Concetti Chiave
- Dio è il destinatario della lode nel "Cantico di Frate Sole", evocato fin dal primo verso e attraverso l'elogio delle creature.
- Il Sole simboleggia la grazia divina, mentre gli altri elementi come luna e stelle rappresentano la struttura dell'universo e la bellezza della creazione.
- La preposizione "per" è interpretata come causale, indicando che tutto il creato è motivo per lodare Dio.
- Francesco esprime una visione positiva della natura, considerandola come una manifestazione di Dio e promuovendo un legame di fraternità tra uomo e creature.
- La scelta di scrivere in lingua volgare riflette l'intento di Francesco di comunicare il suo messaggio religioso in modo accessibile ai poveri e ai diseredati.
Indice
Lode a Dio e alle creature
Il destinatario della lode è Dio, evocato direttamente fin dal primo verso con tre appellativi («Altissimu, onnipotente, bon») e poi in modo indiretto attraverso l’elogio delle creature (luna, stelle, aria, acqua, fuoco, terra, uomini buoni, morte). Soltanto nell’ultima strofa l’allocuzione è rivolta non a Dio ma a una seconda persona plurale non determinata («Laudate e benedicete», v. 32), probabilmente i fedeli che cantano la lode, o gli uomini tutti.
Elementi del mondo e simbolismo
Primo tra gli elementi del mondo collocati nel testo a significare Dio è il Sole, considerato nell’immaginario medievale simbolo della grazia divina, nutrimento e luce per le menti degli uomini. Seguono la luna, le stelle, il vento, l’acqua, il fuoco, la terra: ovvero gli elementi inanimati che nella concezione di allora costituivano la struttura elementare dell’universo, il fondamento dell’intera realtà cosmica. Nella parte finale del testo è introdotto l’uomo, ammirato come le altre creature quando si mostra capace di perdonare e di soffrire con pazienza, meritando per questo la beatitudine eterna. Infine la morte stessa è oggetto di lode, in quanto evento naturale voluto da Dio non per punire le sue creature, ma per salvarle.
Interpretazione della preposizione "per"
Un problema interpretativo di una certa importanza è legato al valore della preposizione «per». Alcuni tra i primi editori hanno interpretato il «per» come complemento d’agente (“Signore tu sia lodato da tutte le tue creature”); altri ne hanno evidenziato il valore strumentale (“Signore tu sia lodato per mezzo delle tue creature”); attualmente si tende ad attribuire a questa preposizione un valore causale (“Signore tu sia lodato a causa delle tue creature”). Secondo quest’ultima interpretazione, tutto il creato costituisce nella sua somma bellezza e utilità un motivo per innalzare una lode a Dio.
Visione positiva di Francesco
Il modo in cui Francesco parla delle creature rispecchia la sua visione positiva del mondo e di Dio. Nel Cantico non c’è traccia del contemptus mundi (“disprezzo del mondo”) professato da tanti mistici medievali, che concepivano la vita terrena come un doloroso percorso disseminato di tentazioni a cui occorreva sottrarsi fuggendo dagli uomini e isolandosi nella preghiera. Francesco manifesta invece ammirazione e autentico entusiasmo per le creature, le quali gli appaiono come il modo attraverso il quale Dio si comunica e si manifesta: le creature partecipano dell’essenza divina e la rendono conoscibile all’uomo. Segno della convinzione di Francesco che il mondo sia una specie di famiglia di figli di Dio sono gli epiteti «frate» e «sora» attribuiti alle creature inanimate, che risultano strette all’uomo da un rapporto di benevola fratellanza. Ne deriva un’immagine della natura come fonte di bene per l’umanità: il sole, l’aria, l’acqua, il fuoco hanno attributi tutti positivi, che sottolineano la loro utilità per l’uomo, e dunque l’intenzione provvidenziale di Dio. La natura descritta attraverso i suoi elementi originari si configura inoltre come un’alternativa alla città, luogo dei traffici e dell’accumulazione economica, contro cui Francesco si è tante volte polemicamente schierato.
Lingua e scelte stilistiche del Cantico
Il Cantico di Frate Sole è l’unico testo scritto da Francesco in lingua volgare. I modelli a cui si ispira sono i salmi biblici, che erano ben presenti nella vita degli uomini di allora: essi erano scritti in latino e venivano imparati a memoria, continuamente ripetuti e cantati nei riti religiosi. Francesco decide tuttavia di comporre il Cantico non in latino, ma nella lingua parlata dal popolo, per l’urgenza di raggiungere i poveri e i diseredati e di ribadire ai confratelli, quando già era molto malato e si sentiva alla vigilia della morte, la novità del suo messaggio religioso. Il testo si rivela particolarmente interessante per le scelte linguistiche, che uniscono tratti del dialetto umbro con forme proprie della lingua latina. L’impronta più evidente del volgare umbro è data dalla fitta presenza della vocale/-u/ finale (da -um latino), unita alla congiunzione «ka» (“che”, vv. 26 e 31) e a parole diffuse nell’area linguistica umbra come «konfano» (v. 3), «mentovare» (v. 4), «sirano» (v. 26), «skappare» (v. 28). A queste forme si uniscono termini ancora molto vicini al latino («laude», v. 2; «aere e nubilo», v. 13), che testimoniano la volontà da parte dell’autore di nobilitare lo stile con parole alte e letterarie, di origine biblica. Infine, anche la sintassi riconduce allo schema ripetitivo dei salmi (“Lodate il Signore… il quale… poiché…”) o a quello delle Beatitudini evangeliche (“Beati…”).
Domande da interrogazione
- Qual è il destinatario principale della lode nel Cantico di Frate Sole?
- Qual è il simbolismo del Sole nel Cantico?
- Come viene interpretata la preposizione "per" nel Cantico?
- Qual è la visione di Francesco riguardo al mondo e alle creature?
- Perché Francesco sceglie di scrivere il Cantico in lingua volgare?
Il destinatario principale della lode è Dio, evocato direttamente e indirettamente attraverso l'elogio delle creature, come evidenziato nel testo.
Il Sole è considerato simbolo della grazia divina, nutrimento e luce per le menti degli uomini, rappresentando il primo tra gli elementi del mondo che significano Dio.
Attualmente, la preposizione "per" è interpretata come causale, indicando che tutto il creato è un motivo per innalzare una lode a Dio, come descritto nel testo.
Francesco manifesta una visione positiva del mondo, ammirando le creature come manifestazioni di Dio e sottolineando un rapporto di benevola fratellanza tra l'uomo e la natura.
Francesco scrive in volgare per raggiungere i poveri e i diseredati, evidenziando l'urgenza di comunicare il suo messaggio religioso in modo accessibile, come indicato nel testo.