Le operazioni copulative
1 - Cosa sono le operazioni copulative
Come punto di partenza è necessario occuparci delle proposizioni. La proposizione è l’unità informativa di un pensiero che sia dotato di senso compiuto.
La compiutezza del senso richiede il sussistere di un soggetto e di un predicato: es. la terra gira – la terra è rotonda.
Acquisito ciò si apre un bivio:
- Secondo la tradizione dei grammatici: la proposizione si identifica in base a un profilo di contenuto (compiutezza del senso) e non occorre altro. Il profilo funzionale (le funzioni) costituirà un criterio per classificare le proposizioni che, in base a questo criterio, risulteranno interrogative, espressive, interpretative.
- Secondo la tradizione dei logici: la proposizione non si identifica solo in base al contenuto ma anche in base alla funzione per poi essere sottoponibile al giudizio di verità/falsità. In conseguenza le frasi espressive non risulteranno solo un elenco tra le proposizioni.
- In questo manuale ci si atterrà prevalentemente alla visione dei logici.
Passaggio intermedio – La proposizione copulativa
La proposizione copulativa è un’unità informativa che presenta la seguente struttura: x Verbo essere y.
In questa formula il verbo essere è utilizzato nella sua forma di modo infinito ma nei vari contesti può assumere la forma di modo finito. La struttura utilizzata più frequentemente è: x è Y.
x - y rappresentano delle variabili le quali saranno sostituite da parole concrete... es. la sfera è rotonda.
- X: ha la funzione di soggetto.
- Verbo essere: ha la funzione di collegamento (tra x ed y) e viene denominato copula.
- Y: ha la funzione di predicato.
Per fornire un’immagine concreta delle proposizioni copulative occorre fare tre esempi.
| Termine soggetto | Copula | Termine predicato |
|---|---|---|
| L’automobile | è | Un veicolo |
| L’automobile | è | Un veicolo dotato di motore e di almeno 4 ruote destinato al trasporto di persone in numero non superiore a 9 compreso il conducente |
| L’automobile | è | Una berlina o un coupé o uno spider |
Si noti che nella prima espressione il predicato è semplice, nella seconda è congiunto legato dalla congiunzione “e”, nella terza è disgiunto legato dalla disgiunzione “o”.
Operazione copulativa
Sono operazioni di discorso che vengono effettuate per mezzo di proposizioni copulative:
| Termine soggetto | Copula | Termine predicato | Operazione copulativa |
|---|---|---|---|
| L’automobile | è | Un veicolo | Qualificazione |
| L’automobile | è | Un veicolo dotato di motore e di almeno 4 ruote destinato al trasporto di persone in numero non superiore a 9 compreso il conducente | Definizione |
| L’automobile | è | Una berlina o un coupé o uno spider | Classificazione |
Proposizione, proposizione copulativa, operazione copulativa - Sintesi
Si ripensi alla proposizione secondo cui “l’automobile è un veicolo”.
- Se parliamo di proposizione sottolineiamo una caratteristica di contenuto, ossia la compiutezza del senso.
- Se parliamo di proposizione copulativa oltre alla compiutezza del senso sottolineiamo una caratteristica legata alla struttura (la proposizione deve avere la forma x è y).
- Se parliamo di operazione copulativa oltre alla compiutezza del senso e alla struttura sottolineiamo anche una caratteristica di funzione: in altri termini la proposizione fa qualcosa.
Modellizzazione dei 3 termini
Proposizione Designa elementi di → contenuto.
Proposizione copulativa Designa elementi di → contenuto Struttura.
Operazione copulativa Designa elementi di → contenuto Struttura Funzione.
Soggetto e predicato: denominazioni diverse in rapporto alle diverse operazioni
A seconda del tipo di operazione di cui si tratti (qualificazione, definizione, classificazione ecc.) x e y assumono denominazioni diverse:
In riferimento alla definizione:
- X prende il nome di definiendum – ciò che è da definire.
- Y prende il nome di definiens – ciò che definisce.
In riferimento alla qualificazione:
- X prende il nome di qualificando.
- Y prende il nome di qualificante.
In riferimento alla classificazione:
- X prende il nome di classificando.
- Y prende il nome di classificante.
