Estratto del documento

L’ordinamento giuridico sportivo

antonellasapio@libero.it

Nasce nella seconda metà dell’800 con la crescita della comunità sportiva, il moltiplicarsi delle competenze internazionali e il ripristino dei Giochi olimpici dell’antica Grecia.

In occasione del Congresso Internazionale degli sport atletici tenutosi alla Sorbona, sotto la spinta del barone de Coubertin, viene approvata l’organizzazione dei primi Giochi olimpici dell’era moderna. Il 16 giugno 1894 viene costituito il Comitato Interministeriale dei Giochi Olimpici, poi divenuto nel 1900 Comitato Internazionale Olimpico (CIO), un’organizzazione permanente, non governativa, priva di soggettività internazionale, con il potere di organizzare e di decidere sull’ammissione ai Giochi olimpici, regolata dai principi contenuti nella Carta Olimpica, vero e proprio statuto dell’ordinamento sportivo internazionale. Così nasce il primo apparato organizzativo sportivo mondiale.

Del CIO fanno parte le Federazioni Sportive Internazionali (FSI), una per ogni singola disciplina sportiva, costituenti ciascuna la massima istituzione mondiale della rispettiva disciplina sportiva e aventi la funzione di dettare norme tecniche e di gara vincolanti per tutte le Federazioni Sportive Nazionali (FSN).

All’interno di ciascuno Stato, a livello gerarchicamente subordinato, si sviluppano i vari ordinamenti sportivi nazionali con al vertice il proprio Comitato Olimpico, di cui fanno parte le FSN, dipendenti a loro volta dalle FSI.

Tale dipendenza si manifesta nell’obbligo che i singoli Comitati Olimpici Nazionali con le loro Federazioni hanno di rispettare, nell’elaborazione degli Statuti e dei regolamenti sportivi, le norme fissate dagli organismi sportivi sovranazionali.

Anche in Italia, agli inizi del ’900, comincia a sorgere una prima disciplina del fenomeno sportivo con la costituzione del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), istituito nel 1907 per curare la partecipazione degli atleti italiani ai Giochi olimpici e divenuto nel 1914 un’organizzazione a carattere permanente con funzioni di coordinamento e controllo di tutta l’attività sportiva nazionale, rivestendo, al tempo stesso, la qualifica di soggetto dell’ordinamento sportivo mondiale e di ente fiduciario del CIO.

Nel 1949 il prof. Massimo Severo Giannini sancì la natura di ordinamento giuridico del fenomeno sportivo, individuandone gli elementi costitutivi:

  • La plurisoggettività;
  • La formazione;
  • L’organizzazione.

La plurisoggettività consiste nell’esistenza di un congruo numero di soggetti, persone fisiche o enti, legati dall’osservanza di un corpo comune di norme, alle quali essi attribuiscono un valore vincolante. Questo corpo di norme costituisce la formazione. Le norme formano un sistema, un insieme ordinato in modo gerarchico, culminante in alcuni principi fondamentali, che poi si sviluppano nelle norme subordinate.

L’organizzazione è un complesso collegato di persone, di servizi personali e reali, avente carattere permanente e duraturo e capace di esercitare sui soggetti facenti parte dell’ordinamento un potere che limita la libertà di ciascuno, in nome dell’interesse comune del gruppo. L’organizzazione pone le norme, ma sono queste che creano l’organizzazione.

Il fenomeno sportivo costituisce un ordinamento giuridico settoriale a formazione spontanea: è un ordinamento giuridico proteso al perseguimento di un fine particolare, non istituito dall’ordinamento generale statale, ma sorto spontaneamente da un gruppo sociale che, una volta evoluto, si è creato una propria organizzazione ed ha emanato un proprio corpo di norme.

L’ordinamento sportivo ha carattere mondiale: è infatti un ordinamento superstatale, diverso dall’ordinamento internazionale, in quanto i singoli Stati rilevano solo come sede delle sue articolazioni nazionali e non in quanto soggetti giuridici. Non è un ordinamento territoriale, ed è originario, in quanto fonda la propria efficacia esclusivamente sulla propria forza, e non su quella di altri ordinamenti che diventano arbitri della sua esistenza o validità, ma non ha il carattere della sovranità non avendo la piena effettività della forza su un determinato territorio.

Uno degli elementi costitutivi dell’ordinamento sportivo è la formazione, ossia un insieme di regole in grado di prevenire l’insorgere di liti o di dirimerle ovvero di organizzare e disciplinare l’attività sportiva. Ciascuna di queste regole rappresenta una norma sportiva che è dotata di autorità. Il complesso delle norme sportive costituisce il diritto sportivo.

Una norma sportiva non è diretta a questo o quel soggetto dell’ordinamento sportivo, ma a tutti coloro che, scegliendo di entrare a far parte della comunità sportiva, hanno implicitamente accettato le regole che la governano.

