Schemi metodi d'indagine in psicologia dello sviluppo
Leggi: scnd McBurney e White esistono 2 tipologie di metodi di conoscenza, che dipendono o meno dall'esperienza: McBurney e White cap. I e PPT lezioni.
Metodi empirici
I metodi empirici sono fondati sull'esperienza e si dividono in 2 categorie: intuitivi e scientifici.
1. Quali sono le principali differenze tra scienza e senso comune?
Con la parola scienza si intende spesso sottolineare:
- Il carattere positivo di una credenza o di un procedimento;
- Qualificare le teorie attuali rispetto a quelle del passato.
NB: dunque la scienza è associata all'idea di certezza. Invece secondo Nagel le parole “scienza” e “scientifico” designano un'opera identificabile e continua di ricerca e i suoi prodotti intellettuali.
Intuizione: non è scientifica ed è un mezzo di conoscenza fondato su processi “istintivi” e spontanei, piuttosto che sulla logica o sul ragionamento. Essa si divide in:
- Senso comune: è un tipo di intuizione che evidenzia l'accordo tra l'opinione di una persona e le idee/esperienze comuni di un ampio gruppo di persone.
NB: esso possiede 2 limitazioni:
- I criteri del senso comune cambiano da un'epoca all'altra;
- Il solo criterio considerato per valutare la verità di una credenza o di una pratica è di vedere se qst funzionano o meno.
- Misticismo.
Il senso comune (o teorie ingenue):
- È scarsamente cosciente dei limiti entro cui sn valide le sue credenze ed efficaci i suoi procedimenti;
- Ha al centro del proprio interesse l'uomo e le sue vicende;
- Utilizza un linguaggio molto vago;
- Non è basato sulla verifica empirica delle ipotesi;
- Non si basa su un'attività istituzionalizzata;
- Presenta una scarsa integrazione concettuale.
Scienza: “la scienza è un particolare modo di conoscere il mondo. Nella scienza, le spiegazioni si limitano a quelle che possono essere inferite da dati confermabili, cioè i risultati che possono essere ottenuti mediante osservazione ed esperimenti, che possono essere convalidati da altri scienziati. Ogni cosa che può essere osservata o misurata può essere oggetto di indagine scientifica”.
Metodi non empirici
I metodi non empirici non sono fondati sull'esperienza e si distinguono in:
- Autorità: siamo portati a credere che qualcosa sia vero se a dirlo è una persona che rispettiamo.
NB: si tratta di un mezzo molto limitato perché le autorità spesso sbagliano anche se ciò che dicono è supportato da una forte convinzione; inoltre è un tipo di conoscenza dogmatico, poiché assume che le idee professate da qualcuno siano regole vere e fondamentali.
- Logica: è un mezzo cruciale per trarre conclusioni sul mondo.
NB: anche essa è limitata, poiché un'affermazione anche se logica non sempre è veritiera (es. sillogismo) -> la logica infatti non può sostituire la realtà e dei dati empirici.
2. Quali sono le differenze tra mezzi empirici e metodi non empirici di acquisizione di conoscenze?
La scienza in generale ha come scopo quello di sviluppare teorie che possono spiegare fatti e
3. Spiega in quale modo la scienza si autocorregge?
Dal momento che la scienza è un'attività empirica, consegue che di continuo si scoprano nuovi dati che contraddicono le credenze precedenti -> la scienza si distingue dalle altre attività umane, poiché è caratterizzata dalla volontà di permettere che qst nuovi dati empirici correggano le credenze precedenti (in qst senso si parla di autocorrezione -> progresso).
4. Spiega cosa vuol dire che la scienza fa progressi?
Dal momento che la scienza è empirica e disposta a correggersi, consegue che è anche in continuo progresso, verso una conoscenza + esatta (diversamente da altre attività umane, che pur cambiando a volte non progrediscono).
5. Spiega in quale senso la scienza è obiettiva?
La scienza è un modo di ottenere conoscenze in base a osservazioni obiettive, le quali sn fatte in modo che persone cn una percezione normale, poste nello stesso tempo e nello stesso luogo, arriverebbero allo stesso risultato.
L'oggettività della scienza si distacca dalla soggettività, poiché ogni fenomeno non può essere spiegato da una pluralità di percezioni, ma da un'unica visione valida per tutti, che funge da modello per sperimentazioni successive.
