Appunti di economia ed organizzazione aziendale
Politecnico di Milano, Ingegneria Biomedica
Bettiga Deborah – a.a. 2019/2020
L'impresa e il suo funzionamento
Sono molti i termini per indicare l’impresa. Generalmente termini diversi indicano realtà e concetti diversi. L’ordinamento non definisce cos’è un’impresa ma che cos’è un imprenditore.
Imprenditore
È imprenditore chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi. Non è chiunque faccia un’attività, ma che faccia quell’attività professionalmente, che sia economica organizzata, con il fine dello scambio di beni e servizi.
Impresa
Si deduce cos’è l’impresa dalla definizione dell’imprenditore. L'impresa è un istituto economico destinato a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, ordina e svolge in continua coordinazione la produzione o il procacciamento e il consumo della ricchezza. L’impresa è quell’istituto economico usato dall’imprenditore per la propria attività.
Azienda
È il complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa.
Ditta
È la denominazione commerciale dell’imprenditore, cioè il nome che l’imprenditore usa per effettuare quell’attività. Insegna: nome usato per i locali commerciali. Valido per il riconoscimento dall’esterno. Marchio: nome usato per far distinguere l’impresa dell’imprenditore da quelle della concorrenza.
Start up
Sono definite dall’ordinamento italiano. Devono essere imprese o progetti di impresa appena costituite. Devono operare in ambiti innovativi ed avere un intenso piano di crescita. Devono poter crescere per trasformarsi in aziende. Una start up non può rimanere tale per sempre. Per fare ciò hanno bisogno di capitali per crescere nelle fasi iniziali.
Spin off
Sono una particolare forma delle start up. Sono un sottoinsieme delle start up. Sono nate all’interno di altre realtà come altre imprese o enti di ricerca in università, che a un certo punto si staccano e assumono vita propria. Viene comunque mantenuta la relazione con l’azienda di gemmazione.
Gruppi di imprese (gruppo aziendale)
Sono insiemi di due o più aziende giuridicamente distinte, ma che fanno parte di un unico soggetto economico, a formare un gruppo per l’appunto. Questi hanno un impatto di gran lunga maggiore alla singola azienda, potendo porsi sul mercato in modo molto forte.
Funzionamento dell’impresa
È possibile immaginare l’impresa come un contenitore. Questo riceve degli input, che sono delle risorse umane (dipendenti), tecnologiche, finanziarie (capitali necessari per poter svolgere l’attività di impresa. Possono appartenere all’imprenditore stesso, o che si chiedono a soggetti esterni, come banche, come apporti di capitale all’impresa (soci in affari)). Lo stesso contenitore produce degli output. Le risorse vengono usate per il processo produttivo per la produzione dei prodotti oppure tali risorse vengono usate per l’organizzazione di risorse per la creazione di servizi. Entrambi saranno proposti al mercato di riferimento.
Per risorse si intendono anche software per la produzione, materie prime da lavorare, semilavorati ecc. L’azienda trasforma le risorse in prodotti o servizi.
Modello di Porter
Egli descrive il comportamento dell’impresa suddividendo le sue attività in primarie e secondarie. Le attività primarie sono consequenziali le une alle altre e sono fondamentali per la trasformazione degli input in output. Il processo di lavorazione delle risorse prevede la successione di:
- Logistica in entrata
- Produzione
- Logistica in uscita
- Marketing e distribuzione
- Servizi after sales
Vi sono anche altre attività (secondarie) che l’impresa deve portare avanti per portare a termine tale processo:
- Attività infrastrutturali
- Gestione delle risorse umane
- Sviluppo tecnologico: ricerca e sviluppo di nuovi prodotti e servizi. Non è un’attività produttiva in sé ma è a stretto contatto con essa.
- Approvvigionamenti: non vengono forniti solo materie prime o semilavorati, ma anche beni finiti.
Tale modello presenta dei limiti:
- È molto improntato sulle attività produttive (aziende di produzione), non è così rappresentativo delle aziende che si occupano di servizi.
- Limite riferito alle attività secondarie. Spesso queste non sono a tutti gli effetti secondarie, ma primarie. Un esempio lampante è quello della ricerca e sviluppo, che vederla come secondaria può essere riduttivo.
