Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Donatello, scultore fiorentino attivo tra il 1386 e il 1466, sviluppò un forte senso realistico grazie alla sua origine popolare e alla formazione nella bottega del Ghiberti.
  • Le sue opere giovanili, come il David marmoreo del 1409 e il San Giorgio, mostrano l'influenza dell'arte classica e una crescente ricerca di dinamismo e naturalità.
  • Donatello innovò l'uso della luce nei suoi lavori, rendendola un elemento interno che contribuisce alla costruzione del volume, come evidenziato nel Crocefisso di Santa Croce.
  • Tra il 1420 e il 1430, collaborò con Michelozzo e sviluppò la tecnica dello "stiacciato", creando bassorilievi che fondono elementi pittorici e scultorei.
  • Nei suoi ultimi anni, opere come il Monumento equestre al Gattamelata e Giuditta e Oloferne riflettono una profonda umanità e una crisi artistica, evidenziando una transizione verso un'espressione più emotiva.

Formazione e prime opere

Scultore italiano (Firenze 1386-1466), figlio di un cardatore di lana (origine che determinò in larga misura il suo forte senso realistico e il suo interesse per la vita del popolo), Donatello si formò nella bottega del Ghiberti e nel cantiere della fabbrica del duomo di Firenze. Poiché la critica è ancora incerta sull'attribuzione dei Profetini per la Porta della Mandorla (Firenze, duomo), la prima opera sicura di Donatello è il David marmoreo del 1409 (Firenze, Museo Nazionale del Bargello), di schema ancora fortemente gotico nella posizione del corpo, pur rivelando già quella ricerca di dinamismo e di naturalità che caratterizzeranno l'arte matura di Donatello.

Influenze classiche e opere giovanili

Alcuni viaggi a Roma col Brunelleschi (tra il 1404 e il 1409) lo portarono a diretto contatto con l'arte classica, il cui influsso è sensibile nel San Giovanni Evangelista (1409, Museo dell'opera del duomo), nel San Marco (1411-12, Orsanmichele) e soprattutto nel San Giorgio per una nicchia di Orsanmichele (1416, ora al Museo del Bargello), simbolo della visione eroica dell'uomo del Quattrocento: la figura infatti, saldamente collocata nello spazio e definita nelle direzioni del suo sviluppo dalla croce dello scudo, è caratterizzata da pochi tratti rapidi e volitivi e da contenuti movimenti che rivelano la padronanza nell'uomo del proprio agire. L'opera ritrae una scena emozionante con figure in abiti storici, esprimendo sentimenti intensi e connessioni umane.

Evoluzione stilistica e innovazioni

Anche la luce non è più un elemento esterno che scivola su piani slittanti, ma interno, che costruisce il volume. Nel volto del santo, simile a quello di un ragazzo del popolo, si nota il particolare classicismo di Donatello che, lungi dalla tendenza intellettuale e idealizzante del Brunelleschi, è liberamente interpretato secondo una tendenza drammatica e realistica ancor più manifesta nel Crocefisso di Santa Croce (1423), criticato dallo stesso Brunelleschi che accusò Donatello di ''aver messo in croce un contadino'', e nei Profeti, scolpiti tra il 1416 e il 1436 per il campanile (ora in gran parte al Museo dell'Opera del duomo), in cui sempre più si delinea la ricerca del dramma umano che trasfigura i volti e scava i corpi secondo una coerenza figurativa e non di proporzione ideale.

Collaborazioni e tecniche innovative

Nel decennio fra il 1420 e il 1430, Donatello eseguì numerosi bassorilievi spesso in collaborazione con Michelozzo: fonte battesimale del Battistero di Siena (1425); Sepolcro di Giovanni XXIII (1425-27, Firenze Battistero); Sepolcro del Cardinale Brancacci (1427, Napoli, Sant'Angelo a Nilo), dove spetta a Donatello solo il rilievo con l'Assunzione. In queste opere egli, forzando la razionale costruzione prospettica del Brunelleschi, applica il principio dello ''stiacciato'' (visibile soprattutto nel rilievo col Banchetto di Erode, Siena, fonte battesimale), ottenuto livellando le superfici del bassorilievo al suo fondo così che la luce trascorre pittoricamente fra parti rilevate e piane.

