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Abilità comunicative e ascolto attivo nelle dinamiche relazionali

Teoria dell'attaccamento

Premesse storiche

Philippe Ariès, storico francese, ha sostenuto che l'infanzia nasce con l'età moderna. Nel medioevo l'infanzia era ignorata, i bambini erano visti come piccoli adulti e facevano cose da adulti. Raramente venivano occupati in giochi per bambini e la spiegazione è l'alta mortalità infantile per cui non si poteva investire sull'infanzia dei bambini.

La mortalità infantile in Italia era molto elevata. Nel 1895 c'era un tasso di mortalità di 326 bambini morti ogni 1000 nati vivi. Il 65% moriva di malattie infettive, febbri tifoidi o paratifoidi (26%) e polmoniti (21%).

Nel XIX secolo, l'infanzia "smette di essere ignorata" in tutte le classi sociali. Grazie all'industrializzazione e alla riduzione della mortalità, l'infanzia assume un ruolo di maggior rilievo. Filosofi, biologi, medici prestano più attenzione a questa tappa dell'età evolutiva. I bambini però venivano molto spesso lasciati a loro stessi, soprattutto quelli delle classi più povere o nelle città. Fino al '900 manca l'idea che per il bambino siano importanti le relazioni primarie con i genitori o i caregiver per cui spesso venivano allevati dai fratelli.

Seconda guerra mondiale

Durante i bombardamenti tedeschi su Londra (1940), molti bambini vengono allontanati dalla città e mandati nelle campagne. Sono relativamente al sicuro, ben nutriti, protetti, ma molti di loro mostrano forti reazioni negative per la separazione dalla madre. Lo psicoanalista inglese John Bowlby inizia a interessarsi a questo aspetto.

Alla fine della seconda guerra mondiale molti bambini si sono ricongiunti ai genitori ma molti bambini orfani o senza genitori venivano ricoverati in istituti o orfanotrofi. Contemporaneamente la comunità scientifica non aveva un'idea unanimemente accettata dell'importanza dei legami genitoriali nelle prime fasi dello sviluppo. Iniziano, anche su impulso dell'OMS, i primi studi osservativi e sperimentali in questo ambito.

John Bowlby

Psicoanalista britannico e padre della teoria dell'attaccamento.

Deprivazione dalla figura materna

Bowlby studia gli effetti della deprivazione dalla figura materna. Su incarico dell'OMS prende in rassegna gli studi sugli effetti dell'istituzionalizzazione e della separazione dalla figura materna sullo sviluppo dei bambini.

Maternal care and mental health: Nel 1951 pubblica il rapporto in cui mostra i pesanti effetti prodotti dalla separazione della madre sulla salute mentale del piccolo. Prendono forma i primi elementi della teoria dell'attaccamento. Ci sono prove che la deprivazione materna in età precoce può avere effetti di vasta portata sulla salute mentale e sullo sviluppo della personalità. Più è lunga la separazione, maggiore è la caduta del quoziente di sviluppo. Quando la madre ritorna c'è un aumento spettacolare del quoziente intellettivo. La deprivazione può avere degli effetti avversi sui bambini anche in maniera permanente. Queste conclusioni erano al tempo un tema da sottoporre all'attenzione della comunità scientifica. Al punto tale che nella parte finale del suo rapporto fa delle raccomandazioni importanti e ritiene di dover dire che la separazione prolungata dalla madre può avere degli effetti così importanti da doverla ritenere come una malattia da doverla trattare da un punto di vista medico come una vera e propria malattia.

Rene A. Spitz

Psicoanalista austriaco naturalizzato americano (1887-1974).

Deprivazione materna

Studia gli effetti della deprivazione materna (sindrome da deprivazione materna) nei bambini ospedalizzati. Psychogenic diseases in infancy: Nel film-documentario del 1952 mostra come la deprivazione materna possa provocare nel piccolo:

  • Depressione anaclitica - deprivazione materna parziale
  • Marasma - deprivazione materna completa con esiti anche drammatici.

Depressione anaclitica: Il fattore comune è legato al fatto che la madre è stata tolta dal bambino per un periodo continuativo e quindi la relazione del bambino era conseguente alla sparizione della madre.

Harry Harlow

Psicologo americano (1905-1981).

