Economia aziendale A.A. 2020-2021
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Economia aziendale - 2021
Il mercato sanitario (Lez. 1 - 02/03/21)
La prima domanda di oggi vuole approfondire il termine mercato. Sicuramente è un concetto fondante gli studi economici, ha un'origine e sviluppo che accompagna di fatto lo sviluppo dell’uomo.
Le prime forme di mercato rappresentano i primi stadi di sviluppo della società umana, e nasce per soddisfare i bisogni della persona. Quindi alla base di tutto c'è soddisfare i bisogni essenziali, mangiare, coprirsi ecc... e la presa di consapevolezza di poter provvedere il singolo a tutti questi fabbisogni.
Quindi nasce la necessità di condividere con altri i bisogni, o meglio, condividere le modalità di soddisfacimento di questi bisogni. Quindi nascono le prime forme di economia e di mercato che prende il nome di economia di scambio.
Moneta ed economia di mercato
Una tappa fondamentale nello sviluppo del mercato è riconducibile all’introduzione della moneta, che permette di svincolare il soddisfacimento del fabbisogno di una controparte che avesse la possibilità di scambiare un bene di pari valore e utilità per l’acquirente.
Quindi si attribuisce a priori un valore al bene che contraccambio con un pezzo di carta, la moneta, che non ha un valore intrinseco, ma a cui attribuisco un valore estrinseco, che mi permette di acquistare un altro bene di quel valore.
Quindi si parla di economia di mercato che nasce prima come mercato fisico, per poi arrivare, negli ultimi decenni, anche al mercato virtuale.
Come definisce il mercato il valore dei beni? Non è altro che l’intersezione tra domanda e offerta, cioè soggetti che necessitano di un bene e soggetti che dispongono di quel bene.
Domanda
Nello specifico parliamo di domanda come la quantità di un bene che l’individuo è disposto a acquistare a un determinato prezzo in un certo mercato e specifico momento.
Solitamente quando parliamo di analisi di domanda la domanda non è mai la domanda del singolo, ma la somma di domande dei singoli nel mercato, quindi di quantità aggregate presenti nel mercato che i singoli sono disposti a acquistare in un determinato luogo e tempo, perché in base al luogo e tempo potrebbe cambiare la domanda.
Quindi la curva di domanda si rappresenta con un grafico simile, ovvero un’iperbole, che è in funzione di 4 cose: il prezzo, il reddito del consumatore, ma anche preferenze e gusti del consumatore e infine prezzo dei beni sostitutivi e complementari, bene che si usa insieme a un altro bene.
All’aumentare della quantità domandata, diminuisce il prezzo e vale il contrario. Oltre al prezzo però abbiamo il reddito del consumatore che è un vincolo, perché indica la capacità di spesa di un soggetto.
Se il reddito aumenta significa che a parità di qualsiasi prezzo le quantità aumentano e il grafico si sposta a destra. Viceversa la curva va a sinistra se il reddito diminuisce.
Anche i gusti del consumatore incidono sulla quantità domandata ma è difficile avere un grafico, trovando una relazione statistica come nel caso del prezzo. Infine il prezzo dei beni sostitutivi e complementari influenzano la domanda. Infatti le curve dei due beni, principale e sostitutivo si influenzeranno a vicenda.
Offerta
Invece l’offerta è la quantità aggregata del bene che i produttori sono disposti a vendere per ogni livello di prezzo in un determinato mercato e in un certo momento. L’offerta sono i beni messi a disposizione per essere ceduti.
L’andamento della curva rispetto al prezzo è opposto rispetto alla domanda. Infatti c'è una relazione inversa rispetto al prezzo. In questo caso chi ha disponibilità di un bene sarà più incentivato a vendere i propri beni quando il prezzo sale ovviamente piuttosto che quando il prezzo invece scende.
Ma anche in questo caso il prezzo non è la sola variabile. Lo sono anche i costi di produzione. Quindi se il prezzo non raggiunge almeno il livello minimo che eguaglia il costo di produzione, è ovvio che chi produce il bene non lo metta nel mercato.
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È anche influenzata dal progresso tecnologico, che incide sia sul prodotto che sul processo di produzione, generalmente andando a ridurre il costo di produzione, meno manodopera fisica e maggiore efficienza di produzione.
Ancora i beni sostitutivi e complementari sono importanti nell’influenzare la curva di offerta. Inoltre le politiche governative che regolano l’offerta, imposizione di tasse soprattutto, come la “plastic tax” del 2020, fanno variare i costi di un oggetto.
