Concetti Chiave
- La diaspora ebraica è iniziata nel 70 d.C. con la distruzione del tempio di Gerusalemme, portando a emigrazioni in nord-Africa, Europa e Medio Oriente.
- In Europa occidentale, gli ebrei hanno vissuto periodi di tolleranza e integrazione, mentre in Europa orientale hanno subito discriminazione e violenze.
- Alla fine dell’Ottocento, in Russia si sono verificati pogrom, favoriti dallo stato zarista, che hanno spinto gli ebrei a emigrare verso gli Stati Uniti.
- Il sionismo, fondato da Theodor Hertzl, ha promosso l'idea del ritorno in Palestina, portando alla nascita dello Stato di Israele nel 1948.
- L'Olocausto ha rafforzato il nazionalismo ebraico, trasformando l'identità ebraica da una dimensione religiosa a una politico-nazionale.
La diaspora ebraica
Dal 70 d.C, quando i romani distrussero il tempio di Gerusalemme, conobbe la stagione della diaspora con emigrazione dalla Palestina verso il nord-Africa, Europa e Medio Oriente, insediandosi con due fenomeni: tolleranza ed integrazione, pur mantenendo viva fede, in Europa occidentale e discriminazione in Europa orientale.
Antisemitismo e pogrom
In Russia, alla fine dell’ottocento si verificano infatti i pogrom, ossia massacri di villaggi incendiati favoriti dallo stato zarista, che porta all’emigrazione verso gli Stati Uniti e quindi cresce anche un antisemitismo che si radica anche in Europa Occidentale. Basti pensare all’affare Dreyfus in Francia del 1894: generale degli alti comandi dell’esercito accusato di spionaggio nei confronti della Germania, sottoposto a processo ma ciò che colpisce è che si innesca una campagna antisemita contro di lui, la motivazione antisemita sovrasta quella giuridica.
Il sionismo e la nascita di Israele
Nel mondo ebraico nasce così l’idea del ritorno in Palestina, con il contagio quindi di nazionalismo, Theodor Hertzl fonda quindi il movimento sionista, dal monte Sion, che ha come obiettivo ricostruire una patria ebraica, ritornando in Palestina. È paradossale che, con la seconda guerra mondiale, dove gli ebrei sono sottoposti ad un grande sterminio di massa chiamato Olocausto, legittima e sprona ulteriormente il nazionalismo ebraico. Nel 1948 nasce così lo Stato di Israele con poi politicizzazione dell’identità ebraica, perché se fino ad allora l’ebreo rappresentava la propria tradizione religiosa, da lì in poi comincia a condividere anche le ragioni politiche del nazionalismo.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali conseguenze della distruzione del tempio di Gerusalemme nel 70 d.C. per la diaspora ebraica?
- Come si manifestò l'antisemitismo in Europa alla fine dell'Ottocento?
- Qual è il legame tra il sionismo e la nascita dello Stato di Israele?
La distruzione del tempio segnò l'inizio della diaspora ebraica, portando a un'emigrazione dalla Palestina verso il nord-Africa, Europa e Medio Oriente, caratterizzata da tolleranza e integrazione in Occidente, ma anche da discriminazione in Oriente.
Alla fine dell'Ottocento, l'antisemitismo si intensificò in Europa, con eventi come i pogrom in Russia e l'affare Dreyfus in Francia, dove una campagna antisemita prevaleva su motivazioni giuridiche, spingendo molti ebrei a emigrare verso gli Stati Uniti.
Il sionismo, fondato da Theodor Hertzl, promuoveva il ritorno degli ebrei in Palestina, e dopo l'Olocausto, che evidenziò la necessità di una patria sicura, portò alla creazione dello Stato di Israele nel 1948, politicizzando l'identità ebraica.