Scimmie rhesus

Compie una serie di controversi esperimenti sulle scimmie rhesus. The Nature of Love: Sulla base di questi esperimenti Harlow pubblica un articolo. I piccoli preferiscono la madre morbida, di tessuto, alla "madre" di filo di ferro che gli dà da mangiare. Il legame con la madre non dipende dal fatto che la madre soddisfi il bisogno di cibo ma da qualcosa di più profondo e complesso che lui chiama "contact comfort".

La trilogia di Bowlby

John Bowlby arriva a scrivere quella che viene chiamata la trilogia di attaccamento e perdita:

  • Nel 1969 scrive il primo volume concentrato sulla formazione dell'attaccamento;
  • Nel 1973 il volume II, sulla separazione;
  • Nel 1980 il terzo volume, sulla perdita;

Le osservazioni da spiegare

James Robertson ha compiuto diverse osservazioni sul comportamento di bambini da uno a tre anni, accolti per un periodo limitato in un nido residenziale o in un ospedale, dove ricevono un'assistenza di tipo tradizionale. Il bambino era privato delle cure della figura materna, di tutte le figure secondarie e dell'ambiente familiare; era assistito in un luogo estraneo da una serie di persone a lui sconosciute. In questa condizione il bambino che aveva goduto di una relazione ragionevolmente sicura con la madre in precedenza e che non aveva subito precedenti separazioni importanti mostre una sequenza comportamentale prevedibile che si può suddividere in tre fasi:

  1. Fase della protesta: può iniziare subito oppure con un po' di ritardo e dura in generale da alcune ore a una settimana o più. Il comportamento del bambino mostra un grave disagio per aver perso la madre e cerca di riaverla sfruttando a pieno le sue limitate risorse. Spesso ha violente crisi di pianto, si agita, scuote il lettino, si volta ansiosamente verso un'immagine o ogni suono che potrebbe ricordare o segnalare la presenza della madre. In breve tutto il suo comportamento manifesta una intensa aspettativa del ritorno della madre. Il bambino inoltre tende a rifiutare tutte le figure sostitutive che cercano di assisterlo anche se alcuni bambini si attaccano disperatamente ad un'infermiera.
  2. Fase della disperazione: il bambino mostra ancora un interesse per la madre assente ma questo interesse è, di fatto, sovrastato da una crescente perdita di speranza. Il bambino ha un comportamento diverso in questa fase, i movimenti fisici attivi diminuiscono o cessano completamente, piange ininterrottamente o intermittenza, tende a essere chiuso, è inattivo-passivo, non fa richieste all'ambiente circostante, sembra piuttosto essere in uno stato di profonda desolazione. Questa, però, è una frase che appare relativamente tranquilla e a volte viene considerata, a torto, come un momento di minore sofferenza per il bambino.
  3. Fase del distacco: Nella terza fase quella dentista col bambino si interessa di più l'ambiente e spesso questa viene visto come un segno di recupero, non rifiuta più le infermiere, tende ad accettare le cure, il cibo, i giocattoli che gli vengono offerti, può anche essere un po' più sorridente un po’ più socievole, se la madre va a trovarlo colpisce nel bambino l'assenza di attaccamento, normale in questa fase di sviluppo, tendenzialmente non fa festa alla madre e addirittura sembra non riconoscerla, non si aggrappa lei, può rimanere distante o apatico e invece di piangere si distoglie da lei in maniera svogliata. In breve sembra che il bambino abbia perso ogni interesse per la madre.

Se la permanenza in ospedale si prolunga e il bambino si attacca temporaneamente a qualche infermiera, che poi necessariamente lo abbandonano, con il tempo il suo atteggiamento darà l’impressione che né le cure materne né il contatto con gli esseri umani abbiano più un grande significato per lui. Quindi il bambino progressivamente si attaccherà sempre meno alle persone che si occupano di lui. Con il tempo cesserà del tutto di attaccarsi a chiunque: diventerà sempre più chiuso in sé. Invece di rivolgersi alle persone si interesserà sempre di più a cose materiali come dolci, giocattoli o cibi. Il bambino non manifesterà più turbamento all’avvicendarsi delle infermiere; non mostrerà emozioni all’arrivo o alla partenza dei genitori nei giorni di visita. Apparirà contento e adattato, non sembrerà a disagio né timoroso; si tratta però di una socievolezza superficiale, perché in realtà sembra che non importi più di nessuno.

