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Concetti Chiave

  • Augusto è considerato una figura eccezionale che ha dato inizio alla dinastia giulio-claudia attraverso la scelta di Tiberio come successore.
  • Tiberio, inizialmente in continuità con Augusto, subì l'influenza di Seiano, che portò alla sua ritirata a Capri e all'assassinio dei nemici politici.
  • Caligola, successore di Tiberio, alienò l'aristocrazia senatoria con il suo comportamento dispotico e fu assassinato nel 41.
  • Claudio, nonostante le critiche, gestì l'impero con dignità, migliorando le finanze e ampliando i confini dell'impero.
  • Nerone, inizialmente moderato, divenne un imperatore assolutista, impoverendo l'economia e portando al suo suicidio nel 68 a causa del malcontento popolare.

Chi era Augusto e qual era la sua successione?

Augusto fu una figura straordinaria eccezionale voluta dagli dei, sempre in difesa della pace e insistente sull’autorità morale. La scelta del successore fu, obbligatamente, quella di Tiberio, figlio della moglie Livia, ciò comportò l’ingresso di un membro della gens Claudia nella gens Iulia, determinando così la nascita della dinastia giulio-claudia.

Tiberio e Seiano

Tiberio, salito al potere a 55 anni, si mosse all’inizio in continuità con l’azione augustea e mostrò doti nell’amministrazione delle finanze e della burocrazia. Progressivamente però guastò i rapporti con l’aristocrazia senatoria complice l’influenza su di lui di Seiano. Tiberio si ritirò a Capri nel 27, e lasciò Roma nelle sue mani.

Egli ne approfittò per sbarazzarsi in maniera sistematica di nemici politici e personali, tanto da costringere Tiberio a ritornare e a farlo assassinare. Quest’ultimo però non abbandonò i metodi del suo funzionario.

Caligola e Claudio

Successe a Tiberio il nipote Caligola (da caligae, sandali militari). Ben presto, a causa del modo dispotico di interpretare il suo ruolo, prendendo come esempio Alessandro Magno, si alienò le simpatie dell’aristocrazia senatoria, fino a che nel 41 fu assassinato da un ufficiale pretoriano.

Claudio, zio di Caligola, fu scelto dai pretoriani per succedere a quest’ultimo. La sua fama è viziata dall’opinione negativa di Seneca che dopo la sua morte scrisse un’opera satirica nei suoi confronti (Apokolokyntosis). Ma nonostante la fama di uomo impacciato, inadatto al potere, succube dei liberti e delle sue quattro mogli, Claudio resse l’impero con dignità: risollevò le finanze pubbliche, promosse importanti opere e rafforzò e ampliò i confini dell’impero. Nel 54 morì forse avvelenato dalla moglie Agrippina smaniosa di insediare al potere il figlio Nerone.

Nerone e il suo regno

Nerone salì al potere giovanissimo, sotto l’influsso della madre. Il giovane princeps mostrò segni di ossequio al senato, moderazione e clemenza. Questo atteggiamento durò però solamente cinque anni (quinquennium neronis) dopo i quali l’imperatore sarebbe completamente cambiato. Egli perseguì con ancora maggiore coerenza la politica intrapresa da Caligola di trasformare l’impero in una sorta di regno ellenistico. Uccise Britannico, Agrippina e Ottavia e l’allontanò Seneca per un accentramento personale e assolutistico del potere. Per conseguire i suoi fini egli cercò l’appoggio dei ceti più bassi cui offrì frequenti donativi in denaro e viveri: queste ingenti spese, unite a quelle militari, impoverirono di molto l’economia romana. Oltre all’incendio di Roma del 64, che fu probabilmente doloso e motivato da ragioni di speculazione edilizia (Domus Aurea), uno degli eventi più importanti del suo regno fu una congiura ordita ai suoi danni nel 65 (la congiura dei pisoni). Questa fallì ma le conseguenze furono devastanti poiché molti personaggi furono costretti al suicidio. Il regime neroniano crollò quando il diffuso malcontento portò le legioni a proclamare imperatore Galba. Nerone si fece uccidere da un servo nel 68.

Clima culturale e repressione

Clima culturale

Durante il periodo della dinastia giulia-claudia i letterati furono fortemente condizionati da intenti adulatori nei confronti del potere imperiale e altri invece esprimevano sentimenti di opposizione.

Vi è inoltre una decadenza del’oratoria latina, ne fu la causa la progressiva perdita della libertà politica, infatti nel senato e nei comizi regnava la paura di avversare la volontà dell’imperatore. L’arte oratoria si rinchiuse così all’interno delle scuole.

In età augustea il nobile Quinto Sestio aveva fondato a Roma una scuola filosofica di ispirazione stoica e di orientamento eclettico, chiamata scuola dei Sesti, la quale col tempo divenne una sorta di comunità, ciò non fu tollerato da Tiberio che la fece chiudere.

Questa repressione non impedì un generale incremento degli interessi filosofici presso tutti i ceti sociali.

In questo periodo però il potere ebbe uno spiccato interesse per la cultura: anzitutto accolse a corte intellettuali come Seneca, Lucano e Petronio, promosse attività sportive artistiche e musicali (Nerone, ad esempio per ingraziarsi il consenso popolare creò momenti di svago per le masse (Neronia, fece il cantore e l’auriga)).

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata l'importanza della successione di Augusto per la storia romana?
  2. La successione di Augusto a Tiberio segnò l'inizio della dinastia giulio-claudia, un passaggio cruciale che consolidò il potere imperiale e influenzò profondamente la struttura politica di Roma.

  3. Come influenzò Seiano il regno di Tiberio?
  4. Seiano esercitò una notevole influenza su Tiberio, contribuendo a deteriorare i rapporti con l'aristocrazia senatoria e portando Tiberio a ritirarsi a Capri, dove Seiano approfittò della situazione per eliminare i nemici politici.

  5. Quali furono le principali caratteristiche del regno di Nerone?
  6. Il regno di Nerone iniziò con segni di moderazione, ma si trasformò in un regime autocratico, caratterizzato da omicidi politici e un impoverimento dell'economia romana a causa delle sue spese eccessive.

  7. In che modo il clima culturale durante la dinastia giulio-claudia influenzò i letterati?
  8. I letterati furono divisi tra l'adulazione del potere imperiale e l'opposizione, mentre la paura di opporsi all'imperatore portò a una decadenza dell'oratoria latina e alla chiusura di scuole filosofiche come quella dei Sesti.

  9. Quali iniziative culturali furono promosse dai vari imperatori della dinastia giulio-claudia?
  10. Gli imperatori, in particolare Nerone, accolsero intellettuali a corte e promossero attività artistiche e sportive, cercando di ingraziarsi il consenso popolare attraverso eventi come i Neronia.

Domande e risposte

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