Concetti Chiave
- La diagnosi di colangite si basa sulla Triade di Charcot, che comprende dolore addominale, febbre e ittero, con ulteriori segni di gravità che indicano la necessità di trattamento di supporto.
- Le linee guida di Tokyo forniscono criteri diagnostici per la colangite acuta, considerando fattori sistemici, di colestasi e di imaging per determinare la severità della condizione.
- È fondamentale effettuare un digiuno prima del drenaggio biliare per evitare complicanze come la polmonite ab ingestis durante l'endoscopia.
- La gestione della colangite varia in base al grado di severità: antibiotici e supporto per colangite lieve, drenaggio biliare urgente per quella moderata, e drenaggio immediato per quella severa.
- Il trattamento della colangite può includere diverse tecniche, come colecistectomia open e coledocolitotomia, in caso di litiasi biliare non risolvibile con Ercp.
Diagnosi di colangite
Per fare diagnosi di colangite si usa la Triade di Charcot:
1. Dolore addominale tipico
2. Febbre e leucocitosi
3. Ittero
Se la causa di colangite è una protesi dislocata si va ad eliminare la protesi, se causata da tumore della testa del pancreas si esegue sfinterotomia: inserire la protesi in modo da far defluire nel duodeno la bile infetta. Il trattamento è sempre il drenaggio.
Linee guida di Tokyo
Le linee guida di Tokyo (2018) indicano i criteri diagnostici e la severità del grading della colangite acuta: vengono considerati alcuni fattori sistemici, alcuni fattori di colestasi (come la presenza di ittero e di alterazioni della funzionalità epatica agli esami di laboratorio) e fattori di imaging.
Diagnosi sospetta: presenza di uno degli elementi racchiusi nel punto A e un elemento dei punti B o C. Diagnosi certa: quando vi sono un elemento di A, uno di B e uno di C.
A1: febbre e/o brivido scuotente; A2: dati laboratoristici di infiammazione; B1: ittero; B2: riscontro di colestasi agli esami di laboratorio per aumento della bilirubina e degli altri indici; C1: dilatazione della via biliare all’imaging che conferma la natura ostruttiva dell’ittero; C2: evidenza di qualcosa di più specifico come neoformazione cefalopancreatica, colecisti perforata, versamento periepatico intorno alla colecisti.
Digiuno e complicanze
Digiuno in vista del drenaggio biliare: lo stomaco deve essere svuotato di qualsiasi cosa e questo è fondamentale per l’endoscopista non solo per la visualizzazione del lume del duodeno e della papilla ma anche per evitare possibili complicanze durante l’endoscopia, perché il reflusso del contenuto gastrico a livello polmonare causa una polmonite ab ingestis che può aggravare moltissimo le condizioni del paziente. In caso di litiasi biliare, se l’Ercp non è risolutiva si possono utilizzare tecniche alternative:
• colecistectomia open,
• esplorazione trans-cistica o coledocolitotomia (non facile da eseguire con un approccio mininvasivo, ma da eseguire con un approccio open),
• eventuale rendez-vous endoscopico.
Gestione della colangite
Un algoritmo aiuta nella gestione della colangite, a seconda del grading.
Colangite lieve: si somministrano antibiotici e terapia di supporto. Se il paziente rimanestabile si aspetta la fine della terapia antibiotica prima di effettuare il drenaggio.
Colangite moderata: la gestione del paziente avviene con antibiotici e con un supporto generale, monitorando, osservando i parametri e in particolare la temperatura del paziente. Il drenaggio biliare va effettuato mediante Ercp più urgentemente rispetto alla condizione lieve.
Colangite severa: il drenaggio biliare deve essere immediato, da effettuare ancor prima dell’antibioticoterapia perché si deve scongiurare il rischio che la patologia si complichi e si renda necessario un supporto in rianimazione. Antibioticoterapia e terapia di supporto vanno comunque somministrate.
Domande da interrogazione
- Quali sono i principali segni clinici per la diagnosi di colangite?
- Quali sono i criteri diagnostici secondo le linee guida di Tokyo?
- Perché è importante il digiuno prima del drenaggio biliare?
- Come si gestisce la colangite in base alla sua gravità?
La diagnosi di colangite si basa sulla Triade di Charcot, che include dolore addominale tipico, febbre e leucocitosi, e ittero. Se si presentano anche alterazioni del sensorio e dei parametri vitali, si deve considerare un trattamento di supporto per il rischio di shock settico (Pentade di Reynolds).
Le linee guida di Tokyo stabiliscono che la diagnosi di colangite acuta è certa quando sono presenti un elemento della categoria A (febbre o infiammazione), uno della categoria B (ittero o colestasi) e uno della categoria C (dilatazione della via biliare o evidenza di neoformazione).
Il digiuno è fondamentale per svuotare lo stomaco, facilitando la visualizzazione del lume del duodeno e prevenendo complicanze come la polmonite ab ingestis, che può aggravare le condizioni del paziente durante l'endoscopia.
La gestione della colangite varia: per la colangite lieve si somministrano antibiotici e si attende il drenaggio; per la moderata, si monitorano i parametri e si effettua il drenaggio biliare più urgentemente; per la severa, il drenaggio deve essere immediato, anche prima dell'antibioticoterapia, per prevenire complicazioni gravi.