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Funzione del bilancio d'esercizio

Il bilancio d'esercizio è un documento di derivazione contabile mediante il quale gli amministratori forniscono la rappresentazione della situazione patrimoniale e finanziaria della società al termine del periodo amministrativo e del risultato economico conseguito nell'esercizio. Il bilancio d'esercizio svolge essenzialmente due funzioni: quella di informazione dei terzi e quella di strumento di gestione.

È uno strumento di informazione dei terzi poiché il bilancio è pubblico; viene costituito all'interno della società, approvato dai soci e successivamente depositato nella Camera di Commercio e tutti i terzi interessati ad esso possono vederlo. I terzi possono essere i soci (di maggioranza e minoranza), i creditori, banche, fornitori, lavoratori dipendenti, erario, ma anche i concorrenti.

È uno strumento di gestione per gli amministratori, infatti grazie a questo si raggiungono effetti finanziari quali il calcolo dei dividendi e delle imposte d'esercizio. Il bilancio non deve essere fatto solo dai due prospetti numerici SP e CE, ma deve essere integrato dalla NI e affiancato dal rendiconto finanziario (anche se non obbligatorio secondo la norma).

Chi redige e quando il bilancio d'esercizio

I soggetti coinvolti nella redazione del bilancio d'esercizio sono: l'Assemblea dei soci, il Consiglio di amministrazione, il Collegio Sindacale e il Revisore Legale. I soci apportano il capitale sociale e nominano il Consiglio di amministrazione che è l'organo amministrativo della società. Nominano anche il Collegio Sindacale e il Revisore Legale che sono organi di controllo.

Il consiglio di amministrazione ha l'obbligo di redigere annualmente il bilancio facendo propri i risultati della contabilità, per questo si ha bisogno di un organo di controllo. Il bilancio deve essere approvato due volte: per primo il Consiglio di Amministrazione approva il progetto di bilancio, successivamente viene approvato dall'Assemblea dei Soci. Tra l'approvazione del Consiglio di Amministrazione e quella dell'Assemblea dei Soci intervengono il Revisore Legale e il Collegio Sindacale che controllano il progetto di bilancio e scrivono una lettera indirizzata ai Soci per confermare che il bilancio sia a norma di legge o meno. Entro un mese dall'approvazione finale il bilancio deve essere depositato nel Registro delle Imprese.

Norme di riferimento

Le norme che disciplinano il bilancio sono 2: il Codice Civile per le società non quotate in borsa e gli IAS ovvero i Principi contabili Internazionali che sono una legge sovra-europea e sono applicati solo dalle società quotate in borsa. Questo perché queste società sono oggetto di osservazione da operatori nazionali e internazionali. Il legislatore ha dato la facoltà alle società non quotate in borsa di poterli applicare.

La differenza sta nel fatto che applicando il Codice Civile si redige un bilancio con il principio di prudenza e valutazione al costo, mentre applicando gli IAS non si tiene conto del principio di prudenza e si fanno valutazioni al valore corrente di mercato.

La gerarchia delle norme civilistiche in materia di bilancio

L'OIC, l'organismo italiano di contabilità, emana regole in singoli documenti dove vengono spiegate le norme civilistiche e i principi di applicazione. La gerarchia è la seguente:

