Concetti Chiave
- Gabriele D'Annunzio nasce a Pescara nel 1863 in una famiglia borghese, distinguendosi fin da giovane per la sua indole indisciplinata e il desiderio di primeggiare.
- Trasferitosi a Roma nel 1881, D'Annunzio vive una vita sfarzosa e pubblica opere significative come "Canto novo" e "Il piacere" prima di abbandonare la moglie e i figli.
- Nel 1897 inizia la sua carriera politica come deputato di destra, ma nel 1900 si sposta all'estrema sinistra a causa di divergenze ideologiche con il governo.
- D'Annunzio partecipa attivamente alla prima guerra mondiale, subendo gravi conseguenze fisiche e giudicando insoddisfacente il risultato del conflitto.
Infanzia e prime opere
Gabriele D'Annunzio nasce a Pescara il 12 Marzo 1863 da una ricca famiglia borghese, a cui è stata lasciata l'eredità di Antonio D'Annunzio. Studia nel collegio Cicognini di Prato, distinguendosi per la condotta indisciplinata, che per il carattere. D'Annunzio voleva, infatti, primeggiare su tutto ciò che faceva. Da ragazzo pubblica, grazie ai finanziamenti del padre, la raccolta "Prime vere".
Vita a Roma e matrimonio
Nel 1881, si iscrive alla facoltà di Lettere e si trasferisce a Roma, dove non porta a termine gli studi universitari, ma conduce una vita sfarzosa, ricca di avventure amorose.
Nel 1883 si sposa con Maria Hardouin di Gallese, da cui nasceranno tre figli e nell'anno prima escono Canto novo e Terra vergine. Tre anni dopo esce la raccolta Isaotta Guttadàuro, divisa in due parti:Il primo romanzo di D'Annunzio è Il piacere, pubblicata nel 1889. Nel 1890 il poeta abbandona la moglie e i figli, fugge da Roma insieme ad un'altra donna (Maria Gravina Cruyllas) e si trasferisce a Napoli, poiché ha molti debiti da pagare, ma pochi anni dopo fugge anche da Napoli e va in Abruzzo.
Carriera politica e amori
Nel 1897 inizia la sua carriera politica, viene eletto deputato con il partito di destra, ma nel 1900 passa con l'estrema sinistra, perché i suoi ideali vanno contro il presidente in carica. Nel '98 lascia la Gravina, da cui ha avuto un altro figlio e si trasferisce a Firenze, dove incontra una donna di nome Alessandra di Rudinì. Nel frattempo escono, rispettivamente nel 1902 e nel 1903, Nel 1906 conosce Giuseppina Mancini, ma già nel 1910 ha una nuova amante, Nathalie de Goloubeff, che lo convince a scappare a Parigi, per sfuggire ai creditori.
Guerra e ultimi anni
Qui scrive molte opere, tra cui la sceneggiatura per un film, la Gabriele D'Annunzio torna in italia nel 1915, prima dello scoppio della prima guerra mondiale e proclama un discorso per sostenere la guerra di conquista in Libia. Partecipa alla guerra, in cui perde la vista dall'occhio destro, ma non è contento del risultato finale, poiché la definisce "vittoria mutilata", perché non sono stati annessi all'Italia, l'Istria e la Dalmazia. Nel 1919 marcia sulla città di Fiume e occupa la città, ma si ritira nel 1920.
Quando in Italia arriva il Fascismo e Mussolini, D'Annunzio non condivide le idee e si ritira come eroe nazionale, trasformando la sua casa in un museo nazionale da dare in dono allo Stato. D'Annunzio muore il 1 Marzo 1938.
Domande da interrogazione
- Qual è stata l'influenza della famiglia di D'Annunzio sulla sua formazione?
- Come si è sviluppata la vita amorosa di D'Annunzio?
- Qual è stato il ruolo di D'Annunzio nella politica italiana?
- Qual è stata la posizione di D'Annunzio riguardo alla Prima Guerra Mondiale?
Gabriele D'Annunzio nasce in una ricca famiglia borghese, ereditando il nome e il patrimonio di Antonio D'Annunzio, il che ha contribuito alla sua indole ambiziosa e al suo desiderio di primeggiare in tutto ciò che faceva.
D'Annunzio ha avuto una vita amorosa tumultuosa, sposandosi nel 1883 con Maria Hardouin e avendo tre figli, ma abbandonò la famiglia nel 1890 per una nuova compagna, Maria Gravina Cruyllas, e successivamente intraprese altre relazioni significative.
D'Annunzio iniziò la sua carriera politica nel 1897 come deputato di destra, ma nel 1900 si spostò all'estrema sinistra, riflettendo i suoi ideali contro il presidente in carica, e continuò a essere un personaggio controverso fino alla sua ritirata durante il regime fascista.
D'Annunzio sostenne attivamente la guerra di conquista in Libia e partecipò al conflitto, ma si dichiarò insoddisfatto del risultato finale, definendolo "vittoria mutilata" per la mancata annessione di territori come l'Istria e la Dalmazia.