Concetti Chiave
- Piero della Francesca è riconosciuto per il suo innovativo trattato sulla prospettiva, che semplificò concetti complessi tramite disegni esplicativi.
- La sua evoluzione stilistica è evidente: inizialmente senza effetti chiaroscurali, i suoi dipinti divennero progressivamente più volumetrici e spaziali.
- Nel "Battesimo di Cristo", Gesù è rappresentato come una colonna, con simboli profondi come la Colomba che rappresenta lo Spirito Santo.
- Le dimensioni degli elementi nel dipinto creano un senso di profondità, mentre la luce chiara contrasta con la staticità dei personaggi.
Piero della Francesca e la prospettiva?
Piero della Francesca fu uno dei migliori pittori ed innovatori del periodo umanista e fece anche un trattato sulla prospettiva, dove spiegava le applicazioni prospettiche in un modo più semplice rispetto ai trattati precedenti, anche attraverso l’ausilio di disegni (disegni di solidi, di complessi di solidi, di rappresentazioni architettoniche, di fisicità umane).
Evoluzione della pittura di Piero
La Pittura di Piero della Francesca cambia col passare del tempo: nelle sue prime opere il pittore attuava una distribuzione omogenea della luce (per ciò non vi erano anche effetti chiaroscurali) e dava poco senso di profondità, per poi, successivamente, iniziare a dare un senso volumetrico (di spazialità e profondità) ai suoi dipinti, introducendo luci variabili e forme geometriche.
Il Battesimo di Cristo è un dipinto a tempera su tavola realizzato da Piero della Francesca, che gli venne commissionato dall’ordine monastico dei Camaldolesi.
Simbolismo e profondità nel dipinto
Il Dipinto consiste in una rappresentazione del momento in cui S. Giovanni il Battista versa l’acqua sul capo di Gesù, il quale è al centro dell’opera ed assomiglia particolarmente ad una colonna, sia per la sua staticità fisica che per il colore biancastro della sua pelle; anche l’albero posto di fianco al Cristo ha il suo stesso colorito bianco e assomiglia ad una cupola che copre Gesù.
Tra l’albero e il Cristo vi è una Colomba, che rappresenta lo Spirito Santo, poiché nel Vangelo vi è scritto che nel momento in cui Giovanni versa l’acqua sul capo di Gesù, si apre il cielo e giunge sulla Terra una Colomba, accompagnata dalla voce di Dio.
Il Fiume rappresentato corrisponde al Tevere, mentre sullo sfondo la cittadina rappresentata è Borgo Sansepolcro, paese natale del pittore; il Fiume da anche un senso di profondità, infatti è rappresentato più piccolo ed a curve in lontananza. La sensazione di profondità è data anche dalle dimensioni degli alberi, più piccoli in lontananza, mentre la luce, che è molto forte (chiara) in tutto il dipinto, si oppone al senso di profondità.
Alle spalle di San Giovanni vi sono dei Sacerdoti Bizantini ed una persona che si sta svestendo per essere battezzata; a sinistra vi sono tre Angeli che si tengono per mano, segno che indica l’unità tra la Chiesa Occidentale ed Orientale.
Nel Dipinto vi è un richiamo alla Trinità attraverso un Triangolo Equilatero, del quale un lato passa per l’arco e la colomba e ha come vertice il piede avanzato di Gesù e il centro del Triangolo corrisponde alle mani del Cristo.
Storie della Vera Croce
Le Storie della Vera Croce sono un complesso di Affreschi, la cui realizzazione venne iniziata da Bicci di Lorenzo, per poi essere completata da Piero della Francesca; in totale vi sono dieci storie, distribuite su due registri frontali, due laterali e due lunette.
Il Sogno di Costantino è un Affresco di Piero della Francesca, facente parte delle Storie della Vera Croce. È probabilmente il primo notturno della storia dell’arte.
Nel Dipinto vi è la rappresentazione dell’apparizione dell’angelo in sogno a Costantino, il quale gli porge una croce, che se usata in battaglia avrebbe portato la vittoria a Costantino.
La Luce dell’Opera proviene dall’Angelo, il quale illumina la parte superiore, ma anche la parte inferiore, dove vi sono un guardiano e due soldati (uno di fronte e l’altro di schiena) e anche un pezzo della tenda.
Dietro la Tenda di Costantino vi sono altre forme coniche, che rappresentano altre tende, in modo da dare senso di profondità.
Domande da interrogazione
- Qual è il contributo di Piero della Francesca alla prospettiva?
- Come si evolve la pittura di Piero della Francesca nel tempo?
- Qual è il simbolismo presente nel dipinto "Battesimo di Cristo"?
- Cosa rappresenta "Il Sogno di Costantino" nelle Storie della Vera Croce?
- Come Piero della Francesca utilizza la luce nei suoi affreschi?
Piero della Francesca è considerato un innovatore del periodo umanista, avendo scritto un trattato sulla prospettiva che semplificava le applicazioni prospettiche attraverso disegni, rendendo la materia più accessibile rispetto ai trattati precedenti.
La pittura di Piero evolve da una distribuzione omogenea della luce, senza effetti chiaroscurali, a un uso di luci variabili e forme geometriche, conferendo ai suoi dipinti un senso di volumetria e profondità, come si può vedere nel "Battesimo di Cristo".
Nel dipinto, Gesù è rappresentato al centro come una colonna, simboleggiando stabilità, mentre la Colomba rappresenta lo Spirito Santo. L'albero accanto a lui e il fiume Tevere contribuiscono a creare un senso di profondità e collegamento con il territorio natale dell'artista.
"Il Sogno di Costantino" è un affresco che illustra l'apparizione di un angelo che porge a Costantino una croce, simbolo di vittoria in battaglia. È considerato uno dei primi notturni della storia dell'arte, con una luce che proviene dall'angelo stesso.
Piero utilizza la luce in modo strategico, come nel "Sogno di Costantino", dove la luce dell'angelo illumina sia la parte superiore che quella inferiore della scena, creando un effetto di profondità e dando vita ai personaggi e agli elementi circostanti.