Diritto dell'Unione Europea
Qualunque studio del diritto affronta lo studio delle norme. Le norme sono delle regole, comandi espressi in una forma linguistica.
Come si comprende che una frase contiene una norma
- Le regole in una frase si riconoscono tramite dei termini, delle parole chiamate deontiche: parole o verbi che richiamano un dovere, un potere, un credito.
- Ci sono casi in cui un legislatore non usa parole deontiche ma una forma linguistica stilistica e l'unico modo per comprendere la norma è l'interpretazione delle leggi.
Giurisprudenza e dottrina
Altri due concetti importanti nello studio del diritto sono:
- Giurisprudenza: ossia l'insieme delle sentenze dei giudici.
- Dottrina: l'insieme del parere degli esperti, gli approfondimenti.
Il diritto dell'Unione Europea
Il diritto dell'Unione Europea è l'insieme di regole e norme non prodotte all'interno dello stato ma prodotte in un contesto al di sopra dello stato. Per interpretare il diritto dell'Unione Europea bisogna cercare del materiale non nella giurisprudenza nazionale, non nella Corte di Cassazione di Roma o di Milano, ma nelle precedenti sentenze della Corte di Giustizia o del Tribunale di I Grado.
Unione Europea
Non si è mai data fino ad oggi una definizione riguardante questa Unione, non si è definito Unione di cosa, se di popoli, di diritti, di governi. L'Unione Europea è un fenomeno in continua trasformazione. Esistono diverse idee di Europa, ne sottolineiamo due nei loro estremi:
- Idea di Europa come una semplice cooperazione tra stati.
- Idea di Europa come processo integrativo che potrebbe tendere alla costituzione di un'entità di tipo diverso con una propria individualità rispetto agli stati, che è l'attuale situazione che viviamo.
Il diritto dell'Unione Europea si distingue in due profili
- Profilo del diritto materiale o sostanziale.
- Profilo istituzionale: funzionamento, organi, competenze. La materia, la sostanza sono la vita quotidiana del popolo europeo.
Origini dell'Unione Europea e la sua evoluzione storica
Le origini dell'Unione Europea si possono basare sulla fine della II Guerra Mondiale. Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Lussemburgo, Belgio, sei stati che hanno dato vita alla Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA), una comunità che favorisse specifiche attività nel campo dell'estrazione e del settore siderurgico.
Questa comunità ebbe un enorme successo, tanto che successivamente gli stessi stati costituirono:
- CEE: Comunità Economica Europea.
- EURATOM: Comunità Energia Atomica.
Fino agli anni '50 era presente una Comunità Europea basata su tre trattati:
- Trattato Comunità Europea.
- Trattato Comunità Carbone e Acciaio.
- Trattato Comunità Energia Atomica.
Ogni comunità aveva organi appositi divisi per ogni trattato. La CEE si basava su quattro libertà:
- Libertà di circolazione dei lavoratori: Non si parla di libertà di circolazione dei cittadini, ma di lavoratori quindi vero la figura imprenditoriale.
- Libertà di circolazione di capitali: Chiaramente il capitale ce l'ha l'imprenditore.
- Libertà di stabilimento: La libertà per un imprenditore di stabilire la propria sede lavorativa in uno stato membro.
- Libertà di prestazioni e servizi: Libertà completamente diversa da quella di stabilimento, ma libertà di fornire i propri servizi presso un altro stato anche non avendo una sede.
Con il tempo si è capita l'esigenza di sviluppare questa unione non solo dal punto di vista commerciale incentrata sulla figura dell'imprenditore, ma sull'Europa dei cittadini. Si arrivò a questa concezione tramite delle tappe fondamentali:
- 1965: Trattato sulla fusione degli esecutivi (fusione tra CECA, EURATOM, CEE).
- 1979: Elezioni dirette del Parlamento Europeo (fino al 1979 il Parlamento europeo era eletto dai rappresentanti degli esecutivi, dal 1979 in poi vengono eletti direttamente dal popolo).
- 1986: Atto unico europeo che porta a tre svolte: sostituzione nelle elezioni dalla unanimità alla maggioranza, si adotta la prassi dei vertici semestrali tra i capi di stato e i ministri degli esteri per adottare e sviluppare una politica estera comune.