  • Alla base abbiamo la "norma presupposto" ovvero il principio di continuità aziendale che è rintracciabile nell'art. 2423 bis comma 1. È alla base poiché se non viene applicato non possono essere applicate nemmeno le altre norme. Viene considerata l'impresa in condizioni di funzionamento quindi che l'azienda continuerà la sua normale attività anche in futuro. Tutti i valori devono essere determinati tenendo conto del futuro svolgimento dell'attività di gestione.
  • Si ha poi la "clausola generale" rintracciabile nell'art. 2423 nel comma 2. Prevede che il bilancio debba essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, finanziaria e il risultato economico dell'esercizio. La chiarezza deve essere rispettata nella rappresentazione dai valori in PS e CE e nell'illustrazione dei valori in NI. La verità attiene al calcolo economico dei valori in bilancio che possono essere soggettivi e oggettivi. I valori oggettivi sono quantità certe, i valori soggettivi possono essere stime o congetture. Le stime sono previsione di futuri accadimenti dei quali si può trovare un riscontro ex post quindi si ha una possibilità di verifica, le congetture sono assunzioni ipotetiche senza possibilità di verifica ex post. Un bilancio chiaro e veritiero è anche tecnicamente corretto. Il bilancio deve essere sempre chiaro e veritiero e se le informazioni richieste dalla legge non sono sufficienti per raggiungere questo obiettivo si devono fornire informazioni complementari (art. 2423 comma 3). Se invece l'applicazione di alcune norme porta il bilancio ad essere incompatibile con la rappresentazione chiara e veritiera quella norma non deve essere applicata, si ha quindi una deroga generale (art. 2423 comma 4).
  • Si hanno infine i principi di redazione del bilancio: il principio di competenza, il principio di substance over form, il principio di prudenza e il principio di coerenza. I principi di redazione del bilancio sono rintracciabili nell'art. 2423 bis nel comma 1, con la relativa possibilità di deroga nel comma 2.
  • Si hanno infine le regole operative: il calcolo economico che consiste nella valutazione di tutte le voci del bilancio grazie ai criteri di valutazione esposti nell'art. 2426, affiancati dai documenti dei principi contabili nazionali. Si ha poi la rappresentazione dei valori grazie alle norme 2424 e 2425 sugli schemi di SP e CE e infine la spiegazione dei valori nella nota integrativa regolata dagli art. 2427 e 2427 bis.

Principi di redazione

Principi Deroghe
Competenza Comma 1 num. 3+4 Generale: art.2423 obbligatoria
Prudenza Comma 1 num. 1+2+5 comma 4, 4
Substance over form Comma 1 num. 1 cautele
Coerenza Comma 1 num. 6 Specifica art. 2423bis facoltativa
Norma presupposto comma1continuità comma 2, 3
Clausola generale Art. 2423 comma 2 cautele

Articolo 2423-bis del Codice Civile: principio della competenza economica e prudenza

L'articolo 2423-bis del Codice Civile contiene nel 1° comma i principi di redazione del bilancio, nel 2° la possibilità di derogare a tali principi.

Il principio della competenza economica è rintracciabile nel comma 1, numero 3 (+4) poiché questo prevede che si deve tener conto degli oneri e dei proventi di competenza dell'esercizio indipendentemente dalla data dell'incasso o del pagamento. Ci si riferisce alla competenza economica che si basa sul principio della correlazione tra costi e ricavi relativi alla gestione, non tenendo conto dei flussi monetari.

Il principio di prudenza invece è rintracciabile nel comma 1, numeri 1, 2 e 5. Viene applicato dagli amministratori per determinare con cautela il risultato economico d'esercizio. È strettamente collegato a situazioni di rischio e incertezza nella quale occorre una valutazione soggettiva, che deve quindi essere fatta con cautela.

La stretta connessione tra i due principi può essere vista nel numero 2 che prevede che si possono iscrivere in bilancio solamente gli utili effettivamente realizzati alla data di chiusura dell'esercizio, e nel numero 4 dove si deve tener conto dei rischi e delle perdite di competenza dell'esercizio anche se conosciuti dopo la chiusura di questo.

Principi di redazione del bilancio: continuità e prudenza

L'articolo 2423-bis, al punto 1, prevede che "la valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza e nella prospettiva di continuazione delle attività". Si commentino i due principi di redazione del bilancio.

I due principi ai quali ci si riferisce sono il principio di prudenza e il principio di continuità.

Il principio di continuità, che è il principio base nella redazione del bilancio, è detto anche norma presupposto. Questo perché se questo principio non viene applicato non possono essere applicate nemmeno le norme successive. Prevede che l'azienda debba essere in condizioni di funzionamento ovvero che continuerà la sua normale attività anche in futuro, poiché l'azienda è considerata un istituto economico destinato a perdurare nel tempo. Infatti tutti i valori devono essere determinati tenendo conto del futuro svolgimento dell'attività di gestione.

