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Concetti Chiave

  • L'economia italiana tra il 1896 e il 1908 visse una crescita significativa grazie al protezionismo, alle tariffe doganali e all'intervento statale nell'industria pesante.
  • Il dualismo economico tra nord e sud si accentuò, con il nord che si industrializzava rapidamente mentre il sud rimaneva indietro.
  • Un fenomeno migratorio di massa si sviluppò, con contadini in cerca di migliori condizioni di vita che emigrarono prima verso l'America Latina e poi verso gli Stati Uniti.
  • Il sindacalismo crebbe con la nascita delle Camere del lavoro e della Confederazione Generale del Lavoro (CGL) nel 1906, mentre il Partito Socialista Italiano si affermò come primo partito moderno di massa.
  • La crisi di fine secolo, causata da cattivi raccolti e l'aumento del prezzo del pane, portò a moti popolari e a una repressione che limitò le libertà civili in Italia.

Cosa si intende per crescita economica e dualismo?

1896-1908 l’economia italiana conobbe una fase di crescita e di profonde trasformazioni, condizioni di tale sviluppo furono per esempio il protezionismo e le tariffe doganali, e l’intervento dello Stato nel settore dell’industria pesante. Il settore tessile, l’industria saccarifera, l’industria siderurgica, idroelettrica e meccanica crebbero e si modernizzarono. Oltre al protezionismo e alle commesse pubbliche ci fu inoltre il riordino del sistema bancario nel 1893 con la nascita della BANCA D’ITALIA, cioè la banca centrale incaricata per la regolazione dell’emissione di moneta. Questo sviluppo però fu caratterizzato da un DUALISMO ECONOMICO fra nord e sud del paese accentuato in parte dal protezionismo. Infatti il protezionismo ebbe l’effetto di approfondire il divario fra la produttività dell’agricoltura settentrionale e quella meridionale che non si rinnovò. Il tessuto industriale si stava formando concentrandosi principalmente nel triangolo industriale nel nord, ovvero Milano, Genova e Torino, favorito dagli investimenti della presenza di una borghesia industriale dinamica. L’italia si sviluppò in modo crescente al Nord, mentre diventava sempre più grave il ritardo delle regioni del Mezzogiorno. La questione meridionale diveniva così uno dei grandi nodi irrisolti della società italiana.

Migrazioni e condizioni contadine

Di conseguenza le masse contadine sopravvivevano a malapena così iniziò a prendere parte un FENOMENO MIGRATORIO fino alla fine dell’800 dalle regioni settentrionali verso l’America latina, a partire dal nuovo secolo si verificarono masse migratorie dal meridionale agli Stati Uniti. Le condizioni nelle campagne italiane rimasero a lungo pessime, inadeguato regime alimentare, altissima mortalità dovuta a tifo, colera, vaiolo, malaria e pellagra. Inoltre gravavano il tutto le pesanti imposizioni fiscali, la crisi agraria e la scelta protezionistica. Lo sfruttamento dei lavoratori aumentava e iniziarono le prime rivolte come quella dei Fasci siciliani. Nelle campagne padane si formò un proletariato agricolo bracciantile che maturò rapidamente una forte solidarietà e coscienza sindacale, infatti si sviluppò un movimento sindacale contadino. Obiettivo delle agitazioni erano l’aumento della paga, il controllo del collocamento e l’imponibile della paga, cioè l’adozione di regole che vincolassero gli agrari nell'assunzione di braccianti.

Proletariato e sindacalismo

Al contempo però si stava formando anche un proletariato industriale sempre più esteso con salari bassissimi, nessuna garanzia del posto di lavoro e del salario, multe, trattenute, punizioni, regolamenti di fabbrica vessatori; larga diffusione del lavoro minorile, controlli minuziosi e asfissianti non solo sul lavoro, ma anche sulla vita privata dell’operaio. Nacque il sindacalismo organizzato che diede vita alle Camere del lavoro che organizzavano su base territoriale lavoratori di diversi settori. Nel 1906 nacque la CONFEDERAZIONE GENERALE DEL LAVORO chiamata CGL. Gli scioperi aumentavano considerevolmente. Gli obbiettivi erano: aumenti salariali, riduzione della giornata lavorativa, assistenza in caso di malattia e suffragio universale e diritto di sciopero. Nei decenni successivi all'Unità il movimento operaio italiano aveva visto prevalere la componente mazziniana, ostile alla lotta di classe e soprattutto l’ANARCHISMO, che rifiutava la partecipazione alla vita politica, che fu a lungo dominante in Emilia e nel meridione. Con lo sviluppo del proletariato industriale settentrionale, infatti erano sorti diversi gruppi di orientamento socialista, opposto agli anarchici. Nel 1892 nacque a Genova il PARTITO SOCIALISTA ITALIANO dal milanese FILIPPO TURATI. Con esso si costruiva in Italia il primo partito moderno di massa e il movimento dei lavoratori entrava a pieno titolo nella lotta politica e parlamentare. Il nuovo partito contribuì alla salvaguardia della libertà democratica radicandosi soprattutto presso la classe operaia e il bracciantato agricolo settentrionale.

