Concetti Chiave
- La divisione politica dell'Italia nel Quattrocento era caratterizzata da numerose piccole entità incapaci di resistere agli Stati nazionali più forti.
- Il contrasto tra civiltà urbana nel centro-nord e civiltà feudale nel centro-sud evidenziava differenze significative nella struttura economica e sociale.
- Le Signorie italiane si espansero tra il XIV e XV secolo, trasformandosi in veri e propri Stati regionali, tra cui la Repubblica veneta e il Ducato di Milano.
- I Medici emersero a Firenze come potere dominante, mantenendo le istituzioni repubblicane e trasformando la città in un centro di riferimento culturale ed economico.
- La crisi di successione nel Regno di Napoli, dopo la morte di Roberto d’Angiò, portò alla coronazione di Alfonso V d’Aragona, evidenziando la fragilità del potere centrale.
Indice
- Qual è la divisione politica dell'Italia?
- Contrasti tra civiltà urbana e feudale
- Espansione delle Signorie italiane
- Ascesa del Ducato di Savoia
- Dinastia Visconti e Sforza a Milano
- Espansione della Repubblica veneziana
- Dominio dei Medici a Firenze
- Stato pontificio e crisi della Chiesa
- Crisi e successione nel Regno di Napoli
Qual è la divisione politica dell'Italia?
L’aspetto più visibile della debolezza dell’area italiana era la divisione del territorio in molte minuscole entità politiche che non erano in grado di contrastare i grandi Stati nazionali.
Inoltre, l’Italia quattrocentesca era formata da due realtà profondamente diverse:
Contrasti tra civiltà urbana e feudale
una civiltà urbana nell’area centro-settentrionale (articolata in Principati, la borghesia è forte e svolge ruoli importanti, economia sviluppata, agricoltura ammodernata);
una civiltà feudale nell’area centro-meridionale (dominata dallo Stato della Chiesa e dal Regno di Napoli, la borghesia è debole e la società è dominata dai grandi feudatari, è emarginata dal commercio, latifondi).
Espansione delle Signorie italiane
Tra il XIV e il XV secolo la costante guerra fra i vari Stati italiani portò le Signorie maggiori a estendersi. Raggiunsero le dimensioni di Stati regionali. I cinque più importanti erano:
la Repubblica veneta,
il Ducato di Milano,
Firenze,
lo Stato pontificio
il Regno di Napoli.
Ascesa del Ducato di Savoia
Il Ducato di Savoia, che acquisirà maggiore estensione e importanza, era ancora fortemente legato al mondo francese.
I conti di Savoia fondarono uno Stato regionale nei territori dell'Italia settentrionale-occidentale. Questi territori si trovavano su entrambi i lati delle Alpi. Erano in Francia e in gran parte del Piemonte e della Valle d'Aosta. Nel 1416 l'imperatore conferì a Amedeo VIII il titolo di duca.
Nel 1416 Amedeo VIII ottenne dall’imperatore il titolo di duca. Fino a quell’epoca i Savoia avevano rivolto i loro interessi prevalentemente all’area francese: la capitale era Chambéry. Amedeo VIII a iniziò una politica che guardava all’Italia.
Dinastia Visconti e Sforza a Milano
Nel corso del XII secolo, al governo della città si alternarono membri delle famiglie Della Torre e Visconti. Prevalsero poi i Visconti, che imposero la propria dinastia. Ottennero la Signoria di Milano dal 1277 al 1447.
Fu Gian Galeazzo Visconti l’artefice del massimo sviluppo territoriale e ciò gli valse la concessione da parte dell’imperatore del titolo ereditario di duca. L’espansionismo proseguì con il suo successore, Filippo Maria Visconti, ma dalla Repubblica di Venezia. Per il Ducato di Milano iniziò un periodo di crisi. Perse buona parte dei territori e, alla morte di Filippo Maria, il patriziato locale proclamò la Repubblica ambrosiana.
La città non fu però in grado di difendere lo Stato e chiese quindi a Francesco Sforza, famoso condottiero che aveva sposato Bianca Maria Visconti (la figlia del defunto duca), di assumere la Signoria (1450).
Per Milano si aprì una nuova fase: conobbe un notevole sviluppo economico. La dinastia degli Sforza resse Milano fino alla fine del Quattrocento.
Espansione della Repubblica veneziana
Nel Quattrocento la Repubblica veneziana indirizzò l’espansione verso la terraferma, in quanto l’Impero ottomano impediva alle navi di raggiungere l’Oriente e per l’espansione del Ducato di Milano (il retroterra veneto serviva come un’area a protezione della città).
