Sommario
Table of Contents
- Domande teatro......................................................................................................... 1
- Teatro romano........................................................................................................... 4
- Teatro medievale religioso...................................................................................... 5
- Teatro profano medievale........................................................................................ 7
- Teatro rinascimentale italiano............................................................................... 7
- Rinascimento spagnolo........................................................................................... 10
- Rinascimento francese............................................................................................ 10
- Il teatro inglese della Restaurazione................................................................12
- Il teatro del ‘700...................................................................................................... 12
- I teatri della prima metà dell ‘800.......................................................................14
- Teatro dal 1850 e 1900............................................................................................. 15
- Teatro del 1900: Stanislavskij e il superamento del realismo........................16
- Teatro dal 1950 a 2000............................................................................................ 18
- Teatro di regia e avanguardie negli U.S.A e in Europa......................................19
- Domande di teatro con risposte brevi...............................................................21
- Periodizzazioni......................................................................................................... 24
Domande teatro
Teatro greco
*ATTORE: hypocrites: colui che risponde/ interprete/colui che finge
1. Quale fu il ruolo delle cerimonie religiose nello sviluppo del teatro greco?
Le cerimonie religiose anticiparono lo sviluppo del teatro in Occidente e in particolare lo sviluppo del teatro greco, che nasce ad Atene nel V secolo a partire dai cori di Ditirambo, un inno cantato e danzato in onore di Dioniso.
2. Come si svolgevano le grandi Dionisie?
I momenti di festa dedicati a Dioniso, dio dell’ebrezza, erano due: le Grandi Dionisie che si svolgevano in primavera, quando i porti della città si aprivano e accoglievano numerose persone, andando a costituire un grande momento di festa, di aggregazione collettiva e un’occasione per riflettere sui grandi temi dell’esistenza, e in inverno le Grandi Lenee.
3. Qual era la funzione del coro e quali i soggetti rappresentati?
Il coro greco ebbe da subito un ruolo fondamentale: interagiva con i personaggi, spiegava l’antefatto e descriveva le azioni fuori scena. Svolgeva, inoltre, la funzione di “opinione collettiva”, rappresentando gli spettatori. Lo spazio adibito al coro era l’orchestra, che aveva forma circolare, e tutti i membri indossavano la maschera.
Le rappresentazioni riguardavano soggetti della mitologia, patrimonio fissato nella tradizione collettiva.
4. Eschilo, Sofocle, Euripide, Aristofane
Eschilo viene considerato il padre della drammaturgia ed è il primo tra i tragediografi, dunque il più prossimo alla dimensione religiosa: fu il primo a conferire al teatro una forma specifica. Ebbe uno stile poetico elevato e una struttura formale equilibrata. Introdusse il secondo attore.
Sofocle perfeziona la tecnica di Eschilo: dinamizza i personaggi, ne accentua l’introspezione e aggiunge un terzo attore, modificando la struttura dialogica. Il coro ha un ruolo più defilato.
Euripide fu l’ultimo tragediografo e dunque il più moderno. Conferì maggiore umanità e verosimiglianza ai personaggi. Il coro diventa elemento spettacolare.
Aristofane fu un commediografo del V secolo privo di reticenza: utilizzò, infatti, le sue opere per criticare la società del suo tempo. Fu anti-sofista e contrario alla politica belligerante. Assegnava i nomi ai personaggi riflettendone le caratteristiche: un esempio è l’opera “Gli Acarnesi”, in cui il protagonista Diceopoli significa “l’Uomo giusto”.
5. La Poetica di Aristotele: testo descrittivo o normativo?
La poetica di Aristotele è un testo fondamentale per il Teatro Greco: in esso infatti l’autore descrive le caratteristiche del teatro greco assumendo come modello “il dramma di crisi”. Egli individua i 6 elementi costitutivi della tragedia: l’intreccio, il pensiero, i caratteri, l’elocuzione (linguaggio), il canto e la messa in scena. Inoltre, Aristotele ritiene che debba esserci un’azione unitaria, ovvero un singolo intreccio. Infine, egli ritiene che il pubblico durante lo spettacolo debba “catarsi”, ovvero purificarsi attraverso il terrore e la pietà.
