Concetti Chiave

  • Il dolore da infarto miocardico si manifesta tipicamente come un dolore retrosternale ampio, spesso irradiato al braccio sinistro, con maggiore indicazione se bilaterale.
  • Per identificare un dolore non infartuale, si possono valutare segnali come la modifica del dolore con la posizione, un dolore pleuritico o che aumenta con la palpazione.
  • Le complicanze principali dell'arresto cardiaco includono fibrillazione ventricolare e shock cardiogeno, richiedendo un intervento tempestivo come il cateterismo cardiaco.
  • Nello Stemi, la trombosi coronarica è occlusiva completa, mentre nello Nstemi è parziale, e l'epidemiologia dell'infarto sta cambiando con un aumento degli Nstemi.
  • L'ecocardiogramma è uno strumento diagnostico chiave in caso di dolore toracico, utile per rilevare stenosi aortica e valutare la cinetica cardiaca, distinguendo tra ischemia miocardica e altre patologie.

Indice

  1. Quali sono le caratteristiche del dolore da infarto?
  2. Identificazione del dolore non infartuale
  3. Complicanze e gestione dell'arresto cardiaco
  4. Fisiopatologia e cambiamenti epidemiologici
  5. Diagnosi differenziale e ruolo dell'ecocardiogramma

Quali sono le caratteristiche del dolore da infarto?

Il dolore da infarto miocardico, quando presente, può assumere diversi aspetti e localizzazioni:

    • un dolore retrosternale di maggiore ampiezza, soprattutto se irradiato al lato ulnare del braccio sinistro (e ancora di più se bilaterale), è indicativo di infarto miocardico;

    • sola irradiazione ulnare monolaterale o bilaterale.

Identificazione del dolore non infartuale

Viceversa, un dolore puntorio, ben localizzato in sede retrosternale spesso non è dovuto ad Acs. Viene accennato come, per aiutarci nell’individuazione di un dolore non infartuale, possano essere valutate le “3 P”:

    - un dolore che si modifica con la Posizione;

    - un dolore di tipo Pleuritico;

    - un dolore che aumenta alla Palpazione.

Complicanze e gestione dell'arresto cardiaco

Il paziente potrebbe anche presentarsi in fase di arresto cardiaco e stato di incoscienza; le complicanze maggiori delle Acs sono infatti di due ordini:

    1. elettriche: fibrillazione ventricolare;

    2. emodinamiche: con shock cardiogeno.

D’altra parte, un paziente con arresto cardiaco verrà comunque sottoposto nella maggior parte dei casi a cateterismo cardiaco, che potrebbe dimostrare delle coronarie indenni.

Fisiopatologia e cambiamenti epidemiologici

Il professore accenna alla fisiopatologia dell’infarto miocardico: nello Stemi la trombosi coronarica su placca aterosclerotica è occlusiva completa, mentre nello Nstemi la trombosi non occlude completamente il vaso. Viene ribadito come l’epidemiologia dell’infarto stia cambiando: confrontando i dati del 2015 con i report attuali, si nota come la percentuale di Stemi sia scesa dal 40 al 30%, mentre lo Nstemi sia aumentato dal 60 al 70%.

Diagnosi differenziale e ruolo dell'ecocardiogramma

Il paziente potrebbe presentarsi in ospedale con dolore toracico tipico da angina e marcatori cardiaci mossi, confondendo il medico. Per la diagnosi differenziale è sufficiente l’esecuzione di una rapida ecografia cardiaca, che consente di individuare l’eventuale stenosi aortica.

un paziente con possibile Nstemi e Irc, all’arrivo in Ps presenta clinica sfumata, Ecg poco chiaro e troponine a 60. Per attribuire l’aumento dei marcatori all’ischemia cardiaca o all’insufficienza renale, vengono valutati i marcatori dopo qualche ora: se si rileva, i.e., 65, l’elevazione sarà ragionevolmente attribuibile alla riduzione del filtrato glomerulare; se le troponine salgono a 120, quindi con un delta ampiamente maggiore del 10%, la causa sarà verosimilmente un infarto miocardico.

L’ecocardiogramma è un esame ormai diventato quasi routinario in PS in un paziente con sospetta Asc, dal momento che, oltre a individuare un’eventuale stenosi aortica, consente di valutare la cinetica del cuore. Se le alterazioni della cinetica ventricolare sono diffuse, è plausibile ipotizzare una pericardite9; al contrario l’ipo- acinesia ben localizzata della porzione ventricolare irrorata dal vaso occluso è suggestiva di ischemia miocardica. I concetti di alterazioni diffuse-localizzate sono applicabili anche all’Ecg basale.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le caratteristiche distintive del dolore da infarto miocardico?
  2. Il dolore da infarto miocardico si presenta tipicamente come un dolore retrosternale di ampiezza maggiore, spesso irradiato al braccio sinistro, e può essere bilaterale. Al contrario, un dolore puntorio e ben localizzato in sede retrosternale è generalmente non infartuale.

  3. Come si può identificare un dolore non infartuale?
  4. Per identificare un dolore non infartuale, si possono considerare le “3 P”: un dolore che cambia con la Posizione, un dolore di tipo Pleuritico e un dolore che aumenta alla Palpazione.

  5. Quali sono le principali complicanze associate all'arresto cardiaco?
  6. Le complicanze maggiori delle sindromi coronariche acute (Acs) includono complicanze elettriche, come la fibrillazione ventricolare, e complicanze emodinamiche, come lo shock cardiogeno.

  7. Qual è il ruolo dell'ecocardiogramma nella diagnosi differenziale di un paziente con dolore toracico?
  8. L'ecocardiogramma è fondamentale per la diagnosi differenziale, poiché permette di identificare eventuali stenosi aortiche e valutare la cinetica del cuore, aiutando a distinguere tra ischemia miocardica e altre condizioni.

Domande e risposte

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