Dieci biografie di astronomi italiani
M. Mazzucato Dieci biografie di astronomi 1
di Michele T. Mazzucato
- Francesco Bianchini
- Antonio Cagnoli
- Francesco Carlini
- Vincenzo Cerulli
- Geminiano Montanari
- Barnaba Oriani
- Giuseppe Piazzi
- Giovanni Antonio Amedeo Plana
- Giovanni Battista Riccioli
- Angelo Secchi
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M. Mazzucato Dieci biografie di astronomi 2
Francesco Bianchini (1662-1729): studioso poliedrico, disegnò la prima carta di Venere
Eclettico studioso nato a Verona il 13 dicembre 1662, già rovinato in salute in seguito ad una grave caduta del 1727, morì d'idropisia a Roma il 2 marzo 1729. È sepolto nella basilica di Santa Maria Maggiore: un monumento, elevatogli dalla città di Verona, è in quella Cattedrale.
Educato a Bologna, poi a Padova, dove studiò teologia, anatomia, botanica (raccogliendo un notevole erbario), matematica, fisica e astronomia. Si trasferì nel 1689 (dopo una breve dimora nel 1684) definitivamente a Roma ove si erudì anche nella lingua ebraica, greca, francese e particolarmente nell’archeologia e nella storia.
Pur non risolvendosi mai a prendere gli ordini minori (1699), ebbe nel 1691 un canonicato dal papa A VIII, al secolo P V O
Lessandro Ietro Ieto Ttoboni
(1610-1691) e un altro dal nipote di quel papa nel 1699 del quale fu
XI, al secolo G A (1649-
anche bibliotecario. C LementE Ianfrancesco Lbani
1721), lo nominò suo cameriere d’onore nel 1701, istoriografo del legato a latere inviato a Napoli in occasione della venuta di F V
Ilippo
(1683-1746) re di Spagna nel 1702 e nel 1703 presidente delle antichità, ossia di un museo destinato a raccogliere soprattutto iscrizioni relative alla storia della Chiesa.
Segretario della congregazione per la riforma del calendario (1705), canonico liberiano (1710), nel 1712, recatosi a Parigi a portare la berretta cardinalizia ad A R -S , ebbe grandi onori da quella Accademia delle
Rmando De Ohan Oubise
Scienze, alla quale era stato aggregato fin dal 1705 e nei cui atti inserì parecchie memorie. In quell’occasione effettuò anche un viaggio d’istruzione in Lorena, Olanda, Belgio ed Inghilterra dove conobbe I N (1643-1727). Tornato a Roma nel 1713, consacrò otto anni,
Saac Ewton
durante i quali fece escursioni in Toscana, Romagna e Lombardia alla determinazione di una linea meridiana dall’uno all’altro mare ad imitazione di quella eseguita in Francia da G D C (1625-
Ian Omenico Assini
1712). Costruì a Roma parecchie meridiane, tra cui quella che è tuttora in Santa Maria degli Angeli (gnomone clementino), e, al dire di E M (1674-1739) avrebbe anche scoperto le irregolarità
Ustachio Anfredi
annue, dalle quali, otto anni più tardi l’astronomo inglese J B
Ames Radley
(1692-1762) dedusse l’aberrazione annua delle stelle. La prima carta del pianeta Venere venne disegnata dal B nel 1727, inutile dire
Ianchini
che le ombreggiature da lui intraviste sul pianeta erano del tutto illusorie. I XIII, al secolo M C D P
Nnocenzo Ichelangiolo Onti Dei Uchi Di Oli
(1655-1724) lo nominò referendario dell’una e dell’altra segnatura e prelato domestico nel 1723, mentre B XIII, al secolo P
Enedetto Ietro
F O (1649-1730) lo nominò istoriografo del sinodo romano del
Rancesco Rsini
1725 e prefetto dell’archivio liberiano. Al nome del B , come
Ianchini
presidente delle antichità, si legano i lavori di scavo eseguiti dai Farnesi sul Palatino e la scoperta del colombario degli schiavi e dei liberti di Livia sulla via Appia.