- Linearità del modello. Nella parte in basso vi è una sequenza lineare delle attività. Spesso questa linearità viene stravolta all’interno di un insieme molto ampio di aziende. Ad esempio, il marketing viene effettuato molto spesso all’inizio della catena. Questo definisce di per sé quale prodotto offrirà al mercato.
Nonostante ciò è comunque ancora un modello valido di come funzioni l’impresa.
Impresa nella società
Sotto un’altra prospettiva, si possono valutare gli interlocutori dell’impresa. Ciò mostra come l’impresa si colloca nella società.
Shareholders (proprietà): sono i proprietari dell’impresa. Sono coloro che si suddividono la proprietà dell’impresa. Decidono le sue politiche e la finanziano in prima approssimazione.
Stakeholders: tutti gli altri soggetti che hanno un interesse vario o una relazione con l’impresa:
- Prestatori di lavoro (lavoro operativo, gli operai o manageriale, organizzando l’attività all’interno dell’impresa)
- Fornitori, solitamente altre aziende che forniscono beni o servizi per l’impresa. Possono essere fornitori di materie prime, componenti, prodotti finiti, impianti necessari all’interno dell’impresa
- Finanziatori: danno all’impresa il capitale di debito (banche o istituti finanziari). Questo capitale dovrà essere ridato alle banche. In pratica è una somma prestata all’impresa, che poi dovrà ridare indietro. Questo capitale è diverso dal capitale proprio, il quale investo nell’impresa in quanto proprietario o socio e non ha la necessità di essere restituito
- Clienti: sono coloro che acquistano l’output dell’impresa. Ci sono due tipi di clienti: consumatori (mercato dei consumatori. Questo genera il mercato B2C, business to consumer) e clienti industriali (altre aziende che comprano prodotti o servizi dall’impresa. Questo genera il mercato business to business B2B)
- Stato e pubblica amministrazione. Lo stato impone leggi che imprese devono rispettare, così come una tassazione delle imposte da rispettare. Le normative e le regolamentazioni hanno un grosso impatto sull’organizzazione dell’impresa stessa. Il fisco grava sugli incassi ad esempio. L’impresa utilizza però dall’altro canto risorse pubbliche.
- Comunità: può beneficiare del fatto che una certa impresa sia localizzata in quel territorio. Ad esempio, l’impresa genera posti di lavoro. Allo stesso modo le imprese possono essere influenzate dalla comunità (Silicon Valley).
Sono tutte delle relazioni bilaterali.
Tipologie di impresa e i loro obiettivi
Vi sono 3 tipologie di impresa:
Imprese profit oriented
Puntano alla massimizzazione del valore economico; devono essere massimizzati gli utili dell’impresa. Questi profitti addizionali devono essere reinvestiti nell’impresa e ripagare dell’investimento iniziale. Inoltre, bisogna remunerare i soci stessi. Date le risorse investite nell’impresa, bisogna cercare di farle fruttare al massimo, ovvero guadagnare un surplus su quello che è stato investito.
Imprese no profit
Sono aziende che non hanno come obiettivo di generare profitti, ma con l’obiettivo di soddisfare i bisogni umani. Investono nell’azienda con l’obiettivo di generare prodotti o servizi e di generare anche degli utili. Questi utili però non vengono redistribuiti, ma vengono totalmente reinvestiti nell’impresa stessa.
Società cooperative
Il loro obiettivo è fornire beni e servizi direttamente ai soci in modo più vantaggioso rispetto alle condizioni di mercato. Non è un’attività diretta al mercato, bensì ai soci. Eventuali utili sono distribuiti tra i soci.
Profit oriented
Sono la maggior parte delle imprese con cui si ha a che fare ogni giorno.
- Possono appartenere a diversi settori (primario, secondario o terziario)
- Possono avere forma giuridica differente (società di persone, società di capitali)
- Possono avere dimensioni diverse (piccole, medie, grandi)
- Possono operare con diversa estensione geografica (locale, nazionale o globale)
È l’obiettivo che le accomuna tutte. Hanno comunque altri obiettivi, come ad esempio la creazione di posti di lavoro, miglioramento del tessuto sociale, aspetto ambientale, crescita economica di altre realtà. Tutti questi devono però rispettare il primo obiettivo. Deve sempre valere la massimizzazione del valore economico come punto cardine.
