Estratto del documento

Domande aperte psicologia clinica

Lezione 001

Attività professionali dello psicologo clinico

Quali sono le attività professionali caratteristiche dello psicologo clinico?

Le attività professionali caratteristiche dello psicologo clinico sono molteplici e tra queste:

  • Diagnosi di caratteristiche di personalità e assessment delle caratteristiche personali, bisogni e delle sue aspettative nelle diverse fasi d’età con strumenti qualitativi e quantitativi.
  • Scelta, costruzione, adattamento, standardizzazione, somministrazione e interpretazione di strumenti di indagine psicologica funzionali alla sintesi psicodiagnostica.
  • Assessment del grado di adattamento dell’individuo o gruppo nelle eventuali dinamiche.
  • Assessment delle caratteristiche genitoriali.
  • Assessment del grado di imputabilità/responsabilità individuale.
  • Assessment delle situazioni di maltrattamento e abuso di minori.
  • Valutazione dell’entità di handicap.
  • Realizzazione di piani di trattamento di piani calibrati.
  • Interventi di psicoterapia.
  • Interventi diretti nel sistema famiglia.
  • Counseling relativo ai problemi emozionali.
  • Progettazione, realizzazione e valutazione di strumenti, interventi e programmi per la prevenzione e la promozione della salute.
  • Pianificazione, conduzione, supervisione di ricerche cliniche.
  • Consulenza nella progettazione di strutture per disabili e accessibilità.
  • Supervisione agli operatori della salute per potenziare le competenze comunicative e prevenzione di burn-out.
  • Attività di sperimentazione didattica.
  • Formazione degli OS su emergenze dell’area medico-chirurgica ad elevata complessità.

Differenze tra psicologo e dottore in Scienze e Tecniche psicologiche

Quali sono le differenze tra uno psicologo e un dottore in Scienze e Tecniche psicologiche?

Uno psicologo ha conseguito una Laurea Specialistica (3+2), sostenere un esame di Stato a seguito di un tirocinio post-laurea di un anno e iscriversi all’Albo Professionale nella Sezione A. Un dottore in Scienze e Tecniche psicologiche ha conseguito una laurea triennale, sostenere un esame di Stato e iscriversi all’Albo Professionale nella Sezione B.

Ambiti di applicazione della psicologia in Italia

Quali sono gli ambiti di applicazione della psicologia in Italia?

Gli ambiti di applicazione della psicologia si possono indicare negli ospedali, consultori, scuole, tribunali, servizi per l’infanzia e l’adolescenza, comunità terapeutiche, residenze per anziani. I nuovi settori sono: psicologia penitenziaria, transculturale, neuropsicologia, della psicologia dell’emergenza, del traffico, dello sport, del benessere in senso lato.

Attività comprese nella professione di psicologo

Secondo la Legge italiana, quali sono le attività comprese nella professione di psicologo?

Secondo l’Articolo 1, Legge 56/89: “La professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, diagnosi, attività di abilitazione-riabilitazione e sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, gruppo, organismi sociali e alle comunità. Comprende le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito”.

Ambiti di applicazione e obiettivi dello psicologo in Italia

Descriva di che cosa si occupa lo psicologo in Italia, quali sono i suoi ambiti di applicazione e gli obiettivi della sua attività.

Lo psicologo è un professionista che opera per favorire il benessere delle persone, dei gruppi, degli organismi sociali e della comunità, in rispetto al codice deontologico. Si occupa di psicopatologia e di aree di intervento che riguardano molteplici situazioni che possono essere fonte di sofferenza e disagio. L’attività dello psicologo ha l’obiettivo di favorire il cambiamento, potenziare le risorse e accompagnare gli individui, coppie, famiglie, organizzazioni in momenti critici o di difficoltà.

Lezione 002

Disturbo mentale nel DSM-IV-TR e DSM-5

Quali sono le caratteristiche essenziali del disturbo mentale previste dal DSM-IV-TR e dal DSM-5?

  • Distress personale: il malessere e la sofferenza caratterizza molti disturbi mentali.
  • Disabilità: compromissione di area importante della vita di una persona.
  • Violazione delle norme sociali: le norme sociali sono solitamente considerate degli standard che la maggioranza delle persone utilizza nel formulare giudizi su dove si collochino i comportamenti su determinate scale di valori.
  • Disfunzione: riguarda il meccanismo che non è in grado di svolgere la sua funzione naturale.

Definizione di disturbo mentale

Definisci il disturbo mentale.

Disturbo mentale: disturbo proprio dell’individuo, causa stress/disabilità, no reazione culturalmente attesa nei confronti di un evento, non è il risultato primario di devianza sociale.

Teoria della tecnica in psicologia clinica secondo Renzo Carli

Qual è secondo Renzo Carli la teoria della tecnica in psicologia clinica?

