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Concetti Chiave

  • David si impegnò nella rivoluzione francese, entrando in contatto con rivoluzionari come Robespierre e Marat, diventando amico di quest'ultimo.
  • Il dipinto dedicato a Marat fu realizzato da David senza commissione, evidenziando la sua amicizia e l'attitudine neoclassica di modificare dettagli per rafforzare il messaggio.
  • Marat è rappresentato con un braccio che richiama la Pietà di Michelangelo, identificandolo con Cristo e sottolineando la sua innocenza e vulnerabilità.
  • La lettera in mano a Marat riporta la data della sua morte e un messaggio dell'assassina, evidenziando il contesto e la sua vulnerabilità nel momento dell'assassinio.
  • La morte di Marat è rappresentata in modo non drammatico, con un coltello insanguinato e un'espressione rilassata, evitando coinvolgimenti emotivi e sottolineando il simbolismo della sua innocenza.

David e la rivoluzione francese

David più volte aderì ai cambiamenti politici, tanto che, nel 1789, aderì attivamente alla rivoluzione francese tanto che fu perfino imprigionato. Entrò così in contatto con altri rivoluzionari, quali Robespierre e Marat. In particolare divenne molto amici di Marat, che fu ucciso nel 1793 in una vasca da bagno. Marat era estremamente famoso: era un medico che aveva soccorso molti rivoluzionari. Frequentando ambienti malsani e persone malate, sviluppò una malattia alla pelle che lo costringeva quotidianamente a immergersi in una vasca piena d’oli per diverse ore. Stava facendo proprio questo trattamento quando fu ucciso.

Il dipinto di David per Marat

Il quadro non presenta una committenza, lo fa David di sua spontanea volontà per l’amico Marat. Lo si intuisce dalla dedica: a Marat, da David. Codesta frase è scritta su una scatola che rimanda a un’epigrafe sepolcrale. In realtà quando Marat morì, a fianco della vasca, non vi era tale scatola ma una cesta di vimini rovesciata che Marat utilizzata per appoggiare gli scritti che aveva in mano. Da questo fatto si può comprendere un’attitudine dei neoclassici: non è necessario raccontare una cronaca fine è se stesso, è meglio modificare i dettagli in modo da rafforzare il messaggio. A dimostrazione di ciò nemmeno lo sfondo è fedele alla realtà: lo sfondo nel dipinto permette di capire da dove provenga la luce e per contrasto luce-ombra, risalta la faccia di Marat. È uno sfondo neutro che non ricalca il bagno di Marat, nel quale, come sapeva David, erano appese delle cartine della Francia.

Simbolismo e riferimenti religiosi

Marat, con il volto ritratto, ha la testa reclinata verso lo spettatore e il suo braccio rievoca la Pietà giovanile di Michelangelo, già famosa in tutta Europa; per lo più, David l’aveva vista in prima persona a Roma. Tale braccia identifica Marat nella figura di cristo: Marat viene quindi concepito come una vittima innocente, uccisa da una donna facente parte della vecchia aristocrazia ormai caduta in disgrazia.

Chiavi di lettura dell'opera

La prima chiave di lettura dell’opera è la lettera, in mano di Marat, ruotata strategicamente verso l’osservatore. In tale lettera vi è scritto giorno, mese, anno, il nome dell’assassina e un messaggio di costei rivolto a Marat: 13 luglio 1793, Marianne Charlotte Corday. La frase presente nella lettera, dalla valenza spregiativa, è la seguente: dovrei essere veramente disgraziata per aver diritto alla vostra benevolenza (dovrei far parte dei poveracci per essere curata da te).

L'assassinio di Marat

L’assassina si presentò a casa di Marat chiedendo di essere accolta: il servitore portò così la lettera da lei scritta a Marat, nel frattempo la stessa entrò in casa e poi uccise il rivoluzionario. A dimostrazione della bontà d’animo di Marat le stava rispondendo, come si può capire dal dipinto.

Rappresentazione e simbolismo

La seconda chiave di lettura dell’opera è il coltello insanguinato, arma del delitto con la quale Marat fu tagliato al costato, in maniera simile a Gesù. Marat è porto e si vede il sangue, ma non è una morte drammatica, sembra rilassata in quanto i neoclassicisti non vogliono un coinvolgimento emotivo.

Queste due chiavi di lettura permettono di comprendere l’episodio, anche se non si conosceva la storia dell’accaduto. David esime la rappresentazione della scena mentre accade, rappresenta infatti il dopo (invece con gli orazi il prima). Il durante prima di tutto avrebbe implicato un coinvolgimento emotivo, avrebbe reso la donna protagonista del quadro e poi sarebbe stato umiliante per Marat.

Riferimenti a Cristo e luce

Oltre al braccio e al taglio sul costato, vi è un altro riferimento a Cristo: il telo bianco, simile a quello della deposizione di Gesù, dal quale si intuisce la povertà di Marat tanto che è un tessuto cucito, che presenta addirittura una toppa.

La luce illumina solamente i punti essenziali: la faccia, il braccio, la lettera.

