ultima distinzione tra beni a fecondità semplice e beni a fecondità ripetuta. Più precisamente, i beni a fecondità semplice possono avere più denominazioni: beni annuali, beni a veloce rigiro o beni di attivazione. Questi beni sono a suscettibilità singola, cioè è possibile utilizzarli una sola volta (alimenti), e si definiscono anche annuali a causa di esigenze temporali di breve durata (spesso ci si riferisce all’arco di tempo di un anno) necessarie per lo studio dell’azienda. I beni a fecondità ripetuta sono detti invece pluriennali, a lento rigiro o durevoli. Tali beni sono invece utilizzabili più di una volta; inoltre, possono soddisfare tale bisogno più volte nell’arco temporale predefinito, ecco perché definiti pluriennali.
Le funzioni economiche delle aziende
- Produzione: processo di trasformazione degli input (elementi di partenza - beni o servizi) in output (elementi finiti - prodotto, con cui posso soddisfare bisogni più complessi).
- Consumo: utilizzazione dei (output) beni o servizi ai fini del soddisfacimento dei bisogni umani. Ci si appropria del valore d’uso incorporato in quei beni e servizi. Si definisce consumo sia il processo con il quale si trasformano le materie prime in beni o servizi (input-output) sia l’utilizzo da parte di soggetti dei beni prodotti durante la trasformazione.
- Risparmio: parte non consumata del reddito conseguito (funzione antitetica rispetto a quella del consumo).
- Investimento: destinazione del risparmio all’ottenimento di mezzi di produzione. Si definisce investimento quando riusciamo ad acquisire dei nuovi beni (solitamente di miglior qualità, come per esempio l’acquisizione di beni a fecondità ripetuta - valore d’uso superiore = costi maggiori) da inserire nel processo produttivo.
- Innovazione: mettere in opera una concezione nuova della produzione (può essere “di prodotto” o di “processo”). Innovazione significa che si ha un’applicazione economica nuova, dando la possibilità di migliorare il nostro processo produttivo. Esistono due tipi di innovazioni: l’innovazione di prodotto e l’innovazione di processo. L’obiettivo di tale modifica è arrivare a soddisfare al meglio il bisogno di partenza; o si migliora il modo di produrre quel bene (innovazione di processo), oppure si può migliorare attraverso la creazione di un nuovo bene in grado di soddisfare il bisogno umano meglio di quello precedente (innovazione di prodotto).
Classificazione delle aziende in base alle funzioni economiche
- Aziende di produzione o imprese: la funzione fondamentale che ne giustifica l’esistenza è la produzione (svolge tutte e cinque le funzioni economiche).
- Azienda di erogazione: la funzione principale è il consumo, per esempio la famiglia (svolge tutte e cinque le funzioni economiche).
- Aziende di erogazione composte o miste: sono di difficile classificazione perché incorporano in sé sia le caratteristiche delle aziende di consumo che delle aziende di produzione. Esempio: aziende pubbliche che, a causa della privatizzazione, sono entrate anche nel mercato con attività di produzione (svolge tutte e cinque le funzioni economiche).
I maggiori esponenti delle teorie sull’azienda
Teoria contrattualistica: Giuseppe Cerboni (1827-1917)
Secondo questa teoria, l’azienda è un insieme coordinato di contratti -> “rapporti giuridici”, attuati alla realizzazione di una determinata attività economica con un fine prefissato. Sia la gestione esterna che la gestione interna fanno riferimento a disposizioni legislative che descrivono le modalità di acquisizione e di impiego dei fattori produttivi. In questo metodo aziendale, la personalità e le specificità individuali si annullano, le diversità si appiattiscono e si elimina la fantasia. Si può dunque affermare la nascita del fenomeno dell’alienazione, determinato dalla catena di montaggio, inventata dallo studioso Taylor. Il termine contrattualista deriva da “contratto,” il quale è una modalità di interazione/di sviluppo degli affari, sul mercato proposta da un sistema amministrativo di un determinato territorio. Alla conclusione di un contratto corrisponde l’assunzione da parte dei soggetti che l’hanno sottoscritto di una serie di diritti e obblighi. Perché l’azienda possa concorrere sul mercato necessita di contratti, tipicamente di compra-vendita (per esempio contratti di compra-vendita delle materie prime necessarie all’input aziendale oppure contratti che disciplinano la vendita dei prodotti). Questa teoria fu proposta nella prima metà del XX secolo e possiede ancora una rilevanza effettiva, in quanto riconosciuta da parte di tutti, ossia i contratti sono essenziali per lo svolgimento dell’attività produttiva. Sono nate nelle diverse epoche storiche delle critiche a tale teoria, la principale è la:
- Teoria dell’agenzia: che identifica il ruolo fondamentale del manager di un’azienda che agisce come agente della proprietà aziendale. Una teoria che ha avuto molte critiche conseguenti ai vincoli giuridici causati dagli ordinamenti vigenti nei vari territori.
