Concetti Chiave
- La crisi dell'estetismo spinge d'Annunzio a cercare nuove fonti di ispirazione, in particolare nel romanzo russo, per emergere dalla massa.
- Il romanzo russo, con autori come Tolstoj e Dostoevskij, influisce sulla scrittura di d'Annunzio, portandolo a creare opere caratterizzate da trame sentimentali e complesse.
- D'Annunzio reinterpreta la figura del superuomo, presentandolo come un individuo immorale che disprezza la massa e si dedica a imprese eccezionali.
- I superuomini nei romanzi di d'Annunzio cercano di riscattare gli inetti dai romanzi precedenti, ma alla fine si rivelano anch'essi sconfitti da figure femminili fatali.
- Nei romanzi superomistici, i protagonisti come Claudio Cantelmo e Giorgio Aurispa si pongono come obiettivo quello di affrontare situazioni difficili, mostrando audacia e determinazione.
La crisi dell'estetismo
La crisi dell’estetismo porta d’Annunzio a cercare un altro modo per poter emergere dalla massa, essere osannato.
Influenza del romanzo russo
Mentre è alla ricerca di ciò e nel contempo c’è anche la crisi della sua vena di esteta, si approccia al romanzo russo. Abbiamo ora la fase della bontà. Seguendone il modo di scrivere, si avvicina ai romanzi russi e ai loro autori – come Tolstoj e Dostoevskij – scrivendone anche lui di simili, come “Giovanni Episcopo” (1892) e “L’innocente” (1892). Le trame sono molto sentimentali, struggenti, com’erano i romanzi russi; la trama dell’innocente parla di una coppia di coniugi, in cui la donna è incinta di un altro. Quest’amore è però malato e morboso, non normale. Il marito continua questo rapporto consapevolmente, ma questo peso del tradimento è sempre presente. Quando nasce il bambino, nella notte di natale, il marito lo lascia fuori al freddo e il piccolo muore. La moglie è cosciente di ciò che sta facendo il marito, ma non interviene; il sacrificio del bambino - che l’uomo confesserà solo anni dopo - è come se salvasse questo matrimonio, l’amore fra i due.
La fase del superuomo
Questo periodo è di passaggio per abbracciare un qualcosa di più forte, che trova leggendo Nietzsche, da cui nasce la figura del superuomo. Il superuomo di d’Annunzio è completamente diverso dell’uomo descritto dal filosofo, il quale è al di sopra di tutto il ben pensare borghese e della moralità; quello di d’Annunzio è immorale.
Il superuomo e le sue opere
Questa figura è un individuo dalle capacità particolari, che si butta a capofitto nelle imprese più assurde; questo individuo si colloca mentalmente nella destra più estrema; il superuomo disprezza la massa, ma non fa niente per coprire questo disprezzo; è al di sopra di tutto e di tutti e lo dimostra nelle sue imprese eccezionali. Un’opera di questo periodo è ad esempio “Le vergini delle rocce” (1895), considerata il manifesto politico del superuomo. Claudio Cantelmo è il protagonista del romanzo; egli parla di massa come “plebe”, un termine molto dispregiativo. Questo romanzo è l’approdo al superomismo; ci troviamo nel 1895, anche se un primo approccio a questo movimento c’è stato con un romanzo precedente, chiamato “Il trionfo della morte” (1894). Con questi romanzi della fase superomistica, i protagonisti (Claudio Cantelmo e Giorgio Aurispa) vogliono superare i protagonisti dei romanzi precedenti, che sono degli inetti; è un voler rivalutare l’uomo in quest’altra fase: i superuomini vogliono riscattare gli inetti dei romanzi precedenti.
Il superuomo e l'inetto
In realtà anche questi superuomini sono alla fine degli inetti, perché sono sconfitti dalle figure femminili di questo romanzo; queste erano come delle donne fatali che portavano gli uomini alla fine, con un amore malato (ricorda “Fosca”). In questa fase viene scritto anche il romanzo “Il fuoco” (1900), in cui i protagonisti sono gli alter ego di d’Annunzio ed Eleonora Duse, in cui l’autore racconta gli amplessi tra i due protagonisti, che non sono altro che quelli che c’erano tra lui e la Duse. C’è uno studio a livello psicologico dei personaggi. L’esteta tuttavia non abbandona tutte le sue tendenze passando al superuomo: la ricerca del bello e del sovrastare la massa c’è sempre; la differenza è che ad esempio Zeno Cosini è un inetto e non si mette in gioco, come Andrea Sperelli, che è innamorato di una donna e vuole costruire una vita con lei, ma che tuttavia non si butta a capofitto nei suoi obiettivi. Zeno non combatte per l’amore della donna che ama, nel momento in cui capisce di non poter riuscire nel suo intento. Il superuomo si butta invece a capofitto nelle situazioni, mettendosi in gioco.
Domande da interrogazione
- Qual è il motivo principale che spinge d’Annunzio a esplorare il romanzo russo?
- Come si caratterizza la figura del superuomo in d’Annunzio rispetto a quella di Nietzsche?
- In che modo i protagonisti dei romanzi superomistici si differenziano da quelli precedenti?
- Qual è il tema centrale del romanzo “Il fuoco”?
- Qual è la differenza tra l'esteta e il superuomo secondo d’Annunzio?
La crisi dell’estetismo porta d’Annunzio a cercare un modo per emergere dalla massa, influenzato dai romanzi russi di autori come Tolstoj e Dostoevskij, come evidenziato nelle sue opere “Giovanni Episcopo” e “L’innocente”.
Il superuomo di d’Annunzio è immorale e disprezza la massa, contrariamente all’idea di Nietzsche, e si distingue per le sue imprese eccezionali, come dimostrato nel romanzo “Le vergini delle rocce”.
I protagonisti come Claudio Cantelmo e Giorgio Aurispa cercano di superare gli inetti dei romanzi precedenti, ma alla fine si rivelano anch'essi inetti, sconfitti dalle figure femminili, come descritto nel testo.
“Il fuoco” esplora la relazione tra d’Annunzio ed Eleonora Duse, presentando un’analisi psicologica dei personaggi e degli amplessi tra i protagonisti, riflettendo le esperienze personali dell’autore.
L'esteta, come Zeno Cosini, non si mette in gioco per i suoi obiettivi, mentre il superuomo si butta a capofitto nelle situazioni, dimostrando una volontà di affrontare le sfide, come evidenziato nel confronto tra Andrea Sperelli e Zeno.