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Che cosa si intende per sport

Per sport si intende partecipazione organizzata o non, con obiettivo il miglioramento della condizione fisica o psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali.

Secondo la Carta Europea dello Sport, dal punto di vista della scienza giuridica, con il termine sport viene indicata l'attività sportiva in senso stretto, dal suo aspetto organizzativo e dai soggetti coinvolti, persone giuridiche, persone fisiche.

Il 16 giugno 1894 viene costituito il Comitato Interministeriale dei Giochi Olimpici; in Italia, il CONI è istituito nel 1907 e divenuto nel 1914 permanente.

Il CIO è una organizzazione permanente, non governativa, regolata dalla Carta Olimpica, che detta sette principi: il ristabilimento dei giochi “su basi conformi alle necessità della vita moderna”; competitori dilettanti; preservare il prestigio dei giochi; prove eliminatorie; vari sport; sedi in varie città del mondo; l'ufficialità della manifestazione.

Il diritto e la norma giuridica

Il diritto è un sistema di regole per la soluzione di conflitti fra gli uomini. La sua funzione è quella di proibire l’uso della violenza per la soluzione dei conflitti, ossia quella di risolvere/prevenire i conflitti con l’applicazione di regole predeterminate, le quali stabiliscono quale fra gli interessi in conflitto debba prevalere e debba soccombere.

L’ordinamento giuridico è il complesso delle regole di condotta. Il diritto è l'unico, fra tutti i sistemi normativi, che possa imporre con la forza il rispetto delle sue regole.

Precetto e sanzione

La norma giuridica: precetto e sanzione. La norma giuridica è lo strumento fondamentale per dare soluzione ai conflitti di interesse. È la combinazione di due elementi fondamentali: il precetto, che esplicita un comportamento imposto (obbligo) o vietato (divieto); “art. 6, comma 1: i soggetti federali non possono effettuare scommesse e neanche terze persone per eventi organizzati dalla UEFA, FIGC, FIFA”; la sanzione, è la conseguenza giuridica che deriva dalla violazione della regola di condotta: “art. 6, comma 3: squalifica non inferiore a 2 anni e un’ammenda non inferiore a 25.000 euro”.

Le norme giuridiche hanno la caratteristica di essere generali, perché s'indirizzano a una moltitudine indeterminata di destinatari: “art. 2043: chiunque compie un danno è richiamato a risarcire un danno”; astratte, applicabili a un numero indeterminato di situazioni concrete.

Le norme giuridiche sono precostituite. Le norme generali e astratte si riferiscono a qualunque tipo di fatto, invece, le norme speciali, che comunque sono costituite sia da norme generali che astratte, si applicano ad una determinata categoria di soggetti: ad esempio le donne in gravidanza, riguarderà solo le donne in gravidanza.

Le fonti del diritto

Le fonti del diritto sono gli atti considerati idonei a creare norme giuridiche. Come fonti del diritto si può parlare in 2 sensi: come fonti di produzione, che stabiliscono il procedimento di formazione delle norme giuridiche e di altre forme giuridiche, ad esempio emanare e applicare una legge; le fonti di cognizione, che sono i testi scritti, come le leggi antidoping, legge 2000.

Le fonti del diritto sono composte da: fonti costituzionali; fonti comunitarie europee; fonti primarie, le leggi ordinarie dello Stato, decreti legislativi, decreti-legge, leggi regionali; fonti secondarie, i regolamenti amministrativi; fonti terziarie, le consuetudini.

Questo è il cosiddetto principio della gerarchia delle fonti e la norma che deriva da grado inferiore non può contrastare la superiore.

L’antinomia è il conflitto di norme. L'antinomia viene risolta col criterio gerarchico, annullando quella inferiore, rimuovendola dall'ordinamento giuridico, oppure con la disapplicazione operata dal giudice, quindi disapplicandola senza annullarla.

Lo Stato si spoglia del potere normativo e lo concede alle istituzioni sportive che derivano dalle fonti di cognizione.

Le fonti di cognizione del diritto sportivo internazionale sono: la Carta Olimpica, le Norme Antidoping WADA e le Direttive e Raccomandazioni del CIO. Sul piano nazionale, sono: Statuto, i Regolamenti e Deliberazioni del CONI.

Le fonti del diritto sportivo sono fonti secondarie e derivano da fonti che sono qualificabili come regolamenti amministrativi. I regolamenti sono fonti secondarie perché la loro emanazione deve essere autorizzata da una norma di legge; non possono violare le norme che promanano da una fonte di grado superiore, subordinate sia alle norme derivanti dalle fonti primarie, dalle fonti secondarie, che dalle fonti costituzionali.