La teoria della tecnica in psicologia clinica è l’analisi della domanda; Psicologia Clinica come teoria della tecnica riabilitativa e psicoterapeuta. Questa va in opposizione alla tecnica senza teoria e teoria senza tecnica.

Aree di intervento e applicabilità della psicologia clinica

Psicologia clinica: aree di intervento e applicabilità.

Applicabilità: riconosciuto alla psicologia clinica il carattere applicativo (applicazione e applicata) ma anche si pone il compito di produrre specifiche teorie dell’operare riabilitativo e terapeutico. Area di intervento: disciplina che opera in casi di: disadattamento, disfunzioni, problemi di adattamento, sofferenza senza disadattamento e disadattamento senza sofferenza.

Disabilità associata a disturbo mentale

Cosa si intende per disabilità associata ad un disturbo mentale?

Disabilità: compromissione di area importante della vita di una persona. I disturbi collegati all’uso di sostanze vengono diagnosticati anche sulla base di disabilità a livello sociale/occupazionale create dall’abuso. Le fobie possono creare sia malessere sia disabilità. Non tutti i disturbi provocano disabilità.

Lezione 003

Nascita della psicologia clinica

Quando nasce la psicologia clinica e ad opera di chi?

La psicologia clinica nasce nel 1896 dall’americano Witmer che apre la prima clinica psicologica per bambini con problemi di adattamento, fonda anche la prima rivista di psicologia clinica. La psicologia clinica risale ai filosofi ellenistici e ai primi secoli di Roma imperiale con l’emergere della “Cura di sé”. Se si intende la psicologia clinica moderna, le origini si rifanno al riformismo sociale e nel filantropismo del 18-19esimo secolo.

Contributi alla nascita della psicologia clinica

Quali furono alcuni dei personaggi che, da fine Ottocento agli anni Quaranta, contribuirono alla nascita della psicologia clinica?

  • Witmer: conia l’aggettivo “clinica”, viene riconosciuta la sofferenza di un individuo che necessita di aiuto; l’interesse è soprattutto per il ritardo mentale, i problemi educativi e l’ambito scolastico; di contro c’è chiusura verso nuovi contributi.
  • Healey: si contrappone a Witmer e prende percorsi quali: rapporto con molte istituzioni inglobando nuovi contributi, aderisce alle “Child guidance clinics”; fondamentale il ruolo del psichiatra (lo PC ha in questo caso un ruolo secondario).
  • Beers: fonda il movimento di igiene mentale al fine di migliorare i trattamenti e prevenire i disturbi mentali.

Psicologia clinica e testologia durante il primo conflitto mondiale

Perché, in coincidenza del primo conflitto mondiale, la psicologia clinica si identifica con la testologia?

Prima guerra mondiale: psicologia clinica come disciplina che può rispondere ai bisogni del momento, obiettivo è mettere a punto strumenti per valutare e classificare i soldati. Psicologia clinica come testologia: Cattel organizza la Psychological Corporation che offre consulenza testistica al mondo degli affari; la consistenza di operatori affini apre dispute e contraddizioni.

Psicologia clinica dal secondo conflitto mondiale agli anni sessanta

Descriva lo scenario della psicologia clinica dal secondo conflitto mondiale fino agli anni sessanta.

  • Secondo conflitto mondiale: modifica gli scopi del lavoro clinico e gli standard di addestramento; gli psicologi devono valutare soldati e civili e intervenire su disturbi psicopatologici determinati dall’esperienza di guerra: tutti gli psicologi devono familiarizzare con le attività di assessment (intervento, ricerca, consultazione).
  • Dopoguerra: sviluppo del PC in America.
  • Gli ospedali della Veterans Administration richiedono aiuto per i reduci di guerra e aprono corsi per formare PC.
  • 1946: istituzione del National Mental Health Act che sostiene su base nazionale la ricerca e l’addestramento in PC.
  • La capacità di rispondere ai bisogni sociali ha permesso alla disciplina di affermarsi come professione.
  • 1950s: consolidamento della disciplina e negli USA si affrontano: riconoscimento della professione e tutela del pubblico da operatori non formati.
  • 1953: viene istituito un codice etico “Certifying board” che certifichi la competenza nelle aree di psicologia applicata.
  • 1960s: nel mondo occidentale favoriscono movimenti per la salute mentale e la psichiatria di comunità.
  • States: servizi di pronto intervento psichiatrico all’interno delle comunità, priorità dei programmi preventivi, ruolo degli PC che si aprono alla comunità.
  • Europa: ideologia del settore (Equipe terapeutica con ventaglio di istituzioni diverse).
  • Gran Bretagna: movimento delle porte aperte confluisce nella ideologia dell’ambiente terapeutico e le strutture psichiatriche intermedie si pongono come strumenti essenziali per l’assistenza ai malati - la comunità terapeutica diventa l’alternativa ai modelli tradizionali.
  • Riconoscimento dello psicologo clinico → Acquisizione di ruoli/ consolidamento di ruoli terapeutici alternativi → No provvedimenti legislativi e formazione pubblica carente.