Cerboni definisce il concetto di azienda come qualcosa di completo ma allo stesso tempo frammentato in base a:
- Un senso oggettivo di cui fanno parte:
- La sostanza amministrabile, ossia il patrimonio
- L’azione amministrativa
- Un senso soggettivo di cui fa parte:
- Il proprietario, l’amministratore, gli agenti e i componenti dell’azienda
Uno dei suoi allievi: Fabio Besta (1845-1922)
Egli vede l’azienda come “una somma di fenomeni, negozi o rapporti da amministrare, relativi ad un cumulo di capitali che formi un tutto a sé o ad una persona singola, o ad una famiglia o ad una unione qualsivoglia o soltanto a qualche classe distinta di quei fenomeni, negozi, rapporti”. Vediamo però il carattere distintivo di Besta rispetto al maestro, è dato da:
- Il complesso delle operazioni gestionali che vertono sul patrimonio (“cumulo di capitali”) di una singola persona o famiglia o ente qualsiasi.
All’interno della sua definizione sono presenti:
- Riferimenti alla teoria contrattualistica
- Critica l’idea di definire norme gestionali generali per tutte le aziende
- Importante è la funzione di “controllo”
La teoria contrattualistica dà una maggiore rilevanza alla dimensione giuridica.
Teoria sistemica: Gino Zappa (1879-1960)
Questa teoria vede l’azienda come un “insieme coordinato delle risorse umane e delle materie prime”. Il nome della teoria deriva dal termine “sistema”, cioè un insieme di elementi che sono organizzati tra di loro con delle relazioni e interdipendenze. Quando si legge di elementi organizzati tra loro con delle relazioni e interdipendenze, ci si riferisce alle risorse umane e alle risorse strumentali utilizzate per lo svolgimento dell'attività aziendale. Tale “sistema” è caratterizzato dai seguenti punti:
- Un periodo di riferimento storico
- Utilizzo di tecniche matematiche e statistiche: tra le tecniche emerge con netto vantaggio quella quantitativa. Si tratta quindi di analizzare dati che mirano ad approfondire la situazione dell’azienda, a scopo di migliorarla o di acquisire la capacità di prevedere l’andamento del mercato.
A tale sistema sono mosse le seguenti critiche:
- Il vedere l’azienda come un sistema non aperto ma chiuso: per sistema chiuso si intende che gli elementi che compongono quel sistema non possono uscire, ma nell’azienda le cose funzionano diversamente, infatti essa necessita di una continua evoluzione e quindi di un sistema aperto, il quale permetta di far entrare e uscire a piacimento elementi-informazioni.
- Visione eccessivamente meccanicistica: secondo questa impostazione teorica, l’azienda è vista in termini matematici. Nasce così un senso di presunzione che scaturisce l’idea di poter comprendere l’azienda in modo assoluto, solamente tramite la conoscenza di dati e statistiche. La teoria tralascia inoltre il fatto che all’interno dell’azienda sono presenti anche soggetti umani, che per l’appunto non essendo perfetti danno la possibile presenza di errori.
Zappa definizione: “istituto economico destinato a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, ordina e svolge in continua coordinazione la produzione il procacciamento o il consumo della ricchezza”.
La teoria sistemica dà una maggior rilevanza alla dimensione matematica-statistica.
Teoria organicistica: Alberto Ceccherelli (1885-1958)
Si esalta l'unicità dell’azienda e la sua visione atomistica, nonostante sia composta da una molteplicità di organi, ognuno dei quali deve assolvere una particolare funzione. L’azienda dunque realizza la sua missione, cioè: creare valore. La differenza tra la teoria organicistica e quella sistemica sta nel fatto che quest’ultima (organicistica), si concentra sull’uomo, grazie al quale esiste l’azienda stessa in quanto componente privilegiato che interviene nell’azienda e nell’attività aziendale.
Tale teoria dà maggiore rilevanza all’aspetto umano-biologico. L’azienda è vista come un organismo socio-economico vivente, costituito da più organi (unico e irripetibile), di cui il soggetto principale è ovviamente l’uomo. Il concetto di “organismo vivente” risulta come una definizione più completa e corretta rispetto alle precedenti. Tale metafora accentua le caratteristiche dell’azienda nella sua unicità e visione atomistica. I sette presupposti proposti consolidano il perché l’azienda è intesa come un organismo vivente:
- Esercita di continuo l’attività per la quale è stata generata, attraversando fasi di sviluppo tipiche di un qualunque organismo vivente
- Reagisce dinamicamente ai cambiamenti dell’ambiente
- Adotta un sistema di valori su cui si adegua i propri comportamenti
- Possiede capacità di comunicazione
- Memorizza gli eventi
- È in grado di fare previsioni
- Manifesta dei bisogni
Ceccherelli definizione: “organismo naturale elementare della società economica”; “coordinazione di operazioni inscindibili nel tempo”.