Trattato di Maastricht o Trattato dell'Unione Europea 1992
Si passa da Comunità ad Unione Europea, si evolve il pensiero di comunità non solo nella figura dell'imprenditore ma nella figura dei semplici cittadini. Con il trattato di Maastricht vengono inserite delle novità:
- Cittadinanza europea.
- Politiche di istruzione.
- Politiche della tutela del consumatore.
- E soprattutto: Politica europea della sicurezza comune – PESC, giustizia affari interni - GAI.
2001: Trattato di Nizza
Nasce con l'auspicio di una revisione totale del sistema comunitario europeo ma in realtà non sfocia in nessuna ristrutturazione, il trattato di Nizza si è concluso con una dichiarazione relativa al futuro dell'Unione Europea in cui si evidenziava la necessità di mettere mano sui trattati.
Nel 2002-2003 gli stati membri passano alla convocazione per l'avvenire dell'Europa dove sono presenti tutti i membri politici dei paesi, i parlamentari nazionali ed europei e da questa convocazione nasce un trattato che contiene una vera e propria costituzione europea. Il trattato di Nizza nel 2004 non entra in vigore per una contrapposizione di Francia e Paesi Bassi.
2007: Trattato di Lisbona
Trattato che ha modificato tantissimo la struttura dell'Europa. Sostituisce ai tre trattati della Comunità Europea: CECA, CEE, EURATOM. Sostituisce ai tre pilastri del trattato di Maastricht: Comunitario, PESC, GAI. Sostituisce tutti questi solo con la presenza di due trattati:
- Trattato dell'Unione Europea in cui vengono confluite regole generali del funzionamento europeo.
- Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea – TFUE che contiene regole relative alla politiche interne.
Altra riforma del trattato di Lisbona riguarda il piano dei diritti fondamentali, si è aperto il negoziato per l'adesione al CEDU - Convenzione Europea Diritti Umani. La crisi economica del 2008 ha portato l'Unione Europea a fare una stretta sulla politica economica con varie riforme come il Six Pack fino ad arrivare al Fiscal Compact. Con questo regolamento si è data alla Commissione Europea un potere di supervisione dei bilanci nazionali degli stati membri con l'intenzione di arrivare alla stabilità finanziaria.
Elementi generali strutturali dell'ordinamento europeo
Adesione e fuoriuscita dall'Unione Europea
Trattato di adesione o accordo. I requisiti per appartenere all'Unione sono relativamente due:
- Appartenere geograficamente all'Europa.
- Verificato il rispetto dei valori dell'art. 2 della Costituzione Europea che riguardano la democraticità del sistema politico, la tutela dei diritti fondamentali della persona umana.
Tutto l'iter di adesione viene sancito dall'art. 49 dell'ordinamento europeo con il trattato di adesione. Lo stato richiedente: informa i Parlamenti nazionali e il Parlamento Europeo di questa volontà. Lo stato richiedente: trasmette domanda di adesione al Consiglio Europeo che deve pronunciarsi all'unanimità quindi tutti gli stati membri devono essere d'accordo.
Una volta dato consenso favorevole dall'Unione Europea, lo stato membro dovrà impegnarsi nell'adeguare il proprio sistema giuridico, normative di settore a quelli europei e lo potrà fare o da solo o con il sostegno anche solo morale dell'Unione.
Trattato di recesso dall'Unione Europea
L'aspetto inverso quindi la volontà di uscita di uno stato dall'Unione Europea. Anche questo viene sancito ed indicato tramite il trattato di recesso dall'Unione Europea ed è regolamentato dall'art. 50 dell'Unione Europea. Ogni stato può decidere di uscire dall'Unione Europea in base a delle regole interne di diritto costituzionale interno (es. il referendum in Inghilterra per la Brexit c'è chi pensa sia incostituzionale). Una volta deciso per la fuoriuscita l'art. 50 detta la procedura, si parla di recesso e un trattato di recesso che definisce le modalità di uscita dello stato e quali diritti europei potranno ancora essere usufruiti dalla popolazione dello stato uscente.