Start up
Una di queste forme di impresa profit oriented sono proprio le start up. La maggior parte delle imprese che lavorano nell’ambito biomedico o nanotech sono effettivamente delle start up. Le start up sono organizzazioni temporanee, che hanno lo scopo di cercare un business model scalabile e ripetibile, nel tempo profittevole. Sono temporanee dato che non lo rimangono per sempre. Vi sono due vie: o il fallimento o la crescita e la trasformazione in un’azienda.
La start up deve cercare un modello di business, ovvero una modalità di generare ricavi, a seguito di un insieme di costi che vanno coperti. Tale modello deve essere scalabile e ripetibile, ovvero bisogna sempre creare nuovi clienti nel tempo e deve essere un’attività ripetuta nel tempo, cioè che non deve seguire delle mode temporanee, passeggere.
Il cruccio iniziale (il primo obiettivo) di ogni start up è quello di cercare una base clientelare per poter crescere molto velocemente. La crescita veloce è fondamentale per far sì che la start up non venga schiacciata dalle aziende già presenti e stabili sul mercato, prima che queste possano per l’appunto ostacolare la loro crescita.
Si parla quindi di driver di crescita come quegli elementi e modalità che permettono una crescita veloce alle start up:
- Innovazione di prodotto
- Canali di acquisizione unici (ad esempio WhatsApp o Skype)
- Raccolta dati sui clienti: crescita tramite lo studio dei dati relativi ai clienti che già hanno avuto rapporti con l’azienda. I dati vengono usati per migliorare il servizio primario e per generare nuovi servizi sulla piattaforma
- Comprensione delle necessità di mercato (bisogno di trovare accomodazioni nei casi di grandi eventi in grandi città per l’esempio di Airbnb)
- Modello di business unico: nuova modalità di generare un valore (chi affitta e chi mette in affitto appartamenti su Airbnb)
- Viralità: può essere incentivata mediante moltissimi strumenti (ad esempio la carta Hype, per cui per ogni cliente che si porta sulla piattaforma, si riceve una somma in denaro)
Cosa accade quando una start up si insedia sul mercato?
Quando le incumbent (imprese già presenti su un dato mercato) si vedono entrare sul mercato una nuova start up potrebbero accadere cose particolari.
Oticon era il leader di mercato per gli apparecchi acustici (dal 1958), i quali erano dei behind the ear, ovvero esterni all’orecchio. Era il leader per via della tecnologia che questi apparecchi presentavano e allo stesso tempo investiva molto in ricerca e sviluppo. Nel 1985 una nuova azienda entra nel mercato, la Starkey: questa produce apparecchi in ear (all’interno dell’orecchio, non visibili da fuori), più orientati all’estetica rispetto alla performance. Oticon ritiene che tale innovazione non sia rilevante per il mercato, allora assume che i clienti non siano interessati ad acquistare un prodotto con performances inferiori. Quello che succede però è che Starkey viene apprezzata molto dal mercato, a tal punto da prendere una grande fetta di mercato. Oticon dimezza in un anno i suoi clienti. A quel punto tenta di sviluppare qualcosa di nuovo, che è quella dell’apparecchio digitale. Lanciano il prodotto nel ’95 riaffermandosi come leader di mercato.
Accade non di rado che i leader di mercato vadano a sottovalutare le idee innovative delle start up. Cosa deve fare un’azienda già sul mercato per affrontare questi nuovi ingressi? Vi sono diverse pratiche che possono essere messe in atto. Tutte vanno nella direzione dell’innovazione. Per non sopperire all’innovazione delle altre aziende, l’azienda già presente deve innovare essa stessa.
- 3M chiede ai propri dipendenti di dedicare una parte del tempo di lavoro per innovare, allo stesso modo presenta dei contest all’interno dell’azienda stessa. Progetto di valutazione idee
- Quando c’è un mercato ricco di innovatori all’esterno, si cerca di attrarre tali innovatori all’interno dell’azienda. Questo ad esempio è stato fatto da Shell, con il game changer. Ha dato supporto ad individui con la creazione di un team aziendale dedicato al supporto di progetti innovativi prodotti da individui esterni. L’azienda supporta una serie di start up esterne ad essa, permettendo un vantaggio bilaterale. La start up cresce, l’azienda si assicura delle innovazioni.