La conquista del fertile entroterra padano spinse molti veneziani a investire in attività agricole. La potenza economica continuava a essere fondata sul mare, mantenendo il ruolo di collegamento tra Oriente e Occidente.
Dominio dei Medici a Firenze
Dopo la rivolta dei Ciompi il potere si concentrò nelle mani di pochissime famiglie proprietarie terriere, tra cui gli Albizzi e i Medici. I Medici giunsero a Firenze nel XII secolo attività mercantile e finanziaria. Nel 1435 Cosimo de’ Medici venne eletto gonfaloniere della città: la massima autorità della repubblica.
Lo Stato, infatti formalmente una repubblica: durante il suo governo Cosimo non volle farsi chiamare “signore” o abolire le vecchie istituzioni comunali. Con intelligenza si limitò a inserire uomini di sua fiducia nei posti chiave delle istituzioni. Sotto Cosimo Firenze divenne un modello per tutta l’Europa.
Alla morte di Cosimo, nel 1464, il potere passò prima al figlio Piero e poi al nipote Lorenzo dando continuità dinastica alla Signoria di Firenze. Per la sua straordinaria personalità, Lorenzo venne detto “il Magnifico”. Grazie a lui Firenze ebbe un ruolo importante nella ricerca dell’equilibrio fra gli Stati italiani.
Stato pontificio e crisi della Chiesa
Lo Stato pontificio controllava nel Quattrocento una vasta area dell’Italia centrale. In effetti però, su buona parte del territorio, l’autorità papale aveva un carattere formale, essendo ancora piuttosto forte l’autonomia dei signori locali. I papi, ritornati da Avignone a Roma nel 1377, si comportarono come veri “prìncipi”, con le loro corti sfarzose, arricchendo la città. Le risorse che vi confluivano da ogni parte del mondo attirarono l’interesse di grandi finanzieri, che fecero di Roma l’ambita meta di intellettuali e artisti, protetti dai papi. Ci fu una delle crisi più profonde della Chiesa, assorbita dai propri interessi terreni.
Crisi e successione nel Regno di Napoli
Il regno di Napoli di Roberto d’Angiò era lo Stato più vasto della Penisola, ma era arretrato economicamente, senza una forza militare autonoma. Il Mezzogiorno restava prigioniero di un sistema feudale, privo di uno sviluppo produttivo e di una crescita della società. Rimasero legati a un’agricoltura fondata sul latifondo, in mano ai baroni, che contrastavano la formazione di un potere centrale forte.
Alla morte di Roberto d’Angiò si aprì una crisi per la successione che durò fino al 1442, coinvolgendo tutti i maggiori Stati italiani. Alla fine ci fu il passaggio della corona di Napoli ad Alfonso V d’Aragona che già controllava la Sicilia e la Sardegna. L’unità del vecchio Regno normanno non fu sufficiente a contenere il potere dei baroni.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali divisioni politiche in Italia nel Quattrocento?
- Come si sono espanse le Signorie italiane tra il XIV e il XV secolo?
- Qual è stato il ruolo del Ducato di Savoia nella politica italiana?
- Come si è sviluppato il potere dei Medici a Firenze?
- Quali erano le condizioni del Regno di Napoli durante il Quattrocento?
L'Italia era caratterizzata da una forte divisione in molte piccole entità politiche incapaci di contrastare i grandi Stati nazionali, con una netta distinzione tra una civiltà urbana al centro-nord e una civiltà feudale al centro-sud.
Le Signorie maggiori si sono estese a causa delle guerre tra gli Stati italiani, raggiungendo dimensioni regionali significative, tra cui la Repubblica veneta, il Ducato di Milano, Firenze, lo Stato pontificio e il Regno di Napoli.
Il Ducato di Savoia, legato al mondo francese, ha acquisito importanza e territorio sotto Amedeo VIII, che nel 1416 ottenne il titolo di duca e avviò una politica rivolta verso l'Italia.
I Medici, giunti a Firenze nel XII secolo, consolidarono il loro potere con Cosimo de’ Medici, che divenne gonfaloniere nel 1435, mantenendo le istituzioni repubblicane e trasformando Firenze in un modello per l'Europa.
Il Regno di Napoli, pur essendo il più vasto della Penisola, era economicamente arretrato e dominato da un sistema feudale, con una crisi di successione che si concluse nel 1442 con l'ascesa di Alfonso V d'Aragona.