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Concetti Chiave

  • Il diritto di voto in Italia è garantito a tutti i cittadini maggiorenni, uomini e donne, con alcune eccezioni specifiche.
  • Il suffragio universale è stato introdotto nel 1946, permettendo per la prima volta alle donne di votare e abbassando l'età minima a 18 anni.
  • Le tappe storiche del suffragio in Italia includono il voto maschile del 1861, le riforme del 1882 e del 1912, fino all'emancipazione femminile nel 1946.
  • La Costituzione italiana, in particolare l'articolo 48, stabilisce il diritto di voto come fondamentale per la democrazia indiretta.
  • Il corpo elettorale è composto da tutti i cittadini che esercitano il loro elettorato attivo, con alcune limitazioni per specifiche categorie.

Qual è il diritto di voto in Italia?

La democrazia indiretta si basa sul diritto di voto.

L'elettorato attivo è il diritto dei cittadini di votare i propri rappresentanti, che si manifesta soprattutto nell'elezione del Parlamento, composto dalla Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

Secondo l'articolo 48 della Costituzione italiana "sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età" che, dal 1975, è fissata al compimento di 18 anni. Nessuno può essere escluso dal diritto di voto, a parte casi particolari: non possono votare gli imprenditori dichiarati falliti e gli interdetti giudiziari. Chi possiede l'elettorato attivo costituisce il corpo elettorale.

Possiamo dire che in Italia si ha il suffragio universale.

Evoluzione del suffragio universale

"Suffragio" è un termine di origine latina che in questo caso significa "manifestazione della volontà dei cittadini mediante un voto". Nel nostro Paese, il suffragio universale è stato introdotto solo nel 1946, dopo un tragitto lungo e tormentato, ripercorriamo le tappe principali:

- il voto all'Unità d'Italia nel 1861: le donne erano escluse, gli uomini potevano votare solo se avavano compiuti i 25 anni, se non erano analfabeti e se pagavano almeno 40 lire annuali alle imposte;

- la riforma Depretis nel 1882: le donne erano sempre escluse, gli uomini potevano votare solo se, avendo compiuto 21 anni, avevano superato la seconda elementare o pagavano almeno 19,80 lire annuali alle imposte.

- la riforma di Giolitti del 1912: le donne erano ancora escluse, ma si introduce il suffragio universale maschile, potevano votare tutti gli uomini che avevano compiuto i 30 anni, nonchè tutti coloro che avevano superato i 21 e prestato il servizio militare.

- il suffragio universale del 1946: le donne entrano a far parte del corpo elettorale e il diritto di voto si estende ai diciottenni. Le donne votano per la prima volta nel 1946, quando si tennero le prime elezioni amministrative dopo la fine del fascismo.

La conquista del diritto di voto rappresenta un traguardo fondamentale per nella storia del movimento per l'emancipazione della donna.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del suffragio universale in Italia?
  2. Il suffragio universale in Italia, introdotto nel 1946, rappresenta la manifestazione della volontà dei cittadini mediante il voto, estendendo il diritto di voto a tutti i cittadini maggiorenni, uomini e donne, come stabilito dall'articolo 48 della Costituzione.

  3. Quali sono le principali tappe storiche che hanno portato all'introduzione del suffragio universale in Italia?
  4. Le principali tappe includono il voto all'Unità d'Italia nel 1861, le riforme del 1882 e del 1912 che esclusero le donne, fino all'introduzione del suffragio universale nel 1946, quando le donne poterono votare per la prima volta.

  5. Chi è escluso dal diritto di voto in Italia?
  6. In Italia, sono esclusi dal diritto di voto gli imprenditori dichiarati falliti e gli interdetti giudiziari, mentre tutti gli altri cittadini che hanno raggiunto la maggiore età possono esercitare il loro diritto di voto.

Domande e risposte

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