Le regole sportive sono norme giuridiche speciali che si rivolgono a coloro i quali entrano a far parte della comunità sportiva e, implicitamente, accettano queste regole.

La teoria normativistica

La teoria monistica dell’ordinamento. Le teorie sui rapporti tra ordinamenti giuridici sono due. La teoria c.d. normativistica, per la quale il diritto è la norma e l'ordinamento giuridico è esclusivamente un insieme di norme. L’ordinamento è unico, c.d. teoria monistica dell’ordinamento.

Contrapposta vi è la teoria istituzionalistica teorizzata da Santi Romano: il diritto nasce quando il gruppo si istituzionalizza e c’è anche un ordinamento giuridico.

Secondo Santi Romano si individuano tre elementi necessari per configurare una istituzione:

  • Il concetto di società, compresenza di soggetti tenuti all’osservanza di norme vincolanti;
  • L'idea dell'ordine sociale inteso come organizzazione, entro cui i soggetti membri si muovono;
  • La normazione, ossia la possibilità di emanare norme.

L'esistenza nell'ambito di una stessa comunità statale, di una molteplicità di istituzioni determina la compresenza di una pluralità di ordinamenti giuridici.

Il fenomeno sportivo corrisponde a un’istituzione e quindi a un ordinamento giuridico e, secondo Giannini, si divide in tre parti: una zona è disciplinata da norme statali; un’altra zona è intermedia ed è disciplinata solo esclusivamente da norme degli ordinamenti sportivi.

Il prof è monistico con ordinamento unitario e complesso, perché è meglio parlare della pluralità delle fonti da dove derivano che degli ordinamenti.

La gerarchia

Il principio di specificità dello sport è elaborato dalla Corte di giustizia dell’Unione europea indicando l'insieme degli aspetti singoli ed essenziali dello sport che lo distinguono da qualsiasi altra attività, esaltando le caratteristiche dello sport.

Con il Trattato di Lisbona ha trovato collocazione nell’art. 165 TFUE. L’Unione contribuisce alla promozione dei profili europei tenendo conto delle sue specificità.

A conferma è data dalla sentenza Meca Medina, ha sottolineato che la sola circostanza che una norma abbia carattere puramente sportivo non sottrae dall’ambito di applicazione dei Trattati europei la persona che esercita l’attività disciplinata da tale norma o l’organismo che l’ha emanata.

Non essendoci un rapporto di parità tra i due ordinamenti, le regole sportive sono sempre gerarchicamente inquadrate in unico sistema, dell'ordinamento generale, nel cui ambito operano e dal quale dipende la giuridicità delle stesse.

Esempio: i nuotatori squalificati trovati positivi perché avevano mangiato carne di maiale.

I soggetti del mondo dello sport

Sono le persone fisiche: gli atleti, i dirigenti, i tecnici sportivi e gli ufficiali di gara; per enti associativi: le società/associazioni sportive, le Federazioni sportive, il Comitato Olimpico Internazionale e Nazionale.

Il Comitato olimpico internazionale

De Coubertin ha istituito il CIO, “Comitato internazionale olimpico”. Di particolare interesse desta l'art. 19 della Carta Olimpica, che definisce il CIO quale “organizzazione internazionale non governativa senza scopo di lucro, di durata illimitata, avente la forma di un'associazione di tipo semplice con lo status di persona giuridica, riconosciuta dal Consiglio Federale Svizzero”.

Le associazioni sono dotate di un proprio patrimonio. Si caratterizza per una struttura composta di soli tre organi: l'Assemblea è la riunione generale dei membri del CIO e si tiene ogni anno, ha il compito di adottare, modificare ed interpretare la Carta Olimpica, concedere o revocare il riconoscimento per entrare a far parte del Movimento Olimpico; la Commissione esecutiva, direttivo del CIO, che provvede alla gestione finanziaria ed amministrativa; il Presidente del CIO, eletto a votazione segreta e lo rappresenta in modo permanente.

I compiti principali del CIO sono:

  • La redazione del protocollo e del programma dei giochi olimpici;
  • Le decisioni relative al dilettantismo degli atleti ammessi alle gare;
  • La designazione della città ospite dei giochi e assicurare lo svolgimento ogni quattro anni delle Olimpiadi.

Le Federazioni sportive internazionali

Le Federazioni Sportive Internazionali sono organizzazioni internazionali non governative di tipo composto; a differenza del CIO non associano persone fisiche, ma altri enti, nello specifico le federazioni sportive internazionali che sono federazioni di federazioni.

Sono associazioni di diritto privato. È un organo generale a carattere rappresentativo. Le funzioni principali consistono:

  • Incoraggiare una determinata pratica sportiva;
  • Riconoscere ed omologare i record mondiali;
  • Organizzare competizioni sportive;
  • Emanare le norme sportive vincolanti per ciascuna pratica sportiva.

