Concetti Chiave
- L'età dell'oro del teatro greco si colloca nel quinto secolo a.C., durante il periodo di Pericle, e si distingue per la sua raffinata espressione artistica legata a riti religiosi.
- I teatri greci erano strutturati in forma di semicerchio, con gradinate per il pubblico e un palco in basso, dove solo uomini recitavano, anche i ruoli femminili, indossando maschere.
- Le rappresentazioni teatrali avevano una funzione educativa, offrendo spunti di riflessione e ribadendo valori fondamentali della polis, accessibili a tutti, anche ai cittadini più poveri.
- La tragedia, caratterizzata da temi mitologici e una struttura rigorosa, raggiunse il suo apice con autori come Eschilo, Sofocle ed Euripide, mentre la commedia si sviluppò successivamente, mirando a provocare il riso attraverso temi politici e intrighi amorosi.
- La commedia greca si divise in tre fasi: antica, di mezzo e nuova, evolvendo da temi politici a commedie di costume e mitologiche, con personaggi tipici e lieti fini, influenzando la commedia latina.
Questo appunto di Storia Antica tratta dell'età dell'oro del teatro greco, vale a dire il quinto secolo a.C.
L'età dell'oro del teatro
Nell’età di Pericle il teatro visse la sua età dell’oro; le origini del teatro sono in realtà antichissime e connesse ai riti religiosi. Gli altri popoli dell’antichità che ebbero cantori e danzatori non conoscevano una forma così raffinata di espressione artistica come quella che conoscevano i Greci.
Struttura e partecipazione teatrale
Le rappresentazioni si tenevano all’interno di teatri a forma di semicerchio integrati nella natura, infatti sono situati lungo il fianco di una collina. Le pendici ospitavano le gradinate per gli spettatori, mentre il palco era situato in basso. Recitavano solo gli uomini, infatti se si doveva rappresentare una donna erano gli uomini stessi a rappresentarla, coprendosi il volto con delle maschere e la recitazioni erano accompagnate da un coro che a volte interveniva anche per commentare la scena.
Funzione educativa del teatro greco
Nel mondo greco le rappresentazioni teatrali non avevano solo una funzione di intrattenimento ma anche uno scopo educativo.Le due principali categorie erano tragedia e commedia:
Le commedie trattavano di argomenti attuali e spesso deridevano, anche se talvolta in modo sarcastico, le varie decisioni politiche adottate.
Le tragedie invece narravano di avvenimenti drammatici e altre volte invece avvenimenti storici come per esempio: i Persiani di Eschilo che narrava della guerra dei Greci contro il grande impero persiano.
Le rappresentazioni contribuivano a educare i cittadini, perché offrivano spunti di riflessione e ribadivano valori fondamentali della polis e anche per questo Pericle fece in modo che tutti potessero partecipare agli eventi, anche i più poveri.
La tragedia
La tragedia, che precedette la commedia, raggiunse il suo apice nell'Atene del quinto secolo a.C. Si tratta di poesia drammatica, ovvero un'opera in versi, con un metro vario. Ha una struttura rigorosa, senza atti, ma con l'alternanza di parti recitate dagli attori e parti cantate dal coro, spesso accompagnate dalla danza. Il linguaggio è solenne. Tutte le tragedie greche sopravvissute presentano temi mitologici, ad eccezione dei Persiani di Eschilo, che hanno un tema storico. Tutte presentano un problema angosciante per la comunità (un problema politico) rappresentato dal coro, che si risolve alla fine, ma porta con sé la rovina e la morte dell'eroe.I tre grandi tragediografi ateniesi del V secolo sono Eschilo, Sofocle ed Euripide, e rappresentano l'evoluzione del genere sotto diversi aspetti:
- verso una progressiva riduzione del ruolo del coro a favore degli attori;
- verso una progressiva razionalizzazione del mito.
La commedia
La commedia apparve ad Atene poco dopo la tragedia e, come quest'ultima, veniva rappresentata durante le feste in onore di Dioniso. Le commedie più antiche sopravvissute risalgono alla fine del V secolo a.C. La commedia, anch'essa scritta in versi, cerca di provocare il riso attraverso espedienti uditivi o visivi. La struttura è simile a quella della tragedia, sebbene venga introdotto un nuovo elemento: la parabasi, un discorso diretto del coro al pubblico che, rompendo la finzione scenica, si rivolge al pubblico per chiedere il suo favore.Si assiste anche a un'importante evoluzione in questo genere teatrale: è possibile distinguere tra
- Commedia antica;
- commedia di mezzo;
- commedia nuova.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza del teatro nell'età di Pericle?
- Come erano strutturati i teatri greci?
- Quali sono le principali categorie teatrali del teatro greco?
- Chi sono i tre grandi tragediografi del V secolo a.C. e quale evoluzione rappresentano?
- Quali sono le differenze tra le varie forme di commedia greca?
Nell'età di Pericle, il teatro raggiunse la sua età dell'oro, non solo come forma di intrattenimento, ma anche come strumento educativo, contribuendo a educare i cittadini e a ribadire valori fondamentali della polis.
I teatri greci erano a forma di semicerchio, integrati nella natura, con gradinate sulle pendici delle colline e un palco situato in basso, dove recitavano solo uomini, anche per i ruoli femminili, utilizzando maschere.
Le due principali categorie erano la tragedia, che trattava di avvenimenti drammatici e storici, e la commedia, che affrontava argomenti attuali e spesso derideva le decisioni politiche, contribuendo a una riflessione critica.
I tre grandi tragediografi sono Eschilo, Sofocle ed Euripide, e rappresentano un'evoluzione verso una riduzione del ruolo del coro e una razionalizzazione del mito nella tragedia.
La commedia si divide in commedia antica, di mezzo e nuova; la commedia antica, rappresentata nel V secolo, affrontava temi politici, mentre la commedia nuova, sviluppatasi nel IV secolo, si concentrava su intrighi amorosi e personaggi tipici, senza interessi politici.