Le domande di Bowlby

Queste tre fasi tipiche di reazione del bambino alle separazioni prolungate che mostrano un aumento della protesta per poi mostrare una sorta di comportamento depressivo che si esaurisce con una sorta di estinzione dei comportamenti di ricerca di attaccamento, portano Bowlby a farsi alcune domande:

  • Perché un bambino deve essere così sconvolto dalla perdita della madre?
  • Perché dopo il ritorno a casa sviluppa una paura così grande di perdere di nuovo la madre?
  • Quali processi psicologici spiegano il suo turbamento e il fenomeno del distacco?
  • E, anzitutto, come si deve intendere la natura del legame fra il bambino e la madre?

Il suo metodo si fonda su 4 elementi:

  1. Impostazione in senso prospettico, impostazione innovativa per il suo tempo.
  2. Focalizzazione su un’esperienza patogena e sulle sue conseguenze;
  3. Osservazione diretta dei bambini piccoli, partire da osservazioni reali di persone reali.
  4. Uso di dati attinti dal mondo animale.

Il modello del comportamento istintivo

Bowlby propone una diversa teoria della motivazione in ambito psicoanalitico, fondata su un nuovo tipo di teoria dell’istinto. Questa teoria deriva dall’etologia e dai modelli proposti da Miller, Galanter e Pribram in Piano e struttura del comportamento (1960).

Per spiegare il modello di comportamento istintivo Bowlby utilizza dei concetti diversi da quelli che erano propri della psicoanalisi del tempo che utilizzava sostanzialmente i concetti di energia psichica, della scarica di energia psichica, tipicamente Frediano, utilizzando dei concetti nuovi che sono in particolare il concetto di:

  • Sistema comportamentale e del loro controllo;
  • L'importanza della teoria dell'informazione;
  • Dei feedback che si hanno dall'ambiente, interno ad esterno, in particolare dei feedback negativi;
  • Da una concezione di omeostasi a livello comportamentale, cioè dell'importanza di raggiungere una sorta di equilibrio comportamentale.

In questa visione il comportamento istintivo, e anche quindi l'attaccamento, viene visto come il risultato dell'esecuzione di una serie di piani che a seconda delle specie possono essere più o meno flessibili. L’esecuzione di un piano ha inizio quando si ricevono determinate informazioni (che gli organi di senso traggono da fonti esterne o interne o dalla combinazione di entrambe) ed è guidata, e infine fatta cessare, dalla continua ricezione di altre serie di informazioni che hanno origine dai risultati dell’azione intrapresa. Derivano, sempre attraverso gli organi di senso, da fonti esterne, interne o miste. Il fine è l’adattamento all’ambiente.

Sistemi comportamentali

L’assunto di Bowlby è che esistano dei sistemi comportamentali, che controllano il comportamento, che sono strutturati in modo da tenere conto delle discrepanze fra l’istruzione iniziale e gli effetti della prestazione in atto. Questo confronto tra l'obiettivo atteso e il comportamento viene consentito da una serie di informazioni di ritorno che prendono il nome di feedback. Il comportamento che si attua attraverso questo insieme di piani di comportamento regolati dai sistemi comportamentali viene chiamato “corretto secondo uno scopo” perché è una forma di comportamento istintivo ma flessibile che si autocorregge fino al raggiungimento dello scopo che si era prefissato. In quest'ottica il sistema comportamentale dei comportamenti istintivi fra cui anche l'attaccamento è orientato a uno scopo che è di fatto il risultato ragionevolmente prevedibile di un dato comportamento. Esistono fattori di attivazione e di cessazione del sistema comportamentale stesso; questi fattori di attivazione e di cessazione possono essere legati a stimoli interni, esterni o misti.

Che cos'è l'attaccamento

L'attaccamento ha vari significati nella visione di Bowlby; in un significato più generale in termini etologici possiamo definire l'attaccamento come un legame speciale che lega una persona o un animale con un'altra persona o un altro animale. In linea di massima un legame tra un piccolo e un adulto e questo legame, sempre in termini etologici, serve ad assicurare protezione e sicurezza.

