Concetti Chiave
- Leonardo da Vinci ha progettato architetture innovative a Milano, con particolare attenzione a chiese a pianta centrale e a strutture stradali, influenzando la cultura del cinquecento.
- Durante il suo periodo milanese, Leonardo ha approfondito gli studi sulle proporzioni umane, utilizzando il modulo Vitruviano e accumulando un vasto repertorio di schizzi e appunti.
- Tra le opere pittoriche significative del soggiorno a Milano ci sono la "Vergine delle rocce" e "L'Ultima Cena", entrambe caratterizzate da nuove tecniche compositive e prospettiche.
- Nell'interpretazione de "L'Ultima Cena", Leonardo cattura l'agitazione degli apostoli, organizzando le figure in gruppi piramidali che evidenziano la centralità di Gesù.
- Dopo l'abbandono di Milano nel 1499, Leonardo si stabilisce in diverse città italiane e realizza la celebre "Gioconda", un'opera che ha suscitato interpretazioni variegate e un grande interesse per il suo enigmatico sorriso.
Progetti architettonici a Milano
A Milano, dove rimarrà al servizio di Ludovico il Moro per circa un ventennio, il maestro attende a progetti di architettura; immagina palazzi e pensa strade a vari livelli; inventa anche macchine di ogni genere.
Il suo modo di disegnare, riesce sempre a visualizzare l’oggetto inserito nell’ambiente: si ricordino in proposito i progetti di chiese a pianta centrale. Sebbene queste architetture non siano mai state realizzate, la loro concezione resta fondamentale per la cultura del cinquecento.
Studi sulle proporzioni umane
Appartengono probabilmente a questo periodo anche gli studi sulle proporzioni del corpo umano. Leonardo riprende dunque il modulo Vitruviano e inserisce l’umono, neo platonicamente nel quadrato e nel cerchio, in modo talmente esemplare che il suo notissimo disegno servirà da fondamento per illustrare le edizioni del trattato di Vitruvio. Leonardo studia accuratamente il proporzionamento del corpo umano, seguendo gli insegnamenti del suo maestro, il Verrocchio. Non sappiamo a quali conclusioni la sua instancabile ricerca lo avrebbe condotto. Il primato che egli riconosce all’osservazione, lo spingeva a un continuo lavoro di appunti e schizzi, nei quali immagazzinava quante più immagini possibili.
Opere pittoriche milanesi
Del soggiorno milanese di Leonardo abbiamo poche pitture. Fra esse, la Vergine delle rocce e l’Ultima Cena. Nella prima sono rappresentati, la Madonna, il piccolo san Giovanni Battista in preghiera, un angelo e il Bambino Gesù. Le quattro figure si dispongono agli estremi delle diagonali interne di un quadrangolo, dal quale si alza una forma piramidale il cui vertice è costituito dalla testa della Vergine. La forma piramidale e il movimento rotatorio, che già abbiamo notato nell’Adorazione dei Magi, influenzeranno molto artisti, fra i quali lo stesso Michelangelo. Lo sfondo roccioso è realizzato mediante la prospettiva aerea: i piani digradano in profondità mediante il progressivo schiarirsi dei colori che divengono sempre più indeterminati.
Qual è l'interpretazione de L'ultima cena?
Nell’ultima cena è rappresentato il momento in cui, dopo l’annuncio di Cristo agli apostoli, questi si chiedono chi sarà il traditore. L’interpretazione leonardesca del fatto è diversa: non la riflessione sulle parole del maestro, ma l’agitazione, lo sconcerto, la discussione. Nella discussione i dodici apostoli si dividono in quattro gruppi da tre ciascuno: fra essi è Giuda, rivolto verso Cristo. I quattro gruppi formano approssimativamente altrettante piramidi concatenate; e piramidale è anche, al centro, la figura di Gesù. Leonardo esprime la consapevolezza di chi sa che sarà abbandonato da tutti, ma al tempo stesso la serenità di chi ha accettato una missione che sta per concludersi. La sala è rappresentata con prospettiva lineare; la profondità è definita mediante la convergenza delle linee verso il punto di fuga. Ma al di là delle finestra aperte torna la distesa profonda degli spazi. L’affresco cominciò a deteriorarsi pochi anni dopo la sua esecuzione, forse a causa delle nuove tecniche pittoriche applicate da Leonardo.
