Concetti Chiave
- Gabriele D’Annunzio è un esponente chiave del decadentismo, un movimento che rifiuta la realtà borghese e celebra l'estetismo e la soggettività.
- Il poeta promuove l'arte come bellezza estranea all'economia, sostenendo l'importanza dell'artista rispetto alla mercificazione dell'arte.
- D’Annunzio rielabora la teoria del superuomo, considerandosi un artista speciale e eroico, applicandola a eventi storici come la beffa di Buccari e l’impresa di Fiume.
- Le opere di D’Annunzio, come "Le Laudi" e "Notturno", riflettono temi di guerra, eroismo, natura e l'influenza delle esperienze personali del poeta.
- Il suo stile è caratterizzato da eleganza e raffinatezza, con un uso innovativo del linguaggio e dei neologismi, rendendolo un autore unico nel panorama letterario italiano.
Gabriele D’Annunzio è uno tra i più importanti esponenti della corrente letteraria e artistica del decadentismo. La parola “decadentismo” deriva dalla prima frase di un sonetto della seconda metà dell’800, del poeta francese Paul Verlain, che dice: “Io sono l’impero alla fine della decadenza”, anche tradotto come: “io sono ciò che resta di un passato che non c’è più”, dato che l’aristocrazia, in quel periodo, venne messa in secondo piano dalla borghesia. L’intellettuale, però, non accetta la realtà borghese, poiché essa riduce tutto a merce di scambio. Questa corrente presenta le seguenti caratteristiche:
- Rifiuto del metodo scientifico;
- soggettività ed individualità, perciò, ritorno alla poesia;
- nasce l’estetismo, quindi l’esteta, ovvero colui il quale ha una buona cura di sé stesso;
- ritorno al simbolismo, dove il soggetto della poesia diventa un simbolo, quindi segue la figura del poeta Vate, colui il quale legge ciò che un poeta normale non riesce a leggere.
Caratteristiche del decadentismo
D'Annunzio e la sua poetica
D’Annunzio è uno tra gli artisti principali del decadentismo. Nasce a Pescara nel 1863 e studia in un collegio prestigioso; in seguito si trasferisce a Roma, per compiere gli studi universitari. D’Annunzio rifiuta l’idea che l’artista abbia perso la sua importanza e che l’arte sia ridotta a merce perché per lui, l’arte è bellezza ed è, soprattutto, estranea all’economia.
Il suo stile poetico è elegante e raffinato, ed egli proclama infatti il suo “Amor sensuale della parola”. Sempre quest’ultimo prende spunto sia dalla corrente del decadentismo, quindi l'esplorazione del subconscio attraverso immagini simboliche, sia dal panismo, dove il poeta diventa tutt’uno con la natura, tende a confondersi e mescolarsi con il Tutto e con l'Assoluto.
Teoria del superuomo e imprese
D’Annunzio rielabora la teoria del superuomo, che ha come fondamento la volontà di potenza. Il poeta è al di sopra di tutto, pure della stessa borghesia, ed è diverso: è speciale ed eroico. Nella sua biografia, questa teoria, viene applicata dal poeta in tre avvenimenti: la beffa di Buccari, l’impresa di Fiume e il volo su Vienna.
- La beffa di Buccari: fu un episodio della prima guerra mondiale avvenuto tra la notte del 10 e l’11 febbraio 1918. Si trattò di un’incursione effettuata da motoscafi armati siluranti della Regia Marina contro un naviglio austro-ungarico nella baia di Buccari. D’Annunzio, in quest’occasione, a bordo del MAS 96 al comando del capitano Luigi Rizzo, lanciò nella baia tre bottiglie contenenti un messaggio di scherno, che diede all’azione l’appellativo di “Beffa di Buccari”.
- L’impresa di Fiume: D'Annunzio organizzò una vera e propria cospirazione per prendere possesso della città di Fiume e rivendicarla come conquista italiana. L'intento fu quello di proclamare l'annessione della città all'Italia.
- Il volo su Vienna: D'Annunzio vi partecipa il 9 agosto del 1918, quando vengono lanciati quarantamila manifestini tricolore.
Neologismi e opere principali
D’Annunzio coniò diversi neologismi, tra le quali, “tramezzino” e “vigili del fuoco”.
Le opere principali di D'annunzio sono:
- Poesia
"Primo vere" (1879)
"Canto novo" (1891)
"Il poema paradisiaco" (1910)
"Alcyone" (1903)
"Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi" (1912)
- Prosa narrativa
"Il piacere" (1889)
"Giovanni Episcopo" (1891)
"Le novelle della Pescara" (1896)
"Il trionfo della morte" (1894)
"La figlia di Iorio" (1904)
- Teatro
"La gloria" (1895)
"La vampira" (1890)
"Il sogno di un mattino di primavera" (1906)
"Francesca da Rimini" (1901)
Saggi e scritti critici
"Il fuoco" (1900)
"L'elemento umano" (1914)
"Le martiri" (1903)
- Altre opere
"Lettere d'amore" (1913)
"Notturno" (1916)
"La cantata dei giorni" (1932)
Temi e ispirazioni delle opere
I temi delle opere di D'Annunzio sono molti e diversi: egli amava giocare con lo stile, con i ritmi e con le parole. Quando scriveva, si ispirava spesso sia alla propria vita avventurosa e a tratti sfrenata, sia alle opere che venivano pubblicate in altri paesi europei. Tra le sue più importanti opere, riconosciamo: la raccolta delle Laudi, l'opera in prosa lirica Notturno e il romanzo Il piacere. Le Laudi sono raccolte di poesie che esaltano la guerra, le conquiste coloniali, gli eroi, la patria, l’energia vitale. Una di queste, Alcyone, contiene poesie sul piacere di immergersi sulla natura. Il Notturno presenta riflessioni in prosa scritte al buio su sottili strisce di carta quando il poeta era ferito all’occhio, che riguardano la vita e il dolore. Nel romanzo Il piacere possiamo riconoscere episodi della sua vita a Roma, ma anche l'influenza dei romanzi dell'inglese Oscar Wilde: entrambi raccontavano le vicende di dandies, cioè uomini raffinati e amanti del bello che vivevano nel lusso, rifiutando qualsiasi regola morale.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del termine "decadentismo" e come si collega alla realtà sociale dell'epoca?
- Quali sono le principali caratteristiche del decadentismo secondo D'Annunzio?
- Come D'Annunzio interpreta la figura dell'artista nella sua poetica?
- Quali sono le tre imprese significative di D'Annunzio che riflettono la sua teoria del superuomo?
- Quali temi e ispirazioni caratterizzano le opere di D'Annunzio?
Il termine "decadentismo" deriva da un sonetto di Paul Verlain e riflette un periodo in cui l'aristocrazia venne messa in secondo piano dalla borghesia, con l'intellettuale che rifiuta una realtà ridotta a merce di scambio.
Le caratteristiche principali includono il rifiuto del metodo scientifico, la soggettività e l'individualità, il ritorno alla poesia e l'estetismo, con il poeta che diventa un simbolo e un Vate.
D'Annunzio sostiene che l'artista non ha perso importanza e che l'arte è bellezza, estranea all'economia, con uno stile poetico elegante che esplora il subconscio e si fonde con la natura.
Le tre imprese sono la Beffa di Buccari, l'Impresa di Fiume e il volo su Vienna, tutte manifestazioni della sua volontà di potenza e della sua visione eroica del poeta.
I temi delle opere spaziano dalla guerra e le conquiste coloniali all'energia vitale, con ispirazioni che derivano dalla sua vita avventurosa e dall'influenza di autori europei come Oscar Wilde.