6. Cos’è il dramma satiresco?
Il dramma satiresco è un genere teatrale che si affianca alla commedia e alla tragedia, dal carattere comico-grottesco. Si utilizzava, infatti, un linguaggio licenzioso. Si definisce “satiresco” poiché era interpretato da satiri, creature mitologiche metà uomini e metà animali, i quali assumevano spesso pose oscene. I drammi satireschi venivano rappresentati durante gli agoni drammatici, momenti di competizione tra autori che presentavano una tetralogia (tre tragedie e un dramma satiresco per allentare la tensione).
7. Struttura della tragedia e della commedia
La tragedia presentava la seguente struttura:
- Prologo= spiegazione dell’antefatto e del contesto
- Parodos= ingresso del coro
- Episodi= l’intreccio; stasimi= intermezzi lirici che si alternavano a parti recitate
- Exodos= uscita del coro
La commedia aveva una struttura simile alla tragedia con:
- Prologo= spiegazione dell’antefatto e del contesto
- Parodos= ingresso del coro
- Agone= momento di dibattito tra personaggi
- Parabasi= momento di interazione tra coro e pubblico
- Exodos= uscita del coro
1. Gli edifici
Gli edifici greci sorgevano su un declivio collinare ed erano edifici aperti, che sfruttavano la luce naturale. Lo spazio in cui sedeva il pubblico erano le gradinate (theatron): la cavea era divisa in settori in base alla tribù ateniese. Il pubblico era molto partecipe e ogni cittadino, di ogni classe sociale e anche donna poteva assistere. Al centro vi era una struttura circolare, l’orchestra, in cui si posizionava il coro e al cui centro vi era un altare, che ci fa rimanda all’origine rituale del teatro. Lo sfondo era generico, costituito dalla skené: un edificio che fungeva da magazzino e utile agli attori per cambiare i propri costumi. Accanto alla skené, su entrambi i lati, si sviluppava il paraskenia: edifici dotati di rappresentazioni scenografiche. Sul proskenion recitavano invece gli attori (piattaforma rialzata). I parodoi erano le porte d’ingresso laterali per il coro, mentre il loghenion il luogo in cui avvenivano le dispute e le discussioni.
2. Costumi, maschere, sceneggiatura
I costumi erano indicativi; tutti gli attori indossavano le maschere, pertanto la voce e la gestualità avevano grande importanza per la rappresentazione; la sceneggiatura era generica, costituita dalla skené. Aristotele assegna l’invenzione della scenografia (=pittura delle scene) a Sofocle: solitamente si trattava di un palazzo reale. C’erano, inoltre, degli effetti speciali.
3. Quali nuovi generi emergono nella Grecia Ellenistica?
In epoca Ellenistica si diffondono tre nuovi generi:
- La commedia nuova, introdotta da Menandro, che si allontana da quella antica perché abbandona la critica alla società per affrontare temi più realistici e quotidiani;
- Le farse fliaciche, genere diffuso nell’Italia meridionale di carattere popolare e volgare
- Il mimo: una performance legata all’uso del corpo
1. Come cambia il teatro e qual è il drammaturgo di riferimento?
L’autore di riferimento di quest’epoca di declino della polis è il commediografo Menandro. Per quanto riguarda la struttura del teatro, vi sono diverse modifiche:
- Il proskenion si rialza e si amplia
- L’orchestra perde la sua originale funzione e diventa luogo in cui si ospitano gli spettatori illustri;
- I paraskenia vengono eliminati
- Le gradinate di pietra sostituiscono quelle in legno.