Abbandono di Milano e la Gioconda
Occupato il ducato di Milano da Luigi XII re di Francia nel 1499, Leonardo, abbandona Milano, recandosi prima a Mantova, poi a Venezia ed infine a Firenze ed è in questi anni che realizza la Gioconda. Riguardo la Gioconda sono state dette e scritte le cose più straordinarie; l’opera è stata interpretata in ogni chiave: fra le altre, che raffiguri una donna in stato interessante o che invece sia un uomo travestito. Il sorriso, poi è stato oggetto di ogni genere di indagine. La persona ritratta viene rappresentata davanti a un vasto paesaggio deserto con il quale costituisce un’unità totale. Ciò è sottolineato dall’impostazione del volto di tre quarti che offre una superficie maggiore all’indagine psicologica rispetto a quella frontale. Il lieve trapasso dei piani della luce all’ombra, esprimono il palpito che fa della Gioconda una creatura umana. Ciò spiega anche il sorriso che tanto ha fatto parlare di se come di un unicum misterioso. Si osservi in particolare il dipinto raffigurante Sant’Anna, la Madonna e il Bambino con un agnello: il sorriso esprime il rapporto d’amore fra l’essere umano e la natura. Il sorriso è l’espressione della serenità di chi domina con la ragione. La Gioconda siede davanti a un parapetto sopra il quale si intravedono, ai lati due colonnette sagomate, come se ella si trovasse in una terrazza a loggia. Al di là del parapetto è lo spazio naturale, ove si distinguono strade, un ponte, acqua, pianure, montagne; uno spazio che viene reso più ampio dal digradare cromatico e dallo “sfumato”.
Sant'Anna e la Madonna
La stessa immensità spaziale, la stessa rotazione della forma piramidale, sono nell’opera Sant’Anna, la Madonna e il bambino con un agnello . Leonardo accentua il rapporto di interdipendenza dei tre personaggi sacri: sulle ginocchia di Sant’Anna vi siede la Vergine che si sporge per sostenere il Bambino il quale a sua volta abbraccia un agnello: “l’agnello di Dio” cioè Gesù stesso.
Battaglie e tecniche pittoriche
Nel 1503 la signoria fiorentina affidò a Leonardo l’incarico di dipingere la Battaglia di Anghiari e la Battaglia di Càscina. Leonardo tentò di attuare una tecnica dei classici, probabilmente la pittura “a encausto” che ha permesso la conservazione di affreschi romani. Una prima prova aveva dato esito positivo; ma quando l’artista applicò il procedimento sulla parete di Palazzo Vecchio, la zona inferiore si seccò regolarmente ma per colpa del calore colò. A causa di questo risultato disastroso Leonardo sospese i lavori.
Ultimi anni in Francia
Dopo il 1506 i soggiorni fiorentini di Leonardo si diradano. Egli si reca più spesso a Milano. Qui compie importanti studi geologici e idrografici e progetta il monumento equestre di Gian Giacomo. Nel 1516, Leonardo prende la decisione di accettare l’invito del nuovo sovrano Francesco I e si reca in Francia, portando con sé 3 dipinti: La Gioconda, Sant’Anna con la madonna e il bambino e San Giovanni. Ad Amboise Leonardo studia, scrive e progetta liberamente senza obblighi, senza che gli vengano rimproverati ritardi. Qui il 2 maggio 1519 muore e viene sepolto nella Chiesa di Saint-Florentin.
Domande da interrogazione
- Quali progetti architettonici ha realizzato Leonardo a Milano?
- Come ha influenzato Leonardo gli studi sulle proporzioni umane?
- Quali sono le caratteristiche principali dell'Ultima Cena di Leonardo?
- Qual è il significato del sorriso nella Gioconda?
- Cosa ha caratterizzato gli ultimi anni di Leonardo in Francia?
A Milano, Leonardo ha progettato palazzi e strade a vari livelli, immaginando anche chiese a pianta centrale, sebbene queste architetture non siano mai state realizzate, la loro concezione è fondamentale per la cultura del cinquecento.
Leonardo ha ripreso il modulo Vitruviano, inserendo l'umano nel quadrato e nel cerchio, e ha studiato il proporzionamento del corpo umano, accumulando schizzi e appunti, seguendo gli insegnamenti del suo maestro Verrocchio.
Nell'Ultima Cena, Leonardo rappresenta l'agitazione degli apostoli dopo l'annuncio di Cristo, organizzandoli in quattro gruppi piramidali, con una prospettiva lineare che definisce la profondità della sala, esprimendo la consapevolezza e la serenità di Gesù.
Il sorriso della Gioconda è stato oggetto di molte interpretazioni e rappresenta un'unità con il paesaggio circostante, esprimendo la serenità e il rapporto d'amore tra l'essere umano e la natura, accentuato dal gioco di luci e ombre.
Negli ultimi anni in Francia, Leonardo ha condotto studi geologici e idrografici, progettando il monumento equestre di Gian Giacomo, e ha vissuto liberamente ad Amboise, dove è morto il 2 maggio 1519, portando con sé opere come La Gioconda e Sant'Anna con la Madonna.