Domanda, offerta e punto di equilibrio
Se mettiamo insieme le due curve, del prezzo-domanda e del prezzo-offerta, ottengo il grafico seguente. Dall’incontro quindi di domanda e offerta si definisce il prezzo, ovvero il valore di quel bene in quel mercato, in un certo istante.
Cosa succede allora? Per un prezzo superiore al prezzo di equilibrio, avrò un eccesso di offerta, la quantità di offerta sarà molto alta, ma la quantità di domanda bassissima, perché il prezzo è troppo alto, c'è troppa offerta per la domanda presente.
Viceversa se mi sposto in un punto sotto al prezzo del punto di equilibrio avrò un eccesso di domanda, mentre l’offerta sarà più bassa della quantità di equilibrio, c'è troppa domanda per l’offerta proposta, come dire il prezzo è così basso che tutti vogliono - domanda alta - quel prodotto ma non ce n'è abbastanza - bassa offerta.
In gergo il punto di equilibrio è detto anche ottimo paretiano, ovvero che rispetto all’equilibrio, qualunque altro valore di prezzo porta a un peggioramento delle condizioni di un soggetto all’interno del mercato.
C'è solo il punto di equilibrio in cui effettivamente c'è una stabilità della domanda e offerta. Sicuramente sia offerta che domanda sono in funzione del prezzo, definito dal mercato come quel punto in cui curva di domanda e offerta si incontrano.
Forme strutture di mercato
Possiamo allora riconoscere tre forme strutture di mercato:
1) Concorrenza perfetta
È quel mercato che ha come caratteristiche principali di avere una concorrenza perfetta, pluralità di consumatori e produttori, ovvero domanda e offerta sono dati da una molteplicità di soggetti che vogliono acquistare quel bene e una molteplicità anche di soggetti che producono quel bene e che lo offrono.
Il fatto che ci sia la pluralità di consumatori e produttori e che ciascuno offra e contribuisca al mercato in modo limitato, senza avere un produttore principale e un grande consumatore principale, fa sì che nessuno dei soggetti presenti nel mercato sia in grado singolarmente di influenzare l’equilibrio, e quindi si ha impossibilità di influenzare i prezzi.
Altra caratteristica per la concorrenza perfetta è che il prodotto offerto dai fornitori sia sempre uguale e che ci sia dunque una omogeneità del prodotto, senza differenze sostanziali tra i beni offerti tra i vari produttori, ma anche che non ci siano differenze sostanziali nelle richieste degli acquirenti relativamente al bene acquistato.
Infine è importante che ci sia una condizione di informazione perfetta, ovvero che in qualsiasi momento le informazioni di ogni fornitore siano disponibili agli acquirenti che possono valutare le informazioni di acquisto sulla base delle stesse che detiene l’offerta. È abbastanza critica come cosa, perché non avrò mai le stesse informazioni del produttore che quel bene lo offre.
Quindi generalmente chi fa la domanda, consumatore e offerta, produttore, è sbilanciato dalla parte del produttore.
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Infine deve esserci libertà di ingresso e uscita dal mercato nel lungo periodo. Ovvero un produttore può decidere in ogni momento di abbandonare il mercato senza incontrare elevati costi.
Dall’altra parte un acquirente può decidere di smettere di acquistare il bene senza incorrere in elevati costi. Questa libertà fa sì che non ci siano fattori esterni che incidano sulle decisioni di acquisto e vendita.
La presenza di tutte queste condizioni fa sì che il mercato di concorrenza perfetta sia la risoluzione di ogni problema nell’ambito economico. Permette infatti anche ai piccoli consumatori di acquistare i beni a un livello di prezzo dell’ottimo paretiano, migliore per tutti.
Ma in realtà le condizioni richieste dalla concorrenza perfetta difficilmente si realizzano. Abbiamo quindi l’illusione di essere, come consumatori individuali, inseriti nei mercati concorrenziali, ma in realtà lo sono pochissimi quelli a cui abbiamo accesso.
Infatti nel momento in cui acquistiamo un bene siamo quei consumatori che non sono in grado di decidere il prezzo, e uguale dal lato del produttore. Ci sono piccoli produttori che non sono in grado di determinare autonomamente un prezzo perché influenzati dai grandi produttori che violano queste condizioni di concorrenza perfetta.
2) Monopolio
Monopolio è quel mercato che è l’esatto opposto alla concorrenza perfetta. Si caratterizza da un'offerta molto diversa da quella di prima.
