Concetti Chiave
- I diritti maturati diventano quesiti quando la fattispecie giuridica si completa, come nel caso di premi di produzione annuali.
- Il salario di produzione viene erogato solo dopo la certificazione del suo valore, creando un intervallo tra maturazione e pagamento.
- I diritti quesiti rappresentano una protezione per i lavoratori contro i contratti collettivi peggiorativi, applicabili solo in seguito.
- I datori di lavoro possono opporsi a contratti collettivi considerati eccessivamente onerosi disapplicandoli e recedendo dall'associazione sindacale.
- La successione di contratti collettivi può generare instabilità sia a livello individuale che collettivo nel contesto lavorativo.
Diritti maturati e quesiti
I diritti maturati divengono quesiti o acquisiti nel momento in cui la fattispecie giuridica si completa. La problematica dei diritti quesiti riguarda, in concreto, istituti retributivi che maturano nel corso del tempo. Si pensi, ad esempio, al premio di produzione o produttività, che il lavoratore matura nel tempo durante un intero anno. Il suddetto diritto si perfeziona nel momento in cui, completato l’anno solare e fatte le necessarie verifiche di bilancio aziendali, l’impresa può certificare qual è l’effettivo valore del salario di produzione o produttività.
Retribuzione e contratti collettivi
Solo a questo punto il lavoratore riceve il salario di produzione: si ha dunque una differita fra il momento in cui si conclude la maturazione acquisitiva e quello in cui essa viene perfezionata tramite l’effettiva retribuzione del salario di produzione al lavoratore. Qualora, nell’arco di tempo intercorso fra i due momenti, venga approvato un nuovo contratto collettivo peggiorativo, il contenuto di quest’ultimo sarà applicabile solo per l’anno successivo a quello in cui il salario di produzione o produttività sarà stato maturato dal lavoratore.
I diritti quesiti, dunque, costituiscono una barriera fra il vecchio e il nuovo contratto solo nella misura in cui sono stati già effettivamente maturati dal lavoratore. Sia sul piano individuale che su quello collettivo, la successione di contratti collettivi può dar vita a una certa instabilità.
Opposizione dei datori di lavoro
I datori di lavoro possono opporsi al contratto collettivo qualora lo ritengano troppo oneroso. Per farlo, essi devono disapplicare il contratto collettivo e recedere dall’associazione sindacale che lo ha stipulato. Ciò è successo, ad esempio, circa dieci anni fa, quando la Fiat ha scelto di recedere da Confindustria proprio a causa dell’introduzione di un nuovo contratto collettivo, ritenuto eccessivamente peggiorativo. Se, al contrario, il datore di lavoro non recede, il lavoratore può ricorrere al giudice per pretendere l’applicazione del contenuto del nuovo contratto collettivo.
Domande da interrogazione
- Cosa sono i diritti maturati e come si trasformano in diritti quesiti?
- Qual è la relazione tra la maturazione dei diritti quesiti e i contratti collettivi?
- Come possono i datori di lavoro opporsi ai contratti collettivi?
I diritti maturati diventano quesiti quando la fattispecie giuridica si completa, come nel caso di istituti retributivi che si accumulano nel tempo, ad esempio il premio di produzione, che si perfeziona al termine dell'anno solare e dopo le verifiche di bilancio aziendali.
I diritti quesiti rappresentano una barriera tra il vecchio e il nuovo contratto collettivo solo se già maturati dal lavoratore. Se un nuovo contratto collettivo peggiorativo viene approvato, esso si applicherà solo per l'anno successivo a quello in cui il salario di produzione è stato maturato.
I datori di lavoro possono opporsi a un contratto collettivo disapplicandolo e recedendo dall'associazione sindacale che lo ha stipulato, come avvenuto con la Fiat circa dieci anni fa. Se non recedono, i lavoratori possono ricorrere al giudice per l'applicazione del nuovo contratto.