Concetti Chiave
- Gabriele d'Annunzio nasce nel 1863 a Pescara, ricevendo un'educazione eccellente che stimola il suo talento per la letteratura e le arti.
- A sedici anni pubblica "Primo vere" e inizia a farsi notare nel panorama letterario italiano, attirando l'attenzione di critici e letterati.
- Trasferitosi a Roma, d'Annunzio si integra nella vita mondana, sposa la duchessina Maria Hardouin e pubblica opere significative come “Il piacere”.
- Il suo viaggio in Grecia nel 1895 segna un momento cruciale per la sua fama in Europa, riconosciuto come innovatore nel campo della narrativa.
- Negli ultimi anni, si rifugia al "Vittoriale degli Italiani" sul lago di Garda, vivendo in isolamento mentre la sua influenza politica diminuisce fino alla morte nel 1938.
Indice
Infanzia e Formazione
Gabriele d’annunzio nasce nel 1863 in una famiglia signorile a Pescara, da Francesco Paolo e Luisa de Benedictis, terzogenito di cinque figli. Dopo aver ricevuto la prima educazione da precettori locali, viene iscritto al liceo Cicognini di Prato, dove si distingue per i brillanti risultati, per l’ampiezza di interessi (letture, pittura e musica) e per il carattere dominatore e ribelle.
Primi Successi Letterari
A sedici anni, pubblica la prima raccolta di poesie, Primo vere, di ispirazione carducciana, e riesce ad attirare l’attenzione su di essa diffondendo la falsa notizia della morte per una caduta da cavallo del giovanissimo autore. L’anno successivo inizia a collaborare con la rivista “Fanfulla della domenica”, sulla quale pubblica alcuni racconti; inoltre, grazie al successo di Primo vere, entra in rapporto con letterati e critici della cerchia di Giosue Carducci.
Vita Mondana a Roma
Nel 1881 il poeta si trasferisce a Roma, dove si iscrive alla facoltà di lettere, inserendosi da protagonista nella vita mondana della capitale. Per ragioni prevalentemente economiche, inizia la collaborazione alla rivista “cronaca bizantina”; pubblica poco dopo i versi di Canto novo (1882), e nello stesso anno, i racconti di stile verista Terra vergine.
Esperienze Romane e Matrimonio
A vent’anni, dopo una fuga d’amore, sposa con un matrimonio riparatore la diciottenne duchessina maria Hardouin di Gallese, che nel giro di cinque anni gli darà tre figli. D’annunzio pubblica nel frattempo “l’Intermezzo di rime”, i cui sonetti erotici suscitano uno scandalo che l’autore deliberatamente alimenta. Prosegue, intanto, la carriera giornalistica, diventando redattore della “tribuna” e viene nominato nel 1885 per un breve periodo direttore della “cronaca bizantina”. Delle esperienze romane si trova ampia traccia nel primo e importante romanzo, Il piacere (1889), nel cui il poeta si identifica con il protagonista, Andrea Sperelli, e conduce una vita dispendiosa e trasgressiva, nel tentativo di realizzare una fusione fra vita e arte. La conclusione del servizio militare coincide con la separazione dalla Hardouin, a causa dei numerosi tradimenti del poeta. Nel 1890 d’annunzio pubblica le raccolte di versi L’Isottèo e La Chimera, con cui si accosta ai poeti toscani del trecento e del Quattrocento. Negli anni successivi lo scrittore, inquieto e oberato dai debiti, si stabilisce in varie città italiane, collaborando a riviste e pubblicando a puntate il romanzo Giovanni Episcopo sulla “nuova antologia”.
Trasferimento a Napoli
Dal 1891, d'Annunzio si trasferisce per due anni a Napoli, dove collabora al "Mattino", diretto da Edoardo Scarfoglio e dalla scrittrice verista Matilde Serao. Per una relazione con la principessa siciliana Maria Gravina Cruyllas, nel corso del 1892 deve affrontare due processi per adulterio e subisce una condanna. Intanto entra in contatto con l'italianista francese Georges Hérelle e pubblica la traduzione francese de L'innocente, che viene apprezzato da Marcel Proust e segna l'inizio del successo all'estero delle opere dannunziane. Accostatosi al pensiero di Friedrich Nietzsche, d'Annunzio crea la sua versione della teoria del superuomo, integrandola con le tesi del nazionalista francese Maurice Barrès. Agli stessi anni risale anche il Poema paradisiaco, composto, in- vece, da liriche malinconiche e nostalgiche, che il poeta pubblica in occasione del ritorno in Abruzzo, nel 1893, per la morte del padre.
Viaggio in Grecia e Successo Europeo
Nel 1895, il poeta compie un viaggio in Grecia, proprio mentre gli scavi dell'archeologo Heinrich Schliemann intorno alle rovine di Troia rilanciano il mito della classicità. La fama dello scrittore in Europa, e particolarmente in Francia, è in continua crescita: egli è ormai considerato il maestro di un nuovo modo di scrivere romanzi, che supera il Naturalismo e la narrazione di indagine psicologica. In questo periodo, d'Annunzio incontra Giovanni Pascoli nella sede del "Convito": il rapporto fra i due poeti, oscillante fra reciproche dichiarazioni di stima e critiche velenose, durerà fino al 1910.