Ceccherelli ha avuto tre allievi:
- Gianessi (azienda come unità elementare dell’ordine economico generale, dotata di vita propria)
- Riparbelli (azienda come “organismi autonomi ma non isolati dall’ambiente”)
- Guido Ponzanelli (191-1984) definizione: “organismo naturale che a somiglianza degli organismi naturali ha organi destinati a singole funzioni che, armonicamente coordinate e svolte, ne assicurano la sopravvivenza e il perfezionamento”.
Descrizione dei sette presupposti
Primo presupposto
Esercita di continuo l’attività per la quale è stata generata, attraversando fasi di sviluppo tipiche di un qualunque organismo vivente.
Riferimento sul piano cartesiano, descrizione delle rette:
- Ascissa (x) → tempo
- Ordinate (y) → dipende dall’argomento della nostra analisi (possono essere i momenti o le fasi)
Momenti: sono associabili ad un istante di tempo ben preciso, per esempio: una data. (Punto nel grafico).
- A → Concepimento idea
- B → Nascita dell’azienda
- C → Cessazione
- D → Dissoluzione
Fasi: hanno un arco temporale in cui si sviluppano (linea nel grafico)
- Gestazione o incubazione dell’idea
- Avvio (o decollo)
- Crescita (o sviluppo)
- Maturità (o stallo)
- Crisi
- Declino (o decadenza)
- Dissolvenza
Il primo presupposto definisce che al pari di un essere vivente anche l'azienda è soggetta a un ciclo di sviluppo. Si dice che l’azienda sviluppa le sue attività nel corso della sua vita (al pari di un qualsiasi individuo). Le fasi di vita di un’azienda possono essere catalogate a qualsiasi altra azienda in quanto sono simili. Il grafico rappresentato è una funzione composta da una curva crescente che però ha una pendenza della crescita (cioè una velocità di crescita) più lenta nella parte iniziale, poi abbiamo una crescita veloce, seguita da un momento di decrescita (curva verso il basso).
Nota bene: Dal punto A al punto B la linea nel grafico è tratteggiata perché l’azienda non è riconosciuta dal punto di vista giuridico. Nell’ultima parte il tratteggio è riferito al fatto che l’azienda ha cessato di esistere.
Nota bene: Il grafico rappresentato è tipico di un ciclo di vita unico che termina con la cessazione dell’azienda, ovviamente prima della linea tratteggiata la curva potrebbe dimostrarci un nuovo ciclo di vita.
Nota bene: le aziende esterne alla nostra prendono il nome di stakeholder = possessore di un interesse.
Descrizione dello sviluppo aziendale
Concepimento dell’idea → è un momento, un istante in cui viene percepita la volontà di creare un’azienda legata ad un bisogno specifico che vogliamo soddisfare, cioè legata ad una idea. Per stimolare la nascita delle idee, è necessario vivere in contesti che stimolano la loro formulazione.
Gestazione: dopo il concepimento dell’idea, è necessario costruire un business plan - piano industriale o studio di fattibilità - che rappresenta il piano strategico aziendale. Il business plan è un documento finanziario che deve fornire la possibilità di capire se l’idea in questione abbia un esito positivo o no nel corso degli anni. Una delle principali decisioni da prendere è la forma giuridica di quell’azienda. Un’altra decisione fondamentale sono i partner (fornitori, finanziatori, pubblica amministrazione, ecc.). La dimensione è un altro parametro che necessita di una decisione. Mercati, impatto ambientale, acquisizione degli strumenti, ricerca del personale, situazione organizzativa sono tutte decisioni che devono essere prese durante la fase della gestione.
La nascita: l’idea si concretizza, nasce concretamente l’azienda. La nascita di un’azienda consegue che il tessuto socio-economico subirà un cambiamento radicale e permanente della struttura. È un evento che importanza economico-patrimoniale (momento in cui si cominciano a tradurre in numeri reali quei dati che erano stati calcolati nel piano strategico), giuridico (l’azienda ha con la nascita il riconoscimento giuridico, cioè dall’ordinamento), sociale (impatto sulle risorse umane e su tutti gli altri soggetti con cui avrà un legame), politico-istituzionale (impatto sull’intero contesto istituzionale-politico in cui viene inseguìta). La nascita dell’azienda avviene attraversa “traumi”, cioè disfunzioni come documenti mancanti, impianti non funzionanti, mancanza di personale qualificato, ecc.
Start up: fase più o meno lunga. È il momento in cui bisogna controllare se ogni “organo” componente della nostra azienda riesce a collaborare l’uno con l’altro per raggiungere l’obiettivo aziendale. L’avvio è una fase essenziale per il controllo interno dell’azienda. Il controllo è una fase di supporto. Nel reporting, ossia nella rilevazione dell’attività aziendale, in particolare viene data una certa importanza alla struttura patrimoniale (sintetizza la dotazione di risorse che sono state costituite in azienda e che aiutano la sua operatività).
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