Concetti Chiave

  • Le invasioni costrinsero molti uomini a lasciare i campi per unirsi all'esercito, riducendo la produzione agricola e aumentando i prezzi dei prodotti alimentari.
  • La crisi colpì duramente le città, con artigiani e mercanti che fuggivano verso le ville fortificate dei latifondi per cercare sicurezza.
  • I contadini, in cerca di protezione, divennero coloni, perdendo la proprietà della terra ma guadagnando sicurezza economica in cambio di lavoro agricolo.
  • La servitù della gleba si sviluppò tra il V e l'VIII secolo, stabilendo una condizione in cui i coloni non potevano abbandonare le terre, ma godevano di alcuni diritti rispetto agli schiavi antichi.
  • Il crescente aumento delle tasse portò alla necessità di rendere i mestieri ereditari, garantendo la continuità delle attività essenziali nelle città.

Crisi agricola e aumento delle tasse

Per far fronte alle invasioni venivano arruolati nell'esercito sempre più uomini che dovevano abbandonare il lavoro nei campi. Di conseguenza la produzione agricola diminuiva e i prezzi dei prodotti cominciarono ad aumentare tanto da rendere difficile per la popolazione procurarsi i viveri necessari. Inoltre le spese per l'esercito diventavano sempre più elevate e lo Stato fu costretto ad aumentare a dismisura le tasse.

Declino delle città e migrazione

A loro volta artigiani e mercanti, che vivevano soprattutto nelle città, furono colpiti dalla crisi. Le vie di comunicazione erano sempre meno sicure a causa del continuo stato di guerra e quindi le merci circolavano con difficoltà. Le città cominciarono a spopolarsi e molti cercarono salvezza nelle grandi ville fortificate dei latifondi che ancora sopravvivevano.

Trasformazioni sociali e colonato

L'inarrestabile crisi nella quale era caduto ormai da tempo l'Impero romano e la conseguente fuga della popolazione crearono dei profondi muta menti nella società del tempo.

Coloro che cercavano rifugio presso i ricchi proprietari terrieri, detti lati fondisti, si rendevano disponibili a svolgere gratuitamente i lavori agri coli nelle loro terre, in cambio ricevevano un piccolo appezzamento di terra da sfruttare in proprio e una sicura difesa dai nemici esterni.

I piccoli proprietari terrieri diventavano così coloni, perdevano cioè la 6 loro proprietà ma ottenevano una maggiore sicurezza economica poiché non rischiavano più di rimanere senza lavoro.

Evoluzione della servitù della gleba

Tra il V e l'VIII secolo, tuttavia, i coloni non poterono più abbandonare le terre nelle quali si erano stabiliti perché i nobili latifondisti erano diventati veri e propri padroni anche delle persone che abitavano le loro proprietà. Col tempo questa condizione dei coloni - il colonato - diventò stabile, fino a costituire uno dei principali elementi della società medievale: la servitù della gleba (dal latino gleba, che significa «zolla di terra»). Rispetto alla schiavitù antica, la servitù della gleba era una forma di sfruttamento meno oppressiva. Gli schiavi antichi erano privi di qualsiasi diritto e venivano considerati "oggetti" nelle mani dei loro padroni, che aveva no potere di vita e di morte nei loro confronti. I servi della gleba, invece, avevano l'opportunità di possedere una casa, di crearsi una famiglia e di ampliarla a loro piacimento senza dover ricevere il permesso del loro signore. I loro veri obblighi erano quelli di non sottrarsi ai lavori agricoli e di non abbandonare le terre padronali.

Cambiamenti nelle città e mestieri ereditari

Allo stesso tempo, tra il IV e il V se colo, anche la popolazione delle città subì profondi cambiamenti. Il crescente aumento delle tasse, infatti, spingeva molti artigiani e commercianti ad abbandonare il proprio mestiere, che non risultava più redditizio.

Fu allora che molti mestieri divennero ereditari per legge: tessitori, fornai, macellai e altri lavoratori furono obbligati a trasmettere il loro mestiere ai figli, in modo da impedire che nelle città venissero a man care le attività indispensabili per la sopravvivenza degli abitanti.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le conseguenze della crisi agricola sull'esercito e sulla popolazione?
  2. La crisi agricola portò all'arruolamento di sempre più uomini nell'esercito, causando una diminuzione della produzione agricola e un aumento dei prezzi dei prodotti, rendendo difficile per la popolazione procurarsi i viveri necessari.

  3. Come influenzò la crisi le città e la vita degli artigiani e mercanti?
  4. La crisi colpì duramente artigiani e mercanti, portando a un declino delle città e a una migrazione verso le ville fortificate, a causa dell'insicurezza delle vie di comunicazione e della difficoltà nel trasporto delle merci.

  5. In che modo la crisi portò alla trasformazione sociale e al colonato?
  6. La fuga della popolazione verso i latifondisti portò alla creazione del colonato, dove i piccoli proprietari terrieri divennero coloni, perdendo la loro proprietà ma guadagnando sicurezza economica in cambio di lavoro agricolo.

  7. Quali cambiamenti si verificarono nella servitù della gleba tra il V e l'VIII secolo?
  8. Tra il V e l'VIII secolo, i coloni divennero legati alle terre e i nobili latifondisti acquisirono potere sui loro destini, trasformando il colonato in una forma stabile di servitù della gleba, che, pur essendo meno oppressiva della schiavitù antica, limitava la libertà dei coloni.

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