Per il piccolo della specie umana quindi l'attaccamento (primo significato) è la relazione privilegiata che si viene a stabilire tra il bambino e la figura adulta che si prende cura di lui. Nella prima versione del lavoro di Bowlby in questa figura adulta che si prende cura di lui era specificata come la madre poi nelle successive riedizioni il termine madre è stato sostituito con figura materna, intendendo con questo, in termini più generali, la figura che si prende cura del piccolo anche se non è necessariamente la madre biologica. Quindi l'attaccamento è un legame che unisce due individui e si protrae nel tempo. È l'aspetto della relazione che ha a che fare con la regolazione della sicurezza e della protezione.

A cosa serve l'attaccamento

Lo scopo è assicurare protezione al piccolo. L’adulto conosce l’ambiente in cui il piccolo vive e può grazie a questa conoscenza proteggerlo dai pericoli esterni. Filogeneticamente, secondo Bowlby, l’attaccamento ha aumentato le probabilità di sopravvivenza dei piccoli, ancora immaturi e scarsamente autonomi, in un ambiente reso pericoloso dai predatori. I piccoli che avevano la tendenza innata a legarsi ad un adulto avevano anche maggiori chance di sopravvivenza.

L’attaccamento è anche un sistema motivazionale di controllo (è un sistema comportamentale), il sistema comportamentale di attaccamento, che agisce continuamente e regola la vicinanza/distanza dall’adulto. Agisce tramite comportamenti di attaccamento (es. piangere, ricercare) che servono a mantenersi in prossimità di una figura di attaccamento (scopo). Sono risposte adattive, rispetto alla separazione da una figura di attaccamento primarie e dalla presenza di potenziali pericoli interni o esterni. Il l’attaccamento viene usato con tre significati principali:

  1. Relazione
  2. Sistema comportamentale di attaccamento
  3. Comportamenti di attaccamento

Come si manifesta l'attaccamento?

In assenza di pericolo, il sistema comportamentale di attaccamento del bambino è attivo ma in “stand-by”, in pausa. Quando vi sono indicatori interni o esterni di pericolo, il sistema di attaccamento si attiva: il bambino mostra comportamenti di attaccamento più o meno intensi, con cui ricerca vicinanza il contatto fisico con l’adulto, protesta se l’adulto vuole interrompere il contatto. Questo comportamento diventa evidente ogni volta che la persona è spaventata, affaticata o malata, e si attenua quando si ricevono conforto e cure.

Come funziona il sistema di attaccamento

È sempre attivo, in caso di pericolo esso fa un test: e verifica se la figura di attaccamento è nelle vicinanze, accessibile e attenta?

Risposta "SÌ": se necessario il bambino ricerca la vicinanza fisica, e si sente protetto e al sicuro. Il bambino si sente amato, sicuro, fiducioso. È più probabile che esplori l’ambiente, giochi con gli altri, sia socievole. Cioè il sistema di attaccamento si disattiva e si attivano altri sistemi comportamentali come il sistema comportamentale di esplorazione.

Risposta “NO”: il bambino sentirà una sensazione di ansia, si attivano comportamenti di attaccamento (da una ricerca visiva a una attiva e segnalazione vocale). Se questi comportamenti continuano e non ottengono una figura di attaccamento accessibile, attenta o vicina il bambino può mantenere attivato il sistema di attaccamento fino ad un livello molto alto o fino ad una sorta di “logoramento” (separazione prolungata o perdita).

Modello dei sistemi di controllo del sistema di attaccamento

Quali sono i comportamenti di attaccamento? Si identificano per la loro FUNZIONE: riducono la distanza fisica fra adulto e piccolo e che assicurano contatto fisico e mantenimento di vicinanza.

  • Comportamenti di richiamo: piangere, chiamare l’adulto, richiamare l’attenzione.
  • Proximity seeking: avvicinarsi, chiedere di essere presi in braccio, protestare se si viene messi a terra, ecc…

Quando il sistema di attaccamento si attiva, vengono inibiti gli altri sistemi comportamentali, in particolare il sistema esplorativo. Questa orchestrazione tra i vari sistemi comportamentali è pensata per aumentare le probabilità di sopravvivenza del piccolo, se c’è una condizione di pericolo, interna o esterna, grave o non grave, è ragionevole che gli altri sistemi comportamentali di attaccamento vengano inibiti (come il gioco o l’esplorazione) e aumenti l’importanza e l’attivazione di tutto ciò che serva alla sopravvivenza in particolare i comportamenti di attaccamento.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Frency120 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Abilità comunicative e ascolto attivo nelle dinamiche relazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Calvo Vincenzo.
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