Concetti Chiave

  • Nel 621 a.C., Dracone promulgò il primo codice penale della storia per sedare le rivalità aristocratiche ad Atene, sostituendo l'arbitrarietà con leggi scritte e severe.
  • Il codice mirava a garantire la giustizia pubblica, anteponendola a quella privata e ufficializzando pratiche giuridiche esistenti, adattandole ai cambiamenti sociali del tempo.
  • Le leggi draconiane erano caratterizzate da severità, tanto che il termine “draconiano” è diventato sinonimo di durezza e inflessibilità nella giustizia.
  • Nonostante il suo impatto innovativo, il codice di Dracone era aristocratico e non rappresentava un progresso verso la democrazia, risultando insufficiente a fermare i conflitti tra clan nobiliari.
  • Le leggi di Dracone, incapaci di contenere le tensioni sociali, furono seguite dalla riforma di Solone, che cercò di affrontare le crescenti disuguaglianze e i conflitti.

Il primo codice penale

Dieci anni dopo il tentativo del colpo di stato da parte di Cilone, nel 621 si ebbe in primo tentativo di una certa rilevanza di sedare le rivalità molto accese tra le classi aristocratiche ateniesi, non con la forza, bensì con delle leggi severe e valide per tutti e soprattutto messe per scritto. Nasce così il primo Codice penale della storia. Infatti, il legislatore Dracone promulgò il primo codice di leggi della città con lo scopo di eliminare l’arbitrarietà violenta della giustizia fino ad allora amministrata dalle grandi famiglie che erano abituate ad interpretare la tradizione giuridica orale, secondo la propria volontà e quindi secondo i propri interessi. La severità delle sue leggi fu tale che fu coniato l’aggettivo “draconiano” con significato di duro, inflessibile. Sostanzialmente, Dracone antepose la giustizia pubblica a quella privata, creando così una società basata sul diritto. Non redasse partendo da zero queste leggi poiché molte di esse esistevano già e venivano trasmesse oralmente; si limitò a sancire ufficialmente le pratiche che riteneva più giuste e corrette e a renderne alcune più attuali in modo da poterle adattare ai cambiamenti che si erano verificati nella società ateniese negli ultimi secoli. Il codice prevedeva delle pene molto severe a coloro che infrangevano le leggi, con l’obiettivo di controllare gli attriti o le ostilità trai diversi clan rivali.

L'arconte eponimo Dracone

È molto probabile che lo stesso Dracone appartenesse ad uno di questi clan aristocratici, dato che fu eletto come arconte eponimo. L’arconte era uno dei nove magistrati, ridotti poi a tre che, scelti fra gli aristocratici, amministravano la giustizia ad Atene con un incarico, in origine, di dieci anni, ridotto poi ad uno. Il termine “eponimo” " significa che esso dava il suo nome all'anno in cui occupava la carica, in modo simile alla datazione dei Romani per anni consolari.

Le leggi di Dracone

Una parte consistente del corpo delle leggi era dedicato a regolamentare i crimini di omicidio, determinando non soltanto i divieti relativi e le pene conseguenti ma anche le possibili attenuanti. Il testo non ci è giunto nella sua interezza, tuttavia il fatto che Aristotele lo cita e che Plutarco lo evidenzi nei suoi scritti sta a significare la rilevanza di questa riforma giuridica.

L'impatto sociale del codice

È innegabile che il codice costituisse uno strumento altamente innovativo per la vita sociale e politica della poleis e che fosse un modo molto chiaro per difendere le classi meno abbienti, tuttavia, non si può considerarlo come un primo stadio verso la democrazia. Infatti, le leggi sono norme aristocratiche redatte da e a vantaggio della classe nobiliare che cercava così di contenere le forti tensioni tra i diversi lignaggi e soprattutto fra gli eupatridi (cioè i nobili di nascita) e le nuove classi emergenti. Pertanto, si può affermare che nella redazione del suo codice, Dracone ha pensato soprattutto alla classe sociale di appartenenza e alla stabilità di Atene.

L'insufficienza delle leggi draconiane

Tuttavia, le nuove leggi risultarono insufficienti e gli scontri fra i clan nobiliari continuarono anche in modo più violento, a cui si aggiunse l’incremento della disuguaglianza sociali agli inizi del secolo successivo. È per questo motivo che a Dracone subentrerà Solone, il più grande legislatore della storia di Atene.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza del primo codice penale di Dracone nella storia della giustizia?
  2. Il primo codice penale di Dracone, promulgato nel 621 a.C., rappresenta un tentativo significativo di regolare le rivalità tra le classi aristocratiche ad Atene attraverso leggi scritte e severe, ponendo la giustizia pubblica sopra quella privata (testo).

  3. Come venivano interpretate le leggi prima dell'introduzione del codice di Dracone?
  4. Prima del codice di Dracone, la giustizia era amministrata dalle grandi famiglie che interpretavano la tradizione giuridica orale a loro favore, creando un sistema arbitrario e soggettivo (testo).

  5. Quali erano le caratteristiche delle leggi draconiane?
  6. Le leggi draconiane erano caratterizzate da pene severe per chi infrangeva le norme, con l'obiettivo di controllare i conflitti tra clan rivali e stabilire un ordine sociale (testo).

  7. In che modo il codice di Dracone ha influenzato le classi sociali ad Atene?
  8. Sebbene il codice fosse innovativo, era principalmente a vantaggio della classe aristocratica, cercando di contenere le tensioni tra nobili e nuove classi emergenti, senza rappresentare un passo verso la democrazia (testo).

  9. Perché le leggi di Dracone furono considerate insufficienti?
  10. Le leggi draconiane si rivelarono insufficienti poiché non riuscirono a fermare gli scontri tra clan nobiliari, contribuendo invece all'aumento delle disuguaglianze sociali, il che portò all'emergere di Solone come successore (testo).

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