Trasferimenti semantici: il nome dell’intera operazione per designare il solo predicato
Capita che, nel discorso comune, il termine definizione anziché designare l’intera proposizione secondo cui l’uomo è un animale razionale venga usato per designare solo animale razionale.
Generalizzando quanto risulta dall’esempio: capita che il termine in uso per designare l’operazione copulativa nel suo complesso passi a designare, restrittivamente, il solo predicato.
Tali vicende linguistiche prendono il nome di trasferimenti semantici per cui il nome del tutto passa a designare una parte del tutto. Questo è un problema linguistico di alta diffusione: non si può fare nulla a proposito, occorre solo accettarli.
Il verbo essere
Il verbo essere in virtù della funzione funge da collegamento tra soggetto e predicato ed è definito col nome di copula.
Copula è un nome che venne introdotto per alludere all’attitudine del verbo essere a fare sì che due termini isolati escano dal loro isolamento e diventino coppia.
Infatti se dico viaggiare e poi dico bello ciascuno dei due termini se ne sta per conto proprio ma se in mezzo ci metto il verbo essere i due termini si collegano e diventa viaggiare è bello.
Se rimaniamo nell’immagine grammaticale per quanto riguarda il rapporto di coppia non si va lontano ma se iniziamo a vedere con un filo di logica l’aspetto cambia e si vedrà che il verbo essere afferma l’afferenza di x ad y:
- Afferenza quantomeno univoca: allorché x risulta la specie mentre y il genere – il Magenta è un colore.
- Afferenza eventualmente biunivoca: allorché x ed y si sovrappongono – il Magenta è il porpora.
Soggetto e predicato: variabilità
Il soggetto e il predicato possono assumere, nelle formulazioni concrete, strutture ed estensioni diverse; es. in cui y assume estensione crescente:
| Lo sgabello è | Il sedile monoposto senza schienale |
| L’autista è | La persona che esercita alle dipendenze di terzi la professione di conduttore di veicoli a motore... |
| L’offerta anomala è | L’indicazione di un corrispettivo che presenti un ribasso pari o superiore alla media aritmetica dei ribassi percentuali... |
Il verbo essere: variabilità e sostituibilità limitate
Se x ed y presentano elasticità di formulazione e di estensione non può dirsi altrettanto di “è”. Possiamo avere in questo caso variazioni grammaticali ed al posto della “è” potremo trovare sono, foste, saremo...; o variazioni verbali come rappresentare, costruire, configurare...
Soggetto – copula – predicato: variabilità di sequenza
Capita spesso che il modello “x è y” nella forma canonica possa subire delle variazioni di sequenza:
- Soggetto → Copula → Predicato.
- Soggetto → Predicato → Copula.
- Copula → Soggetto → Predicato.
- Copula → Predicato → Soggetto.
- Predicato → Soggetto → Copula.
- Predicato → Copula → Soggetto.
1.2 – Estensioni semantiche
Al fine di ravvisare un’operazione copulativa ci siamo riferiti eminentemente al verbo essere ed è comunque opportuno considerare anche la possibilità di un’estensione.
Prima possibilità di estensione: i verbi copulativi sinonimi
Tra le operazioni copulative in alcuni contesti è possibile utilizzare al posto del verbo essere dei sinonimi; es:
- Questa lettera - è_rappresenta_risulta_configura - un tentativo di estorsione.
Seconda possibilità di estensione: i verbi quasi copulativi
Sono ammissibili tra le operazioni copulative anche contesti che pur non utilizzando il verbo essere in senso copulativo e neppure un suo sinonimo utilizzino tuttavia un quasi-sinonimo.
La differenza tra sinonimo e quasi sinonimo è che il primo consente la sostituzione nella frase senza modificare la sintassi mentre il secondo obbliga a modificare la sintassi; es:
- Il coniuge è un marito o una moglie.
- I coniugi si distinguono in mariti e mogli.
Terza possibilità di estensione: la traducibilità in forma copulativa
Tra le operazioni copulative si possono inserire contesti che pur non utilizzando né il verbo essere in senso copulativo né un sinonimo né un quasi-sinonimo, siano traducibili in un enunciato che contenga “essere” in senso copulativo.
- In questo veicolo sussistono tutti gli elementi che consentono di ravvisare un triciclo.