La curva di offerta in realtà è una retta parallela all’asse x, perché qualsiasi sia la quantità prodotta il prezzo è stabilito a priori dall’unico produttore presente nel mercato.
E infatti la caratteristica principale del monopolio è avere un unico produttore, a fronte di una pluralità di piccoli consumatori che in nessun modo influenzano il prezzo, prezzo stabilito dal produttore.
L’esistenza di strutture di mercato che hanno la forma di monopolio è garantita per quei mercati per i quali ci sono barriere all’ingresso. Cioè esistono condizioni di accesso di presenza sul mercato che impediscono a altri produttori di fornire lo stesso bene. Si parla di:
- Monopolio naturale, tipico esempio è una miniera, se ho una miniera esclusiva in un territorio la possibilità di avere quel minerale la ho solo io e in quel mercato circoscritto che si rifornisce da quella miniera il prezzo lo stabilisco io.
- Monopolio legale, là dove si riconosce legalmente, per legge o diritto acquisito, la possibilità di produrre o ottenere un certo bene in un modo esclusivo. Per esempio lo sono i monopoli di stato, come i classici “Sali e Tabacchi” che un tempo, il tabacco lo è ancora, erano due beni che solo lo stato poteva vendere, e era un monopolio legale, era fatto per garantire questi due beni, soprattutto il sale di prima necessità a tutta la società ricca e povera allo stesso modo.
3) Oligopolio
Oligopolio è quella struttura di mercato che è l’esempio dei così detti mercati imperfetti. Partendo dalle condizioni che abbiamo già elencato della concorrenza perfetta, là dove si rimuovano una o più assunzioni di base, si generano mercati imperfetti.
L’oligopolio per esempio si ha quando viene meno la presenza di una pluralità di piccoli produttori. I produttori non sono più una pluralità che non riescono a incidere sul prezzo, ma sono pochi produttori.
E deriva perché un’altra assunzione è violata, ovvero la libertà di ingresso e uscita dal mercato a lungo periodo, non rispettata. Infatti ci sono vincoli e barriere dette barriere all’entrata.
Per esempio se voglio aprire un bar non ci sono tante barriere all’entrata, devo trovare io un fondo per allestire il locale, assumere personale ecc... ma fattibile da tutti.
Ma se voglio estrarre petrolio, la cosa non è così semplice, ci sono attività per cui non è pensabile che ci sia un mercato di concorrenza perfetta. Primis perché sono limitati i giacimenti di petrolio e poi c'è un iter di inizio di processo non disponibile a tutti.
Quando quindi ci sono pochi produttori e ci sono barriere all’entrata viene meno l’impossibilità di influenzare il prezzo, e quindi ciascun produttore può modificare il prezzo, in base all’offerta che viene portata nel mercato.
Ogni produttore ha una quota di mercato che può incidere molto nel mercato. E sono quegli ammontare di vendite che in un dato mercato di riferimento detiene il produttore rispetto al mercato di riferimento.
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In un mercato di oligopolio si assiste a una forte concentrazione di mercato. Ci sono pochi operatori che detengono poche quote di mercato.
Il mercato di oligopolio quindi è quel mercato per cui esistono le condizioni relativamente a un elevato numero di beni e servizi di uso quotidiano. Infatti ripetiamo che abbiamo l’illusione di essere inseriti in un mercato perfettamente concorrenziale, ma in realtà o sono pochi o non esistono e la maggior parte sono oligopoli.
La conseguenza è che in un mercato di oligopolio sempre la variabile più importante per la domanda, il prezzo, non è un ottimo paretiano, ma si definisce dai produttori e questo limita molto il piccolo consumatore.
I fornitori definiscono il prezzo perché sono pochi e in un mercato con pochi operatori ai fornitori non conviene fare la “guerra dei prezzi” e ridurre i prezzi per avere maggior quota di mercato. Perché succederebbe che i concorrenti farebbero la stessa cosa e il prezzo scenderebbe sotto il prezzo di produzione e non sarà più conveniente ai produttori vendere il prodotto e il mercato morirebbe.
La condizione migliore è fare un accordo sui prezzi per definire tutti insieme i livelli di prezzi, è ciò che avviene soprattutto nel mercato della telefonia mobile.