Le opere edite ed inedite del B ascendono ad una sessantina e concernano la storia,
Ianchini
l’archeologia, la cronologia, la botanica, la fisica, la matematica e l’astronomia. Notevoli sono Hesperi et phosphori nova phaenomena sive
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observationes circa planetam veneris (Roma, 1728) e le Observationes circa fixas, schizzi di carte celesti delineati sopra osservazioni proprie e di G M (1633-1687) e pubblicati, con
Eminiano Ontanari
l’introduzione e note, da F P S (1861-1937) nel 1902.
Rancesco Orro Dè Omenzi
A lui è dedicato un cratere marziano (lat 64° S, long 96° e 50 chilometri di diametro).
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M. Mazzucato Dieci biografie di astronomi 4
Antonio Cagnoli (1743-1816): apprezzato e famoso studioso nella sua epoca, quasi dimenticato oggi.
Astronomo, meteorologo e matematico nato da genitori veronesi nell’isola di Zante (Grecia) il 29 settembre 1743 e morto a Verona il 6 agosto 1816. Al servizio della Repubblica Veneta in qualità di diplomatico a Parigi, dov’era segretario dell’ambasciatore veneto e ormai trentasettenne, si appassionò di astronomia, qui conobbe J Oseph
J L F L (1732-1807) che lo guidò e lo influenzò nei
Érôme E Ranç ais De Alande
suoi primi studi astronomici. Studi che proseguì, con strumenti propri, dapprima nella sua casa di Parigi e dal 1781 a Verona in un osservatorio privato costruito a sue spese.
Nel 1796 venne eletto presidente della Società Italiana delle Scienze. Nel 1797, caduta Verona in mano ai francesi durante le famose Pasque Veronesi, la Società fu trasferita a Milano e gli strumenti del C vennero
Agnoli
acquistati dal governo della Repubblica Cisalpina per l’osservatorio di Brera e lo stesso C fu ivi accolto accanto a B O
Agnoli Arnaba Riani
(1752-1832). A Milano divenne membro del Consiglio Legislativo della Repubblica Cisalpina che lasciò quando ottenne la cattedra di matematica presso l’Accademia Militare di Modena dove insegnò fino al 1807.
Il C è ricordato soprattutto per i suoi studi di
Agnoli
trigonometria sferica dove stabilì tre nuove formule. Fra le sue opere e studi si ricordano Trigonometria piana e sferica (1786), Notizie astronomiche (1792), Le sezioni coniche (1801) e numerose altre memorie di argomento astronomico e meteorologico tra le quali notevole fu Nuovo e sicuro mezzo per riconoscere la figura della Terra (1792)
messa in valore, dopo la di lui morte, dall’astronomo inglese F Rancis
Aily
B (1774-1844) che nel 1819 la fece ristampare e diffondere a Londra: in essa vi era proposto il metodo di Cagnoli fondato sull’osservazione delle occultazioni delle stelle da parte della Luna.
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M. Mazzucato Dieci biografie di astronomi 5
Francesco Carlini (1783-1862): coautore col Plana sulla teoria del moto della Luna.
Astronomo, geodeta e meteorologo italiano nato a Milano il 7 gennaio 1783 e morto a Crodo (Novara) il 29 agosto 1862. Allievo della specola di Brera fin dal 1799, si laureò in matematica presso l’Università di Pavia nel 1803, venne nominato direttore dell’Istituto Lombardo-Veneto e nel 1832, alla morte dell’astronomo G A D C (1749-
iovanni Nngelo E Esaris
1832), ebbe la direzione dell’osservatorio stesso. Buon analista, attitudine del C a trattare questioni diverse relative alle tavole
arlini
astronomiche è documentata dalle sue Tavole su Sole che ebbero notevole fama nel mondo astronomico, ma, più ancora della elaborazione che egli fece assieme a G A A P (1781-1864), di una
iovanni Nntonio Medeo Lana
completa teoria del moto della Luna. Lavoro a cui venne assegnato nel 1820 il premio dell’Accademia delle Scienze di Parigi e che successivamente il P ampliò e diede alle stampe nel 1832 con il
Lana
titolo di Théorie du mouvement de la Lune. Celebri furono le tavole della rifrazione astronomica pubblicate dal C nel 1807. Abilissimo
Arlini
osservatore e profondo conoscitore degli strumenti, il C lasciò
Arlini
opera di singolare importanza anche nel campo geodetico. In tale campo collaborò con il P nelle operazioni astronomiche dirette alla