Consumerismo e protezione dei consumatori
Il consumatore è un fenomeno economico, nel senso che questo soggetto esiste da quando sono cambiate le filiere e le catene di produzione e creazione di valore, essenzialmente dopo la Seconda Guerra Mondiale con l’avvento del consumo di massa. Negli ultimi trent'anni abbiamo assistito a uno straordinario sviluppo delle attività connesse ai bisogni e alle aspettative di acquirenti di merci relativamente standardizzate e a larga diffusione (elettronica, moda) e di servizi boiler plate (turismo, entertainment).
L’acquisto è visto ormai come un elemento della qualità della vita dell’individuo che si identifica nell’atto del consumare tali oggetti di acquisto e che viene pertanto definito consumatore, in quanto utilizzatore finale dei beni e servizi prodotti dall’economia, diversamente da chi acquista per rivendere.
Per evitare abusi e rischi derivanti da queste attività di consumo di massa, i consumatori si sono organizzati in associazioni per promuovere i loro diritti. Parallelamente, gli stati hanno sviluppato una legislazione in materia di protezione dei consumatori che via via ha raggiunto una copertura mondiale. Accomunati dagli slogan del consumerismo, tuttavia le legislazioni divergono quanto a finalità sussidiarie e strumenti di enforcement.
Il consumatore: dimensione sociale
Nel passato, l’individuo veniva preso in considerazione per la sua collocazione sociale, per il loro status, per il ruolo svolto nel mercato, per l’età e per la funzione attribuitagli. Attualmente, invece, è stata acquisita la consapevolezza di una nuova dimensione globale dell’individuo, dimensione che è definita sulla base dei consumi.
Il consumatore è portatore di interessi (stakeholder) quando è organizzato. È un attore sociale che rientra nelle dinamiche della costruzione del consenso politico e sociale. Le imprese internalizzano le pretese dei consumatori attraverso policy di responsabilità sociale di impresa. Vengono sempre di più a essere considerati non solo i lavoratori e i fornitori ma anche i consumatori.
Il consumerismo: genesi
Il consumerismo si sviluppa a partire da un’attività molto specifica in un Paese chiave che sono gli USA. Indica la tendenza dei consumatori a organizzarsi in associazioni che si pongono come controparte nei confronti di produttori per meglio difendersi dalla pubblicità indiscriminata e per esercitare un pubblico controllo sulla qualità e sui prezzi dei prodotti.
- L’assoluta mancanza di una corretta informazione sui prodotti che impediva scelte corrette e coerenti;
- La mancanza di una rappresentanza politica in grado di canalizzare le proteste.
Questa iniziativa fu seguita dalla nascita della “Consumer Union”, la prima associazione di consumatori. L’esplodere del consumo di massa, parallelamente ha visto l’emergere di queste tre problematiche:
- La sicurezza dei prodotti, prodotti fatti in standard con catene di produzione, se sbaglia la catena di produzione, questo prodotto può fare un danno di massa. Quindi è importante la sicurezza dei prodotti standardizzati.
- Informazione (è il cuore della protezione dei consumatori) il consumatore ha meno informazioni, è meno avvertito rispetto alla controparte che è il venditore. Il soggetto che opera in uno specifico mercato, conosce meglio del consumatore le regole.
Ci sono stati nella storia del diritto problemi di protezione dei consumatori ma il tutto è esploso con grande forza grazie all’azione di alcuni attivisti tra cui il famoso avvocato Ralph Nader che si dedicò molto alla protezione dei diritti dei consumatori di altre minoranze. Questo avvocato iniziò una battaglia con i produttori di automobili fino ad arrivare alla pubblicazione di un famoso best-seller intitolato “Unsafe at any speed” riferito a un modello automobilistico che non rispettava le caratteristiche di sicurezza che invece venivano propagandate dalla pubblicità.
Ciò portò ad una battaglia con General Motors. Questo portò un cambiamento fortissimo nella percezione dei consumatori come soggetti sociali che inevitabilmente influenzano le scelte legislative. Il culmine di questa causa fu un’accusa di diffamazione che Nader ebbe con General Motors. General Motors perse la causa e fu sancito che le case automobilistiche non solo producevano in maniera non corretta ma in qualche modo distorcevano la pubblica opinione. Questa sconfitta ha portato ad un cambio di mentalità e ha segnato l’inizio di una serie di riforme legislative a tutela della sicurezza e della salute degli automobilisti, riforme che introdussero l’utilizzo delle cinture di sicurezza, i paraurti, i test antishock obbligatori per tutti i nuovi modelli messi in circolazione.