Declino di interesse per le tecniche di assessment e sviluppo dell'attività psicoterapeutica

A partire da quando, nell’ambito della psicologia clinica, si assiste ad un declino di interesse delle tecniche di assessment e ad uno sviluppo per l’attività psicoterapeutica.

Negli anni ’70 si delinea un declino di interesse delle tecniche di assessment e sviluppo di psicoterapia differenziata. USA: enti garantiscono rimborsi per trattamenti -> vantaggio per trattamenti rapidi e risolutivi -> interesse per terapie farmacologiche e potere a psichiatri. 1973: APA pone i “non medical mental health professionals” in ruoli subordinati dal controllo dello psichiatra. 1975: APA sancisce che il trattamento delle malattie mentali in quanto “psicoterapia medica” deve essere esercitata da un terapeuta con formazione in “medicina psichiatrica”. La diatriba si frenerà solo con l’istituzione dell’albo professionale degli psicologi.

Psicologia clinica da fine Ottocento agli anni Quaranta

Descriva lo scenario della psicologia clinica da fine Ottocento agli anni Quaranta.

  • Witmer: conia l’aggettivo “clinica”, viene riconosciuta la sofferenza di un individuo che necessita di aiuto; l’interesse è soprattutto per il ritardo mentale, i problemi educativi e l’ambito scolastico; di contro c’è chiusura verso nuovi contributi.
  • Healey: si contrappone a Witmer e prende percorsi quali: rapporto con molte istituzioni inglobando nuovi contributi, aderisce alle “Child guidance clinics”; fondamentale il ruolo del psichiatra (lo PC ha in questo caso un ruolo secondario).
  • Beers: fonda il movimento di igiene mentale al fine di migliorare i trattamenti e prevenire i disturbi mentali.
  • Prima guerra mondiale: psicologia clinica come disciplina che può rispondere ai bisogni del momento, obiettivo è mettere a punto strumenti per valutare e classificare i soldati.
  • Psicologia clinica come testologia: Cattel organizza la Psychological Corporation che offre consulenza testistica al mondo degli affari; la consistenza di operatori affini apre dispute e contraddizioni.
  • Concezione organistica: raccoglie la maggioranza dei contesti.
  • Le tecniche psicoterapiche: si fanno strada ma il riconoscimento viene dibattuto; psicologia come disciplina autonoma non ha spazio.
  • 1935: l’APA sancisce che la psicologia clinica è una scienza applicata (anche se oggi ci sono ancora dibattiti).
  • Nazifascismo: migrazione di massa di psicoanalisti in America; si passa a studiare la personalità e i problemi affettivi ed emotivi.

Lezione 004

Approccio nosografico-descrittivo alla psicopatologia

Cosa si intende per approccio nosografico-descrittivo alla psicopatologia?

L’approccio nosografico-descrittivo caratterizza per: importanza attribuita alla sintomatologia osservabile e descrivibile, sintomo osservato rimanda ad altri sintomi o a se stesso, la diagnosi si effettua confrontando criteri specifici. Il primo sistema classificatorio è stato creato da Kraepelin, questo assume esista un’eziologia organica del disturbo mentale e attribuisce importanza all’analisi del comportamento del paziente per capire il quadro clinico.

Critiche al DSM da parte di psicologi e psichiatri

Quali sono le principali critiche mosse dagli psicologi e da alcuni psichiatri nei confronti del DSM?

  • Karl Tomm indica dei punti deboli nella diagnosi nosografico-descrittiva:
  • Enfasi sull’aspetto sintomatico e scarsa attenzione per le esperienze del paziente e contesto.
  • La prospettiva è statica e tende a sottolineare tratti permanenti e non stati di transizione.
  • Il costrutto teorico prevalente attua etichettamento che potrebbe essere patologizzante.
  • L’utilità del DSM nella progettazione di un programma terapeutico specifico è scarsa.
  • Kendler: “Molti quesiti nosografici importanti in psichiatria sono non empirici […] non dobbiamo trascurare i limiti intrinseci del metodo empirico. C’è il pericolo che questo processo degeneri in pseudoscienza e che pretendiamo di essere ‘oggettivi’ ed ‘empirici’ quando diamo giudizi di valore”.

Novità del DSM-5

Esponga le principali novità introdotte nel DSM-5 descrivendone almeno due.

