Concetti Chiave

  • Esistono differenze significative tra le terapie del ferro per via orale e parenterale, in particolare riguardo a farmacocinetica e farmacodinamica.
  • Patologie infiammatorie croniche come l'Artrite Reumatoide e le Ibd possono comportare un depauperamento di ferro a causa dell'infiammazione e delle micro-perdite occulte.
  • Nei pazienti con scompenso cardiaco cronico, circa il 50% presenta anemia, che, sebbene lieve, è associata a outcome clinici sfavorevoli.
  • L'anemia nei pazienti con scompenso cardiaco è multifattoriale, influenzata da infiammazione, insufficienza renale, carenza di ferro e altre condizioni.
  • La terapia antinfiammatoria con corticosteroidi è raccomandata in casi severi di broncopolmonite acuta per migliorare gli outcome e ridurre le complicanze ospedaliere.

Indice

  1. Differenze tra terapie del ferro
  2. Patologie infiammatorie e ferro
  3. Anemia e scompenso cardiaco
  4. Terapia antinfiammatoria e broncopolmonite

Differenze tra terapie del ferro

Tra le due terapie ci sono importanti differenze dal punto di vista di farmacocinetica e farmacodinamica.

quando la patologia sottostante non è una patologia da malassorbimento. Gli effetti collaterali del ferro per os, precedentemente elencati, sono prevalentemente a livello gastroenterico e sono dovuti alla tossicità locale del ferro che non viene assorbito. Quando invece si somministra il ferro per via parenterale non si assiste a questa tossicità locale. Nell’ultima parte della lezione il prof presenta delle condizioni di difficile diagnosi, in particolare si parla di situazioni in cui si può avere una deplezione totale di ferro in concomitanza di infiammazione.

Patologie infiammatorie e ferro

Vengono prese come esempio due patologie infiammatorie croniche molto comuni: Artrite Reumatoide e Ibd. In entrambe le patologie l’infiammazione è preponderante e contemporaneamente ad essa c’è un rischio di depauperamento di ferro.

Nel caso dell’Ar, la terapia prevede l’assunzione di farmaci steroidei e Fans associati a Ppi, riducendo così l’assorbimento di Fe. I pazienti nel lungo periodo possono avere delle micro-perdite occulte iatrogene e un ridotto assorbimento di ferro per l’utilizzo dei Ppi.

Per quanto riguarda le Ibd ci possono essere, in contemporanea all’infiammazione, perdite ematiche conclamate croniche o occulte. In questi casi la ferritina diventa un marcatore difficile da interpretare se non con l’utilizzo dei cut-off più elevati.

Anemia e scompenso cardiaco

Un altro caso interessante è rappresentato dal paziente anemico con scompenso cardiaco cronico con ridotta Fe. Nelle ultime casistiche mondiali, tra i pazienti con scompenso cardiaco cronico si trova che una percentuale molto vicina al 50% presenta anche anemia. Nonostante si tratti di un’anemia lieve, essa si associa ad outcome più sfavorevoli.

In questo caso si tratta di un’anemia multifattoriale: infiammazione subclinica (Il-6 dosabile), insufficienza renale (sindrome cardio-renale), emodiluizione, carenza assoluta di ferro, malnutrizione, perdite ematiche, edema delle mucose etc.

Terapia antinfiammatoria e broncopolmonite

La lezione scorsa è terminata parlando del possibile utilizzo, in corso di broncopolmonite acuta, di una terapia antinfiammatoria con corticosteroidi, ricordando che questo utilizzo è validato in caso di forme particolarmente severe caratterizzate da importante impegno sistemico infiammatorio e per breve periodo così da evitare l’insorgenza di effetti collaterali (aumentando il numero di posti letti disponibili), ma innanzitutto dell’individuo (oltre che personalmente anche per diminuire il rischio di complicanze ospedaliere come le infezioni).

Per somministrare la terapia si considera una ferritina inferiore ai 100 µg/l oppure a 300 µg/l qualora la saturazione della transferrina fosse inferiore al 20%. Negli ultimi anni si è visto tramite uno studio randomizzato in doppio cieco che la somministrazione di ferro per via parenterale in questi pazienti migliora tutti gli outcome: le ri-ospedalizzazioni, le riacutizzazioni e la mortalità.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali differenze tra le terapie del ferro per via orale e parenterale?
  2. Le terapie del ferro per via orale presentano effetti collaterali gastroenterici dovuti alla tossicità locale del ferro non assorbito, mentre la somministrazione parenterale evita questa tossicità (testo).

  3. Come influisce l'infiammazione sulla deplezione di ferro in patologie come l'Artrite Reumatoide e le IBD?
  4. In queste patologie infiammatorie, l'infiammazione può portare a un depauperamento di ferro, complicato da micro-perdite occulte e ridotto assorbimento, rendendo difficile l'interpretazione della ferritina (testo).

  5. Qual è la relazione tra anemia e scompenso cardiaco cronico?
  6. Circa il 50% dei pazienti con scompenso cardiaco cronico presenta anemia, che, sebbene lieve, è associata a esiti sfavorevoli e deriva da molteplici fattori, tra cui infiammazione e carenza di ferro (testo).

  7. Qual è l'importanza della terapia antinfiammatoria nei pazienti con broncopolmonite acuta e carenza di ferro?
  8. La terapia antinfiammatoria con corticosteroidi è utile in casi severi di broncopolmonite e, se combinata con ferro parenterale, migliora gli outcome come ri-ospedalizzazioni e mortalità (testo).

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