Concetti Chiave
- Ermanno Bencivenga utilizza il linguaggio delle favole per rendere accessibili concetti filosofici complessi, esplorando mondi impossibili e stimolando la riflessione.
- La favola sul numero quattro affronta una crisi esistenziale, evidenziando l'unicità del numero attraverso le sue proprietà matematiche.
- Il concetto di spazio è presentato come un'entità unica con diverse relazioni, in cui gli spazi più piccoli possono ribellarsi, con il tempo come arbitro.
- La vita media di Tommaso racconta la storia di un uomo il cui tempo di vita rappresenta la media, offrendo spunti di riflessione sulla condizione umana.
- La favola "Le due scuole" pone interrogativi sulla validità dell'istruzione, confrontando il valore della verità e della diversità tra gli studenti.
Ermanno Bencivenga, La filosofia in trentadue favole, Mondadori, Milano, 1991, pp. 82, lire 9.000
Per introdurre i lettori ai temi principali della filosofia, E. Bencivenga, docente di Filosofia all'Università di California, ha scelto, in questo libro, il linguaggio delle favole.
Esplorazione di mondi impossibili
Ogni favola esamina la possibilità di mondi diversi da quelli 'usuali': uomini con tre gambe che non vedono la luna; uomini che percepiscono la direzione degli odori; macchine che ordiscono macchinazioni; il tempo che non passa da solo; bambini che non fanno mai indigestione; l'uomo immortale; uomini che sanno tutto del futuro; un libro che non voleva essere letto; una storia che non sapeva come andare a finire e altro. Esaminando l'impossibile, Bencivenga ci fa riflettere su ciò che è. Un cenno alle favole che hanno attinenza con la matematica.
Riflessioni matematiche
Il problema del quattro introduce le tematiche della teoria dei numeri e delle terne pitagoriche, partendo da una crisi esistenziale del numero 4, che, stanco di essere pari e della sua forma a sediolina, vuole diventare un numero lungo e difficile. Il Grande Matematico lo fa accomodare per terra "(una sedia sarebbe proprio stata inutile!)" e gli spiega la sua particolarità e la sua unicità nel mondo dei numeri: 2+2 = 4, ma anche 2·2 = 4, ma anche 22 =4, ma anche 32 +42 =52 . Quanti numeri possono vantare tutte queste proprietà?
Spazio e relazioni
Problemi di spazio fa riflettere sull'omogeneità dello spazio. Di spazio ce n'è uno solo ma è suddiviso in tanti spazi, piccoli e grandi, tutti incatenati tra di loro da strette relazioni. Tanto strette che un giorno gli spazi piccoli si ribellano. Arbitro della questione viene nominato il tempo ...
La vita media di Tommaso
La vita media è la storia di un uomo che fa il fattore e muore a settantadue anni, quattro mesi, undici giorni, tre ore, venticinque minuti, quarantasette secondi e trentanove centesimi: esattamente la vita media dell'uomo. Quando gli scienziati se ne accorgono si mettono a studiare tutto di lui e scrivono un bel volume: Tommaso il fattore, un uomo del nostro tempo.
Le due scuole e la verità
Le due scuole ci pone una domanda tutt'altro che semplice. In una scuola si insegnano tutte le cose vere; in un'altra si insegnano tutte le cose false. Di verità ce n'è una sola, per cui i bambini della prima scuola imparano tutti le stesse cose. Se uno 'sgarra' gli danno dell'asino. "Da grandi diventano tutti uguali: tutti vogliono un macchina con dentro il telefono, il frigorifero e la lavatrice". Nell'altra scuola scuola i bambini crescono tutti diversi: chi porta il grembiule e chi porta lo scafandro. "Quando crescono uno vuole la macchina con dentro il frigorifero, un altro vuole il frigorifero con dentro la macchina". Il problema è: "quale di queste scuole è una scuola davvero?". Un libro facile da leggere che stuzzica fantasia e razionalità. Antonio Bernardo
Domande da interrogazione
- Qual è l'approccio di Bencivenga per introdurre i temi della filosofia?
- Come viene rappresentato il concetto di impossibile nelle favole di Bencivenga?
- Qual è il significato del "problema del quattro" nella sezione di riflessioni matematiche?
- Cosa rappresentano gli spazi e le relazioni nella favola "Spazio e relazioni"?
- Qual è la questione centrale sollevata nella favola "Le due scuole e la verità"?
Bencivenga utilizza il linguaggio delle favole per esplorare i temi principali della filosofia, rendendo concetti complessi accessibili e stimolanti per i lettori.
Le favole esaminano mondi alternativi e situazioni impossibili, come uomini con tre gambe o un libro che non vuole essere letto, per far riflettere su ciò che è reale e sulle possibilità oltre il consueto.
Il "problema del quattro" esplora la crisi esistenziale del numero 4, evidenziando la sua unicità e le molteplici proprietà matematiche che lo rendono speciale nel contesto della teoria dei numeri.
La favola riflette sull'omogeneità dello spazio, descrivendo come gli spazi, pur essendo unici, siano interconnessi da relazioni strette, fino a generare una ribellione degli spazi più piccoli.
La favola pone una riflessione sulla natura della verità e sull'educazione, confrontando due scuole: una che insegna solo verità e l'altra solo falsità, interrogandosi su quale sia realmente una scuola valida.