  • Le patologie mentali e i loro criteri diagnostici sono descritti in modo chiaro, fornite anche informazioni quantitative, analizzati i fattori di rischio, caratteristiche associate, indicazioni provenienti dalla ricerca e modi di manifestarsi.
  • Abolizione de “Disturbi che insorgono generalmente nell’infanzia e adolescenza”; molte sindromi sono ora nel raggruppamento “Disturbi del neurosviluppo”.
  • Abolizione del termine “Ritardo mentale” ora denominato “Disabilità intellettiva”.
  • L’ADHD è stato spostato all’interno dei disturbi del neurosviluppo.

Caratteristiche comuni del DSM dalla terza edizione

Quali sono le caratteristiche comuni proprie del DSM, a partire dalla sua terza edizione e a eccezione dell’ultima, la 5?

  • Approccio a-teorico: non si fanno teorie in quanto sarebbero un ostacolo all’uso del manuale da parte di operatori con diverso orientamento.
  • Sistema multiassiale: coglie la complessità della situazione clinica, aperto dibattito comorbidità.
  • Disturbi psichici come entità discrete: le sindromi psichiatriche vengono considerate entità discrete ben separate.
  • Criteri di inclusione ed esclusione: necessaria una definizione chiara ed esplicita dei criteri; il manuale fornisce criteri diagnostici ma non “criteri operativi” (che indicano come indagare la presenza/assenza di un determinato sintomo).
  • Attendibilità e validità diagnostica: sono entrambe necessarie in quanto una diagnosi che non ha intrinseca validità non è utile sul piano operativo e una diagnosi valida ma non attendibile ha una utilità limitata (il DSM-IV-TR ha raggiunto un’alta attendibilità ma poca validità).

Lezione 005

Disturbi di personalità nel DSM-IV-TR e DSM-5

Descriva le principali differenze tra il DSM-IV-TR ed il DSM-5 nella concettualizzazione dei disturbi di personalità.

  • Disturbi di personalità: nuova classificazione in quanto ogni paziente con DP presenta anche altri DP in concomitanza.
  • Per un’imprecisione di definire si arriva ad un abuso di diagnosi di Disturbo NAS di personalità.
  • Il nuovo sistema si basa sull’analisi del funzionamento della personalità e sulla messa in luce di tratti patologici di personalità.

Criteri diagnostici per la schizofrenia nel DSM-5

Quali sono i criteri diagnostici previsti dal DSM-5 per la schizofrenia?

Disturbi dello spettro della schizofrenia e altri disturbi psicotici: per la schizofrenia sono necessari almeno due sintomi tra: deliri, allucinazioni, disorganizzazione del linguaggio, comportamento grossolanamente disorganizzato, sintomi negativi.

Cambiamenti nei disturbi dell'umore nel DSM-5

Quali sono i principali cambiamenti che il DSM-5, rispetto al DSM-IV, propone nell’ambito dei disturbi dell’umore?

  • Disturbi bipolari: si prende in esame anche l’attrazione del livello di energia oltre all’alterazione dell’umore. Si descrive lo stato misto come coesione di maniacalità e depressione maggiore.
  • Depressione: introdotto il Disturbo disforico dirompente (bambini che manifestano irritabilità e frequenti episodi di discontrollo comportamentale).
  • La sindrome premestruale ha ottenuto riconoscimento.
  • La distimia è ora definita Disturbo depressivo persistente.
  • Il lutto è definito come forte fattore di rischio per la depressione ma viene posta attenzione sull’analisi differenziale.

Cambiamenti organizzativi dal DSM-IV al DSM-5

Descriva i principali cambiamenti organizzativi operati dal DSM-IV al DSM-5.

  • Il nuovo manuale non viene contrassegnato con numeri romani ma con un numero arabo.
  • Vengono aumentati i riferimenti ai dati oggettivi/strumentali su cui basare la diagnosi.
  • È stato introdotto il concetto di spettro rendendo possibile accomunare patologie distinte ma con somiglianze.
  • Crea una distinzione tra disturbi che hanno risposte diverse ai trattamenti farmacologici.
  • Si propone ancora come a-teorico.
  • Attualmente descrive più di 370 disturbi mentali in 1000 pagine (aumento per sottotipi e specificazioni).
  • Amplia il numero delle patologie.
Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 41
Domande aperte psicologia clinica Pag. 1 Domande aperte psicologia clinica Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Domande aperte psicologia clinica Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Domande aperte psicologia clinica Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Domande aperte psicologia clinica Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Domande aperte psicologia clinica Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Domande aperte psicologia clinica Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Domande aperte psicologia clinica Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Domande aperte psicologia clinica Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Domande aperte psicologia clinica Pag. 41
1 su 41
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SVFriz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Manzoni Gianmauro.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community