Diritto dell'unione europea
Il mercato unico europeo
Centralità del mercato interno delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali nel sistema dell'Unione Europea.
- Equivalenza tra le seguenti nozioni: mercato interno, mercato unico, mercato comune
- I riferimenti rilevanti nei Trattati TUE e TFUE sono:
- Art. 3 TUE (Trattato sull'Unione Europea)
- Art. 26 TFUE (Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea)
Il mercato interno è menzionato tra gli obiettivi principali che l'Unione intende perseguire (art. 3.3 TUE):
"L'Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico."
Definizione della Corte di Giustizia Europea
Dal mercato comune al mercato unico al mercato interno:
"La nozione di mercato comune mira ad eliminare ogni intralcio per gli scambi intracomunitari al fine di fondere i mercati nazionali in un mercato unico il più possibile simile ad un vero e proprio mercato interno." (Caso 15/81, Schul).
Definizione di Mercato Interno: Art. 26 TFUE
"L'Unione adotta le misure destinate all'instaurazione o al funzionamento del mercato interno, conformemente alle disposizioni pertinenti dei trattati. Il mercato interno comporta uno spazio senza frontiere interne, nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali secondo le disposizioni dei trattati. Il Consiglio, su proposta della Commissione, definisce gli orientamenti e le condizioni necessari per garantire un progresso equilibrato nell'insieme dei settori considerati."
Misure e strumenti per la realizzazione del mercato interno
- Le quattro libertà di circolazione di merci, persone, servizi e capitali: stabiliscono che ogni ostacolo (causato da una normativa nazionale) ai movimenti tra Stati membri di merci, persone, servizi e capitali è vietato e deve essere abolito
- Disciplina della concorrenza: vieta alle imprese di tenere comportamenti contrari al libero gioco della concorrenza
- Disciplina degli aiuti di stato alle imprese: vieta agli Stati Membri comportamenti contrari al libero gioco della concorrenza (aiuti economici alle imprese)
Il mercato interno: integrazione graduale
Sin dalle origini della CEE (1957), era chiaro che l'instaurazione di un mercato unico dovesse avvenire attraverso la graduale integrazione dei mercati nazionali degli Stati Membri, e quindi la graduale apertura delle frontiere nazionali e la graduale liberalizzazione dei diversi settori di mercato.
Vi sono due tipi di integrazione che hanno contribuito a realizzare il mercato interno:
- Integrazione negativa
- Inizialmente, nel corso della 'prima generazione' del processo di liberalizzazione, ha prevalso l'integrazione negativa, attraverso:
- Eliminazione delle barriere poste dagli Stati agli scambi in merci, persone, servizi e capitali;
- Divieto imposti agli Stati Membri di introdurre nuove barriere agli scambi;
- Previsione di limitate deroghe alla liberalizzazione dei mercati nazionali.
- Integrazione positiva
- Negli anni '80 si è avviata anche l'integrazione positiva, avvenuta attraverso iniziative specifiche delle Istituzioni dell'UE (in particolare della Commissione Europea)
- Metà anni '80: iniziativa della Commissione che ha portato alla pubblicazione del Libro Bianco sul Mercato Interno (1985)
- Stipulazione dell'Atto Unico Europeo (1986): ha allargato le competenze dell'Unione e favorito l'ulteriore armonizzazione delle legislazioni nazionali e dei mercati
- Trattato di Maastricht (1991): ha consolidato il ruolo centrale del mercato unico nel sistema dell'UE
- Nuova Strategia per il Mercato Unico (Rapporto Monti): ha rilanciato il mercato unico per i prossimi decenni (2010)
Accordi e integrazioni internazionali
Già dal 1947 era stato firmato un accordo internazionale (GATT) che regolamentava il commercio di merci. Il trattato della CEE (comunità economica europea) nasce del 1957 nasce con regole compatibili con quelle del diritto internazionale. Gli aspetti fondamentali sono due:
- La compatibilità: dare una certa struttura che fosse compatibile e ammessa dal sistema delle regole del commercio internazionale.
- Vicinanza/similarità di situazioni: così come le regole del GATT disciplinavano il commercio internazionale così la CEE voleva fare qualcosa di simile e quindi utilizza certi concetti e delle idee delle norme del GATT. Quindi c'è una vicinanza culturale e una vicinanza normativa.