- TESCO, con TWIST: chiedono ai manager di passare una settimana all’interno del negozio, per interagire con i clienti e per capire come i dipendenti si relazionano con essi. In questo modo si cerca di andare sempre verso il miglioramento dell’azienda. Altri esempi sono anche i graduate, programmi per i neolaureati che permettono una rotazione per il neo-dipendente in diversi settori dell’azienda, per far sì che questo sia formato a 360°.
- Google, con la regola del 20%. Ogni dipendente dovrebbe avere il 20% del suo tempo disponibile per la creazione e l’innovazione di qualcosa di proprio che possa poi andare a beneficio dell’azienda.
Aziende più strutturate hanno una maggiore difficoltà ad innovare, per via di tutta una serie di fattori in gioco (burocrazia interna, complessità). A volte quello che fanno è inglobare nuove start up che portino innovazione nell’azienda.
I finanziatori delle start up
Per crescere velocemente, le start up hanno bisogno di finanziamenti, che difficilmente è possibile reperire internamente. Per questo motivo i proprietari delle start up hanno come obiettivo quello di ricercare dei finanziamenti esterni. Alcuni esempi sono:
- Incubatori di impresa
- Business Angels
- Venture capitals e private equity
Ciclo di vita di una start up
Permette di individuare i diversi momenti in cui entrano in gioco i vari finanziatori. Nel grafico si ha sulle ascisse il tempo e sulle ordinate il ricavo.
Pre-seed
Una fase iniziale prevede lo sviluppo dell’idea in un modello funzionante di business. Ruolo chiave nella fondazione della start up sono gli imprenditori stessi, che finanziano l’impresa coi propri risparmi in primissimo luogo. In seguito, si può ricevere finanziamenti da FFF (family tools and friends). Si possono in questa fase richiedere prestiti a istituti finanziari, anche se sono molto difficili da reperire. Infine, entra in gioco il crowdfunding. Questo si sviluppa su delle piattaforme online in cui l’imprenditore lancia l’idea del progetto, chiedendo l’aiuto del pubblico. Chiunque nell’internet creda nel progetto, può contribuire al finanziamento del progetto. Il denaro raccolto viene usato per produrre il prodotto o il servizio. Generalmente vengono imposti dei limiti minimi da raggiungere per poter ottenere quei finanziamenti. In pratica, raggiungendo tale soglia, si ha liquidità sufficiente ad avviare la produzione, altrimenti l’imprenditore non viene ricompensato.
Una delle modalità più utilizzate è il crowdfunding reward based: si promette al compratore il prodotto prima che questo possa essere sviluppato e prodotto in cambio di un finanziamento per l’impresa. È una modalità che generalmente funziona dato che non si riceve solamente un aiuto finanziario, ma allo stesso tempo anche un aiuto “sociale”, ovvero i compratori danno spesso dei feedback sul prodotto, il che potrebbe portare delle critiche costruttive utili per lo sviluppo dell’idea. Un lato negativo è il dover svelare l’idea al pubblico, con il rischio di essere copiati.
Seed
Si inizia ad avere un prodotto sul tavolo, che può essere lanciato sul mercato (non più un prototipo). Si fanno vivi nuovi finanziatori, anche per via del minore livello di rischio che assume l’impresa in tale fase. Si è ancora nella fase di produzione, dunque c’è un estremo bisogno di risorse finanziarie perché da un lato c’è un costo di produzione che deve essere sostenuto, ma dall’altro non c’è un rientro economico per via dell’ancora lontano lancio sul mercato del prodotto.
In questo caso giocano un ruolo chiave i Business Angels: sono tipicamente imprenditori o ex imprenditori che investono nella start up credendo ciecamente nel suo progetto. Il motivo della loro scelta di finanziare la start up sta nel fatto che questi, investendo, entrano a tutti gli effetti a far parte dell’impresa. Acquistano una c...
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