Il sistema delle fonti nel diritto sportivo

Il sistema delle fonti di cognizione del diritto sportivo italiano è assai complesso e peculiare. Sul piano internazionale vi è:

  • La Carta Olimpica, al pari delle Direttive e Raccomandazioni del CIO;
  • Gli Statuti delle FSI.

Le fonti dell’ordinamento sportivo nazionale sono:

  • Statuto, Principi fondamentali, Regolamenti e Deliberazioni del CONI;
  • Statuti, Regolamenti organici, tecnici e di giustizia sportiva emanati dalle singole FSN, dalle Discipline Sportive Associate e dagli Enti di promozione sportiva.

antonellasapio@libero.it

Da un lato l’ordinamento sportivo italiano costituisce un’articolazione dell’ordinamento sportivo internazionale, per cui deve conformarsi ai principi di questo e seguire le deliberazioni e gli indirizzi del CIO, che ne è al vertice; però essendo sottoposto alla supremazia dello Stato italiano, l’ordinamento sportivo nazionale deve adeguarsi anche ai principi dettati dalle fonti statali e comunitarie, quali fonti primarie rispetto alle fonti di settore emanate dagli organismi prettamente sportivi.

I soggetti dell’ordinamento sportivo

I soggetti istituzionali

L’ordinamento sportivo si presenta come caratterizzato da un organigramma composto da una molteplicità eterogenea di soggetti distinti per funzioni ma accomunati dal fine di promuovere l’attività sportiva a tutti i livelli.

Con la nascita dell’attività motoria è nata anche l’esigenza di organizzazione della stessa. Partendo come associazionismo di base orizzontale perché diffusa per il territorio, si sviluppa con una struttura verticale, che con il tempo si evolve sempre più.

La spinta decisiva è stata data dalla ripresa dell’Olimpismo, con la celebrazione dei Giochi della I Olimpiade dell’Era Moderna, e dalla costituzione del CIO.

Tra le figure soggettive che si muovono nel mondo dello sport, si possono individuare tanto persone fisiche, come atleti, tecnici, dirigenti e anche soggetti non tesserati, quanto enti associativi in senso lato come associazioni sportive, FSI, FSN, il CIO e i vari Comitati Olimpici Nazionali.

Al vertice del sistema vi è un’organizzazione centrale, il CIO, che rappresenta lo sport a livello mondiale nei confronti e al di fuori degli altri ordinamenti, e coordina le varie attività.

Il CIO ha escluso dai suoi compiti la regolamentazione tecnica dei singoli sport, delegando questo campo d’azione alle federazioni sportive che, infatti, disciplinano e gestiscono, dal punto di vista tecnico, le competizioni, oltre a promuovere lo sviluppo e la crescita del proprio sport. Alla base del sistema vi sono singole organizzazioni sportive, come società, club o associazioni, che a loro volta possono riunirsi in Leghe.

L’ordinamento sportivo appare strutturato su molteplici livelli come modello organizzato complesso in cui la singola associazione sportiva è inserita in una rete interorganizzativa, la FSN, a sua volta parte di una duplice rete: sul piano internazionale con la FSI del medesimo sport, e sul piano interno-nazionale, costituita da tutte le federazioni dei diversi sport di un unico paese coordinate da ogni singolo NOC.

antonellasapio@libero.it

Il processo di istituzionalizzazione dei NOC è stato lento e graduale, e soprattutto successivo alla nascita del CIO e anche delle FSI. Inizialmente non solo non erano previsti nell’atto di fondazione del CIO, ma lo stesso de Coubertin e gli altri membri del CIO erano contrari alla loro costituzione.

Sino a tutti gli anni ’20, infatti, la possibilità degli atleti di una nazione di partecipare ai Giochi Olimpici era legata unicamente alla presenza all’interno del CIO di un membro di quel paese. Negli anni ’30 si ottenne il riconoscimento ufficiale del NOC da parte del CIO, anche se poi, sino alla seconda guerra mondiale, il loro ruolo si mantenne su un piano di scarsa rilevanza. Poi, nel dopoguerra, l’attenzione dei mezzi di comunicazione verso lo sport, le prime televisioni, il clima di maggior tranquillità unito ad una forte esigenza di svago fece riprendere allo sport quel ruolo di linguaggio universale, capace di arrivare al popolo; e in questo contesto si andò definendo la centralità dei NOC e crebbe il ruolo delle Associazioni continentali di Comitati Olimpici Nazionali.

Il CIO

Il concetto di sport come linguaggio universale si manifestò sin dal mondo antico quando i re di 3 popoli, Elide, Pisa e Sparta, stremati da una guerra interminabile vollero dar vita a giochi che rappresentassero un momento di pausa e di riflessione, di tregua dalla guerra. Ed è con lo stesso spirito che nel 1869 i Giochi Olimpici furono riproposti grazie all’impegno di un giovane barone francese, appassionato di sport.

