Concetti Chiave
- Il programma politico di d’Annunzio si basa sull’ideologia del superuomo, che combina Estetismo e un forte senso di superiorità dei pochi sui molti.
- Claudio Cantelmo lancia un appello agli intellettuali e ai nobili affinché difendano la bellezza contro le novità democratiche e rivendichino la loro superiorità di nascita.
- Il romanzo, pubblicato nel 1895, doveva essere il primo di un ciclo dedicato al potere monarchico, ma rimane incompiuto e unico.
- Cantelmo, disgustato dalla modernità, sogna di generare un futuro re di Roma e di inaugurare un nuovo Rinascimento italiano.
- La scelta della sposa da parte di Claudio evidenzia la sua immaturità come superuomo, poiché non riesce a conquistare la donna desiderata per il suo ideale politico.
Ideologia del superuomo
Il protagonista Claudio Cantelmo espone qui le basi ideologiche a cui si ispira l’azione politica del superuomo dannunziano
Il testo riassume perfettamente il programma politico di d’Annunzio: un programma che nasce da un’ideologia e si trasforma in un appello all’azione. L’ideologia è quella del superuomo, impregnata di Estetismo («Difendete la Bellezza! », r. 20) e del fortissimo senso di superiorità dei pochi sui molti («Il mondo […] è un dono magnifico largito dai pochi ai molti», rr. 5-6).
Appello all'azione
Dopo la dichiarazione, viene l’appello ad agire, rivolto agli intellettuali e ai nobili. I poeti devono difendere la bellezza, levare la loro voce contro le recenti novità democratiche («il suffragio universale […] la caduta dei Re, l’avvento delle Repubbliche, l’accesso delle plebi al potere », rr. 16-18). Anche i nobili devono reagire alla scomparsa dei loro antichi privilegi: devono rivendicare la propria naturale superiorità di nascita, innalzandola al di sopra dell’esistenza volgare della massa. Se non rifiuteranno il sistema delle votazioni, si ritroveranno governati dai loro «sarti», «cappellai», «calzolai» ecc., cioè dalla gente comune: per il superuomo dannunziano, si tratta di una prospettiva intollerabile.
1. all’arduo grado: al difficile punto.
2. assioma: principio, verità.
3. ornato: abbellito (la bellezza è un criterio essenziale nella visione dannunziana).
4. largito: elargito, concesso.
5. sentono: sono in grado di provare sentimenti e sensazioni.
6. plebi: il popolo (detto con disprezzo).
7. coloro … secondavano: i politici, per vigliaccheria, assecondano l’arroganza generale e perciò non dominano più le plebi.
8. testimonio … sacro: sono testimone delle più vergognose profanazioni e delle più oscene contaminazioni che mai abbiano disonorato un luogo sacro come Roma (capitale d’Italia, resa “sacra” dal proprio passato glorioso).
9. scoraggiati e smarriti: secondo Cantelmo, i poeti sono a disagio, ma non reagiscono; solo la parola del superuomo potrà guidarli.
10. officio: compito (il vocabolo è un latinismo).
11. senarii doppii: una forma metrica ripresa dai poeti classici e citata in senso ironico: non si può mettere in versi (e per giunta in versi solenni) un argomento tanto volgare come la vita democratica.
12. il Verbo: la parola divina.
13. micidiale: letale.
14. i patrizii: i nobili, emarginati a causa della democrazia. Anch’essi, come i poeti, devono mobilitarsi per difendere la propria superiorità minacciata.
15. il gran dogma dell’Ottantanove: i princìpi di libertà, uguaglianza e fratellanza affermati dalla Rivoluzione francese del 1789 e divenuti la base di una società più democratica.
16. aura: favore, approvazione.
17. banchieri ebrei: all’epoca molto odiati dall’opinione pubblica europea.
18. mezzani: dipendenti.
Il romanzo incompiuto
Il romanzo, pubblicato nel 1895, avrebbe dovuto essere il primo del cosiddetto “ciclo del giglio” (fiore simbolo del potere monarchico), ma rimane l’unico realizzato. Il titolo richiama un celebre dipinto di Leonardo da Vinci, che mostra in primo piano la Vergine Maria, ma assegna un ruolo importante anche a Giovanni Battista, il precursore di Cristo, proprio come il protagonista Claudio Cantelmo lo sarà rispetto al futuro re di Roma. Disgustato dai suoi tempi ignoranti, corrotti e volgari, Cantelmo grida il suo programma di riscossa dei nobili contro la plebe e la moderna democrazia, e si attribuisce il compito di generare un figlio, futuro re di Roma e protagonista di un nuovo Rinascimento italiano. Chiede perciò in sposa una delle tre nobili figlie del barone Capece Montaga: o la pura Massimilla, o la seducente e languida Violante, o infine la vitale Anatolia, «la datrice di forza». Sceglie quest’ultima, che però non acconsente, volendo dedicarsi interamente alla propria famiglia. Claudio non è dunque ancora un superuomo completo: il suo ideale politico è solo immaginato.
Domande da interrogazione
- Qual è l'ideologia alla base dell'azione politica del superuomo dannunziano?
- Qual è l'appello all'azione rivolto agli intellettuali e ai nobili?
- Come viene descritta la reazione dei poeti di fronte alla situazione politica?
- Qual è il significato del titolo "Il romanzo incompiuto"?
- Qual è il compito che Claudio Cantelmo si attribuisce nel romanzo?
L'ideologia del superuomo è impregnata di Estetismo e di un forte senso di superiorità dei pochi sui molti, come evidenziato nel testo: «Il mondo […] è un dono magnifico largito dai pochi ai molti».
Claudio Cantelmo esorta poeti e nobili a difendere la bellezza e a rivendicare la loro superiorità naturale, opponendosi alle novità democratiche e al potere delle plebi, altrimenti rischiano di essere governati da gente comune.
I poeti sono descritti come scoraggiati e smarriti, incapaci di reagire, e solo la parola del superuomo potrà guidarli verso un'azione significativa.
Il titolo si riferisce al fatto che il romanzo, pubblicato nel 1895, doveva essere il primo di un ciclo, ma rimane l'unico realizzato, riflettendo l'ideale di riscatto dei nobili contro la plebe e la democrazia.
Cantelmo si attribuisce il compito di generare un figlio che diventi il futuro re di Roma, simbolizzando un nuovo Rinascimento italiano, ma il suo ideale politico rimane solo immaginato, poiché non riesce a conquistare la donna che desidera.