NB: l'oggettività è la sola caratteristica che contraddistingue ciò che è scienza da ciò che non lo è ed è ciò che fa della scienza l'unico mezzo universale per acquisire conoscenze, perché fin dall'inizio rifiuta di considerare ogni fenomeno che non sia accessibile a tutti.
6. Spiega e illustra con esempi i diversi significati del termine “teoria” (in senso lato, in senso stretto e tradizione di ricerca)?
Nel linguaggio comune il termine “teoria” designa una congettura, qualcosa di cui si è incerti. Il termine “teoria” indica:
- In senso lato: un insieme di leggi collegate tra loro (legge intesa come una singola asserzione su relazioni esistenti tra due o + variabili);
- In senso stretto: una legge che contiene almeno un concetto non osservativo (teorico), cioè che non si riferisce a oggetti o proprietà osservabili.
Ad es. la teoria sull'amnesia infantile scnd Freud è una teoria in senso stretto perché fa riferimento a processi non osservabili, ma fa anche parte di una teoria in senso lato, ossia quella freudiana sul funzionamento della mente.
Chiedi per la tradizione di ricerca.
7. Spiega perché le teorie sono importanti?
Le teorie scientifiche svolgono ruoli cruciali nello sviluppo della scienza:
- L'organizzazione delle conoscenze collegandole le une alle altre;
- La spiegazione delle leggi, mediante l'uso di altre leggi di livello + astratto;
- La previsione di nuove leggi;
- Guidano la ricerca per verificare le nuove leggi scoperte.
8. Spiega le differenze tra realismo del senso comune e realismo a cui aderiscono molti scienziati?
Molti scienziati concordano che uno degli assunti fondamentali della scienza sia realtà del mondo: i filosofi chiamano qst assunto dottrina del realismo, scnd cui gli oggetti dello studio scientifico esistono indipendentemente dal fatto di essere da noi percepiti.
In generale gli scienziati assumono che il mondo ci sia e cercano di studiarlo nel modo migliore possibile (scarso interesse per i dibattiti filosofici) -> essi tuttavia evitano una varietà di realismo noto come realismo del senso comune o realismo ingenuo.
Qst ultimo dice che le cose sono come appaiono (= il carbone sembra nero perché è nero).
Sia lo scienziato che l'uomo comune credono nell'esistenza di un mondo reale, ma il mondo in cui crede lo scienziato è diverso da quello dell'uomo comune: entrambi ritengono che esista una sola realtà, ma le loro realtà sono diverse.
NB: il fallimento del senso comune in molte situazioni ha contribuito allo sviluppo della scienza e in particolare della psicologia.
9. Definisci e illustra con esempi il significato dei seguenti termini: Legge, fatto, ipotesi?
- Legge: è l’asserzione che certi eventi sono regolarmente associati; l’uno segue l’altro o sono compresenti.
NB: una legge statistica afferma che certi eventi avvengono con una certa probabilità al verificarsi di altri.
Esempio di legge: la frustrazione causa aggressività, ciò fa riferimento a una legge che vede due eventi associati tra loro (l’uno segue l’altro). Oppure il fatto che certe caratteristiche di personalità si presentano assieme è l’esempio di una legge per la quale certi eventi sono compresenti.
- Fatto: è un'osservazione ripetutamente confermata, qualcosa che è successo, un atto concreto.
Un fatto scientifico ha due caratteristiche che lo contraddistinguono:
- È ottenuto tramite un esperimento ed è dunque il risultato di una osservazione empirica;
- È utilizzato come prova a favore (o sfavore) di una ipotesi.
Ipotesi: può essere definita in vari modi:
- È una affermazione testabile circa il mondo naturale;
- È una predizione ricavata da una teoria;
- È una asserzione ritenuta provvisoriamente vera al fine di vagliarne la validità;
- Ciò implica che l’affermazione non sia certa ma che, al contrario, sostiene una asserzione di cui verificare l’attendibilità tramite sperimentazione o osservazione empirica.
NB: l’ipotesi si distingue da una teoria poiché può essere sempre esaminata empiricamente o sperimentalmente. Inoltre deve essere condotta in modo tale da poter permettere ad altri di replicarne la verifica.
Esempio di ipotesi: un esempio è la teoria di Freud sulla amnesia infantile in concomitanza al complesso edipico. Tale teoria si basa sull’ipotesi che il bambino non riesca a rievocare eventi e ricordi della prima infanzia, rimossi dopo l’attualizzazione del complesso.