Il Movimento Olimpico si sviluppa nel periodo in cui prendono corpo ed emergono altre organizzazioni non governative, come la Croce Rossa e gli Scout. Viene fondato il 23 giugno 1894 proprio con lo scopo di organizzare i Giochi della I Olimpiade dei tempi moderni e far rivivere quello spirito di pacifica competizione, di incontro tra atleti e popoli di tutto il mondo che aveva animato la tradizionale tregua sacra delle Olimpiadi dell’antica Grecia.

Istituito grazie all’impegno di de Coubertin, il CIO per lungo tempo si resse quasi interamente sullo spirito di iniziativa e sulla volontà, ma anche sull’indiscussa autorità e forte disponibilità economica del suo fondatore. La sua sede era a Parigi, ma alle porte della prima guerra mondiale, per la neutralità della Svizzera, trasferì la sua sede a Losanna.

Secondo il dettato della Carta Olimpica, il CIO è un’organizzazione internazionale non governativa non profit, di durata illimitata, dotata di personalità giuridica, riconosciuta dal Consiglio federale svizzero.

Quindi il CIO si pone come soggetto-ente in 2 distinti ordinamenti: quello sportivo mondiale e quello dello Stato svizzero, all’interno del quale opera come soggetto di diritto. Infatti possiede la nazionalità svizzera ed è tenuto all’osservanza della normativa dettata e vigente in questo Stato per ciò che concerne le associazioni.

Il CIO detta norme che non sono, per loro stessa ed espressa forza, vincolanti per i soggetti che fanno parte del Movimento Olimpico.

L’efficacia delle sue disposizioni risiede nella volontà dei destinatari di dar loro seguito. Sono norme di natura convenzionale, per ciò stesso vincolanti.

Il CIO non ha la natura di soggetto di diritto internazionale, in quanto tale posizione è propria solo degli Stati o degli altri soggetti sovrani come l’ONU e l’Unione Europea che hanno la capacità di dettare norme suscettibili di applicazione immediata e diretta all’interno dei singoli ordinamenti, ma comunque ha rilevanza sul piano del diritto internazionale all’interno del quale opera. È la stessa regola 19 della Carta Olimpica che definisce il CIO un’organizzazione internazionale non governativa.

Per la centralità della sua posizione, è il CIO a coordinare, condurre e servire il movimento olimpico per il perseguimento della sua missione di sviluppo dell’olimpismo in tutto il mondo e di regolare le celebrazioni dei Giochi Olimpici. Funzioni atte al raggiungimento di tale complessa finalità sono:

  • Contribuire allo sviluppo delle società attraverso lo sviluppo dello sport stesso;
  • Coordinare i Giochi Olimpici sempre promuovendo e rispettando l’Olimpismo (redige il protocollo dei Giochi, stabilisce il programma, designa la città ospitante);
  • Promuove iniziative volte a reperire le risorse finanziarie per le componenti del Movimento Olimpico.

Il CIO è finanziato esclusivamente da fondi privati, provenienti per la maggior parte dalla vendita dei diritti televisivi e dai finanziamenti degli sponsor.

Organi del CIO

Organi del CIO sono:

1) La Sessione (regola 22): è l’Assemblea generale del CIO, in quanto tale fortemente rappresentativa. È composta da membri che recluta ed elegge tra individui altamente qualificati che possono essere atleti in attività, presidenti e alti dirigenti delle FI e dei vari NOC. Condizione per l’elezione è che posseggano la cittadinanza o il domicilio in uno Stato il cui NOC sia riconosciuto dal CIO e che siano stati presentati da altri membri, da un NOC o da un’Associazione di NOC.

126 sono i membri con diritto di voto e quindi con potere decisionale, 22 i membri onorari, scelti ed eletti su proposta della Commissione Esecutiva, tra i membri rimasti in carica per almeno 10 anni e che abbiano rappresentato il CIO apportando al suo operare servizi di particolare rilievo, o tra soggetti esterni che si siano distinti per attività eminenti. Questi hanno solo funzioni consultive. Queste persone sono, a tutti gli effetti, rappresentanti del CIO all’interno dello Stato di appartenenza di ciascuno di essi.

La Sessione si riunisce, in via ordinaria, almeno una volta l’anno, e in via straordinaria tutte le volte che lo si ritenga opportuno, se convocata su iniziativa del Presidente o quando ne facciano esplicita richiesta scritta almeno 1/3 dei suoi componenti.

Adotta, modifica ed interpreta la Carta Olimpica, è deputata a concedere o a revocare, con efficacia immediata, il riconoscimento per entrare a far parte del Movimento Olimpico.

