Concetti Chiave
- Il tawhid è il principio centrale che sostiene la teoria degli attributi, con una distinzione tra attributi dell'essenza e attributi dell'atto.
- Gli attributi dell'essenza sono sette e sono essenziali per Dio, mentre gli attributi dell'atto sono contingenti e non permanenti.
- I mut’aziliti affermano che gli attributi coincidono con l'essenza di Dio, evitando la moltiplicazione dell'essenza divina.
- Il Corano è considerato dai mut’aziliti un testo creato, in contrapposizione alla posizione ash’arita che lo considera eterno.
- Durante il regno del Califfo Al-Ma’mum, il mut’azilismo fu imposto come dottrina di stato per controllare il potere religioso e l'interpretazione del Corano.
Il principio del tawhid
Il tawhid è il principio cardine che sottende la teoria degli attributi. I mut’aziliti dividono questi ultimi in due categorie:
a. Attribruti dell’essenza, che non possono non essere attribuiti a Dio. Senza di essi Egli non sarebbe Dio. Sono sette: la vita, la scienza, la potenza, la volontà, l’udito, la parola. Alcuni di essi sono di tipo apparentemente antropomorfico e, parallelamente all’essere umano, sono costantemente presenti in Dio. Dio è eterno, ma l’eternità non è connessa agli attributi dell’essenza, è piuttosto un sovrattributo che contiene tutti gli altri. Dio è eterno a parte ante e a parte post.
b. Attributi dell’atto, possono attivarsi o meno, come per esempio il fatto di essere Creatore, o Giudice. Non è una condizione perenne, una conditio sine qua non della divinità. Sono attributi contingenti, rispetto a quelli dell’essenz anche sono appunto perpetuamente parte dell’essenza di Dio.
La dottrina mut’azilita
La dottrina mut’azilita afferma che gli attributi dell’essenza sono coesistenti e coincidenti con l’essenza di Dio. Il dossografo Shahrastani, afferma che: “Dio è potente per una potenza che coincide con la sua essenza. È volente per una volontà che coincide con la sua essenza. È sapiente per una scienza che coincide con la sua essenza…” così per tutti e sette gli attributi.
Il Corano: creato o eterno?
Questa teoria è sostenuta perché se gli attributi fossero diversi e distinti dall’essenza di Dio, sarebbero delle ipostasi: sarebbero eterni a loro volta. Quindi sarebbero altri dei, con una conseguente moltiplicazione dell’essenza di Dio che va contro il principio del tawhid. Per esempio, prendiamo la Parola di Dio. Se questo attributo fosse staccato dall’essenza di Dio, allora sarebbe una divinità a sé stante, e allora il politeismo. La Parola di Dio è il Corano. Ma allora esso è eterno o creato? La risposta dei mut’aziliti è che è creato. La parola espressa non è eterna come la Capacità di parlare, allo stesso modo il Corano è creato perché frutto dell’eterna capacità di parlare di Dio. Per gli ash’ariti invece gli attributi sono eterni, così come lo è il Corano (il concetto della “madre del libro” darebbe loro ragione).
La conseguenza fondamentale è che se il Corano è creato, allora è interpretabile e modificabile, se è increato, allora deve essere preso alla lettera.
Il mut’azilismo di stato
Tra il 813 3 il 833, il Califfo Al-Ma’mum impose come dottrina di stato il mut’azilismo e in particolare la dottrina del Corano creato. Intende obbligare gli ‘ulema a professare la stessa dottrina, così da potersi impadronire del potere religioso di modifica e interpretazione del testo coranico: esempio di cesaropapismo. La via teologica del Corano creato permette al potere politico di accedere al potere religioso. Si tratta anche di una dottrina professata dai progressisti musulmani contemporanei.
Domande da interrogazione
- Qual è il principio fondamentale del tawhid e come si relaziona agli attributi di Dio?
- Come si differenziano le opinioni dei mut’aziliti e degli ash’ariti riguardo al Corano?
- Qual è l'importanza della dottrina del Corano creato nel contesto politico-religioso?
- Quali sono le conseguenze della distinzione tra Corano creato e increato?
Il tawhid è il principio cardine che sostiene la teoria degli attributi, suddivisi in attributi dell’essenza, essenziali per Dio, e attributi dell’atto, contingenti. Gli attributi dell’essenza sono sette e coesistono con l’essenza divina, come affermato dai mut’aziliti.
I mut’aziliti sostengono che il Corano è creato, derivante dall’eterna capacità di parlare di Dio, mentre gli ash’ariti affermano che il Corano è eterno, come gli attributi divini. Questa differenza implica diverse interpretazioni e approcci al testo sacro.
La dottrina del Corano creato, imposta dal Califfo Al-Ma’mum, ha permesso al potere politico di controllare l'interpretazione religiosa, rappresentando un esempio di cesaropapismo e consentendo al governo di esercitare influenza sulla teologia musulmana.
Se il Corano è creato, è interpretabile e modificabile; se è increato, deve essere preso alla lettera. Questa distinzione ha profonde implicazioni sulla comprensione e sull'autorità del testo sacro nella tradizione islamica.