Concetti Chiave
- L'ordinamento giuridico deve essere coerente, evitando regole in conflitto tra loro, con il compito del giurista di determinare quale norma è valida.
- I criteri di risoluzione delle antinomie normative sono tre: cronologico, gerarchico e della competenza, ciascuno con un proprio ambito di applicazione.
- Il criterio cronologico analizza la successione temporale delle norme, stabilendo che una legge non ha effetto retroattivo e si applica solo per il futuro.
- L'irretroattività implica che i rapporti giuridici siano regolati dalle norme vigenti al momento della loro creazione, preservando la stabilità delle situazioni legali preesistenti.
- Le nuove leggi si applicano immediatamente ai casi futuri, generando riforme legislative che influenzano le norme in vigore.
Coerenza nell'ordinamento giuridico
L’ordinamento giuridico deve necessariamente essere coerente, non deve, cioè, contenere regole che entrino in contrapposizione. Nel caso in cui esistano due norme in contrasto tra loro, il giurista ha il compito di comprendere quale delle due suddette norme è valida e quale non lo è. Per stabilire la maggiore validità di una norma rispetto a un’altra, il giurista ricorre ai cosiddetti criteri di risoluzione delle antinomie normative. Tali criteri sono tre: il criterio cronologico; il criterio gerarchico e il criterio della competenza. Come già visto, il criterio gerarchico attiene alle fonti del diritto e il criterio di competenza consente di definire le materie giuridiche di competenza di determinate fonti.
Criterio cronologico e irretroattività
Il criterio cronologico regola la successione degli atti normativi nel tempo. Esso, infatti, studia le norme in base al momento in cui esse sono state emanate. Per comprendere il valore del criterio cronologico bisogna approfondire il tema della disposizione temporale secondo cui sono state emanate determinate norme. Tale concetto è definito nell’articolo 11 delle preleggi, il quale recita: la legge non dispone che per l’avvenire: essa non ha effetto retroattivo (l’effetto retroattivo è il principio secondo cui una legge ha efficacia a partire da un tempo anteriore alla sua promulgazione). Il criterio cronologico implica due conseguenze:
- i rapporti giuridici stipulati prima della promulgazione di una legge che potrebbe modificarne la struttura saranno disciplinati comunque dalle norme vigenti al momento della loro stipulazione. Consideriamo, ad esempio, una procedura contrattuale destinata a perdurare quattro anni. Se, nel corso di questo lasso di tempo, le leggi contrattuali dovessero cambiare, il processo sarà gestito seguendo le norme vigenti al momento in cui il contratto è stato stipulato. Tale principio è definito «irretroattività»: ogni rapporto legale deve essere disciplinato sulla base delle norme vigenti al momento in cui esso ha avuto inizio. In sintesi, è possibile dire che, sulla base del criterio cronologico, i rapporti pendenti sono gestiti tramite le leggi definite nel momento della loro stipulazione;
- le nuove leggi, altresì, risponderanno alle norme attuali. Consideriamo, ad esempio, il caso in cui un legislatore modifichi determinate norme che riguardano la scuola: a partire da questo momento verranno seguite le nuove norme; in questo modo si genera una riforma legislativa.
Domande da interrogazione
- Perché è importante la coerenza nell'ordinamento giuridico?
- Quali sono i criteri utilizzati per risolvere le antinomie normative?
- Cosa implica il criterio cronologico in relazione all'irretroattività delle leggi?
La coerenza nell'ordinamento giuridico è fondamentale perché garantisce che non ci siano regole in contrapposizione. In caso di norme contrastanti, il giurista deve determinare quale norma sia valida, utilizzando criteri di risoluzione delle antinomie normative.
I criteri per risolvere le antinomie normative sono tre: il criterio cronologico, il criterio gerarchico e il criterio della competenza. Questi criteri aiutano a stabilire la validità delle norme in conflitto, considerando la loro origine e il contesto giuridico.
Il criterio cronologico stabilisce che le norme devono essere applicate in base al momento della loro emanazione, evitando effetti retroattivi. Ciò significa che i rapporti giuridici esistenti prima della promulgazione di una nuova legge continueranno a essere disciplinati dalle norme vigenti al momento della loro stipulazione.