David più volte aderì ai cambiamenti politici, tanto che, nel 1789, aderì attivamente alla rivoluzione francese tanto che fu perfino imprigionato. Entrò così in contatto con altri rivoluzionari, quali Robespierre e Marat. In particolare divenne molto amici di Marat, che fu ucciso nel 1793 in una vasca da bagno. Marat era estremamente famoso: era un medico che aveva soccorso molti rivoluzionari. Frequentando ambienti malsani e persone malate, sviluppò una malattia alla pelle che lo costringeva quotidianamente a immergersi in una vasca piena d’oli per diverse ore. Stava facendo proprio questo trattamento quando fu ucciso.

Il quadro non presenta una committenza, lo fa David di sua spontanea volontà per l’amico Marat. Lo si intuisce dalla dedica: a Marat, da David. Codesta frase è scritta su una scatola che rimanda a un’epigrafe sepolcrale. In realtà quando Marat morì, a fianco della vasca, non vi era tale scatola ma una cesta di vimini rovesciata che Marat utilizzata per appoggiare gli scritti che aveva in mano. Da questo fatto si può comprendere un’attitudine dei neoclassici: non è necessario raccontare una cronaca fine è se stesso, è meglio modificare i dettagli in modo da rafforzare il messaggio. A dimostrazione di ciò nemmeno lo sfondo è fedele alla realtà: lo sfondo nel dipinto permette di capire da dove provenga la luce e per contrasto luce-ombra, risalta la faccia di Marat. È uno sfondo neutro che non ricalca il bagno di Marat, nel quale, come sapeva David, erano appese delle cartine della Francia.

Marat, con il volto ritratto, ha la testa reclinata verso lo spettatore e il suo braccio rievoca la Pietà giovanile di Michelangelo, già famosa in tutta Europa; per lo più, David l’aveva vista in prima persona a Roma. Tale braccia identifica Marat nella figura di cristo: Marat viene quindi concepito come una vittima innocente, uccisa da una donna facente parte della vecchia aristocrazia ormai caduta in disgrazia.

La prima chiave di lettura dell’opera è la lettera, in mano di Marat, ruotata strategicamente verso l’osservatore. In tale lettera vi è scritto giorno, mese, anno, il nome dell’assassina e un messaggio di costei rivolto a Marat: 13 luglio 1793, Marianne Charlotte Corday. La frase presente nella lettera, dalla valenza spregiativa, è la seguente: dovrei essere veramente disgraziata per aver diritto alla vostra benevolenza (dovrei far parte dei poveracci per essere curata da te).

L’assassina si presentò a casa di Marat chiedendo di essere accolta: il servitore portò così la lettera da lei scritta a Marat, nel frattempo la stessa entrò in casa e poi uccise il rivoluzionario. A dimostrazione della bontà d’animo di Marat le stava rispondendo, come si può capire dal dipinto.

La seconda chiave di lettura dell’opera è il coltello insanguinato, arma del delitto con la quale Marat fu tagliato al costato, in maniera simile a Gesù. Marat è porto e si vede il sangue, ma non è una morte drammatica, sembra rilassata in quanto i neoclassicisti non vogliono un coinvolgimento emotivo.

Queste due chiavi di lettura permettono di comprendere l’episodio, anche se non si conosceva la storia dell’accaduto. David esime la rappresentazione della scena mentre accade, rappresenta infatti il dopo (invece con gli orazi il prima). Il durante prima di tutto avrebbe implicato un coinvolgimento emotivo, avrebbe reso la donna protagonista del quadro e poi sarebbe stato umiliante per Marat.

Oltre al braccio e al taglio sul costato, vi è un altro riferimento a Cristo: il telo bianco, simile a quello della deposizione di Gesù, dal quale si intuisce la povertà di Marat tanto che è un tessuto cucito, che presenta addirittura una toppa.

La luce illumina solamente i punti essenziali: la faccia, il braccio, la lettera.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il legame tra David e la rivoluzione francese?
  2. David aderì attivamente alla rivoluzione francese nel 1789 e divenne amico di Marat, un importante rivoluzionario, che fu ucciso nel 1793. La sua esperienza politica influenzò profondamente la sua arte.

  3. Qual è il significato della dedica nel dipinto di David per Marat?
  4. La dedica "a Marat, da David" indica che il dipinto è un omaggio personale, non commissionato, e riflette l'intento di David di trasmettere un messaggio più profondo attraverso la modifica dei dettagli reali.

  5. Come viene rappresentato Marat nel dipinto di David?
  6. Marat è rappresentato con un braccio che richiama la Pietà di Michelangelo, simboleggiando la sua innocenza e il suo sacrificio, mentre il suo volto è rivolto verso lo spettatore, creando un forte impatto emotivo.

  7. Quali sono le chiavi di lettura principali dell'opera?
  8. Le chiavi di lettura includono la lettera in mano a Marat, che rivela l'identità dell'assassina, e il coltello insanguinato, che simboleggia la sua morte, parallela a quella di Cristo, senza un coinvolgimento emotivo eccessivo.

  9. Qual è il ruolo della luce nel dipinto di David?
  10. La luce nel dipinto illumina solo i punti essenziali, come il volto di Marat e la lettera, creando un contrasto tra luce e ombra che enfatizza il messaggio e la figura centrale, senza distrarre dal tema principale.

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