1. Quali elementi di novità ha la commedia nuova?
I temi affrontati erano più realistici e quotidiani: si abbandona la funzione critica della commedia, oltre che la sua dimensione fantastica. Il coro perde, inoltre, la sua funzione vitale di “opinione pubblica”.
Teatro romano
1. Quali sono le influenze sul teatro romano? Ludi circensi=nei carri; scenici: per pestilenze; gladiatori: combattimenti di criminali, prigionieri di guerra, portava anche alla morte se non chiedevi grazia. Con i ludi non si lavorava: teatro come intrattenimento
Il teatro romano si distingue da quello greco poiché a differenza di quest’ultimo, che si sviluppa come autoctono, è un fenomeno di importazione. Esso, presenta, infatti, numerose influenze:
- Riti religiosi etruschi e popolari (Fescennino- componimento satirico)
- Influenza Greca grazie al lavoro di Livio Andronico, che traduce le opere greche e le Palliate (testi scritti in latino, ma con rappresentazioni con ambientazioni greche e costumi greci)
- Altri generi popolari come le Atellane (improvvisazioni comiche dalla Campania)
- La Pretesta e la Togata: opere a tema romano-italico scritte ex novo in latino
- I ludi che si suddividevano in: ludi circensi (=giochi con carri, svolti nei circhi); ludi scenici (=istituiti per far cessare la pestilenza); ludi gladiatori (=combattimenti tra gladiatori: coinvolgevano schiavi e prigionieri di guerra, criminali. Portavano alla morte, ma si poteva chiedere la grazia per essere salvati).
1. Quale genere preferivano i romani?
I romani predilissero sin dall’inizio il genere dalla commedia e altri intrattenimenti popolari (mimo-spettacolo licenzioso, senza maschera- e pantomimo- un solo attore che non fa uso della voce). Essi intendevano infatti il teatro come una forma di intrattenimento, un momento ludico in cui le attività produttive (negotia) erano sospese. Quanto più ci si avvicina all’epoca imperiale, tante più festività si aggiungono al calendario. Il pubblico romano apprezzava però il teatro per la sua convenzionalità, vale a dire per gli espedienti tecnici utilizzati e non per la sua adesione alla realtà.
2. Plauto, Terenzio, Seneca
Plauto rappresentava commedie con personaggi tipizzati; combina elementi della Palliata (testo scritto in latino con ambientazione greca) e della commedia nuova di Menandro (intrecci, equivoci, trame secondarie). Le scenografie erano ricche. I personaggi erano spesso opposti tra loro (vecchi/giovani).
Terenzio fu un autore che si rivolse perlopiù a un pubblico colto: le sue rappresentazioni avevano infatti un linguaggio elegante e raffinato. La commedia doveva essere specchio della vita reale: elimina per questo la parabasi e i racconti di antefatti e riassunti. Eliminò anche il prologo per affidarlo alla difesa delle sue opere. Ha interesse per temi educativi.
Seneca fu un innovatore del teatro romano, nonché unico tragediografo di cui ci sono giunte opere, poiché fu il primo a rappresentare scene violente, spettacolari e cruente. I personaggi fanno spesso lunghi monologhi e c’è un preciso studio dei comportamenti umani.
3. Cosa afferma Orazio ne l’ “Arte Poetica”?
Ne l “Arte Poetica” Orazio afferma la necessità di mantenere la divisione netta tra tragedia e commedia. Inoltre, stabilisce che le rappresentazioni dovessero avvenire in 5 atti, che gli dei dovessero intervenire solo se strettamente necessario e che la commedia dovesse basarsi sul decorum, ovvero sulla misura, limitando eccessi e offese.