10. Cosa vuol dire che la scienza assume che il mondo sia razionale e conoscibile?
La scienza basa le sue “ipotesi di lavoro” su assunti, cioè tesi accettate come vere -> tra di esse vi sono:
- Realismo: gli oggetti dello studio scientifico esistono indipendentemente dal fatto che io li percepisca o meno;
- Scopribilità: la scienza è in grado di spiegare il rompicapo che è il mondo attraverso mezzi a portata di mano dell’uomo.
Oltre a questi due assunti (richiesti dalla domanda) vi sono:
- Regolarità del mondo: il mondo segue le stesse leggi in ogni luogo e tempo, le leggi sono dunque sempre valide;
- Causalità: gli eventi sono collegati da rapporti di causa-effetto.
11. Descrivi alcuni obiettivi descrittivi delle scienze psicologiche?
Il primo passo in ogni scienza, anche in quelle psicologiche, è la descrizione dei fenomeni considerati importanti per la scienza stessa -> essa presenta un'importanza cruciale, in quanto definisce l'argomento in esame per il quale si ricercano le leggi e si formulano le teorie.
Prima di scoprire le cause che determinano un fenomeno è necessario innanzitutto definire entità e processi -> ad es. stimoli, risposte, nevrosi, tipi di comportamento; successivamente è indispensabile trovare le caratteristiche affini in tali processi, definendo tipologie, ad es. in relazione alla personalità, al temperamento o ai disturbi mentali.
NB: tale compito di classificazione è simile a quello adoperato dalle scienze biologiche.
12. Spiega e illustra con esempi in che senso le teorie scientifiche devono essere falsificabili?
Una buona teoria deve poter essere messa chiaramente alla prova: deve fare una predizione precisa che deve essere provata come vera o falsa -> la ragione di ciò è la natura empirica della scienza.
Se la scienza è basata sull'evidenza empirica, le sue teorie devono poter essere messe alla prova empiricamente.
Non solo una teoria deve poter essere messa alla prova, ma deve anche poter essere dimostrata falsa -> qst nozione è basata sul lavoro del filosofo Popper che disse: “una teoria scientifica non può mai essere provata vera, perché ci sn molte false teorie che possono predire ogni risultato ottenuto”.
Popper intende affermare che non importa per quante volte si ottengono i risultati previsti, perché ci potrebbe essere sempre un'altra teoria, che è quella vera: sarebbe quindi informativa soltanto una falsificazione o un risultato che contraddice la teoria stessa.
NB: pertanto non possiamo provare con certezza che una teoria è vera, ma a quante + prove sopravvive una teoria, tanto + le diamo fiducia.
13. Spiega e illustra con esempi cosa sono i concetti teorici?
I concetti teorici:
- Devono essere come oggettivi così come devono esserlo i dati scientifici;
- Essi sn definiti mediante altri concetti teorici, come disegni o modelli scientifici per connettere la definizione a qualcosa di concreto.
NB: secondo Bridgman un concetto teorico deve essere legato a operazioni osservabili che ogni individuo può esaminare o eseguire. Se non si ha modo di definire un concetto tramite operazioni osservabili esso è fuori dalla scienza.
Ad es. l'atomo è definito come “una struttura nella quale è normalmente organizzata la materia. Più atomi formano le molecole, mentre gli atomi sono a loro volta formati da protoni, neutroni ed elettroni”.
14. Spiega e illustra con esempi in che cosa consiste la definizione operativa di un concetto teorico?
Un concetto teorico, per definizione, non può mai essere direttamente osservato o misurato; per essere studiato deve essere operazionalizzato, cioè collegato a definizioni operative, che indicano le operazioni effettuate per produrre o identificare gli effetti dei processi o le entità cui si riferisce il concetto.
Contrariamente a quanto afferma il testo, un concetto teorico non è solo un'invenzione degli scienziati -> ad es. le molecole, gli atomi, i geni esistono realmente.
La definizione operativa (o operazionalizzazione) consiste nel far corrispondere a un concetto non osservativo (costrutto) un indicatore osservabile. Questo può avvenire nella fase di misurazione o in quella di produzione dell'entità o proprietà a cui si riferisce il concetto.