Oltre alla definizione detta precedentemente, ce ne una che vede l'Europa come un'unione doganale.
Il mercato unico e l'unione doganale
- Il mercato interno, dal punto di vista esterno si configura come un'unione doganale tra gli Stati Membri dell'Unione. Con l'unione doganale si crea una comune frontiera virtuale tra i paesi dell'Unione Europea e quelli esterni.
- L'Unione doganale non è un concetto esclusivo dell'UE: esiste anche in altri contesti di commercio internazionale, e si basa sugli Accordi GATT/OMC. Negli anni '90 viene firmato l'accordo OMC, che crea una vera e propria organizzazione mondiale del commercio: l'odierna organizzazione che regolamenta il commercio internazionale.
- L'Unione Europea è tecnicamente un'unione doganale, ma il mercato interno europeo comprende anche altre politiche e va oltre la semplice 'unione doganale'.
L'unione Doganale e la Zona di Libero Scambio sono due possibili forme di integrazione economica tra Stati che risulta compatibile con le regole sulla libertà del commercio previste dal sistema GATT/OMC.
Il problema che si pongono i redattori del trattato della CEE era quello di rendere conforme le norme con quelle del GATT. Quindi ci vuole una norma di collegamento tra l'accordo GATT e l'accordo CEE. La norma in questione è l'articolo 24 del GATT.
Articolo XXIV GATT: "Le disposizioni del presente Accordo (GATT) non costituiranno un ostacolo, tra i territori del Parti Contraenti, per l'istituzione di un'unione doganale o di una zona di libero scambio, in deroga alle regole generali del Trattato GATT sulla libertà del commercio internazionale."
Il trattato GATT prevede un criterio secondo cui, tutte le parti contraenti devono trattare allo stesso modo le altre parti. È stato definito come un accordo che ha creato un club di stati amici: dove le regole sono uguali per tutti.
La regola generale è regole uguali per tutti e divieto di discriminazione, però allo stesso tempo se due o più delle parti contraenti vogliono tra di loro creare una relazione più stretta lo possono fare. Rimane il divieto di discriminare ma possono tra di loro porre regole per rendere il commercio più facile. Questo permette dunque di creare due zone:
- Il sistema della zona di libero scambio
- Il sistema dell'unione doganale
Le parti contraenti del GATT devono notificare la loro intenzione al segretariato del GATT, oggi invece al segretariato dell'OMC che verificherà la compatibilità di questo loro accordo con le regole del commercio internazionale da loro sottoscritte.
Il sistema GATT/WTO sul commercio internazionale
Gli USA hanno condizionato fortemente la creazione di queste regole internazionali e il loro sviluppo anche se spesso privilegiano accordi bilaterali per non perdere la loro sovranità.
- Il GATT costituisce il primo accordo in materia di commercio internazionale. È stato firmato nel 1947 e rivisto nel 1994. Questo è un accordo provvisorio sulle tariffe e il commercio, ha solo una funzione operativa.
- Nel 1994, è stato firmato anche l'accordo che istituisce l'OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio).
L'OMC è una organizzazione internazionale che amministra diversi accordi sul commercio, tra cui i principali sono:
- GATT (Accordo generale sulle tariffe ed il commercio)
- GATS (Accordo generale sul commercio nei servizi) introdotto nel 1994
- TRIPS (Accordo sugli aspetti della proprietà intellettuale collegati al commercio) introdotto nel 1994. Le regole del commercio internazionale si occupano di regolamentare in parte le discipline relative alla proprietà intellettuale nella misura in cui queste possano interferire con il commercio.
L'UE opera con delle regole compatibili con quelle del GATT e queste norme del GATT hanno influenzato la costituzione delle regole alla base del trattato di Roma sulla CEE.
Le principali norme del GATT sul commercio internazionale
- I principi fondamentali del GATT sono:
- Libertà di circolazione delle merci
- Principio di non-discriminazione
Quindi combattere il protezionismo e le discriminazioni tra i vari paesi contraenti.
