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Concetti Chiave

  • Il cristianesimo ha influenzato profondamente la filosofia greco-romana, non come mera dottrina, ma come un incontro trasformativo con Cristo che richiede chiarimenti dottrinali.
  • Le accuse contro il cristianesimo da parte di ebrei e pagani hanno stimolato una riflessione critica tra i pensatori cristiani, portando a una difesa filosofica della fede.
  • Le critiche dei pagani, come Celso e Plotino, consideravano le idee cristiane, in particolare l'incarnazione, come irrazionali e estranee alla tradizione filosofica greco-romana.
  • Il messaggio di uguaglianza e fraternità del cristianesimo minacciava l'ordine sociale romano, tradizionalmente diviso tra proprietari e schiavi.
  • L'elaborazione dottrinale cristiana si è sviluppata in tre fasi: i padri apostolici, i padri apologisti e i padri della Chiesa, che hanno integrato la filosofia nella loro difesa della fede.

L'influenza del cristianesimo sulla filosofia

Il prevalere del cristianesimo nel mondo greco-romano determinò un nuovo indirizzo della filosofia. Il cristianesimo non si presentò mai e tuttora non si presenta come una filosofia; esso non è un’adesione a una nuova dottrina, ma l’incontro con Cristo che rivoluziona la vita. Tuttavia il cristianesimo non avrebbe potuto affermarsi stabilmente sulle più alte espressioni filosofiche della cultura pagana se non avesse compiuto, oltre alla semplice opera di proselitismo, anche un lavoro di chiarimento dottrinale di alto livello, capace di definire la visione cristiana del mondo e i connessi problemi teologici: per far questo il pensiero filosofico divenne indispensabile.

Accuse ebraiche e pagane

Inoltre la riflessione dei pensatori cristiani fu stimolata dall’urgente bisogno di difendersi dalle accuse degli avversari, ebrei e pagani(paganesimo dal latino “pagus” ossia villaggio poiché il cristianesimo si diffuse dapprima nelle città e più lentamente in campagna; il termine “pagano2 finì per significare “non cristiano”). Ebrei e pagani, con lo scopo di impedire la diffusione del cristianesimo, formularono precise accuse contro di esso: A)Accuse ebraiche: nel Talmud (termine ebraico con cui sono designate le dottrine e gli scritti post-biblici messi per iscritto verso il V secolo d.C.) e nella letteratura post talmudica Gesù è chiamato Notzrì ovvero il Nazareno, altre volte è chiamato Ben Pandera, altre volte Ben Stada (Ben = nato da): nel primo caso con allusione al padre, nel secondo in riferimento alla madre che sarebbe stata cacciata dal marito Giuseppe, perché sospettata di adulterio(stada = adultera) con un soldato romano di nome Pandera. Gesù è presentato come un mago, accusato di stregoneria e di corruzione di popolo e per questo condannato a morte. Nel Talmud sono anche condannati i minim, parola che servì a designare i cristiani definiti impuri, perché non presenti sul Monte Sinai quando Mosè ricevette da Dio i dieci comandamenti. Quasi tutti i precetti del Talmud rabbinico invitano gli ebrei ad evitare i cristiani. B) Accuse dei pagani: molte accuse si trovano nelle opere di Celo, vissuto nel II secolo d.C. e in quelle di Plotino, filosofo neoplatonico vissuto nel III secolo d.C. Celso riprende alcune accuse ebraiche: Gesù è un mago, uno stregone che cerca di ingannare il popolo con i suoi trucchi; ma Celso affronta la questione anche in termini filosofici respingendo l’idea cristiana dell’incarnazione ovvero di Dio fattosi uomo: l’idea di un Dio che rinuncia alla propria grandezza per diventare uomo e salvare l’uomo dal peccato sembra a Celso la cosa più barbara frutto della fantasia religiosa cristiana poiché estranea alla tradizionale mentalità greco-romana. I neoplatonici, fra cui Plotino, rimproverano al cristianesimo: - una concezione rozza della divinità: un Dio che ha una sua volontà, un suo pensiero, un suo amore per le sue creature è quanto di meno filosofico si possa concepire; - E' inconcepibile il rapporto cristiano fra uomo e Dio, ovvero l’idea che ogni uomo possa accedere direttamente a Dio mediante la fede e la preghiera e in tal modo giungere alla salvezza; la salvezza per i pagani è raggiungibile solo con la cultura e con lo studio ed è accessibile solo ai sapienti. Per Plotino con la cultura e lo studio l’uomo si eleva, in quanto non occorre credere ma è necessario comprendere; il Dio cristiano che dice di essere venuto per tutti e che si può raggiungere soltanto con la fede e anche senza la sapienza, è un Dio estremamente volgare.