4. Gli attori romani e le competenze richieste
L’attore romano doveva attendere alle seguenti competenze: chironomia (che si articola in orchestrica – uso del corpo- e mimica- specialità romana che prevedeva l’uso del volto), destrezza fisica (=passo lento=rispettabile; veloce= dello schiavo/parassita) e capacità corale ( il Cantor cantava le parti in versi mentre il personaggio era impegnato in parti fisiche onerose). A differenza dell’attore greco, definito Hypocrites (=colui che risponde e colui che finge, poiché indossa la maschera), l’attore romano è definito Hystriones infamis: ed è un gli attori erano infatti anche schiavi che potevano raggiungere la fama nell’ambito teatrale, ma non in altri ambiti pubblici né privati. Gli unici che sfuggivano all’infamia erano quelli dell’Atellana (=genere campano) poiché indossavano la maschera.
5. Edifici romani: similarità e differenze con quelli greci
Gli edifici romani, a differenza di quelli greci, erano edifici autoportanti. Fino al 55 a.C., anno di costruzione del primo teatro, esso era considerato un fatto privato e i teatri erano edifici temporanei. Pompeo ordinò poi la costruzione del Teatro Marcello. Seguì poi la costruzione di altri edifici, come il Colosseo e il Circo massimo, che ospitavano i ludi. Gli edifici romani avevano, come gli edifici greci, uno spazio destinato al pubblico (cavea), l’orchestra aveva forma circolare o semicircolare e ospitava ospiti illustri, la facciata (detta scenae frons) e il palcoscenico rialzato (pulpitum). L’edificio poteva essere coperto da una tela: anche per questo l’acustica nei teatri romani era migliore di quella greca. Il pubblico entrava da corridoi detti vomitoria.
6. Gli intrattenimenti popolari
Altri intrattenimenti di carattere popolare erano il Mimo (specialità romana che non prevede l’uso di maschere) e il Pantomimo (laddove un unico personaggio mima e danza una storia senza parlare).
Teatro medievale religioso
1. Cos’è il Quem Queritis e quale ruolo ha avuto nello sviluppo del dramma liturgico?
Il Quem Queritis (9 sec), ovvero “Chi cercate?” è un dialogo tra le Pie donne che si recano al Sepolcro e un angelo. Si manifesta come tropos. In ambito teatrale è il nucleo da cui ha origine il dramma religioso. Si tratta di un segmento tratto dal Vangelo che avvierà la ripresa dell’attività teatrale durante il Medioevo. Sebbene non si possa parlare di teatro, infatti, poiché i fedeli partecipavano alla rappresentazione, a partire dalle rappresentazioni del Quem Queritis si dà avvio al dramma liturgico, che concilia rito e teatro. In una prima fase esso era rivolto solo ai monaci, che assistevano e partecipavano alla rappresentazione. Successivamente si diede avvio a cerimonie spettacolari più complesse con un pubblico più ampio. Infine, con i misteri, ci si staccherà dalla dimensione del rito pasquale per rappresentare episodi della vita di Gesù, dell’Antico Testamento e la vita dei Santi
2. Quali elementi di novità presentano i drammi liturgici? (costumi, luoghi, lingua)
I costumi e i luoghi hanno valenza indicativa. Si tendeva a sfruttare l’architettura della Chiesa. Le rappresentazioni erano inizialmente in latino e partire dal XIII secolo in volgare. Alcuni studiosi hanno individuato nel passaggio tra lingue un carattere evolutivo: nel Jeu D’Adam, infatti, vi è compresenza tra le due lingue.
3. Cosa sono i misteri?
I misteri sono drammi liturgici in volgare slegati dal rito pasquale: vengono rappresentate storie della vita dei santi, episodi della vita di Gesù e del Vecchio Testamento. Sono spettacoli autonomi rappresentanti in strutture temporanee e organizzati da associazioni religiose.
4. Chi erano gli attori? Come avveniva la scelta?
Gli attori erano dilettanti, scelti tra i cittadini e ricoprire questo ruolo era un dovere civico e morale.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Domande esame "Teatro musicale per l'infanzia"
-
Risposte domande chiuse di Storia del teatro contemporaneo aggiornate al 2023
-
Risposte complete a possibili domande della prova scritta di Storia del teatro moderno e contemporaneo 2
-
Topografia - Domande