- Questo veicolo è un triciclo.
Quarta possibilità di estensione: le forme ellittiche
Le proposizioni copulative ellittiche sono frasi espresse solo in parte ma che lasciano sottintendere il resto; es:
- Tizio chiede “Un esempio di loricato” e Caio risponde “Un coccodrillo”.
- Tizio chiede “Un esempio di loricato” e Caio risponde “Un loricato è il coccodrillo”.
2 - Quali sono le operazioni copulative?
Le operazioni copulative di maggiore rilevanza sono: la qualificazione, la sussunzione, definizione, esempio, elenco, classificazione.
Operazioni che hanno ad oggetto operazioni
Con le operazioni copulative non ci si può soffermare solo sul medesimo elenco in quanto le operazioni copulative possono avere ad oggetto altre operazioni copulative; es:
- Si possono fare operazioni copulative in confronto ad altre operazioni copulative (esempio di una definizione, definire una classificazione, ecc...).
- Una operazione copulativa può assumere ad oggetto se stessa (definire una definizione, qualificare una qualificazione, ecc...).
Anche se in alcuni casi è possibile incontrare una certa difficoltà come elencare un esempio.
2.2 - Un approccio esemplificativo
Per capire meglio le singole operazioni copulative è stato scelto il medesimo oggetto come tema – il furto - comune a tutte le operazioni.
Gli enunciati sotto riportati ci condurranno a richiamare le principali variazioni grammaticali che appaiono riscontrate negli usi comuni: tali variazioni riguardano, principalmente, due aspetti: riguardano il numero (del soggetto e del predicato), che potrà essere singolare o plurale; inoltre, riguardano l’articolo, che potrà essere presente o assente (e, se presente, potrà essere determinato o indeterminato).
Qualificazione
X È Y.
Il furto è Reato.
Il furto è Un reato.
Un furto è Reato.
Un furto è Un reato.
I furti sono reati.
Sussunzione
X È Y.
La condotta di Tizio, il quale, all’ora del tale giorno, si è impossessato della borsetta di Gaia strappandola da braccio a cui Gaia la teneva È Furto.
La condotta di Tizio, il quale, all’ora del tale giorno, si è impossessato della borsetta di Gaia strappandola da braccio a cui Gaia la teneva È Un furto.
Definizione
X è Y.
Il furto è L’impossessamento di una cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri.
Un furto è L’impossessamento di una cosa...
I furti Sono Impossessamenti di cose...
Esempio
X È Y.
Uno tra i furti è Lo scippo.
Un furto è Lo scippo.
Elenco
X È Y.
I furti subiti da questa banca nello scorso anno Sono Il 6 febbraio per 20.000 euro il 10 giugno per 5000 euro il...
Classificazione
X È Y.
Il furto È Perseguibile d’ufficio oppure perseguibile a querela.
Un furto È Perseguibile d’ufficio oppure perseguibile a querela.
I furti Sono Perseguibili d’ufficio oppure perseguibili a querela.
Modi usuali per formulare le operazioni copulative, diversi rispetto ai modi riferiti
Gli esempi di esemplificazione enunciati nelle varie tabelle non sono frequenti nel discorso comune ma servono per evidenziare al meglio la loro funzione prescindendo dal fatto della loro frequenza nel discorso.
Nel discorso comune si pensi alla classificazione: noi incontriamo enunciazioni che portano il seguente tenore: “i furti si classificano/distinguono in... oppure un esempio di furto è lo scippo o ancora lo scippo è un esempio di furto.
Limiti dell’approccio esemplificativo
Dopo aver formulato un elenco di operazioni copulative abbiamo iniziato la trattazione delle singole operazioni tramite esempi (esempio di definizione/qualificazione/ecc...). La cosa può essere utile ma limitata in quanto potrebbe fornire delle impressioni ingannevoli.
2.3 - Un approccio lessicale
Per ciascuna operazione copulativa sotto è riportato un enunciato definitorio del vocabolario.
- Qualificazione: attribuzione di una qualifica in base ai caratteri specifici che una persona/cosa presenta.