Applicazione differenziata del diritto dell'Unione
Altro tema generale del funzionamento dell'ordinamento europeo. La regola generale in Europa relativa all'applicazione del diritto europeo è che queste regole devono essere applicate e fatte rispettare ovunque e allo stesso modo. Può esserci però la situazione in cui in alcune parti dell'Unione non sia raccomandabile o attuabile questa applicazione totale delle regole previste dal diritto europeo. Potrebbe verificarsi una situazione di questo tipo se si pensa al diverso grado di interazione che gli stati membri fondatori hanno avuto nel corso del tempo tra loro nella cooperazione lavorativa rispetto agli stati che hanno aderito per ultimi.
Quindi è stata prevista la possibilità che ci siano delle deroghe delle applicazioni, eccezioni e questo principio fondamentale prende il nome di Differenziazione del diritto dell'Unione Europea. Possono essere concessi a gruppi di stati delle applicazioni differenziate in maniera temporanea o in maniera stabile. Questo processo definisce quello che nel mondo mediatico viene definito Europa a velocità, Europa a due velocità e cooperazione rafforzata. Europa a due velocità: concetto è stato coniato in una visione positiva degli stati, viene data un'autorizzazione ad una velocità diversa ma devono esserci dei requisiti.
- Gruppo di stati di almeno nove che hanno strutture interne economiche-sociali-finanziarie più all'avanguardia, che sono più pronti più preparati rispetto ad altri.
- Possono lanciare e anticipare il raggiungimento degli obiettivi sempre prefissati dal Trattato dell'Unione più velocemente rispetto agli altri, a patto che questo distacco non vada ad arrecare nessun pregiudizio ai processi di integrazione da parte di tutti gli altri stati.
Questa concessione viene chiamata cooperazione rafforzata. Questa cooperazione rafforzata non permette a questo gruppo di stati di creare organismi politici o poteri o regole proprie diversi rispetto a quelli del trattato Istituzioni Europee. L'art. 13 del Trattato dell'Unione Europea recita che l'Unione Europea dispone di un quadro istituzionale atto a promuovere i valori dell'Unione Europea, a perseguire gli obiettivi dell'Unione, servire gli interessi dei cittadini e che tutto questo avviene tramite una collaborazione delle istituzioni.
Le istituzioni sono
- Istituzione politiche: composizione e funzioni.
Consiglio europeo
- Composizione: Capi di Stato o di Governo.
- Funzione: Fissa orientamenti politici generali dell'Unione.
La Commissione non ha potere legislativo ma influisce sugli organi delegati alla funzione legislativa.
Consiglio dell'Unione Europea
- Composizione: Ministri rappresentanti degli Stati membri.
- Funzioni: Si occupa di decisioni politiche e legislative che non si occupa il Consiglio europeo. Composizione variabile a seconda della materia della riunione.
Parlamento Europeo
- Composizione: Rappresentanti dei cittadini.
- Funzioni: Detentore di un controllo politico sulla Commissione. Mandato dura cinque anni.
Commissione Europea
- Composizione: Lavoratori indipendenti dagli stati membri, anche se i commissari sono scelti dai governi.
- Funzioni: Fa proposte che il Consiglio ed il Parlamento devono valutare. Il più forte organo esecutivo, ha la facoltà di modificare la proposta per arrivare allo scopo. Rappresenta gli interessi dell'Europa nel suo complesso. Membri della commissione sono 28, inserito anche nel suo complesso l'Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza (Figura nuova rappresentante della politica estera e della sicurezza comune).
Istituzioni di controllo
- Corte dei conti: Un cittadino per ogni stato, detentore del controllo finanziario, nominato dal proprio stato.
- Corte di giustizia: Un giudice per ogni stato, fa rispettare il diritto europeo.
- Tribunale di primo grado: Composizione e funzioni.
- Banca Centrale Europea: Potere normativo in materia finanziaria, organo centrale del sistema europeo delle banche. Garantisce la stabilità dei prezzi, sostiene la politica economica, emette banconote.
- Comitato delle regioni: Bisogna essere titolari di una carica politica. Creato con il trattato di Maastricht, rappresenta le istanze regionali.
Essendo definite “istituzioni” hanno la caratteristica di avere un:
- Autonomia finanziaria.
- Autonomia della gestione del personale.
- Sono destinatari di responsabilità, ma soprattutto nell'ordinamento europeo vige una regola molto chiara: un principio generale che è la responsabilità extracontrattuale delle istituzioni. Se le istituzioni europee violano una norma o recano un danno sono responsabili civilmente.