Dalla sicurezza degli automobilisti si è poi diffuso questo discorso a tutti gli ambiti relativi alla protezione dei consumatori. La cosa interessante, da questo punto di vista, è che il pensiero sottostante in queste decisioni giudiziarie che poi via via hanno portato all’emersione di una normativa in materia di protezione dei consumatori è l’idea che il consumatore debba essere protetto perché portatore di una debolezza intrinseca non tanto di natura economica quanto per l’asimmetria informativa.
Storicamente in Inghilterra si era affermata una giurisprudenza a partire dalla giurisprudenza mercantile del 1500/1600 che vedeva delle situazioni in cui il contratto, che nel diritto inglese è fondamentalmente molto più forte che nel diritto italiano in quanto molto più difficilmente il giudice può intervenire per etero regolarlo, quello che le parti vogliono, è sacro. Anche in questi ordinamenti di Common Law, si era affermato dalla giurisprudenza mercantile che in determinate situazioni, anche se le parti non davano certe garanzie, non l’avevano pattuite, quindi non dovevano ritenersi fondamentali, il giudice poteva intenderle come implicitamente pattuite, i famosi Implied Terms. Perché implicitamente pattuite? Perché derivanti dalla natura del contratto.
Se io compro una nave mercantile per caricarci le merci e quando le merci sono caricate queste fanno scendere la nave sotto la linea di galleggiamento, anche se io non ho dato garanzia che la nave carica possa navigare oltre un certo livello di carico, visto che è stata comprata appositamente per trasportare le merci, vista la natura del contratto, questa deve garantire questo tipo di discorso. Quindi è una clausola implicita, una garanzia implicita.
Nel diritto dei consumatori, non è la natura del contratto ma è la natura del soggetto contraente, il consumatore per sua natura sapendo di meno, la controparte del consumatore, cioè il venditore o produttore deve garantirgli un’informazione più accurata, quindi il dovere di informazione ricade essenzialmente sul venditore che deve mettere in campo tutta una serie di tutele superiori per garantire la “debolezza intrinseca” del consumatore. Questo discorso ha portato l’evoluzione di quella che è la nozione di consumatore come soggetto da proteggere quindi il consumerismo, in tutti i vari ambiti in cui un consumatore può essere coinvolto nei rapporti di consumo di massa a livello mondiale, quindi non c’è Stato a livello mondiale che non abbia adottato questo tipo di disciplina.
L’idea del consumatore al centro di questo tipo di discorso, ha portato anche all’emersione di elementi di diritto transnazionale cioè tra gli stati. Questo discorso ha portato l’emergere di una serie di soggetti che operano a livello internazionale (sia organizzazioni non governative, sia enti). Alla fine l’idea di questi principi fondamentali del consumatore sono stati in qualche modo incastonati nell’idea di dedicare il 15 marzo come giornata mondiale dei consumatori a ricordo del discorso di Kennedy del 19623. Opportunità di scelta, vale a dire che non ci siano monopoli, che ci sia la possibilità di scegliere il prodotto A o B o la Marca A o B.
Il consumerismo nel mondo
I principi del consumerismo si sono diffusi in tutto il mondo. Per alcuni ordinamenti la protezione dei consumatori è una barriera per la tutela delle produzioni nazionali, per altri ordinamenti, invece, le norme rappresentano standard di qualità per una maggiore proiezione a livello internazionale nella vendita dei propri prodotti. Al di là del livello normativo, esistono poi le condizioni primarie che permettono ai consumatori di essere tali: accesso all’acqua, ai servizi sanitari, all’istruzione e a una sufficiente varietà di prodotti unitamente alla capacità economica di acquisto. Non tutti gli stati possono garantire queste condizioni primarie.