Il cristianesimo è pertanto una religione assurda e irrazionale. In realtà il cristianesimo era temuto perché con il suo messaggio di fraternità e uguaglianza fra gli uomini scardinava la società romana divisa in proprietari e schiavi; gli schiavi con il loro lavoro mandavano avanti l’economia dello Stato romano.

Risposta cristiana alle accuse

In risposta alle accuse ebraiche e pagane il cristianesimo elaborò un lavoro dottrinale che durò alcuni secoli ed è suddivisibile in tre momenti fondamentali: 1)quello dei padri apostolici del I secolo d.C. chiamati così perché legati agli apostoli di Gesù e alla loro predicazione; nelle loro opere essi trattano solo di argomenti religiosi; 2)Quello dei padri apologisti, i quali nel corso del II secolo d.C. condussero una sistematica difesa o apologia del cristianesimo: sono proprio i padri apologisti i primi a utilizzare la filosofia per difendere meglio il cristianesimo dagli attacchi pagani ed ebrei; 3)Quello dei padri della Chiesa, pensatori cristiani che hanno contribuito a spiegare la dottrina cristiana a tutti e le cui opere sono state fatte proprie dalla Chiesa; la filosofia ricopre un ruolo considerevole.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'impatto del cristianesimo sulla filosofia nel mondo greco-romano?
  2. Il cristianesimo ha determinato un nuovo indirizzo della filosofia, non presentandosi come una dottrina ma come un incontro con Cristo che rivoluziona la vita. Per affermarsi, ha dovuto chiarire la propria visione del mondo attraverso un lavoro dottrinale di alto livello, rendendo indispensabile il pensiero filosofico.

  3. Quali erano le principali accuse contro il cristianesimo da parte di ebrei e pagani?
  4. Le accuse ebraiche includevano la presentazione di Gesù come un mago e la condanna dei cristiani come impuri. I pagani, come Celso e Plotino, criticavano l'idea dell'incarnazione e la concezione cristiana di Dio, considerandola irrazionale e contraria alla tradizione filosofica greco-romana.

  5. Come rispose il cristianesimo alle accuse ricevute?
  6. Il cristianesimo elaborò un lavoro dottrinale in tre fasi: i padri apostolici del I secolo, i padri apologisti del II secolo che difesero il cristianesimo usando la filosofia, e i padri della Chiesa che spiegarono la dottrina cristiana, integrando la filosofia nel loro pensiero.

  7. Qual era la percezione del cristianesimo da parte dei pensatori neoplatonici?
  8. I neoplatonici, come Plotino, consideravano il cristianesimo come una religione rozza e irrazionale, criticando la sua concezione di Dio e il rapporto diretto tra uomo e Dio, ritenendo che la salvezza dovesse essere raggiunta attraverso la cultura e lo studio.

  9. In che modo il messaggio cristiano influenzava la società romana?
  10. Il cristianesimo, con il suo messaggio di fraternità e uguaglianza, minacciava la struttura sociale romana, che era divisa tra proprietari e schiavi, e veniva temuto per la sua capacità di scardinare le gerarchie esistenti.

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