Le principali norme del GATT per lo sviluppo del commercio internazionale sono le seguenti: da notare il linguaggio del GATT è molto più complesso di quello del CEE perché di due periodi differenti.
- Articolo I GATT (clausola della nazione più favorita): tutti i vantaggi, benefici, privilegi o immunità accordati da una parte contraente ad un prodotto originario o destinato a qualsiasi altro paese saranno immediatamente e senza condizioni estesi a tutti i prodotti similari originari o destinati al territorio di tutte le altre parti contraenti.
Il significato è quello di trattare allo stesso modo i prodotti provenienti dai diversi paesi contraenti. Salvo la presenza di accordi bilaterali specifici io devo trattare allo stesso modo tutte le parti contraenti prevedendo come parametro quello della nazione più favorita. Quindi se voglio fare un trattamento di favore alla nazione A allora lo devo estendere a tutte quelle contraenti il trattato. Questa parità di trattamento deve però avvenire sui prodotti similari. Si applica questo concetto nel momento in cui un prodotto da un certo paese transita e va in un altro paese: quindi si fa la fotografia nel momento del transito, del passaggio dal paese A al paese B.
- Articolo III GATT (clausola del trattamento nazionale): i prodotti provenienti dal territorio di qualsiasi parte contraente importati sul territorio di qualsiasi altra parte contraente non saranno colpiti, direttamente o indirettamente, da tasse o altre imposizioni interne, di qualsiasi tipo, in misura superiore a quelle che colpiscono direttamente o indirettamente i prodotti nazionali similari.
In questo caso la fotografia si fa dopo il passaggio della frontiera, perché questo è già avvenuto nell'articolo primo. Quindi al prodotto che ha passato la frontiera non può subire un trattamento peggiore ai prodotti nazionali similari. L'IVA che si applica in Italia è diversa da quella che si applica negli altri paesi membri della EU. Gli stati possono definire questi livelli di aliquote sempre all'interno del sistema europeizzato (si parla dell'UE in questo caso) ma per i prodotti similari le imposte e la tassazione saranno le stesse per tutti i prodotti interni e che hanno varcato la frontiera. L'Italia non può mettere un'IVA diversa per le auto cinesi rispetto alle auto di un altro paese perché questo aggiustamento è già avvenuto prima di varcare la dogana. Se voglio aumentare l'IVA su un prodotto, a livello nazionale lo devo fare su tutti i prodotti similari senza fare differenze.
- Articolo XI GATT (divieto di restrizioni quantitative): nessuna Parte contraente istituirà, o manterrà, sull'importazione di un prodotto originario del territorio di un'altra Parte contraente, sulla esportazione, o sulla vendita a scopo d'esportazione, di un prodotto destinato al territorio di un'altra Parte, dei divieti o delle restrizioni diversi dai dazi doganali, tasse o altre imposizioni, ancorché attuati sotto forma di contingenti, licenze d'importazione o d'esportazione o in qualunque altra maniera.
Qui non posso imporre restrizioni di tipo non tariffario, le cosiddette restrizioni quantitative a prodotti provenienti da altri paesi contraenti. In UE fino agli anni 78-80 c'era un sistema di quote sulle auto provenienti da fuori UE. Per raggirare queste restrizioni le case automobilistiche di paesi esteri iniziarono a produrre auto in Europa.
Zona di libero scambio
La zona di libero scambio è una forma di integrazione economica commerciale più semplice di un'unione doganale, in quanto comprende solo una dimensione interna. La dimensione interna consiste nell'abolizione dei dazi doganali negli scambi di merci tra territori facenti parte della zona di libero scambio.
Ipotizziamo un gruppo di stati che decide tra di loro di abolire i dazi doganali (tariffe di base uguale per tutti stabilite nel GATT o OMC) e commerciare liberamente tra di loro all'interno di questa zona. Ma possono mantenere una tariffa di riferimento doganale per gli stati al di fuori di questo accordo per gli scambi commerciali (sulle importazioni).
Nel NAFTA è invece impedita la circolazione libera di merci, infatti sono azzerate le tariffe solo sui beni prodotti in quei paesi e non importati da paesi terzi. Questa cosa in UE è libera perché le merci possono circolare liberamente una volta dentro i territori UE.
