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Concetti Chiave

  • La politica del Trasformismo, ideata da Agostino Depretis, ha destabilizzato il Parlamento italiano, favorendo gli interessi economici dei deputati e aggravando il conflitto tra classe dirigente e proletariato.
  • La crisi politico-sociale di fine Ottocento ha generato una crisi di coscienza, portando a una profonda sfiducia nelle scienze e nella ragione positivista, tipica del movimento Decadentista.
  • Il pensiero decadentista, rappresentato da Nietzsche, Bergson e Freud, ha condannato il positivismo e ha posto l'accento sull'istinto umano e sulla poesia come strumenti per comprendere la psiche.
  • Il Decadentismo ha utilizzato il simbolismo per esprimere emozioni complesse, influenzando notevolmente la narrativa europea attraverso autori come Huysmans, Wilde e D’Annunzio.
  • Nonostante la sua natura transitoria, la sensibilità decadentista ha dato origine a nuove forme letterarie nei primi decenni del Novecento, lasciando un segno duraturo nella cultura.

La politica del Trasformismo

Lo statista Agostino Depretis, capo del Governo italiano per ben nove mandati, concepì ed attuò nel tardo Ottocento la politica del Trasformismo, che consisteva nel disfare e ricostruire maggioranze al di fuori di ogni logica di partito. Il sistema annullò rapidamente l’organizzazione stessa del Parlamento, e diede modo ai deputati di praticare i propri interessi economici a scapito del benessere dello Stato. Tale situazione, naturalmente, giovò ai detentori della ricchezza - ai capitalisti industriali e ai proprietari terrieri - ma non fece che esasperare i già tesi rapporti tra la classe dirigente e il proletariato. Le masse popolari presero ulteriore coscienza del proprio ruolo, quindi dei propri diritti e della propria forza. Il Governo, dal canto suo, non seppe o non volle interpretarne i fermenti come un impulso di rinnovamento sociale; li considerò, bensì, un nemico da combattere con ogni mezzo, non esclusa la violenza militare che di fatto esercitò.

Crisi di coscienza e Decadentismo?

Inevitabilmente, una condizione politico-sociale tanto critica finì per condizionare l’intera cultura di fine Ottocento. Più che altro si innescò una crisi di coscienza, che pur non producendo alcuna istanza di rinnovamento, dubitò delle scienze e della ragione positivista. Una così profonda sfiducia determinò quel senso di angoscia, di solitudine e d’impotenza che fu il carattere distintivo della nuova spiritualità, già affermatasi in Francia e in altre parti d’Europa con il nome di Decadentismo.

Pensiero decadentista e suoi esponenti

Gli elementi fondamentali del pensiero decadentista furono quanto meglio illustrati da tre noti studiosi del tempo: il tedesco Friedrich Nietzsche, il francese Henrri-Louis Bergson, e l’austriaco (inventore della psicanalisi) Sigmund Freud. I tre, per un verso o per l’altro, condannarono le idee progressiste del positivismo ed affermarono le capacità istintive dell’uomo sulla sua razionalità. Designarono la poesia quale unico mezzo capace di svelare il grande mistero della vita, la chiave per esplorare quella recondita dimensione della psiche umana dove hanno sede i più incontrollabili istinti naturali. L’inconscio - come fu definito da Freud nei suoi attenti studi (egli lo definì scientificamente riconoscendone il ruolo nel Decadentismo) - divenne così il fulcro dell’ideologia decadentista, e la poesia il suo principale oggetto.

Simbolismo e narrativa europea

Sul piano linguistico il Decadentismo adottò in larga misura il metodo del simbolismo, cioè si avvalse di immagini emblematiche per spiegare sensazioni altrimenti inaccessibili. Raggiunse la massima propagazione quando coinvolse nei suoi dettami gran parte della narrativa europea, i cui maggiori rappresentanti furono senz’altro il francese Joris-Karl Huysmans, l’inglese Oscar Wilde e l’italiano Gabriele D’Annunzio. Grande rilievo ebbero poi Giovanni Pascoli e Antonio Fogazzaro, ma soprattutto Luigi Pirandello e Italo Svevo (pseudonimo di Aron Hector Schmitz).

La sensibilità decadentista, sebbene fosse una fase culturale chiaramente transitoria, fu terreno fertile per molte nuove forme letterarie nate e diffusesi nei primi decenni del Novecento.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della politica del Trasformismo di Agostino Depretis?
  2. La politica del Trasformismo, attuata da Agostino Depretis, consisteva nel disfare e ricostruire maggioranze al di fuori della logica di partito, portando a una rapida erosione dell'organizzazione parlamentare e favorendo gli interessi economici di pochi a scapito del benessere dello Stato.

  3. Come ha influenzato la crisi politico-sociale la cultura di fine Ottocento?
  4. La crisi politico-sociale ha innescato una crisi di coscienza che ha portato a una profonda sfiducia nelle scienze e nella ragione positivista, generando un senso di angoscia e impotenza, caratteristico del Decadentismo.

  5. Chi sono i principali esponenti del pensiero decadentista e quali idee hanno promosso?
  6. I principali esponenti del pensiero decadentista includono Friedrich Nietzsche, Henri-Louis Bergson e Sigmund Freud, i quali hanno condannato il positivismo e affermato l'importanza dell'istinto umano, designando la poesia come mezzo per esplorare la psiche e il mistero della vita.

  7. In che modo il simbolismo ha influenzato la narrativa europea durante il Decadentismo?
  8. Il simbolismo ha adottato immagini emblematiche per esprimere sensazioni inaccessibili, influenzando profondamente la narrativa europea, con rappresentanti come Joris-Karl Huysmans, Oscar Wilde e Gabriele D’Annunzio, e contribuendo a nuove forme letterarie nel Novecento.

Domande e risposte

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