Crisi di fine secolo

Fra il 1898 e il 1900 ci fu la crisi di fine secolo. Nella primavera 1898 in seguito ad un’annata di cattivi raccolti esplosero in tutto il paese moti spontanei, non organizzati dai socialisti, contro il rincaro del prezzo del pane: il popolo affamato prese d’assalto i forni, i mulini e i municipi. A Milano per esempio la folla venne cannoneggiata il 6 maggio 1898 provocando vittime, fu proclamato lo stato d’assedio a Milano, Livorno, Firenze e Napoli. In questo periodo venne limitata la libertà di stampa, di associazione e di riunione. I socialisti si mobilitarono alla camera in difesa delle libertà costituzionali, attuando per la prima volta l’ostruzionismo parlamentare ovvero l’impedire la votazione di una legge moltiplicando e allungando a dismisura gli interventi dei deputati facendo prevalere Giolitti. Nel giugno del 1900 il governo fu affidato a Giuseppe Saracco per un governo di transizione durante il quale un grave attentato terroristico scosse nuovamente la vita del paese: il 29 LUGLIO 1900 il re UMBERTO I fu ucciso a Monza dall'anarchico GAETANO BRESCI che voleva vendicare le vittime dell’eccidio di Milano. Il nuovo re fu Vittorio Emanuele II che affidò il governo a GIUSEPPE ZANARDELLI.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali cause della crescita economica in Italia tra il 1896 e il 1908?
  2. La crescita economica in Italia durante questo periodo fu sostenuta dal protezionismo, dalle tariffe doganali e dall'intervento dello Stato nell'industria pesante, con un notevole sviluppo dei settori tessile, siderurgico e meccanico.

  3. Quali furono le principali cause della crescita economica in Italia tra il 1896 e il 1908?
  4. La crescita economica in Italia durante questo periodo fu sostenuta dal protezionismo, dalle tariffe doganali e dall'intervento dello Stato nell'industria pesante, con un notevole sviluppo dei settori tessile, siderurgico e meccanico.

  5. Come si manifestò il dualismo economico tra nord e sud Italia?
  6. Il dualismo economico si evidenziò nel divario di produttività tra l'agricoltura settentrionale, che si modernizzava, e quella meridionale, che rimaneva stagnante, accentuato dal protezionismo che favoriva il nord.

  7. Come si manifestò il dualismo economico tra nord e sud Italia?
  8. Il dualismo economico si evidenziò nel divario di produttività tra l'agricoltura settentrionale, che si modernizzava, e quella meridionale, che rimaneva stagnante, accentuato dal protezionismo che favoriva il nord.

  9. Quali erano le condizioni di vita delle masse contadine in Italia alla fine del XIX secolo?
  10. Le masse contadine vivevano in condizioni precarie, con un regime alimentare inadeguato e alta mortalità a causa di malattie, aggravate da pesanti imposizioni fiscali e crisi agraria, che portarono a un significativo fenomeno migratorio.

  11. Quali erano le condizioni di vita delle masse contadine in Italia alla fine del XIX secolo?
  12. Le masse contadine vivevano in condizioni precarie, con un regime alimentare inadeguato e alta mortalità a causa di malattie, aggravate da pesanti imposizioni fiscali e crisi agraria, che portarono a un fenomeno migratorio significativo.

  13. Come si sviluppò il movimento sindacale tra i lavoratori italiani?
  14. Il movimento sindacale si sviluppò con la nascita delle Camere del lavoro e della Confederazione Generale del Lavoro (CGL) nel 1906, mirante a ottenere aumenti salariali, riduzione della giornata lavorativa e diritti di sciopero.

  15. Come si sviluppò il sindacalismo in Italia durante questo periodo?
  16. Il sindacalismo si sviluppò con la nascita delle Camere del lavoro e della Confederazione Generale del Lavoro (CGL) nel 1906, mirante a ottenere aumenti salariali, riduzione della giornata lavorativa e diritti di sciopero.

  17. Quali eventi segnarono la crisi di fine secolo in Italia?
  18. La crisi di fine secolo fu caratterizzata da moti popolari contro l'aumento del prezzo del pane, repressione violenta da parte delle autorità e un attentato che portò all'assassinio del re Umberto I, segnando un periodo di instabilità politica.

  19. Quali eventi segnarono la crisi di fine secolo in Italia?
  20. La crisi di fine secolo fu caratterizzata da moti popolari contro l'aumento del prezzo del pane, culminati in violenze a Milano nel 1898, e da un attentato che portò all'uccisione del re Umberto I nel 1900, segnando un periodo di instabilità politica.

Domande e risposte

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