Il principio di prudenza è rintracciabile nell’art. 2423 bis comma 1 numeri 1) secondo il quale il bilancio deve essere redatto secondo prudenza, numero 2) secondo il quale devono essere inseriti in bilancio solo gli utili effettivamente realizzati alla data di chiusura dell'esercizio e numero 5) secondo il quale gli elementi eterogenei devono essere valutati separatamente. Grazie al principio di prudenza valuti i ricavi nel CE al valore effettivamente realizzato, non quello presunto; i costi nel CE inseriti anche a valori presunti (quindi se c'è una perdita anche solo possibile la percepisco); le attività nello SP vengono espresse al minore valore possibile e le passività nello SP vengono espresse al massimo valore possibile. Questo principio viene applicato dagli amministratori per determinare con cautela il risultato economico d'esercizio. È strettamente collegato a situazioni di rischio e incertezza nella quali occorre una valutazione soggettiva, che deve quindi essere fatta con cautela.

Il principio della competenza economica nella redazione di bilancio

L'articolo 2423-bis del Codice Civile contiene nel 1° comma i principi di redazione del bilancio, nel 2° la possibilità di derogare a tali principi.

Il principio della competenza economica è rintracciabile nel comma 1, numero 3 (+4) poiché il n. 3 prevede che si deve tener conto degli oneri e dei proventi di competenza dell'esercizio indipendentemente dalla data dell'incasso o del pagamento. Ci si riferisce alla competenza economica che si basa sul principio della correlazione tra costi e ricavi relativi alla gestione, non tenendo conto dei flussi monetari.

Il n.4 prevede che si deve tener conto dei rischi e delle perdite di competenza dell'esercizio anche se conosciuti dopo la chiusura di questo; è quindi strettamente legato al principio di prudenza.

Il principio di substance over forma

L'articolo 2423-bis del Codice Civile contiene nel 1° comma i principi di redazione del bilancio, nel 2° la possibilità di derogare a tali principi.

Il principio di substance over form, ovvero della sostanza che prevale sulla forma, è rintracciabile nell’art. 2423 bis numero 1) che prevede che bisogna tener conto della funzione economica dell'elemento dell'attivo e del passivo considerato. Non bisogna guardare l'operazione solo dal punto di vista formale, ma devo indagare a cosa c'è dietro all'operazione stessa, cosa c'è oltre ai documenti.

Il principio di coerenza

L'articolo 2423-bis del Codice Civile contiene nel 1° comma i principi di redazione del bilancio, nel 2° la possibilità di derogare a tali principi.

Il principio di coerenza è rintracciabile al comma 1, numero 6). Tale principio prevede che i criteri di valutazione non devono essere variati da un esercizio all'altro, questo per consentire la comparabilità dei bilancio nel tempo e fra le aziende dello stesso settore. Qui è prevista una deroga specifica (nel comma 2 art. 2423-bis) in alcuni casi eccezionali è possibile derogare la norma e variare i criteri di valutazione. È una deroga facoltativa e specifica che si riferisce solo ai criteri di valutazione.

Per derogare bisogna seguire 3 cautele: bisogna essere in presenza di un caso eccezionale, che non accade ogni anno e in ogni situazione poiché deve essere un evento mai successo prima e irripetibile. Bisogna motivare la deroga nella nota integrativa e infine spiegare gli impatti cioè spiegare cosa sarebbe successo se avessi mantenuto inalterati i criteri di valutazione.

Il sistema di deroghe del Codice Civile

Sono previste due tipologie di deroghe dal Codice Civile. La prima è rintracciabile nell’art. 2423 comma 4, che è una deroga generale e obbligatoria. Infatti se applicare una norma volesse dire andare contro gli obiettivi di correttezza, verità e chiarezza del bilancio questa non viene applicata.

Per effettuare questa deroga abbiamo 4 cautele da rispettare: deve essere un caso eccezionale, che non è mai accaduto prima e che...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher reghenziedoardo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Contabilità, bilancio e principi contabili e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Brescia o del prof Mazzoleni Alberto.
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