- Sussunzione: termine della logica formale con cui si designa la riconduzione di un concetto nell’ambito di un concetto più generale nella cui estensione esso è compreso. Nel linguaggio giuridico, giudizio che riporta una determinata fattispecie nel caso generale previsto da una norma di legge.
- Definizione: 1 – il complesso degli elementi volti a caratterizzare e circoscrivere un’entità sul piano concettuale. La formulazione dei risultati di un procedimento logico discorsivo: la definizione del concetto di bellezza. In lessicografia, la descrizione del campo semantico di una parola. D. dogmatica: il pronunciato solenne, espresso dal concilio ecumenico o dal pontefice, col quale si pone dogmaticamente una verità di fede. 2 – nella tecnica fotografica, cinematografica e televisiva, precisione e nitidezza dell’immagine. 3 – atto risolutivo di una questione, spec. giuridica: la definizione di una vertenza. Genericamente: decisione.
- Esempio: 1 - fatto particolare, illustrativo di una generalità teoricamente scontata. Nella letteratura devota medievale, racconto a scopo edificante. 2 – qualsiasi individuo che rappresenti tutta intera la sua specie. 3 – caso particolare proposto all’altrui amministrazione imitazione e riprovazione.
- Elenco. 1 – annotazione ordinata che si compila per motivi di organizzazione, amministrativi o di controllo. 2 – nella logica formale, argomentazione diretta a cogliere in contraddizione l’avversario.
- Classificazione: 1 – ripartizione e distribuzione in raggruppamenti come operazione, in ordine scientifico e tecnologico. Ordinamento in base a criteri determinati e per fini particolari. In biologia l’ordine dato all’immensa varietà della specie con l’attribuzione a ciascuna di esse, di un nome onde poterle individuare facilmente. 2 – assegnazione di un posto in una graduatoria – valutazione espressa mediante l’assegnazione di un voto o di un parcheggio.
Le definizioni appena date sono utili per lo più da un punto di vista lessicale.
2.4 – Un approccio sistematico: definizioni
La definizione dei vocabolari spesso lascia insoddisfatti quindi ora saranno elencate definizioni sistematiche: cioè definizioni che pur concernendo oggetti diversi vengono prodotte seguendo in maniera costante una medesima impostazione.
Qualificazione
X È Y.
Il furto è Reato.
La qualificazione: è l’operazione che, in riferimento al proprio oggetto, enuncia una o più caratteristiche senza pervenire alla totalità delle caratteristiche identificanti.
Commento: l’enunciato di questa tabella costituisce “qualificazione” poiché assume il furto (nel senso di “tutti i furti”) e ne asserisce la caratteristica di essere un reato; la quale operazione, nel contempo, non fornisce tutte le informazioni occorrenti per identificare il furto.
Tipo particolare di qualificazione: sussunzione
X È Y.
La condotta di Tizio, il quale, all’ora tale del tal giorno, si è impossessato della borsetta di Gaia strappandola dal braccio a cui Gaia la teneva È Furto.
La sussunzione: è l’operazione che in riferimento al proprio oggetto consiste in un fatto, enuncia la caratteristica di afferire a una classe di fatti prevista da una norma giuridica (più sinteticamente: l’operazione che, di fatto, predica una fattispecie).
Commento: l’enunciato di questa tabella costituisce sussunzione poiché assume la condotta di Tizio e ne asserisce la riconducibilità alla fattispecie del furto (vale a dire la condotta di Tizio è riconducibile al modello di fatto previsto dagli art. 624 e seguenti del codice penale).
Definizione
X È Y.
Il furto È L’impossessamento di cosa mobile altrui sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri.
La definizione: è l’operazione che, in riferimento al proprio oggetto, enuncia tutte le caratteristiche necessarie e sufficienti (per ravvisare tale oggetto).
Commento: l’enunciato di questa tabella è una definizione poiché assume “il furto” (vale a dire, qui: “tutti i furti”) e asserisce una pluralità di caratteristiche (atto d’impossessamento/sottrazione di cosa altrui, atto finalizzato a trarre profitto per sé o per altri) giungendo in tal modo, a individuare tutto ciò che occorre e soltanto ciò che occorre, affinché sia ravvisabile un furto.
Esempio
X È Y.
Un furto È Lo scippo.
L’esempio: è l’operazione che in riferimento al proprio oggetto (una classe)
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