Zone di libero scambio
- In Europa
- EFTA: facevano parte tre paesi non nell'UE e sono Islanda, Norvegia e Liechtenstein. Hanno dagli anni '90 un accordo di libero scambio (EEA) che le collega all'unione europea. In questi tre paesi non si applica la tariffa doganale comune. Se il prodotto cinese viene esportato in Norvegia non si applica la tariffa doganale europea ma quella norvegese. Se utilizzassero un HUB ad esempio in Germania anche in questo caso i prodotti cinesi che dalla Germania vanno in Norvegia subiranno una tariffa doganale.
- Perché UK non è entrato nell'EEA e ha negoziato un nuovo accordo? Entrare nell'EEA voleva dire uscire dall'UE ma continuare in gran parte ad applicare le regole UE.
- Nel resto del mondo:
- NAFTA: Canada – USA – Messico
- ASEAN: paesi del sud est asiatico, ma non sviluppata come UE o NAFTA
L'unione doganale
L'unione doganale è più di una zona di libero scambio: infatti, oltre alla dimensione interna, prevede anche una dimensione esterna. La dimensione esterna consiste nella sostituzione delle tariffe doganali nazionali di ciascun territorio facente parte dell'unione con un'unica tariffa doganale comune.
Questo vuol dire che i singoli stati cedono il potere di determinare le singole tariffe doganali alle istituzioni europee, cioè alla commissione e al consiglio. Il paese che esporta in UE non si interfaccia con i singoli stati ma con la commissione e il consiglio Europeo per capire quale tariffi doganale sarà applicata ai propri prodotti. Infatti, una volta arrivato alla dogana il prodotto importato riceve un documento che li permette di circolare non solo nel paese europeo di arrivo ma in tutta Europa.
Esempio di unione doganale:
- UE: 28 paesi membri
- Mercosur: paesi del sud America
L'Unione doganale è definita dall'Art. 28 del TFUE:
- "L'Unione comprende un'unione doganale che si estende al complesso degli scambi di merci e comporta il divieto, fra gli Stati membri, dei dazi doganali all'importazione e all'esportazione e di qualsiasi tassa di effetto equivalente, come pure l'adozione di una tariffa doganale comune nei loro rapporti con i paesi terzi."
- "Le disposizioni dell'articolo 30 del TFUE e del capo 3 del presente titolo si applicano ai prodotti originari degli Stati membri e ai prodotti provenienti da paesi terzi che si trovano in libera pratica negli Stati membri."
La libera circolazione delle merci
La libera circolazione delle merci è l'elemento fondamentale del sistema del mercato unico, nell'ambito delle quattro libertà di circolazioni. Questa è ancora oggi una delle 4 libertà più importanti ed è la prima ad essere nata.
La corte europea ha il compito di interpretare il diritto europeo e di garantire l'applicazione/l'attuazione del diritto europeo e sanzionare laddove non venga applicato/rispettato. Esercita il potere giudiziario. Mentre il consiglio, commissione e parlamento gestiscono il potere esecutivo e il potere legislativo.
Le modalità con cui la corte europea riceve in input:
- Azione della commissione europea, che monitora il comportamento degli stati membri per vedere se tutti stanno correttamente attuando il diritto dell'unione europea. Nell'analisi dei casi c'è la dizione commissione contro un paese: quelli sono casi provenienti dall'azione della commissione europea contro lo stato membro.
- Una controversia viene a rilievo davanti ad un giudice nazionale: il problema di solito è dovuto ad una controversia nell'interpretazione di una norma del diritto europeo. Il meccanismo con cui arriva alla corte di giustizia è il rinvio pregiudiziale. Quindi il giudice nazionale può fermarsi e rinvia la questione alla corte di giustizia europea perché questa mi fornisca la corretta interpretazione. A quel punto sull'interpretazione fornita dalla corte il giudica nazionale prenderà la decisione sulla controversia.
La libera circolazione delle merci
La disciplina della libera circolazione delle merci è contenuta nella Parte III, Titolo II TFUE. La libera circolazione delle merci si basa su tre pilastri, che sono gruppi di norme e sono riassunti dopo. La libera circolazione delle merci è regolata dalla seguente disciplina:
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