Concetti Chiave
- Gabriele D’Annunzio è un autore di fama internazionale, noto per la sua vita movimentata e per l’influenza sull’estetica novecentesca italiana.
- Le sue opere spaziano da influenze carducciane a tematiche decadenti, riflettendo un'evoluzione artistica che culmina nel "Poema paradisiaco".
- La sua carriera politica è caratterizzata da un passaggio dalla Destra alla Sinistra, con un forte impegno nel nazionalismo e nel fascismo.
- D'Annunzio è stato coinvolto in imprese militari durante la guerra, perdendo un occhio e contribuendo alla retorica nazionalista e coloniale del suo tempo.
- Il concetto di "Arte per l'arte" nelle sue opere implica una fusione tra estetica e commercializzazione, sfidando le convenzioni artistiche e sociali dell'epoca.
La Vita di Gabriele D'Annunzio
Gabriele D’Annunzio, esteta, scrittore, ideologo, e politico, è uno dei pochi scrittori italiani novecenteschi ad aver avuto successo internazionale, in una vita che, pregna di eventi scandalosi e inimitabili, diventa un'opera d’arte.
Pescara 1863- Gardone Riviera 1938
Gli Amori e le Opere
°Nasce a °Studia a Prato
°Trasferimento a Roma nel 1881->
-iscrizione senza laurea a lettere;
-giornalista letterario; cronista mondano.
-amori tempestosi si susseguono con svariate e innumerevoli donne (Giselda Zucconi, Maria Hardouin di Gallese, Elvira Fraternali Leoni)
Il Periodo Romano e Napoli
°Opere in ordine cronologico dall’esordio al 1891
-“Primo vere” (1879)-> influenza carducciana + impronta personale (musicalità sensuale)
Si apre il “periodo romano”
-“Canto Novo”-> influenza carducciana + parnassianesimo francese + panismo + amore= forza primitiva, animalesca, sadica
--“Intermezzo di rime”-> atmosfera decadente di disfacimento e corruzione (frequentazione della società “bene” romana)
--“L’Isotteo e la Chimera”-> gareggia con modelli passati reinterpretati in nuova chiave estetico-decadente
°Trasferimento a Napoli nel 1891 con Maria Gravina
----“Poema paradisiaco” nel 1893.-> nuove tematiche della “bontà”-> influenza di Tolstoj+ bisogno di protezione, equilibrio, pace, armonia, affetti familiari, del ricordo= poesia più profonda e discreta con lessico meno prezioso e diretto [Hortus conclusus (a Maria Gravina)- Hortus lavarum (Barbara Leoni)- Hortulus animae)]
--“Odi navali” nel 1893.-> a flotta della marina italiana; espressione estrema della retorica nazionalistica e dell’aggressività imperialistica.)
Incontri e Trasferimenti
°Incontro con la grande attrice Eleonora Duse
°Trasferimento a Settignano presso la villa “Capponcina” con Eleonora, causa problemi economici.
-“Maria”, “Elettra”, e “Alcyone” nel 1903.
--“La figlia di Iorio” nel 1904.
°Amore per Alessandra di Rudinì
La Politica e la Guerra
°°Eletto deputato nelle file della Destra—> passa alla Sinistra per contrastare il governo reazionario di Pelloux
°Fuga in Francia per debiti economici nel 1910.
--incontri con donne
-collaborazione con il “Corriere della Sera”
°trasferimento in Italia allo scoppio della guerra nel 1915
-interventista-> partecipazione a imprese aeree e militari—> perdita occhio destro
°°Mito della vittoria mutilata-> spirito nazionalista (successivo seguace del fascismo)
->occupazione di Fiume-> costretto ad abbandonare la missione->
Il Ritiro e la Retorica
°Ritiro a Gardone Riviera presso villa “Il Vittoriale degli Italiani” (museo a se stesso)
-cura edizione opere
-°Spinto nazionalista->
-adesione ad aggressiva politica coloniale di Crispi
-interventismo in guerra
-impresa di Fiume e mito della vittoria mutilata
-favore alla guerra fascista in Etiopia
°Retorica esibizionistica-> anticipa la retorica fascista mussoliniana
-sedurre e non convincere
-colpire e non far riflettere
°-superamento della logica dei partiti e delle correnti politiche-> perché? Bisogno soggettivo di trarre sempre e in qualsiasi condizione il massimo utile dai meccanismi culturali della civiltà di massa.
°-identificazione dell’io con la sua fusione nell’elemento naturale
°Disprezzo per masse, lavoratori e democrazia—> si propone come mito di massa
L'Arte e la Bellezza
°-Arte come Bellezza
*senso classicistico (influenza Carducci)
*senso estetico decadente-> “Arte per l’arte”: riduzione dell’io a esteriorità, esibizione sociale
-degradazione dell’arte= riduzione a prodotto commerciale (lo comincia a intuire Verga)—> reazione= negazione della degradazione-> passività (causata da negazione) rispetto alla realtà circostante, senza alcuna ambizione di trasformarla, ma negazione diventa allo stesso tempo strumento per trasformare istintivamente, involontariamente, irrazionalmente la realtà
-> risultato: arte in senso classico + sfruttare comunque i meccanismi dell’industria culturale, del mercato libraio, della moda.
————> l’unico modo per far convivere queste contraddizioni è facendole coincidere con i propri opposti—> Arte per l’arte: riduzione dell’io a esteriorità, esibizione sociale.
Simbolismo e Bellezza
°“La scienza delle parole è la scienza suprema: chi conosce questa, conosce tutto”.
°-non si ammette la mediazione
-contatto uomo-natura—> riflette il gusto per l’analogia, la similitudine e la metafora
—————> ne si evince un caso estremo di simbolismo/ simbolismo in crisi.
Da un appunto del Taccuino: “in ogni cosa è una volontà di rivelazione. Ma nessuno è disposto e aperto a riceverla”: se tutto si trasforma in Bellezza, la Bellezza può estinguersi; se tutto si riduce a forma, la possibilità di dare e avere una forma può estinguersi"
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dell'arte secondo D'Annunzio?
- Come si manifesta il nazionalismo nella vita e nelle opere di D'Annunzio?
- Quali sono le influenze letterarie che hanno segnato il percorso di D'Annunzio?
- In che modo D'Annunzio ha vissuto le sue relazioni amorose?
- Qual è il ruolo della retorica nella scrittura di D'Annunzio?
D'Annunzio considera l'arte come una forma di bellezza, influenzata sia da un senso classicistico che da un'estetica decadente, sostenendo il concetto di "Arte per l'arte", che implica una riduzione dell'io a esteriorità e esibizione sociale.
Il nazionalismo di D'Annunzio si esprime attraverso la sua retorica esibizionistica e il mito della vittoria mutilata, che anticipa la retorica fascista, evidenziando il suo spirito interventista e la sua adesione a politiche coloniali aggressive.
D'Annunzio è influenzato da Carducci e dal parnassianesimo francese, integrando elementi di panismo e una musicalità sensuale nelle sue opere, come dimostrato in "Primo vere" e "Canto Novo".
D'Annunzio ha avuto amori tempestosi e innumerevoli, con figure come Giselda Zucconi e Eleonora Duse, che hanno influenzato sia la sua vita personale che la sua produzione letteraria.
La retorica nella scrittura di D'Annunzio è caratterizzata da un'esibizione che mira a sedurre piuttosto che convincere, riflettendo un disprezzo per le masse e una ricerca di identificazione con l'elemento naturale.