Possiamo quindi fare un confronto di alcune caratteristiche dei mercati:
Mercato sanitario
Proseguiamo affrontando l’analisi di un mercato specifico, ovvero il mercato sanitario. Siamo abituati a immaginare con mercato un bene di largo consumo per lo più materiale. Di fatto i bisogni che dobbiamo soddisfare però non sono soltanto soddisfacibili con beni materiali, ma anche particolari come la salute.
Rispetto alle altre tipologie di beni, la salute è considerato un bene di merito. Ovvero quei beni che devono essere garantiti al 100% a tutti, dalle autorità nazionali che governano la nazione.
In particolare nel nostro ordinamento la salute è riconosciuta nella Costituzione, Art. 32. Il bene di merito si distingue dagli altri beni per più motivi.
Finora abbiamo assunto che la domanda è vincolata dalla capacità di spesa del singolo soggetto, se voglio acquistare un tot di beni, vuol dire che ho la disponibilità monetaria per acquistare quel tot di beni.
Ma il bene di merito è completamente diverso, ovvero devo potervi accedere indipendentemente dalla mia capacità di spesa, e è anche detto quindi bene pubblico.
Le caratteristiche più importanti dei beni pubblici sono, bene pubblico e di merito non sono esattamente la stessa cosa, il pubblico è quello che rispetta questi tre principi sotto elencati, il bene di merito invece non necessariamente ha una gestione pubblica:
- Non escludibilità, ovvero nessuno può essere escluso dall’utilizzo di tale bene, non possiamo usare nessun elemento per fare distinzione nella popolazione, reddito, salario ecc...
- Esternalità positive, ovvero nel momento in cui garantisco l’accesso al bene per tutti, significa che il bene può essere usato indipendentemente dal contributo offerto alla realizzazione. Quindi consento l’accesso a tutti indipendentemente da quando ciascuno dà il suo contributo. Ma questo si predispone anche a “offrire il fianco” a un utilizzo opportunistico del bene stesso. Infatti posso accedere alle cure mediche indipendentemente dal fatto se con le tasse ho contribuito o meno alle spese dell’ospedale, è un grosso problema. Quindi pur essendo un evasore totale posso andare a farmi curare gratuitamente come un cittadino onesto.
- Poteri di mercato, l’offerta deve essere gestita in modo accentrato per via degli ingenti costi fissi, monopolio naturale. Esempio è l’acquedotto perché non ha senso ipotizzare un mercato concorrenziale, ovvero che ci sono tanti piccoli produttori ognuno con un suo acquedotto. Lo stesso vale per la salute, non ci possono essere tanti piccoli ospedali, non avrebbe senso.
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Per i beni pubblici di fatto si assiste al fallimento di mercato. Infatti le logiche di mercato e l’incontro tra mercato e offerta non possono funzionare.
Per gestire il bene salute bisogna fare due strade: o perseguire le logiche di mercato e però la salute si tratta non più come bene pubblico, oppure seguire la strada del bene pubblico e abbandonare le logiche di mercato.
Andando a vedere i modelli sanitari applicati ai vari paesi in realtà esistono sia scelte in una che nell’altra direzione. Andiamo a vedere brevemente:
- USA: il modello americano, privatistico, è affidato a un sistema assicurativo privato, assicurando la salute come assicuro una macchina, pago un premio assicurativo, pagato dal datore di lavoro e il datore pagherà un premio assicurativo proporzionale al mio salario. Se ho uno stipendio alto ho una copertura assicurativa alta che mi garantirà copertura sanitaria alta, ovvero accesso a un maggior numero di coperture sanitarie e cure. Il contrario più basso è il salario e meno cure potrò ricevere. Nel momento in cui però si interrompe il rapporto di lavoro, automaticamente decade la copertura sanitaria. Cosa succede quindi per coloro che non hanno un salario, disoccupati o pensionati? Sono previsti dei sistemi pubblici di assistenza minima a carico della fiscalità generale. Il resto però ognuno deve provvedere alla propria assistenza sanitaria e avrà accesso alle cure in base a quanto contribuisce e ha contribuito con il contratto assicurativo sottoscritto al momento del contratto di lavoro. Alla pensione non si ha più diritto di cure come durante il periodo lavorativo e se si vuole mantenere inalterato il grado di copertura si deve provvedere a coprire autonomamente l’assicurazione. Si prevede quindi 3 soggetti nel mercato, l’utente che riceve eventualmente le cure, l’assicurazione che viene pagata dall’utente e che nel momento in cui c’è la necessità di usare il servizio di cure pagherà per conto dell’utente la struttura che fornisce le cure.
- Modello Bismarck (19
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