Concetti Chiave
- Gabriele D’Annunzio nacque nel 1863 a Pescara e pubblicò il suo primo libro di poesie, "Primo vere", a soli sedici anni, ottenendo un buon successo iniziale.
- La vita sentimentale di D’Annunzio fu caratterizzata da un matrimonio con Maria Hardouin e relazioni significative con Barbara Leoni e Maria Gravina, che influenzarono i suoi romanzi.
- D’Annunzio entrò in politica nel 1897, inizialmente come deputato di destra, poi di sinistra, diventando un fervente sostenitore dell'interventismo durante la Prima Guerra Mondiale.
- La relazione con l'attrice Eleonora Duse ispirò D’Annunzio a scrivere opere teatrali, contribuendo notevolmente al panorama teatrale italiano dell'epoca.
- L'occupazione di Fiume nel 1919 rappresentò un momento cruciale per D’Annunzio, esprimendo un forte nazionalismo e avvicinandolo al fascismo, nonostante poi fosse emarginato dalla politica.
Quali sono l'infanzia e i primi successi letterari?
Gabriele D’Annunzio nacque a Pescara il 12 marzo 1863. Compì privatamente gli studi elementari e frequentò il prestigioso Reale Collegio Cicognini di Prato dal 1874 al 1881, anno in cui conseguì la licenza liceale. Già a sedici anni, dopo aver scritto una lettera, al maggior poeta dell’epoca, Giosue Carducci, raccolse le sue prime poesie in un libro che fu pubblicato a spese del padre col titolo Primo vere, che ebbe un certo successo. Trasferitosi a Roma nel 1881, venne accolto nell’ambiente della società letteraria e nei salotti mondiali e iniziò a collaborare con molti giornali e riviste, che pubblicarono alcuni suoi articoli di critica letteraria e artistica.
Vita sentimentale e trasferimenti
Nel 1883 D’Annunzio sposò la duchessa Maria Hardouin di Gallese, dalla quale ebbe tre figli, ma nel 1887 iniziò una relazione, durata cinque anni, con Barbara Leoni, che gli ispirò i personaggi femminili dei ROMANZI : Il piacere (1889), e il trionfo della morte. A causa delle difficoltà economiche, nel 1891 si trasferì a Napoli, dove si legò a Maria Gravina Cruyllas, sposata con il conte Anguissola, dalla quale ebbe una figlia, Renata. Abbandonata Napoli, per qualche anno D’Annunzio tornò in Abruzzo e fece poi un lungo viaggio in Grecia.
Carriera politica e teatrale
Al 1897 trovò anche il modo di entrare in politica e farsi
eleggere deputato nelle fila della destra, salvo passare poco dopo, nello schieramento della sinistra. Nel 1898 si trasferì con la Duse (celebre attrice teatrale Eleonora) nei pressi di Firenze, in una lussuosa villa, ‘la Capponcina’, che trasformò in una dimora di stile decadente.
In quegli anni D’Annunzio si dedicò al teatro, ispirato dal suo rapporto con la Duse, alla quale affidò l’interpretazione di molte sue opere, pubblicando vari drammi in prosa e in versi con il proposito di rivolgersi a un pubblico di massa. Nello stesso periodo si dedicò anche a un’intensa produzione poetica, portando a termine i primi tre libri delle Laudi, pubblicati nel 1903. Nel 1904, dopo la rottura con la Duse, avvenuta dopo la pubblicazione del romanzo il fuoco(1900), D’Annunzio convisse alla Capponcina prima con la marchese Alessandra di Rudinì, poi, due anni dopo, con la contessa Giuseppina Mancini (due relazioni che non durarono molto). Dopo la pubblicazione nel 1910 di un altro romanzo, Forse che sì forse che no, D’Annunzio si trasferì in Francia dove rimase fino allo scoppio della prima guerra mondiale.
Interventismo e ruolo di 'vate'
Acceso intervenista, nel 1915 tornò in Italia e tenne numerosi discorsi alle folle, poi raccolti nel volume Per la più grande Italia , volti a convincere l’opinione pubblica della necessità della guerra. D’Annunzio assunse il ruolo del poeta ‘vate’ , profeta della patria in grado di guidare la nazione verso un glorioso destino nazionalistico e imperialistico. Dopo l’entrata in guerra, nonostante la sua mezza età, volle arruolarsi prendendo parte ad alcune azioni belliche che gli fruttarono decorazioni e onori. Nel 1919, a guerra finita, i trattati di pace avevano assegnato la Dalmazia( con la città di Fiume) alla Iugoslavia.
Impresa di Fiume e ultimi anni
Il ‘vate’ diede allora voce al malcontento popolare per la ‘vittoria mutilata’, accusando la classe dirigente italiana di non aver sfruttato l’esito favorevole della guerra. D’Annunzio con l’aiuto di alcuni suoi legionari
progettò e guidò l’occupazione della città di Fiume, che riuscì a tenere per oltre un anno, fin quando, nel dicembre del 1920 il governo italiano non lo costrinse a ritirarsi per non violare i trattati internazionali. L’impresa fiumana , con i suoi caratteri populisti e nazionalisti, lo avvicinò al Partito fascista, del quale fu inizialmente un convinto sostenitore, tanto che Mussolini, timoroso che la figura del poeta potesse rappresentare una minaccia al suo potere personale, lo emarginò dalla vita politica. D’Annunzio trascorse gli ultimi anni di vita in una sorta di esilio volontario a Gardone sul Lago di Garda con la sua ultima amante,
Luisa Baccara, creando una caasa-museo che volle poi lasciare in dono al popolo italiano dandole il nome Vittoriale degli Italiani. Morì il 1° Marzo 1938.
Domande da interrogazione
- Quali furono i primi successi letterari di Gabriele D’Annunzio?
- Come si sviluppò la vita sentimentale di D’Annunzio?
- Quale ruolo politico assunse D’Annunzio nella sua carriera?
- In che modo D’Annunzio si fece portavoce del nazionalismo italiano?
- Come trascorse D’Annunzio gli ultimi anni della sua vita?
D’Annunzio pubblicò il suo primo libro di poesie, "Primo vere", a soli sedici anni, grazie al supporto del padre, e ottenne un certo successo, avviando così la sua carriera letteraria.
D’Annunzio sposò la duchessa Maria Hardouin di Gallese nel 1883, ma intraprese relazioni significative con altre donne, tra cui Barbara Leoni e Maria Gravina Cruyllas, che influenzarono i suoi romanzi.
D’Annunzio entrò in politica nel 1897 come deputato, passando dalla destra alla sinistra, e si distinse per il suo fervente interventismo durante la Prima Guerra Mondiale.
D’Annunzio, definito il poeta ‘vate’, tenne discorsi per promuovere la guerra e guidò l’occupazione di Fiume nel 1919, esprimendo il malcontento per la ‘vittoria mutilata’ e avvicinandosi al fascismo.
D’Annunzio visse in esilio volontario a Gardone sul Lago di Garda con Luisa Baccara, creando il Vittoriale degli Italiani, una casa-museo che lasciò in dono al popolo italiano, prima di morire nel 1938.