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Concetti Chiave

  • La morte di Teodosio nel 395 d.C. portò alla divisione dell'Impero romano tra i suoi due figli, Arcadio e Onorio, causando una grave crisi di potere.
  • Il vuoto di potere generato dalla giovinezza dei due imperatori favorì le tribù dei Goti, che aumentarono le loro richieste a fronte di risorse statali in diminuzione.
  • Stilicone, generale vandalo e comandante dell'esercito, divenne il leader della politica occidentale e l'ultima difesa dell'Impero romano occidentale.
  • Nonostante i successi contro i Visigoti, Stilicone scelse di non annientare il nemico, optando per una strategia di assimilazione che suscitò sospetti nell'aristocrazia romana.
  • Nuove invasioni di Ostrogoti oltrepassarono il confine del Reno, ma Stilicone riuscì a sconfiggerli a Fiesole nel 406 d.C.

Divisione dell'impero romano

Teodosio morì nel 395 d.C. e l’Impero romano fu spartito tra i due figli di Teodosio: il figlio maggiore Arcadio, ottenne la parte orientale, il figlio minore, Onorio, ottenne quella occidentale. Poiché essi erano ancora due ragazzi sottoposti al controllo di tutori di corte, il potere imperiale subì una grave crisi in un momento decisivo per la sua sopravvivenza.

Crisi politica e tribù dei Goti

Del resto, anche una volta cresciuti, i due figli di Teodosio non dimostrarono alcuna capacità politica. Il vuoto di potere in seno all'Impero romano mise in agitazione le tribù dei Goti che si erano stanziate all’interno dell’Impero; esse potevano essere tenute sotto controllo solo con tributi in denaro o in terre, ma le loro richieste divenivano sempre più esigenti, mentre le risorse dello Stato si riducevano progressivamente.

Stilicone e la difesa dell'impero

In questa situazione il vero capo della politica occidentale fu il generale Stilicone: un condottiero vandalo che aveva servito fedelmente Teodosio sino a diventare comandante dell’esercito (magister militum). Silicone, al quale Teodosio, in punto di morte, aveva affidato il figlio Onorio, costituì l’ultima difesa dell’Impero occidentale.

Conflitti con i Visigoti e Ostrogoti

Egli dovette fronteggiare i Visigoti, che sotto la guida del re Alarico erano penetrati in Italia, e li sconfisse a Pollenzo in Piemonte (nel 402 d.C.). divisione dell’Impero romanoStilicone però non seppe sfruttare i propri successi, o piuttosto optò per una diversa strategia: Alarico poté infatti ritirarsi indisturbato oltre le Alpi. Rinunciando ad annientare il nemico, Stilicone proseguiva la politica di Teodosio volta ad assimilare pacificamente i Goti e a trasformarli in guardiani dell’Impero romano, ma nell’aristocrazia romana quest'atteggiamento fece nascere il sospetto che Stilicone volesse favorire i barbari a scapito degli interessi romani.

Poco dopo il confine del Reno fu scardinato da una nuova invasione di Germani (questa volta gli Ostrogoti), i quali riuscirono a penetrare sino al cuore dell’Italia e furono poi sconfitti e annientati da Stilicone a Fiesole (nel 406).

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le conseguenze della divisione dell'Impero romano nel 395 d.C.?
  2. La divisione dell'Impero romano tra i figli di Teodosio, Arcadio e Onorio, portò a una grave crisi del potere imperiale, aggravata dalla giovane età dei due sovrani e dalla mancanza di capacità politica, creando un vuoto di potere che mise in agitazione le tribù dei Goti.

  3. Chi fu Stilicone e quale ruolo ebbe nella difesa dell'Impero occidentale?
  4. Stilicone, un generale vandalo e comandante dell'esercito, divenne il vero leader della politica occidentale, assumendo la responsabilità della difesa dell'Impero dopo la morte di Teodosio e affrontando con successo i Visigoti, sebbene non riuscisse a sfruttare appieno le sue vittorie.

  5. Quali strategie adottò Stilicone nei confronti dei Goti e quali furono le reazioni dell'aristocrazia romana?
  6. Stilicone cercò di assimilare pacificamente i Goti, trasformandoli in guardiani dell'Impero, ma questa strategia suscitò sospetti nell'aristocrazia romana, che temeva che il generale potesse favorire i barbari a scapito degli interessi romani.

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