Consumerismo in Europa
Ciò è avvenuto dopo il passaggio cruciale dal mercato comune al mercato interno, intorno al 1986. Nella prospettiva, infatti, della creazione di un mercato unico ed efficiente, era necessario sviluppare regole comuni che garantissero, insieme al corretto funzionamento del mercato e la libera circolazione di merci e servizi, anche la correttezza, la trasparenza e l’equità nei rapporti contrattuali. A prescindere da dove il consumatore compra il bene o il servizio, deve avere gli stessi diritti perché questo costringerà le imprese a prescindere che abbiano la sede in Germania, in Italia o in Francia ad adottare gli stessi standard. Lo strumento per realizzare ciò è stato quello dell’armonizzazione delle normative nazionali, utilizzando prevalentemente le direttive. Sono ben più di 20 le direttive.
Unione Europea e trattati
L'Unione Europea è fatta di una storia articolata, un mercato unico, strategie politiche, moneta unica, valori condivisi. Vi sono 27 stati membri, una popolazione complessiva di circa 500 milioni, ovvero il 7% della popolazione mondiale che esprime il 30% del PIL. L'unione da un fortissimo contributo alla cooperazione e allo sviluppo, destinando ingenti risorse per aiutare i paesi emergenti.
- Ceca 1951: Istituita con il Trattato di Parigi del 18 aprile 1951, firmato da Belgio, Francia, Repubblica Federale di Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi, la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA) aveva come obiettivo la creazione di un mercato comune del carbone e dell’acciaio, caratterizzato dalla libera circolazione di tali risorse e dal libero accesso alle fonti di produzione. Progetto indetto dal ministro degli esteri francese Robert Schuman.
- Trattato di Roma 1957: Il 25 marzo 1957, vengono firmati i Trattati di Roma, considerati come l'atto di nascita della grande famiglia europea. Il primo istituisce una Comunità economica europea (CEE), il secondo invece una Comunità europea dell'energia atomica, meglio conosciuta come Euratom (comunità europea per l’energia atomica). Obiettivo del trattato, creazione di un mercato per la libera circolazione delle merci, abolizione dei dazi doganali tra gli stati, istituendo una tariffa doganale esterna comune che si sostituisce alle precedenti tariffe dei vari stati, una sorta di frontiera esterna nei confronti dei prodotti degli stati terzi.
- Trattato di Maastricht 1992: Con questo trattato nasce l’Unione Europea che si basava su 3 pilastri:
- Era l’insieme di tutte le comunità europee ormai unificate, quindi Ceca, Cee, Euratom.
- Cooperazione interna nell’ambito della cooperazione giudiziaria.
- La sicurezza esterna, ovvero di condividere le sfide nell’ambito della protezione al di fuori dei confini dell’Unione Europea. Questo trattato da vita alla nozione “cittadino europeo”.
- Trattato di Amsterdam 1997: Razionalizza quello che già era stato negli anni precedenti, era stato uno degli elementi di debolezza dell’Unione Europea e che ancora oggi si osserva, ovvero la complessità nelle decisioni. Il Trattato di Amsterdam semplifica alcuni aspetti, introducendo il principio della maggioranza e riforma la politica della comunità europea e la riproduzione dei pilastri.
- Trattato di Nizza 2001: Questo trattato apre la via alla riforma istituzionale necessaria per l’allargamento dell’Unione Europea ai paesi candidati dell’Europa orientale e meridionale. Esso determina inoltre tre grandi assi: la composizione ed il funzionamento delle istituzioni europee, la procedura decisionale in seno al consiglio e alle cooperazioni rafforzate.
- Costituzione Europea 2004: Vi è l’apparizione della Costituzione Europea, frutto di una convenzione durata diversi anni, ma questo progetto fallisce perché il referendum che si tiene in Francia e in Olanda, risulta negativo, ostacolato dai paesi che non volevano perdere la loro identità.
- Trattato di Lisbona 2007: Il Trattato di riforma, firmato a Lisbona il 13 dicembre 2007, è composto dal Trattato dell'Unione europea (TUE) e dal Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). Nei primi articoli del Trattato dell'Unione Europea, sono definiti i valori e gli obiettivi dell'Unione. Esso evidenzia le materie che sono di competenza degli Stati membri e le materie nelle quali le decisioni sono prese direttamente dalle istituzioni europee, in particolare dal Parlamento europeo e dal Consiglio, inoltre accresce la responsabilità democratica.
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Diritto comparato
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Funzioni del diritto privato comparato, Diritto privato comparato
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Diritto comparato
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