Capolavori e crisi artistica

Del 1430-33 è il David bronzeo conservato al Bargello, che costituisce uno dei massimi capolavori di Donatello e il centro nodale della sua ricerca artistica: infatti se da un punto di vista formale rappresenta il vertice del suo classicismo, quest'opera rivela anche nell'espressione pensosa del volto, nella posizione sbilanciata del corpo, l'affiorare di una crisi che andrà sempre più accentuandosi. Nelle opere seguenti, posteriori a un altro viaggio a Roma, si nota una sempre più libera interpretazione degli elementi classici e una crescente commistione di elementi tardo-antichi, paleocristiani e romanici; ne sono esempio l'enigmatica Annunciazione (1433-35 ca., Firenze, Santa Croce) in pietra serena, dove Donatello mette in opera tutto un repertorio di ''capricci all'antica'', o la Cantoria del duomo (1433-39, Museo dell'Opera del duomo), dove si svolge ininterrotta una sfrenata danza bacchica di putti, o ancor più le porte bronzee della Sagrestia di San Lorenzo con le figure di Martiri e Apostoli che dimostrano come Donatello andasse sempre più cercando le sue fonti nel pittorismo tardo-antico, nei fermenti anticlassici che si produssero nel classicismo stesso e ne dissolsero via via il linguaggio.

Ultimi anni e opere a Padova

Nel 1443 Donatello si trasferì a Padova, dove eseguì per la Basilica del Santo un Crocefisso bronzeo dall'aspro e doloroso modellato e il grande complesso dell'altare maggiore (1446-50), smembrato nel Cinquecento e malamente ricostruito dal Boito nel 1895; esso è costituito dall'immagine frontale, terribile e misteriosa della Vergine col Bambino e altre statue bronzee di Santi, dai bassorilievi in bronzo con i Miracoli del Santo, da quello in pietra con la Deposizione e altri minori in cui Donatello esprime, nell'immagine della divinità e della morte, nell'affollarsi delle figure che sembrano prorompere da uno spazio architettonico ormai svincolato da ogni razionalità, i limiti di quell'uomo che all'inizio del secolo Donatello aveva rappresentato nella sua fiera certezza. In questi anni (1447-53) Donatello scolpì anche il Monumento equestre al Gattamelata, che sebbene ispirato a modelli classici romani non ha nulla di eroico o di volitivo ma, anzi, nell'espressione meditabonda e malinconica del volto, nell'evidenza realistica dei particolari, appare estremamente umano e transeunte.

Ritorno a Firenze e opere finali

Lasciata Padova, dove la sua opera influirà largamente sugli sviluppi dell'arte dell'Italia settentrionale, Donatello rientrò a Firenze dove eseguì per Cosimo de' Medici il gruppo di Giuditta e Oloferne (1460 ca., piazza della Signoria) che esprime, nel gesto senza forza e nello sguardo perduto nel vuoto di Giuditta, l'inanità dell'azione eroica; la consunta e tormentata figura lignea della Maddalena (1454-55) e i pulpiti in bronzo per San Lorenzo, con scene della Passione, non ancora terminati alla morte di Donatello e ultimati da aiuti.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la prima opera sicura di Donatello e quali caratteristiche presenta?
  2. La prima opera sicura di Donatello è il David marmoreo del 1409, che mostra uno schema gotico nella posizione del corpo, ma già rivela una ricerca di dinamismo e naturalità, elementi che caratterizzeranno la sua arte matura.

  3. In che modo i viaggi a Roma influenzarono l'arte di Donatello?
  4. I viaggi a Roma permisero a Donatello di entrare in contatto con l'arte classica, influenzando opere come il San Giovanni Evangelista e il San Giorgio, dove si evidenzia una visione eroica dell'uomo del Quattrocento.

  5. Quali innovazioni stilistiche ha introdotto Donatello nelle sue opere?
  6. Donatello ha innovato l'uso della luce, facendola diventare un elemento interno che costruisce il volume, e ha sviluppato il principio dello "stiacciato" nei bassorilievi, creando un effetto pittorico tra parti rilevate e piane.

  7. Qual è il significato del David bronzeo di Donatello?
  8. Il David bronzeo (1430-33) è considerato uno dei massimi capolavori di Donatello, rappresentando il vertice del suo classicismo, ma anche un segno di crisi artistica, visibile nell'espressione pensosa del volto e nella posizione sbilanciata del corpo.

  9. Quali opere significative realizzò Donatello negli ultimi anni della sua carriera?
  10. Negli ultimi anni, Donatello realizzò opere come il Crocefisso bronzeo per la Basilica del Santo a Padova e il gruppo di Giuditta e Oloferne a Firenze, esprimendo una crescente umanità e una riflessione sulla transitorietà dell'azione eroica.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community