La Corte di Giustizia di Strasburgo si è pronunciata anche per quanto riguarda tutti quelli enti e quelle agenzie europee che non vengono elencate nell'art. 13 del trattato come istituzioni, affermando che l'elenco dell'art. 13 è un elenco aperto e non chiuso per quanto riguarda l'individuazione delle responsabilità.
Soggetti, enti, istituzioni, agenzie non menzionati nell'art. 13
Esistono tanti enti, agenzie che operano con le istituzioni europee e per le istituzioni europee che non vengono menzionanti nell'art. 13 dell'Unione ma che vengono definite delle istituzioni non inseriti nell'art. 13 perché creati prima del trattato sull'Unione e visto che queste agenzie rientrano a pieno titolo nelle politiche comunitarie lavorano con le istituzioni. A differenza delle istituzioni queste agenzie non hanno un'indipendenza, sono alle dipendenze delle istituzioni. Nate per una necessità di decentramento delle istituzioni da un punto di vista amministrativo, la possibilità da parte di un'istituzione europea di modificare o creare una nuova agenzia si fonda sulle competenze materia per materia. Il tutto si fonda sulle singole disposizioni dei trattati che danno alle istituzioni europee il potere di adottare tutte le misure necessarie per il raggiungimento degli obiettivi delle singole politiche.
In materia energetica
- Agenzia per la cooperazione tra regolatori nazionali dell'energia (2009), coordina le autorità nazionali nel settore energetico.
- Agenzia di approvvigionamento dell'EURATOM (2008), determina una politica di acquisto e di compravendita di energia nucleare a beneficio dell'EURATOM.
In materia formazione
- Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (1975).
- Accademia europea di polizia (2005).
- Fondazione europea per la formazione (1990).
In materia di ricerca scientifica
- Ufficio comunitario delle varietà vegetali (1984).
- Istituto europeo di innovazione e tecnologia (2008).
In materia di sicurezza
- Agenzia europea per la sicurezza aerea.
- Agenzia europea per la sicurezza marittima.
- Agenzia europea per la difesa.
In materia bancaria e finanziaria
- EBA: Agenzia banca europea.
- Agenzie europea degli strumenti finanziari.
In materia settore sanitario
- Centro europeo per la prevenzione ed il controllo di malattie.
- Agenzia europea per le sostanze chimiche.
- Agenzia per l'ambiente.
In materia settore sociale
- Istituto europeo per l'eguaglianza di genere.
- Ufficio europeo di sostegno per l'asilo.
- Osservatorio europeo per le droghe e la torricodipendenza.
- Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro.
Altra agenzia che merita di essere ricordata per la sua importanza è il Centro di traduzione degli organismi dell'Unione Europea.
Procedure decisionali ordinarie
Il trattato europeo distingue le procedure decisionali in:
- Procedura di natura legislativa.
- Procedure di natura non legislativa destinate a creare atti normativi prive di contenuto normativo: regolamenti, direttive, decisioni.
Quali sono le procedure decisionali da utilizzare? Il trattato prevede varie competenze in capo a vari organi. Le disposizioni del trattato spesso accavallano le competenze, prevede che vari organi siano competenti sulla stessa materia ma con scopi diversi. E quando accade che ci sono più scopi che rientrano in più politiche esistono diverse procedure decisionali, quindi ci si chiede quale sia la procedura da utilizzare.
La procedura decisionale da utilizzare viene indicata dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea che indica che quando si è in presenza di un atto che rientra in più politiche, in più competenze quindi prefigurati verso più scopi, quell'istituto dovrebbe determinare qual è lo scopo prevalente di quell'atto ossia il centro di gravità dell'atto ed è da questo che dovrebbe discendere la procedura.
Procedura legislativa ordinaria – Principale procedura decisionale
Divisa in tre possibili letture da parte del Parlamento:
- Commissione fa una proposta di regolamento o direttiva. La proposta può essere fatta autonomamente dalla Commissione o può essere sollecitata al Consiglio.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Diritto dell'Unione Europea
-
Diritto dell'Unione Europea
-
Diritto dell'Unione Europea
-
Diritto dell'Unione Europea