Concetti Chiave
- I Paesi coloniali hanno ricevuto promesse di sostegno alle loro aspirazioni di indipendenza durante le guerre mondiali, ispirate dai principi della Carta atlantica e dell'Onu.
- La Conferenza di Bandung del 1955 ha unito 30 Paesi del Terzo Mondo, promuovendo una nuova logica di contrapposizione Nord-Sud e l'uguaglianza tra razze e Nazioni.
- Durante la Conferenza di Bandung è stata sancita l'autodeterminazione dei popoli e una politica di non allineamento, rifiutando le influenze di comunismo e capitalismo.
- I Paesi del Terzo Mondo condividono sfide economiche come il sottosviluppo, caratterizzato da agricoltura primitiva e squilibri demografici.
- Politicamente, questi Paesi affrontano instabilità e una prevalenza di dittature militari, che ostacolano lo sviluppo e la democratizzazione.
Quali sono le promesse di indipendenza?
Durante le due guerre mondiali, i Paesi belligeranti avevano provato a legare a sé i popoli coloniali promettendo di appoggiare le loro aspirazioni indipendentistiche. Sul piano ideologico i principi ribaditi nella Carta atlantica e dall’Onu avevano alimentato i movimenti anticolonialisti.
I primi passi della decolonizzazione furono compiuti dall’Inghilterra (indipendenza Egitto, Iraq, Arabia: formazione del Commonwealth).
Conferenza di Bandung
Sul piano della politica internazionale, i Paesi del Terzo Mondo cercarono una base comune, a partire dalla Conferenza afro-asiatica di Bandung (1955) che vide la partecipazione di 30 paesi. Alla conferenza s’impose la tendenza neutralista, che sostituiva alla logica della contrapposizione tra i due blocchi Est-Ovest quella della contrapposizione Nord-Sud tra il mondo sviluppato e le aree del sottosviluppo in Africa, Asia e America Latina.
Durante la conferenza fu sancito: il riconoscimento dell’uguaglianza tra tutte le razze e le Nazioni, il diritto dei popoli all’autodeterminazione, la politica di non allineamento e di neutralismo attivo (mediazione tra i due blocchi), la politica dell’afro-asiatismo (volta a respingere comunismo e capitalismo in funzione della riscoperta delle trazioni religiose e culturali autoctone).
Sfide economiche e politiche
Sul piano economico, i Paesi del Terzo Mondo sono accomunati dal sottosviluppo. Vari i dati sintomatici: squilibri di ordine demografico, agricoltura condotta con sistemi primitivi, mancanza di cultura industriale. Sul piano politico, instabilità e prevalenza di dittature militari.
Domande da interrogazione
- Quali promesse furono fatte ai popoli coloniali durante le guerre mondiali?
- Qual è stata l'importanza della Conferenza di Bandung del 1955?
- Quali sono le principali sfide economiche e politiche affrontate dai Paesi del Terzo Mondo?
Durante le due guerre mondiali, i Paesi belligeranti promisero di sostenere le aspirazioni indipendentistiche dei popoli coloniali, alimentando i movimenti anticolonialisti attraverso i principi della Carta atlantica e dell'Onu.
La Conferenza di Bandung ha rappresentato un momento cruciale per i Paesi del Terzo Mondo, sancendo il riconoscimento dell'uguaglianza tra razze e Nazioni, il diritto all'autodeterminazione e promuovendo una politica di non allineamento e neutralismo attivo.
I Paesi del Terzo Mondo affrontano sfide economiche legate al sottosviluppo, come squilibri demografici e agricoltura primitiva, e sfide politiche caratterizzate da instabilità e prevalenza di dittature militari.