2) Il Presidente (regola 24): viene eletto dalla Sessione a scrutinio segreto; il suo primo mandato dura 8 anni ed è rinnovabile una sola volta per un periodo di 4 anni.

Rappresenta il CIO presiedendone tutte le attività. Il suo ruolo è importante per lo sviluppo delle Commissioni: la Carta Olimpica ne prevede ampi poteri. Infatti costituisce sia Commissioni ad hoc o permanenti, che Gruppi di lavoro, stabilendone i poteri, le funzioni, gli scopi, nominandone i membri e decidendone lo scioglimento quando ne reputi infruttuosa la continuazione o concluso o realizzato il loro mandato.

3) Il Consiglio esecutivo o Executive Board (regola 23): è l’organo direttivo, gestisce le attività del CIO, è dotato di potere decisionale in merito alle strategie con cui attuare i programmi ed è composto dal Presidente, 4 vice presidenti, e da 10 membri, rappresentanti dei NOC, degli atleti e delle FI.

Eletti a scrutinio segreto, durano in carica 4 anni e il loro mandato può essere rinnovato per una sola volta. Svolge tutte le attività demandategli dalla Sessione, in particolare: si occupa della gestione economico-finanziaria redigendo e presentando il bilancio; stabilisce l’ordine del giorno delle riunioni della Sessione; compie quanto necessario e utile per l’implementazione e il rispetto della Carta Olimpica; supervisiona le attività e le procedure portate avanti dalle FI all’interno del Movimento Olimpico.

4) Direttore generale e Segretario generale. Al Segretariato sono attribuite funzioni di staff relative all’intero CIO. Al Direttore, seppure sotto l’autorità del Presidente, sono demandati compiti di direzione generale dell’amministrazione.

A questi si aggiunge una fitta rete capillare composta da:

a) Commissioni e gruppi di lavoro. Sono organi collegiali temporanei (i gruppi di lavoro) o permanenti (commissioni), espressione in qualche modo della volontà del Presidente da cui sono nominate, coordinate ed indirizzate nell’esplicazione di un’attività di consulenza per le decisioni istituzionali. Hanno il compito di studiare, sviluppare e preparare proposte, coordinare l’attuazione dei programmi e delle varie attività del CIO.

Nate da un processo di istituzionalizzazione di singole e inizialmente sporadiche unità temporanee con compiti ad hoc, nel tempo sono numericamente aumentate, guadagnando un ruolo sempre maggiore, tanto che alcune di esse sono espressamente previste dalla Carta Olimpica.

Discorso a parte per la Commissione Programma Olimpico: è responsabile dell’esame e dell’analisi del programma che i vari sport propongono per i Giochi, delle discipline ammesse, degli eventi da organizzare e del numero degli atleti ammessi per ogni sport. Precise sono le regole dettate per l’ammissione di uno sport ai Giochi Olimpici: per quelli estivi, deve trattarsi di uno sport praticato dagli uomini in almeno 75 Paesi dei 4 Continenti; per le donne in almeno 40 Paesi di 3 continenti; per quelli invernali è sufficiente la diffusione in almeno 25 Paesi e 3 continenti sia per gli uomini che per le donne.

b) Fondazioni: sono responsabili della gestione delle risorse disponibili, sono:

  • La fondazione olimpica, che opera nell’area della cultura e dell’educazione dello sport;
  • La fondazione del Museo Olimpico, che gestisce i fondi del museo che racconta e promuove la storia del Movimento Olimpico;
  • La fondazione Tregua Olimpica Internazionale, che è volta a promuovere gli ideali della pace, della comprensione tra i popoli e del rispetto del concetto di tregua olimpica.

Il TAS

Il Tribunale Arbitrale dello Sport è stato costituito dal CIO con l’obiettivo di risolvere le controversie sportive di carattere transnazionale all’interno dell’ordinamento sportivo mondiale innanzi ad una istituzione arbitrale.

Anteprima
Vedrai una selezione di 9 pagine su 39
Diritto dello sport - Appunti Pag. 1 Diritto dello sport - Appunti Pag. 2
Anteprima di 9 pagg. su 39.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto dello sport - Appunti Pag. 6
Anteprima di 9 pagg. su 39.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto dello sport - Appunti Pag. 11
Anteprima di 9 pagg. su 39.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto dello sport - Appunti Pag. 16
Anteprima di 9 pagg. su 39.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto dello sport - Appunti Pag. 21
Anteprima di 9 pagg. su 39.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto dello sport - Appunti Pag. 26
Anteprima di 9 pagg. su 39.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto dello sport - Appunti Pag. 31
Anteprima di 9 pagg. su 39.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto dello sport - Appunti Pag. 36
1 su 39
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dello sport e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Scienze giuridiche Prof.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community