15. Descrivi il punto di vista di Thomas Kuhn sul progresso scientifico?
Per le idee di Kuhn è fondamentale il concetto di paradigma, cioè il modo di pensare che pervade tutta una branca della scienza e che include tutti gli assunti e tutte le teorie accettate come vere da un gruppo di scienziati.
Durante l'attività scientifica che egli chiama “normale”, quasi tutti gli scienziati accettano lo stesso paradigma e lavorano sotto la sua influenza; a un certo punto sorgono dei problemi che non possono essere spiegati agevolmente in base al paradigma -> tali anomalie generano una crisi durante la quale sn creati nuovi paradigmi che competono con quello originario.
Verrà accettato quel nuovo paradigma che spiega i dati empirici meglio di quello vecchio.
Pertanto scnd Kuhn la marcia della scienza non procede in linea retta verso la meta, ma consiste di fasi di scienza normale, ciascuna delle quali è dominata da un singolo paradigma, che si alternano con rivoluzioni inauguranti nuovi paradigmi, destinati a durare fino a quando possono spiegare ragionevolmente i dati empirici.
McBurney e White cap. IV e PPT lezioni
1. Definisci e illustra con esempi le seguenti coppie di termini:
- Variabile dipendente: è una misura del comportamento del soggetto -> è la risposta data dalla persona o dall'animale, l'effetto o il risultato conseguente alla manipolazione della variabile indipendente e generalmente qst risposta è misurata usando almeno una fra diverse dimensioni.
Un es. di VD è il comportamento; la VD può essere considerata ciò il soggetto fa in conseguenza della manipolazione dello sperimentatore.
- Variabile indipendente: è considerata la causa di qualche modificazione degli stimoli e delle risposte.
Un es. di VI è il sesso; la VI può essere considerata ciò che lo sperimentatore fa al soggetto.
NB: una variabile può essere dipendente o indipendente a scnd del suo ruolo all'interno dello studio -> ad es: lo stile disciplinare dei genitori:
- È una variabile indipendente se la ricerca riguarda il suo effetto sull'interiorizzazione morale dei figli;
- È una variabile dipendente se la ricerca riguarda gli effetti di un corso di parent training sullo stile disciplinare usato dai genitori che l'hanno seguito.
- Variabile manipolabile: è una variabile che può essere manipolata dallo sperimentatore come ad es. le istruzioni date a un soggetto, la psicoterapia, l'insegnamento + o meno lungo.
- Variabile non manipolabile: è una variabile che non può essere manipolata perché impossibile, illegale, immorale, troppo costose ecc, ad es. il sesso, l'etnia, il temperamento, la scuola frequentata, il QI, le cure parentali ricevute.
- Variabile qualitativa: è una variabile che cambia di genere come ad es. sesso, stato civile, stadio piagetiano, ecc.
- Variabile quantitativa: è una variabile che cambia di grandezza come ad es. la velocità, il numero di risposte corrette ecc.
- Variabile discreta (discontinua): è una variabile che può assumere solo certi valori entro un certo intervallo ad es. solo i numeri interi, compresi tra 5 e 10.
- Variabile continua: è una variabile che può assumere tutti i valori numerici entro un certo intervallo ad es. tutti numeri reali compresi tra 5 e 10.
NB: può esserci una discrepanza tra variabile e misura:
- Ad es. la variabile può essere continua (es. la conoscenza che uno studente ha di una materia scolastica), mentre la misura è discreta (i voti da 0 a 30 all'esame);
- Oppure ci sono casi in cui ad es. la variabile è continua (es. l'altezza di una persona) e anche lo strumento di misurazione lo è (es. metro); ma si correlate con entrambe) e quindi possono suggerire erroneamente che tra le due c'è un rapporto di causa-effetto.
La variabile confusa (confounded) è intrinsecamente associata alla VI o alla sua operazionalizzazione.
La variabile confondente o di disturbo (confounding) è estranea alla VI e la covariazione in una certa ricerca deriva da errori nella procedura.
4. Presenta la definizione di misurazione proposta da Steven, elencare le diverse scale di misurazione usate in psicologia specificando per ciascuna di esse le proprietà dei numeri che vengono utilizzate?
“La misurazione è definita come l'assegnazione di numeri a oggetti o eventi in accordo a certe regole. Il fatto che i numeri possano essere assegnati seguendo regole diverse conduce a tipi diversi di scale e tipi diversi di misurazione, il problema è allora quello di rendere esplicite:
- Le regole per l'assegna
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