Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Le dittature del XX secolo in Russia, Germania e Italia emersero a causa di crisi economiche e politiche, più evidenti in Russia e Germania rispetto all'Italia.
  • L'Italia entrò nella Prima Guerra Mondiale per completare l'unificazione nazionale e affermare il suo primato nell'Adriatico, ma solo il primo obiettivo fu pienamente raggiunto.
  • La percezione di una "vittoria mutilata" emerse tra i nazionalisti, insoddisfatti per il mancato soddisfacimento delle rivendicazioni territoriali italiane.
  • Dopo la guerra, l'opinione pubblica italiana era divisa: alcuni erano delusi dai risultati, mentre altri criticavano l'intervento a causa dei sacrifici subiti dalle masse popolari.
  • Le polemiche tra interventisti e socialisti continuarono, con accuse reciproche che crearono divisioni profonde e abbandonarono alla destra anche i contadini.

Quali sono le cause delle dittature?

La nascita delle tre grandi dittature del XX secolo fu favorita dalle situazioni di crisi economica, politica e istituzionale che si verificarono in Russia, in Germania e in Italia. Le cause di questa crisi furono più evidenti per la Russia e la Germania furono invece meno evidenti per l'Italia, che era stata tra i paesi vincitori del conflitto.

Obiettivi dell'Italia post-guerra

L'Italia era entrata in guerra con due obiettivi fondamentali: il completamento del processo di unificazione nazionale con la conquista di Trento e di Trieste e l'affermazione del primato italiano nell'Adriatico. Il primo obiettivo aveva fatto considerare il conflitto come la «quarta guerra d'indipendenza» del Risorgimento, per la piena realizzazione dell'idea di nazionalità. Il secondo obiettivo aveva risposto, invece, alle nuove spinte espansionistiche promosse dal nazionalismo durante il periodo giolittiano. Dopo i trattati di pace fu pienamente raggiunto soltanto il primo obiettivo, il secondo fu in parte mancato. I nazionalisti parlarono perciò di «vittoria mutilata. Anche Mussolini chiedeva il pieno soddisfacimento di tutte le rivendicazioni territoriali italiane, ma il suo progetto politico era più ampio di quello di D'Annunzio. Comportava, infatti, un totale rinnovamento della classe dirigente.

Polemiche post-belliche in Italia

Mentre una parte dell’opinione pubblica era insoddisfatta e delusa per i risultati ottenuti, un'altra parte continuava a giudicare negativamente l'intervento, nonostante la vittoria, a causa dei sacrifici che erano ricaduti soprattutto sulle masse popolari. La polemica tra interventisti e socialisti non si era placata nemmeno con la conclusione del conflitto e le reciproche accuse erano molto dure. I socialisti attribuivano ai nazionalisti la colpa di avere trascinato l'Italia in una guerra che non era stata voluta e sentita né dalla maggioranza del parlamento né dalla maggioranza della popolazione; i nazionalisti, a loro volta, ritenevano i socialisti i veri responsabili della sconfitta di Caporetto per l'atteggiamento definito «disfattista». I socialisti, però, commettevano un grave errore politico, quando investivano con le loro polemiche non solo gli ufficiali, ma tutti coloro che avevano combattuto, accusandoli di avere partecipato a un'impresa imperialistica. Poiché i soldati erano venuti in gran parte dalle campagne i socialisti abbandonavano alla destra non solo la piccola borghesia, ma anche i contadini.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali fattori hanno contribuito alla nascita delle dittature nel XX secolo?
  2. Le dittature in Russia, Germania e Italia sono emerse a causa di crisi economiche, politiche e istituzionali. Mentre le cause erano evidenti in Russia e Germania, in Italia erano meno manifeste, nonostante fosse un paese vincitore del conflitto.

  3. Quali erano gli obiettivi dell'Italia durante e dopo la Prima Guerra Mondiale?
  4. L'Italia mirava a completare l'unificazione nazionale con la conquista di Trento e Trieste e a affermare il suo primato nell'Adriatico. Solo il primo obiettivo fu pienamente raggiunto, mentre il secondo fu parzialmente deluso, portando a parlare di "vittoria mutilata".

  5. Quali erano le polemiche post-belliche in Italia e come influenzarono la società?
  6. Dopo la guerra, vi era una divisione tra chi era deluso dai risultati e chi criticava l'intervento bellico. La polemica tra interventisti e socialisti continuava, con accuse reciproche che coinvolgevano non solo i politici, ma anche i soldati, creando una frattura tra le classi sociali e favorendo l'ascesa della destra.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community