Concetti Chiave
- La "Fase della bontà" segna un cambiamento nella produzione di D’Annunzio, con un focus sulla redenzione morale e il ritorno ai valori familiari.
- I nuovi personaggi della fase si caratterizzano per virtù e un temperamento che cerca di recuperare valori tradizionali ormai trascurati.
- La "Fase Superomistica", influenzata da Nietzsche, segna un periodo prolifico per D’Annunzio, che esplora diverse forme artistiche.
- D’Annunzio rielabora il concetto di superuomo, trasformandolo in un movimento artistico-politico piuttosto che individuale.
- Secondo D’Annunzio, l'artista è un intellettuale superiore, destinato a guidare la società con un approccio paternalistico.
La Fase della Bontà
Dopo la fase dell’estetismo, la produzione D’Annunziana intraprende una nuova fase intermedia definita “Fase della bontà”. Mentre i protagonisti dei romanzi precedenti percorrevano la strada del piacere mediante i vicoli della sensualità, in questo momento D’annunzio stesso sembra vaghi alla ricerca di una redenzione morale ed etica. Perciò, si inaugura una nuova molteplicità di temi, facenti capo al ritorno alle proprie origini (alla propria terra) e alla celebrazione della famiglia (che Andrea Sperelli aveva negato). Si tratta, infatti, di nuovi personaggi che attraverso una personalità e un temperamento virtuosi tentano di recuperare valori e virtù ormai sviliti e screditati.
L'Influenza di Nietzsche
Tuttavia, a questa fase si impone la “Fase Superomistica” (1893-94) germogliata dopo la lettura di Nietzsche, in particolare Così parlò Zarathustra, di cui saranno il manifesto i romanzi Il Piacere e Giovanni Episcopo. Questo si rivelerà il periodo più proficuo, dal momento che lo scrittore abruzzese si dedicherà parallelamente alla produzione prosastica, poetica e teatrale. Nonostante il superuomo cui fa riferimento è assimilabile al Übermensch Nitzscheano, rimarchevoli sono le differenze, poiché evidente è l’adattamento e la rielaborazione personale:
1. Se Nietzsche predicava un superuomo sul piano individuale, D’Annunzio, invece, lo trasforma in un moto artistico – politico;
2. Se il filosofo tratta dell’uomo in quanto tale, D’Annunzio si riferisce all’artista e all’intellettuale;
Il Superuomo D'Annunziano
D’Annunzio, in realtà si avvale della filosofia superomistica per legittimare le sue velleità artistico – politiche. L’artista secondo la concezione D’Annunziana, poiché intellettualmente superiore alla massa, è il reale depositario della verità e in quanto tale deve capeggiare la società secondo un atteggiamento paternalistico.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della "Fase della Bontà" nella produzione di D'Annunzio?
- Come influisce la filosofia di Nietzsche sulla scrittura di D'Annunzio?
- Qual è il ruolo dell'artista secondo la concezione D'Annunziana del superuomo?
La "Fase della Bontà" segna un cambiamento nella scrittura di D'Annunzio, in cui l'autore cerca una redenzione morale ed etica, celebrando valori come il ritorno alle origini e l'importanza della famiglia, contrariamente ai protagonisti precedenti che si dedicavano solo al piacere.
La lettura di Nietzsche, in particolare di "Così parlò Zarathustra", porta D'Annunzio a sviluppare la "Fase Superomistica", in cui il concetto di superuomo viene reinterpretato in un contesto artistico e politico, differente dall'approccio individualista di Nietzsche.
D'Annunzio considera l'artista come un individuo intellettualmente superiore, il quale deve guidare la società in modo paternalistico, legittimando così le sue aspirazioni artistiche e politiche attraverso la filosofia superomistica.