Sodalizio con Eleonora Duse
Nel 1894, a Venezia, il poeta incontra la celebre attrice Eleonora Duse, con cui inaugura un sodalizio amoroso e letterario che durerà quindici anni. Nel biennio 1896-1897, stimolato dalla donna, si dedica prevalentemente al teatro, componendo i drammi “La città morta” e “Il sogno di un mattino di primavera”, rappresentato dall'attrice stessa a Parigi.
Mito del Nuovo Rinascimento
Nel medesimo periodo, d'Annunzio lancia il mito del "nuovo Rinascimento", legandolo al nome di Leonardo da Vinci. Lo scrittore sostiene che l'arte si servirà del progresso tecnico per dare vita, a partire soprattutto dal cinema, a spettacolari acquisizioni. Nel frattempo, sceso apertamente in campo a sostegno della destra nazionalista, d'Annunzio viene eletto deputato; in seguito compirà un clamoroso passaggio dai seggi parlamentari della Destra a quelli della Sinistra socialista, nel duro scontro di inizio secolo, ma alle successive elezioni non sarà rieletto. Nel 1910, sommerso dai debiti, d'Annunzio fugge in Francia, a Parigi e poi ad Arcachon sull'Atlantico. Entrato in rapporto con gli artisti francesi, scrive nel 1911 “Il martirio di san Sebastiano”.
Grande Guerra e Politica
Allo scoppio della Grande guerra, d'Annunzio prende decisa posizione nella campagna interventista, spalleggiato dai Futuristi di Marinetti. Nel maggio 1915, tornato i Italia e indossati i panni del "poeta-soldato", organizzando manifestazioni a favore dell'ingresso nel conflitto dell'Italia contro l'Austria. Quando viene dichiarata la guerra, d'Annunzio parte volontario per il fronte come aviatore e, in seguito a un ammaraggio di fortuna, rimane gravemente ferito perdendo un occhio. Dopo la fine del conflitto, inizia il sodalizio fra d'Annunzio e Benito Mussolini, espulso dal Partito socialista in quanto interventista, il quale ha fondato nel frattempo i Fasci di combattimento. Quasi sessantenne, con un gruppo di volontari armati, d'Annunzio, presentando come il vate del nazionalismo italiano, occupa Fiume, città assegnata alla Croazia in base al Patto di Londra del 1915, per rivendicarne il passaggio all'Italia.
Ultimi Anni e Vittoriale
Dal 1921, tuttavia, la fama di Mussolini oscura la figura politica di d'Annunzio. Lo scrittore si rinchiude nella villa di Gardone Riviera, sul lago di Garda, vero e proprio monumento a sé stesso e alle proprie gesta, cui dà il nome di "Vittoriale degli Italiani". Qui poeta trascorre gli ultimi decenni di vita, circondato da amanti, blandito dal governo fascista, ma ormai emarginato dalle battaglie politiche. La malinconia, la sofferenza e la depressione dominano l’ultima fase della vita dello scrittore e la morte lo raggiunge nel 1938.
Domande da interrogazione
- Quali sono i primi successi letterari di Gabriele D'Annunzio?
- Come si sviluppa la vita mondana di D'Annunzio a Roma?
- Qual è il significato del sodalizio tra D'Annunzio ed Eleonora Duse?
- In che modo D'Annunzio si impegna politicamente durante la Grande Guerra?
- Qual è il significato del "Vittoriale degli Italiani" nella vita di D'Annunzio?
D'Annunzio pubblica la sua prima raccolta di poesie, "Primo vere", a sedici anni, attirando l'attenzione con una falsa notizia sulla sua morte. Inizia anche a collaborare con la rivista "Fanfulla della domenica", pubblicando racconti e stabilendo contatti con letterati come Giosue Carducci.
Trasferitosi a Roma nel 1881, D'Annunzio si iscrive alla facoltà di lettere e diventa protagonista della vita mondana, collaborando a riviste e pubblicando opere come "Canto novo" e "Terra vergine", mentre vive una vita dispendiosa e trasgressiva.
Il sodalizio amoroso e letterario con Eleonora Duse, iniziato nel 1894, stimola D'Annunzio a dedicarsi al teatro, portando alla creazione di drammi come "La città morta" e "Il sogno di un mattino di primavera", rappresentati dall'attrice.
D'Annunzio si schiera a favore dell'interventismo, organizzando manifestazioni per l'ingresso dell'Italia nella guerra e partendo come aviatore, dove subisce gravi ferite. Dopo la guerra, si allea con Mussolini e occupa Fiume per rivendicare il suo passaggio all'Italia.
Il "Vittoriale degli Italiani", costruito a Gardone Riviera, diventa un monumento alla sua vita e alle sue gesta, rappresentando il suo ritiro dalla vita politica e la sua emarginazione, mentre affronta malinconia e depressione fino alla morte nel 1938.