Il Comitato olimpico nazionale italiano

Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) nacque nel giugno del 1914. La natura giuridica del CONI nell'ordinamento giuridico è quella di ente pubblico. Il CONI è un ente federativo a base associativa, è una Federazione delle Federazioni.

Le funzioni del CONI: l'organizzazione sportiva italiana, quale ente di vertice del sistema sportivo nazionale; ente fiduciario del CIO.

La struttura del CONI: il Consiglio Nazionale, che è l'assemblea e adotta lo statuto, formula i controlli sulle federazioni; la Giunta Nazionale, ha il compito esecutivo sulle singole federazioni; il Presidente; il Segretario Generale, nominato dalla Giunta Nazionale.

Le Federazioni e le leghe

Le Federazioni sono associazioni con personalità giuridica di diritto privato, che non perseguono fini di lucro e sono rette da norme statutarie e regolamentari e non sono enti pubblici.

Le funzioni consistono nella cura della preparazione e della selezione degli atleti e dei tecnici, controllo e nella conformazione degli impianti sportivi ai requisiti tecnici, coordinamento delle attività delle società sportive affiliate.

Le leghe sono associazioni di società o di singoli sportivi sorte per iniziativa degli stessi soggetti partecipanti, sono associazioni giuridiche di diritto privato, senza scopo di lucro. Non rappresentano le singole società ma i singoli sport, ad esempio la federazione sport sul ghiaccio rappresenta il pattinaggio o hockey sul ghiaccio.

Sono enti non necessari e non sono riconosciuti a livello internazionale, ma solo nazionale. Svolgono tramite tra società sportiva affiliata e la relativa federazione nazionale.

Le società sportive professionistiche

Secondo la l. n. 91 del 1981 permane il vincolo per le società professionistiche all'utilizzazione dei modelli della S.p.A. o della S.r.l.; non vi è più alcun obbligo di reinvestire gli utili nell’attività sportiva; l'oggetto sociale deve prevedere che la società debba svolgere esclusivamente attività sportive e che parte degli utili sia destinata a scuole giovanili di addestramento.

Il procedimento di costituzione delle società sportive professionistiche si articola nelle seguenti fasi:

  • Stipula dell'atto costitutivo della società;
  • Affiliazione presso la federazione di appartenenza;
  • Iscrizione nel registro delle imprese;
  • Deposito dell'atto costitutivo presso la federazione di appartenenza.

La federazione deve andare a valutare la presenza di requisiti. È richiesta l'utilizzazione di modelli organizzativi specifici, S.p.A. oppure S.r.l., la disponibilità di un idoneo campo di gioco, i contratti con gli atleti, il versamento di una tassa di affiliazione all'atto di presentazione della domanda e, dopo il rilascio del provvedimento di affiliazione, di un contributo annuale, tassa di “riaffiliazione”.

Le società e associazioni sportive dilettantistiche

Il modello organizzativo dei soggetti che svolgono attività dilettantistica è quello associativo. Per ottenere il riconoscimento dal CONI e il provvedimento di affiliazione dalle federazioni sportive nazionali di appartenenza: associazione sportiva di diritto privato; società sportiva di capitali senza finalità di lucro; società cooperativa senza scopo di lucro.

Le società e le associazioni sportive dilettantistiche si costituiscono con atto costitutivo scritto nel quale deve, tra l'altro, essere indicata la sede legale. Lo statuto deve prevedere espressamente:

  • La denominazione;
  • L'oggetto sociale;
  • L'individuazione del legale rappresentante dell'ente;
  • L'assenza di fini di lucro e la previsione che i proventi non possono essere divisi tra gli associati;
  • L'obbligo di redazione di rendiconti economico-finanziari.

Atleti, dirigenti, tecnici e ufficiali di gara

Per atleta si intende colui il quale ha finalità di misurarsi con altri praticanti in un contesto disciplinato al fine di vincere tali competizioni. Lo status di atleta si acquista con l'inserimento in un vero e proprio atto formale di adesione: il c.d. tesseramento.

La più importante distinzione è: dilettanti; semi-professionisti, o professionisti di fatto; professionisti.

Ai dirigenti sono attribuiti compiti di carattere amministrativo e tecnico. La categoria dei tecnici include: gli istruttori, gli allenatori, i selezionatori e i maestri. Entrano a far parte del sistema sportivo attraverso il tesseramento.

Gli ufficiali di gara devono assicurare il regolare e corretto svolgimento delle competizioni sportive. Individuare nel

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher postadebby di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto sportivo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università San Raffaele Roma o del prof Ripa Lorenzo.
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